sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2014 (dalla n. 285 alla n. 369)

48) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiFabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli, Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 285 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 286, dichiara in parte la cessazione della materia del contendere e in parte respinge il ricorso (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.; il rigetto riguarda la domanda di condanna alle spese del giudizio di ottemperanza);

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 287, dichiara in parte la cessazione della materia del contendere e in parte respinge il ricorso (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.; il rigetto riguarda la domanda di condanna alle spese del giudizio di ottemperanza);

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 288, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 289, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 290, sull'annullamento della Delibera del Consiglio Regionale con la quale è stato approvato il “Piano Regionale dell’offerta formativa e della programmazione della rete scolastica in Umbria , anno scolastico 2014/2015”, mediante accorpamenti e soppressioni. Sul deficit motivazionale che confligge con la Legge e con le Linee Guida formulate dalla stessa Regione determinatasi sulla sola base di quanto affermato dalla Provincia, in assenza di un adeguato supporto partecipativo e senza considerare la vanificazione delle esperienze maturate dall’istituto comprensivo di Beta-Gamma: sono perciò privi di giuridico fondamento gli intenti della Regione di sottrarre i provvedimenti all’obbligo di motivazione, anche considerata la loro natura di atto non generale ma plurimo e scindibile in relazione ai singoli accorpamenti da effettuare;

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 291, (ordinanza) dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 292, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 4 giugno 2014, n. 293,  sulla improcedibilità del ricorso in materia di espropriazione allorché medio tempore sia modificata la situazione incisa dal provvedimento gravato;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2014, n. 295, sull'ottemperanza di decreto ingiuntivo emesso dal TAR. Sull'inapplicabilità della condanna al pagamento della penalità di mora (art. 114, co. 4, lett. e), c.p.a.) poiché la c.d. astreinte non trova applicazione nel caso di provvedimenti di condanna al pagamento di somme di denaro, in quanto la sua funzione è piuttosto quella di incentivare l’esecuzione di condanne di fare o non fare infungibili;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2014, n. 296, dichiara l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2014, n. 297, dichiara l’estinzione del ricorso per intervenuta rinuncia;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2014, n. 298, sull'ottemperanza di decreto ingiuntivo emesso dal TAR. Sull'inapplicabilità della condanna al pagamento della penalità di mora (art. 114, co. 4, lett. e), c.p.a.) poiché la c.d. astreinte non trova applicazione nel caso di provvedimenti di condanna al pagamento di somme di denaro, in quanto la sua funzione è piuttosto quella di incentivare l’esecuzione di condanne di fare o non fare infungibili;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2014, n. 299, sull'annullamento dei provvedimenti concernenti un bando di gara poiché, in modo illegittimo, la clausola della lex specialis impugnata prevedeva per i partecipanti alla gara una differente modalità di comunicazione della revoca della procedura di gara; sull'annullamento del provvedimento di revoca in autotutela perché adottato al di fuori dei casi previsti dalla legge: l’indicazione, generica, della mancanza di copertura finanziaria, peraltro superata dai successivi provvedimenti intervenuti, è insufficiente a sorreggere un legittimo provvedimento di revoca, in quanto il provvedimento nulla dice in ordine al suo carattere originario, o sopravvenuto (per effetto della portata demolitoria della sentenza l’Amministrazione è tenuta a concludere il procedimento di gara illegittimamente revocato);

 

