Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 marzo e il 31 marzo 2017 (dalla n. 160 alla n. 263)

 80) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 7 marzo 2017, n. 160, sulla lesione diretta derivante ad un Comune dall’inclusione del suo territorio nella competenza di un ufficio del giudice di pace da parte del decreto ministeriale di individuazione; sulla mera consequenzialità della delibera con cui il Comune in cui ha sede l’ufficio provveda al riparto dei relativi oneri;

Tar Umbria, 7 marzo 2017, n. 161, sull’inammissibilità per difetto di interesse di un ricorso avverso l’aggiudicazione di una gara d’appalto nell’ipotesi in cui la partecipante ricorrente abbia, già nel corso della gara, dato atto dell’impossibilità di svolgere il servizio oggetto di affidamento alle condizioni previste dalla stazione appaltante ovvero si sia resa disponibile a svolgerlo unicamente a condizioni economiche tali da rendere impossibile, in ipotesi di ripetizione della gara, l’aggiudicazione della stessa in suo favore;

Tar Umbria, 7 marzo 2017, n. 162, sull’inammissibilità del ricorso soggetto a dimidazione dei termini ex art. 119 c.p.a. depositato oltre i 15 giorni decorrenti dalla sua notificazione;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 180, sull’irrilevanza dell’irregolare comunicazione di aggiudicazione ai fini della legittimità della procedura di appalto, potendo al più detta irregolarità avere rilievo con riferimento all’individuazione del dies a quo per la proposizione del ricorso; sull’insussistenza di un obbligo di motivazione in ordine all’attribuzione dei punteggi nell’ipotesi in cui il bando di gara sia sufficientemente preciso e determinato nell’individuazione dei criteri; sulla legittimità della partecipazione di raggruppamenti temporanei alle procedure di gara, anche ove ciò non sia espressamente previsto dalla lex specialis, in quanto la stessa deve essere integrata ex lege con le previsioni degli artt. 34 e 37 del D.Lgs. n. 163 del 2006, norme inderogabili in ossequio al principio del favor partecipationis; sull’insussistenza del principio di necessaria corrispondenza tra la qualificazione di ciascuna impresa e la quota della prestazione di rispettiva pertinenza nelle procedure relative ad appalti di servizi; sulla necessità che la polizza fideiussoria sia intestata a tutti i componenti dell’A.T.I., ancorché sottoscritta dalla sola mandataria; sull’inammissibilità di motivi di ricorso che non superano la c.d. prova di resistenza;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 181, sulla sussistenza dell’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento di cessazione delle misure di accoglienza in favore di soggetti oggetto di protezione umanitaria o internazionale, , ai sensi dell’art. 7 della L. n. 241/1990, in quanto adempimento preordinato ad accordare al beneficiario la possibilità di allegare nel procedimento eventuali circostanze legittimanti la proroga delle misure stesse;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 182, sull’illegittimità del diniego di rinnovo del permesso di soggiorno motivato sulla base dell’asserita insussistenza di un rapporto di lavoro ove la mancata regolarizzazione sia imputabile unicamente ad omissioni del datore di lavoro;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 183, sulla possibilità per il giudice di esaminare prioritariamente, tra ricorso principale e ricorsi incidentali, quello maggiormente decisivo per dirimere la lite, ossia il ricorso principale, ove infondato, determinando detta infondatezza l’inammissibilità per difetto di interesse dei ricorsi incidentali; sulla insussistenza dell’obbligo di indicare, in sede di offerta, l’ammontare complessivo degli oneri di sicurezza aziendale, ove desumibile dal complesso dell’offerta, in quanto omissione meramente formale;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 186, sull’annullamento ministeriale di cui all’art. 82 D.P.R. 616/1977 che non si configura come riesame nel merito bensì come sindacato di legittimità, non precludendo dunque il potere dovere del Comune, quale autorità delegata, di pronunciarsi nel merito dell’istanza di condono edilizio; sul principio del ne bis in idem, applicabile anche al processo amministrativo, che ai sensi degli artt. 2929 c.c. e 324 c.p.c. presuppone l’identità nei due giudizi delle parti in causa e degli elementi identificativi dell’azione proposta, e quindi che nei suddetti giudizi sia chiesto l’annullamento degli stessi provvedimenti, o al più di provvedimenti diversi ma legati da uno stretto vincolo di consequenzialità in quanto inerenti ad un medesimo rapporto, sulla base di identici motivi di impugnazione; sul potere ministeriale di riesame di legittimità a funzione consultiva che, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42 del 2004, si configura quale parere obbligatorio e vincolante;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 202, sulla distinzione tra violazione del giudicato e elusione del giudicato per la quale il primo si verifica quando il nuovo atto emanato dall’Amministrazione contrasta con la sentenza recante un obbligo talmente puntuale che la sua esecuzione deve concretarsi nell’adozione di un atto il cui contenuto sia integralmente desumibile dalla sentenza stessa ovvero quando il nuovo provvedimento riproduca i medesimi vizi già censurati all'origine, mentre il secondo si verifica se l’Amministrazione cerca di realizzare il medesimo risultato con un’azione connotata da un manifesto sviamento di potere, e cioè con l’esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa ma in palese carenza dei presupposti che la giustificano al fine di pervenire surrettiziamente al medesimo esito già ritenuto illegittimo; sulla possibilità di conversione della domanda di ottemperanza in domanda di annullamento degli atti impugnati anche al fine di garantire l’unitarietà di trattazione di tutte le censure svolte dall’interessato a fronte della riedizione del potere;