Tar Umbria, 10 giugno 2014, n. 300, sull'inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del G.A. in favore del G.O.. Nella specie,  l'ASL ha impugnato le ordinanze con le quali il magistrato di sorveglianza, in accoglimento dei reclami dei detenuti e disapplicate le norme di rango amministrativo confliggenti, ha impartito all’Amministrazione sanitaria, l’ordine di erogare le cure odontoiatriche richieste dai reclamanti (in particolare protesiche prescritte dai sanitari dell’Istituto penitenziario) e l'onere delle spese necessarie alle terapie. Tali ordinanze - attinenti alla più ampia tutela dell’individuo ristretto nella libertà personale avverso l’indebita ingerenza dell’Amministrazione penitenziaria, e non alla stretta violazione dei diritti del detenuto previsti nell’art. 69, co. 6, ord. pen. - sono affermazione di diritti fondamentali la cui conoscenza è riservata al giudice ordinario. Il reclamo al giudice di sorveglianza ha natura giurisdizionale e non provvedimentale con la conseguente esclusione del sindacato del giudice amministrativo: alla fattispecie si applica l’art. 1, L. n. 132/1999 e sotto l’aspetto del “petitum” sostanziale, oggetto di domanda della ASL è il disconoscimento dell’obbligo ad erogare le richieste prestazioni, in ragione della loro estraneità ai divelli essenziali di assistenza (LEA), mentre, sotto il profilo della “causa petendi”, il rifiuto della ASL si risolve in un mero comportamento denegatorio privo di valenza provvedimentale, quindi esula dalla giurisdizione del TAR in quanto attribuita al G.O;

 

Tar Umbria, 10 giugno 2014, n. 301, sulla carenza di interesse a ricorrere al fine di ottenere l'annullamento della scheda che ha valutato l'inidoneità al servizio militare, poiché l’effetto favorevole del riconoscimento dell’inidoneità al servizio militare, traibile dall’eventuale accoglimento del ricorso, è vanificato dall’intervenuta efficacia irrevocabile, per decorso del termine impugnatorio, del provvedimento di dispensa dal servizio, conosciuto dal ricorrente dalla data della comunicazione del diniego di pensionamento per la previa dispensa dal servizio;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 302, sulla automatica eterointegrazione ex art. 1374 e 1339 cod. civ. del bando di una procedura di tipo concorsuale con la normativa di carattere imperativo c.d. autoesecutiva posta a tutela dell’ordine pubblico vigente al momento della sua pubblicazione; sulla portata del divieto di cumulo di benefici e provvidenze contenuta nel D.M. 20 ottobre 1995, n. 527, di attuazione della legge 19 dicembre 1992, n. 488;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 303, sulla illegittimità del provvedimento di diniego del permesso di soggiorno richiesto da un extracomunitario fondato sul mero riferimento ad una condanna penale (peraltro di lieve allarme sociale) senza tener conto della natura ed effettività dei vincoli familiari;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 304, sulla natura di stabilimento bagni costituente autonomo esercizio pubblico che occorre riconoscere ad una piscina aperta ad un numero indiscriminato e sempre mutevole di persone, e sulla conseguente necessità - ancorchè compresa in un più vasto complesso - di specifica licenza ex art. 86 T.U.L.P.S.;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 305, dichiara l’estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 306, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse di un ricorso proposto avverso una sanzione edilizia per equivalente in considerazione della presentazione per le opere sanzionate di una istanza di sanatoria idonea a superare (sia in caso di accoglimento, sia di rigetto) il provvedimento sanzionatorio oggetto dell’impugnativa;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 307, sulla portata del principio tempus regit actum in materia autorizzatoria edilizia; sulla riconducibilità di una recinzione in legno o rete metallica (e anche con paletti in ferro) alla attività libera trattandosi di esercizio dello jus excludendi alios; sulla discrezionalità tecnica che connota il provvedimento con cui l’UTE ai fini della applicazione della sanzione per equivalente determina l’incremento di valore dell’immobile conseguente alla realizzazione di opere abusive (la sentenza dichiara in parte la improcedibilità del ricorso per le medesime ragioni poste a fondamento della sentenza n. 306/2014);

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 308, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 309, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 310, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 311, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 312, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 313, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 314, sulla rilevanza “bilaterale” del dovere di leale cooperazione procedimentale desumibile dall’art. 6, lett. b), della legge 1990/241; sul dovere che conseguentemente incombe in capo al privato istante di attivarsi ai fini di evadere le richieste di integrazione della documentazione in possesso suo o di altri privati trattandosi di documentazione estranea all’obbligo di acquisizione d’ufficio ex art. 15, della legge 12 novembre 2011, n. 183;