Tar Umbria, 9 marzo 2017, n. 203, sull’accesso agli atti previsto dall’art. 22 della legge n. 241/1990 che si atteggia a diritto soggettivo perfetto e, seppur non esercitabile a meri fini ispettivi, è sempre ammissibile laddove l’istante prospetti il proprio interesse, qualificato e concreto, a conoscere la documentazione richiesta, indipendentemente dalla circostanza che gli atti oggetto dell’istanza siano divenuti inoppugnabili;

Tar Umbria, 28 marzo 2017, n. 232, sulla legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con riguardo a vertenze attinenti il personale della magistratura ordinaria; sulla illegittimità costituzionale della disposizione di cui all’art. 9, comma 22, primo periodo,  del D.L. n. 78/2010 (come convertito in Legge n.122/2010) relativa al blocco di acconti e conguagli e agli effetti del blocco sugli anni a venire, nonché della disposizione di cui all’ultimo periodo del predetto art. 9, comma 22, laddove non esclude i magistrati dall’applicazione del primo periodo del comma 21, alla luce della quale deve essere riconosciuto ai magistrati ordinari, il diritto al calcolo dell’adeguamento automatico del trattamento retributivo;

Tar Umbria, 28 marzo 2017, n. 233, sulla prova della realizzazione di opere abusive in data antecedente al settembre 1967 che ricade sul ricorrente, non potendo l’Amministrazione comunale verificare l’esatta data di realizzazione di tutte le opere insistenti sul proprio territorio, dovendo l’interessato fornire al riguardo indizi gravi, precisi e concordanti; sul c.d. divieto di motivazione postuma del provvedimento impugnato, in base al quale l’eventuale integrazione incontra il limite contenutistico della specificazione di elementi già indicati nell’atto gravato e deve esplicitarsi in nuovo atto proveniente dall’Amministrazione e non già in mera memoria difensiva; sugli atti di repressione degli abusi edilizi che, avendo natura strettamente vincolata, non richiedono apporti partecipativi del soggetto destinatario né una specifica motivazione o valutazione sull'interesse pubblico dal momento che i vizi formali dedotti non potrebbero comunque condurre all’annullamento dell’atto ai sensi dell’art. 21-octies, comma secondo, L. 241/1990;