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 315, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 316, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 317, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 11 giugno 2014, n. 318, sulla legittimità della revoca del permesso di soggiorno disposto (anche alla luce dell’art. 75 del D.P.R. n. 445 del 2000) in autotuela dell’Amministrazione in conseguenza del carattere mendace delle dichiarazioni effettuate in sede di rilascio dall’interessato e sulla natura vincolata del relativo provvedimento; sui presupposti del rilascio della carta di soggiorno e sulla necessità che in caso di straniero che ha esercitato il diritto di ricongiungimento familiare l’Amministrazione tenga conto - ai sensi dell’art. 5, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 286 del 1998. della “sopravvenienza di nyuovi elementi” e delle condizioni familiari al fine di verificare la sussistenza di elementi sufficienti al rilascio di un nuovo permesso;

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 319, sulla natura della revoca dell’autorizzazione del porto d’armi, quale atto con finalità di prevenzione di fatti lesivi della pubblica sicurezza, che può essere sufficientemente sorretta anche da valutazioni della capacità di abuso fondate su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di “fumus”; sulla conseguente idoneità della semplice denuncia di reato all’autorità giudiziaria ad assurgere di per sé in subiecta materia a giustificazione del giudizio di complessiva inaffidabilità, in ipotesi di estrema gravità dei fatti denunziati e dell’attendibilità dei medesimi; sulla legittimità dell’omissione della comunicazione di avvio del procedimento nei procedimenti volti a vietare la detenzione di armi e munizioni ed a revocare la licenza di porto d’armi, in quanto oggettivamente rivestiti del carattere dell’urgenza di provvedere.

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 320, sulla valutazione, ad opera dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, avente ad oggetto le domande di autorizzazione alla vendita di prodotti di monopolio, nell’ambito della quale opera ancora la regola secondo cui non devono essere assentite mere duplicazioni di servizi già esistenti; sulla necessità che tale valutazione abbia altresì riguardo all’interesse pubblico alla tutela della concorrenza e dei consumatori, nonché all’interesse pubblico alla massimizzazione degli introiti finanziari della stessa Amministrazione; sul fatto che, a fronte di detti interessi e al principio di tutela della libertà di iniziativa economica privata, garantito dall’art. 41 Cost., divenga in qualche modo recessivo l’interesse a salvaguardare la stabilità della rete di vendita, mediante la fissazione di presupposti e limiti che condizionino l’apertura di nuovi punti vendita;

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 321, sulla portata del principio tempus regit actum in tema di sanzioni disciplinari previste dal codice dell’ordinamento militare di cui al d.P.R. 15 marzo 2010, n. 90; sulla  irrilevanza, rispetto al momento di avvio del procedimento disciplinare, della data della commissione della mancanza ai fini del procedimento applicabile; sulla insussistenza dei presupposti per l’adozione della sanzione disciplinare del “rimprovero” in caso di manifestazione del pensiero del militare avvenuta a titolo personale e a mezzo stampa, con una riproduzione del contenuto della manifestazione del pensiero non direttamente riferibile al militare, rispetto alla quale non sia possibile configurare con sufficiente grado di certezza la trasgressione alle norme di disciplina e di servizio;

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 322, sulla applicabilità, anche per i procedimenti di sanatoria paesaggistica di cui all’art. 167 del d.lgs. 42/2004 della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza imposta dall’art. 10 bis della L. 241/1990 e s.m. stante la natura sostanzialmente decisoria del parere obbligatorio e vincolante reso; sull’obbligo per l’Amministrazione procedente di dar compiutamente conto, nella motivazione del provvedimento finale, delle ragioni del mancato accoglimento dell’istanza allorché, a fronte del preavviso di rigetto, vi sia effettiva rappresentazione, da parte dell’istante, di controdeduzioni  nel termine non perentorio di cui al secondo capoverso dell’art. 10 bis L. 241/1990; sul particolare onere motivazionale gravante sull’Amministrazione procedente in caso di provvedimento limitativi dello ius aedificandi; sulla conseguente necessità che il parere negativo della Soprintendenza per l’accertamento della conformità paesaggistica sia supportato dalla considerazione e dalla dimostrazione dei relativi elementi fattuali, senza che possa ritenersi sufficiente la mera affermazione che le opere realizzate recano un grave pregiudizio al bene oggetto di tutela;

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 323, sui presupposti della c.d. "sdemanializzazione" di una strada vicinale di uso pubblico (la sentenza motiva in fatto);

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 324 (ordinanza), dispone verificazione diretta ad accertare la connessione causale tra l’infermità presentata dal ricorrente ed il servizio prestato dallo stesso;

 

Tar Umbria, 12 giugno 2014, n. 325 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 326, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 327, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 328, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 329, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 330, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 331, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 332, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 333, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 16 giugno 2014, n. 334, (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n 335, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 336, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 337dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 338, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 339, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 340, dichiara in parte l’inammissibilità del ricorso ed in parte la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 341, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 342, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 343, sul contrasto tra le previsioni delle N.T.A. del P.R.G., parte strutturale, e quelle del P.R.G., parte operativa; sulla prevalenza delle N.T.A. del P.R.G., parte strutturale, su quelle delle N.T.A. del P.R.G., parte operativa (la sentenza dichiara illegittimi i provvedimenti con i quali vengono vietati trattenimenti danzanti per la ritenuta non conformità urbanistica dei locali nei quali essi vengono esercitati; è connessa con la sentenza 344/2014);

 

Tar Umbria, 21 giugno 2014 n. 344, sul contrasto tra le previsioni delle N.T.A. del P.R.G., parte strutturale, e quelle del P.R.G., parte operativa; sulla prevalenza delle N.T.A. del P.R.G., parte strutturale, su quelle delle N.T.A. del P.R.G., parte operativa (la sentenza dichiara illegittimo il diniego di sanatoria per alcuni manufatti destinati ad ospitare trattenimenti danzanti; è connessa con la sentenza 343/2014);

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 345, sul carattere vincolato del diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo laddove il richiedente sia stato condannato per uno dei reati previsti dall’art. 9, commi 4 e 9, del d. Lgs. 286/1998;

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 346, sul carattere vincolato del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno laddove il richiedente sia stato condannato per reati in materia di spaccio di sostanze stupefacenti;

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 347, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 348, dichiara la cessazione della materia del contendere:

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 349, sull’insussistenza di obblighi dell’ente impositore nei confronti del contribuente nell’ambito della fase di consegna al concessionario del ruolo esattoriale; sull’insussistenza di un obbligo di specifica motivazione della cartella esattoriale, essendo sufficiente l’enunciazione dei “codici tributo”; sull’insussistenza di un vizio di illegittimità in conseguenza dell’errata indicazione dell’Autorità Giurisdizionale dinanzi alla quale proporre ricorso (fattispecie relativa a cartella esattoriale per il pagamento di oneri di urbanizzazione);

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 350, fornisce le disposizione per l’esecuzione del giudicato e nomina il commissario ad acta per l’ipotesi di mancata spontanea attuazione del comando del Giudice nel termine di 60 giorni (fattispecie relativa ad un giudizio per l’Equa Riparazione);

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014 n. 351, fornisce le disposizione per l’esecuzione del giudicato e nomina il commissario ad acta per l’ipotesi di mancata spontanea attuazione del comando del Giudice nel termine di 60 giorni (fattispecie relativa ad un giudizio per l’Equa Riparazione;