Tar Umbria, 28 marzo 2017, n. 238, sul residuato della pregiudizialità dell’azione risarcitoria rispetto a quella di annullamento per i provvedimenti lesivi emanati prima dell’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo; sul dies a quo per il decorso del termine di prescrizione quinquennale (art. 2043 c.c.) che coinciderebbe con la data del provvedimento lesivo anche laddove emanato prima dell’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, atteso che il principio della autonomia della tutela risarcitoria da quella demolitoria, ivi affermato, sarebbe ricognitivo di principi ricavabili anche nel quadro normativo previgente; sui principi di trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa in base ai quali - a norma dell'art. 12 L. 241/90 - la predeterminazione in forma pubblica dei criteri e delle modalità a cui l’Amministrazione si riferisce per la concessione di contributi pubblici deve essere ragionevolmente contenuta nell’avviso pubblico; sulla natura della Commissione giudicatrice che nei procedimenti di natura concorsuale, quali i procedimenti di aggiudicazione di contratti pubblici o di concorso pubblico, è organo collegiale perfetto, dovendo operare a pena di illegittimità alla presenza del plenum dei componenti, fatta eccezione per le sola attività meramente preparatoria e istruttoria;

Tar Umbria, 28 marzo 2017, n. 240, sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di controversie riguardanti la concessione e la revoca di contributi e sovvenzioni pubbliche che deve essere attuato sulla base del generale criterio di riparto fondato sulla natura della situazione soggettiva azionata con la conseguenza che: - sussiste sempre la giurisdizione del giudice ordinario quando il finanziamento è riconosciuto direttamente dalla legge, mentre alla Pubblica Amministrazione è demandato soltanto il compito di verificare l’effettiva esistenza dei relativi presupposti senza procedere ad alcun apprezzamento discrezionale circa l’an, il quid, il quomodo dell’erogazione; - qualora la controversia attenga alla fase di erogazione o di ripetizione del contributo sul presupposto di un addotto inadempimento del beneficiario alle condizioni statuite in sede di erogazione o dall’acclarato sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, anche se si faccia questione di atti formalmente intitolati come revoca, decadenza o risoluzione, purché essi si fondino sull’inadempimento alle obbligazioni assunte di fronte alla concessione del contributo. In tal caso, infatti, il privato è titolare di un diritto soggettivo perfetto, come tale tutelabile dinanzi al giudice ordinario, attenendo la controversia alla fase esecutiva del rapporto di sovvenzione e all'inadempimento degli obblighi cui è subordinato il concreto provvedimento di attribuzione; - viceversa, è configurabile una situazione soggettiva d’interesse legittimo, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo, solo ove la controversia riguardi una fase procedimentale precedente al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio, oppure quando, a seguito della concessione del beneficio, il provvedimento sia stato annullato o revocato per vizi di legittimità o per contrasto iniziale con il pubblico interesse, ma non per inadempienze del beneficiario;

Tar Umbria, 28 Marzo 2017, n. 246, motiva in fatto circa il non accoglimento della domanda proposta (occupazione temporanea di area);

Tar Umbria, 28 Marzo 2017, n. 247, motiva in fatto circa il non accoglimento della domanda proposta (occupazione temporanea di area);

Tar Umbria, 28 Marzo 2017, n. 249, sulla natura del consorzio stabile il quale si pone, come tale, direttamente in veste di parte contrattuale nei confronti della Stazione appaltante, con relativa assunzione in proprio di tutti gli obblighi e le responsabilità, con la conseguenza che i requisiti di partecipazione alle gare devono essere posseduti e verificati solo in capo al consorzio stabile che partecipa e non anche in capo all’impresa consorziata indicata come esecutrice;

Tar Umbria, 28 Marzo 2017, n. 250, sulla revoca del provvedimento amministrativo che opera per ragioni di merito (e cioè di opportunità e convenienza), differentemente dall’annullamento d’ufficio che opera per soli vizi di legittimità, e con ciò è da ritenersi ammissibile non solo in base a sopravvenienze, ma anche per una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario; sui presupposti che legittimano l’esercizio del potere prefettizio di negare e di revocare l’autorizzazione al porto d’armi ogniqualvolta si possa ragionevolmente temere che l’interessato possa abusarne, non essendo necessario, ai fini di tale valutazione, il preventivo concreto uso, da parte dello stesso;  sul divieto di detenzione delle armi che può essere disposto, in applicazione degli articoli 11 e 39 del T.U.L.P.S., anche in assenza di sentenze di condanna per specifici reati, quando, per circostanze comunque legate alla condotta dell’interessato, non si possa presumerne la sicura affidabilità quanto ad un buon uso delle armi;