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014, n. 352, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 23 giugno 2014, n. 353, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 354, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 355, dichiara l’improcedibilità del ricorso (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario); per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 356, sulla legittimità del diniego comunale opposto all'istanza di sanatoria paesaggistica ed edilizia; sulla rilevante alterazione dello stato dei luoghi, ostativa alla sanatoria paesaggistica di cui all'art. 167 del d.lgs. 42/2004, che consegue alla realizzazione di volumi interrati in difformità dal titolo edilizio rilasciato; sull'inammissibilità, ai sensi degli artt. 17 della l.r. Umbria n. 21/2004 e 36 del t.u. edilizia, di un titolo abilitativo a sanatoria subordinato all'esecuzione di future opere;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 357, sulla legittimità del diniego all'istanza di permesso di costruire volta alla ristrutturazione di una porzione di fabbricato per civile abitazione ai sensi dell'art. 35 della l.r. Umbria 22 febbraio 2005 n. 11; sulla nozione di "singolo edificio esistente" di cui all'art. 32, comma 2, lett. f) del della l.r. Umbria n. 11/2005;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 358, sulla legittimità del decreto di apposizione di vincolo culturale diretto ed indiretto adottato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Umbria; sulla discrezionalità cd. tecnica ed amministrativa che connota le valutazioni dell'Amministrazione in ordine all'esistenza di un interesse archeologico tale da giustificare l'apposizione del suddetto vincolo; sulla legittima imposizione del vincolo storico-artistico anche in assenza di avvenuti ritrovamenti di carattere archeologico o paleontologico, essendo a tal fine sufficiente che l'Amministrazione pervenga alla ragionevole conclusione che il sottosuolo contenga reperti non ancora portati alla luce anche sulla base di fonti bibliografiche e cartolari, purché idonee ad indicare in dettaglio l'estensione e le originarie destinazioni d'uso dell'area vincolata; sulla necessità di un inequivocabile e concreto interesse pubblico culturale indispensabile a giustificare il sacrificio del diritto dominicale del proprietario dell'area sottoposta a vincolo;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 359, sull'incidenza dell'attività lavorativa quale concausa efficiente e determinante la patologia lamentata, ai fini del riconoscimento della causa di servizio; sulla potestà del Giudice di valutare, anche avvalendosi di idonea consulenza tecnica, l'eventuale erroneità dell'apprezzamento tecnico-discrezionale dell'Amministrazione;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 360, sul difetto di legittimazione passiva del Ministero dell'Economia e delle Finanze nella controversia avente ad oggetto il diniego di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità sofferta; sui limiti del sindacato giurisdizionale in merito alle decisioni adottate dal Comitato di Verifica per le cause di servizio e connotate da discrezionalità c.d. tecnica; sulla competenza del Comitato di Verifica a stabilire l'eventuale rapporto di derivazione tra le prestazioni di servizio e l'insorgenza dell'infermità lamentata e sulla non configurabilità di un onere motivazionale dello stesso Comitato nei casi di difformità del proprio parere rispetto al giudizio medico legale della Commissione Medica Ospedaliera;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 361, sull'efficacia vincolante per l'Amministrazione procedente del parere adottato dal Comitato di Verifica nell'ambito dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una determinata infermità e sulla non necessaria adozione del provvedimento di comunicazione del preavviso di rigetto dell'istanza presentata; sui limiti del sindacato giurisdizionale in merito alle decisioni adottate dal Comitato di Verifica per le cause di servizio e connotate da discrezionalità c.d. tecnica;

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 362, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 363, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 364, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 365, dichiara cessata la materia del contendere  (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 366, dichiara cessata la materia del contendere  (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 367, dichiara cessata la materia del contendere  (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 368, dichiara cessata la materia del contendere  (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario);

 

Tar Umbria, 26 giugno 2014 n. 369, dichiara cessata la materia del contendere  (trattasi di giudizio di ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario),

 

 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 290, 300, 302, 304, 307, 314, 322, 343, 344, 356, 357, 358, 359 e 360

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 maggio e il 31 maggio 2014

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 per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 luglio 2014

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 - 2014

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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