Tar Umbria, 28 Marzo 2017, n. 255, sulla natura di nuove costruzione dei manufatti non ancorati stabilmente al suolo, per lo più consistenti in roulottes, destinati esclusivamente alla ricezione turistica in un campeggio, in quanto è l’uso effettivo e continuativo del manufatto a determinare la necessità del titolo abilitativo; sulla figura del responsabile dell’abuso, che non è soltanto colui che ha materialmente seguito l'opera ritenuta abusiva, ma anche il detentore materiale di fatto della stessa in quanto soggetto che, avendone la materiale disponibilità, è in grado di provvedere alla demolizione;

Tar Umbria, 30 Marzo 2017, n. 260, sulla competenza del G.A. in ordine alla domanda di ottemperanza ad una sentenza resa dall’A.G.O., purché sia sentenza di condanna specifica; sulla fondatezza della domanda di condanna al pagamento della c.d. penale di mora ai sensi dell’art. 144, comma 4, lett. e), c.p.a. in ipotesi di inottemperanza dell’Amministazione;

Tar Umbria, 30 Marzo 2017, n. 261, sulla sussistenza della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133 comma 1, lett. b), c.p.a., nelle controversie in materia di ingiunzione di pagamento dei canoni di concessione di beni demaniali, qualora la controversia non verta esclusivamente sulla misura del canone, bensì anche sulla individuazione del soggetto obbligato, ovvero sulla qualificazione del rapporto concessorio; sulla legittimità della richiesta del pagamento del canone a fronte di una occupazione di mero fatto, in quanto fonte di obblighi patrimoniali di tipo indennitario per il soggetto occupante; sulla sussistenza, ai sensi dell’art. 2697 c.c. e dell'art. 64, comma 4, c.p.a., del potere del giudice di desumere argomenti di prova dal contegno processuale delle parti, in particolare dall’omessa ottemperanza all’ordine di fornire documentati chiarimenti; sulla sussistenza di un dovere dell’amministrazione chiamata in giudizio di collaborare con il giudice per la ricerca della verità; sull’inammissibilità della domanda riconvenzionale formulata con memoria non notificata;

Tar Umbria, 30 Marzo 2017, n. 263, sull’applicabilità dell’art. 49 del D.Lgs. n. 189 del 2016 in materia di rinvio d’ufficio delle udienze relative ai giudizi in cui i difensori abbiano sede nei territori dei comuni terremotati unicamente nel caso in cui la nomina del difensore sia avvenuta antecedentemente al 24 agosto 2016; motiva in fatto in merito ad ottemperanza a precedente sentenza del medesimo Tar.

 

* * *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di marzo 2017 sono: n. 165, n. 166, dalla n. 188 alla n. 196, dalla n. 198 alla n. 201, dalla n. 204 alla n. 231, n. 239, dalla n. 241 alla n. 245, n. 248, n. 251, n. 252, n. 256, n. 259;

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 164, n. 185, n. 187, n. 197, n. 234, n. 235, n. 236, n. 253, n. 254, n. 257, n. 258, n. 262;

infine, sono state emanate 11 ordinanze dichiarative dell’interruzione (dalla n. 167 alla n. 178) ed un’ordinanza interlocutoria (n. 179).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 180, 183, 202216 e 263.

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio e il 28 febbraio 2017

clicca qui

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile e il 30 aprile 2017

clicca qui

per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

clicca qui

 

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

clicca qui

Visualizzazioni: 104

Commento

Devi essere membro di Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria per aggiungere commenti!

Partecipa a Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria

© 2021   Creato da Osservatorio degli A.A.U..   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio