Sommario delle decisioni pubblicate tra 1 maggio e il 31 maggio 2017 (dalla n. 331 alla n. 434)

 82) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 331, sul d.l. n. 1/2012 (convertito in Legge n. 27/2012), che al fine di realizzare una maggiore accessibilità del servizio pubblico farmaceutico, ha disposto che ogni Comune deve avere una farmacia ogni 3.300 abitanti, sicché l’automatica riduzione dei bacini di utenza delle farmacie preesistenti, è conseguenza diretta della decisione effettuata in tal senso dal legislatore, dalla quale discende, inevitabilmente, l’insindacabilità della scelta operata dall’Amministrazione comunale, in ordine alle zone ove istituire le nuove farmacie, fermo restando il rispetto dei criteri stabiliti per legge (come peraltro avvenuto nel caso di specie);

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 332, sul d.l. n. 1/2012 (convertito in Legge n. 27/2012), che al fine di realizzare una maggiore accessibilità del servizio pubblico farmaceutico, ha disposto che ogni Comune deve avere una farmacia ogni 3.300 abitanti, sicché l’automatica riduzione dei bacini di utenza delle farmacie preesistenti, è conseguenza diretta della decisione effettuata in tal senso dal legislatore, dalla quale discende, inevitabilmente, l’insindacabilità della scelta operata dall’Amministrazione comunale, in ordine alle zone ove istituire le nuove farmacie, fermo restando il rispetto dei criteri stabiliti per legge (come peraltro avvenuto nel caso di specie);

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 333, sul termine per la riassunzione del giudizio a seguito di morte del difensore che non può che decorrere dalla data in cui il ricorrente possa aver avuto conoscenza del decesso dell’avvocato della controparte e, quindi, il giorno in cui è stata depositata in atti la copia del certificato di morte di detto difensore, ovvero dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento giurisdizionale con il quale è stata dichiarata l’interruzione del giudizio stesso;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 334, sul termine per la riassunzione del giudizio a seguito di morte del difensore che non può che decorrere dalla data in cui il ricorrente possa aver avuto conoscenza del decesso dell’avvocato della controparte e, quindi, il giorno in cui è stata depositata in atti la copia del certificato di morte di detto difensore, ovvero dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento giurisdizionale con il quale è stata dichiarata l’interruzione del giudizio stesso;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 335, sul termine per la riassunzione del giudizio a seguito di morte del difensore che non può che decorrere dalla data in cui il ricorrente possa aver avuto conoscenza del decesso dell’avvocato della controparte e, quindi, il giorno in cui è stata depositata in atti la copia del certificato di morte di detto difensore, ovvero dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento giurisdizionale con il quale è stata dichiarata l’interruzione del giudizio stesso;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 336, sul vizio di incompetenza che, ai sensi dell’art. 34 comma 2, C.P.A., ha carattere assorbente rispetto alle altre censure proposte nel ricorso, dato che in tutte le situazioni di incompetenza e di carenza di proposta o di parere obbligatorio si versa nella situazione in cui il potere amministrativo non è stato ancora esercitati, in tale ipotesi ritenendosi sussistere i presupposti per disporre l’assorbimento (assorbimento per legge, per pregiudizialità necessaria e per ragioni di economia) precisati dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza 27 aprile 2015 n. 5; sull’Ente competente all’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche ed alla loro localizzazione (nel caso di specie il Collegio, “re melius perpensa” ha ritenuto di riesaminare la prospettata questione della competenza sul punto, non solo alla luce della evidenziata pronuncia della Corte Costituzionale n. 255/2013, ma della stessa compatibilità del nuovo assetto normativo con diversi principi costituzionali (artt. 41, 97 e 118 comma 1 Cost.) che il ricorrente assume essere violati a supporto della prospettata questione di costituzionalità;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 337, sul vizio di incompetenza che, ai sensi dell’art. 34 comma 2, C.P.A., ha carattere assorbente rispetto alle altre censure proposte nel ricorso, dato che in tutte le situazioni di incompetenza e di carenza di proposta o di parere obbligatorio si versa nella situazione in cui il potere amministrativo non è stato ancora esercitati, in tale ipotesi ritenendosi sussistere i presupposti per disporre l’assorbimento (assorbimento per legge, per pregiudizialità necessaria e per ragioni di economia) precisati dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza 27 aprile 2015 n. 5; sull’Ente competente all’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche ed alla loro localizzazione (nel caso di specie il Collegio, “re melius perpensa” ha ritenuto di riesaminare la prospettata questione della competenza sul punto, non solo alla luce della evidenziata pronuncia della Corte Costituzionale n. 255/2013, ma della stessa compatibilità del nuovo assetto normativo con diversi principi costituzionali (artt. 41, 97 e 118 comma 1 Cost.) che il ricorrente assume essere violati a supporto della prospettata questione di costituzionalità;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 338, sulla qualifica di proprietario confinante del destinatario di un provvedimento di annullamento d’ufficio di un titolo abilitativo che non assume la veste giuridica di controinteressato, perché il potere di autotutela è esercitato per il conseguimento dell’interesse pubblico al quale è estraneo il privato che, se vanta un interesse di mero fatto, ricorrendone i presupposti, può svolgere l’intervento ad opponendum a norma dell’art. 28 comma 2 C.P.A.; sulla pregiudizialità (rispetto al ricorso giurisdizionale) del ricorso straordinario, qualora ricorra piena identità di petitum e di parti;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 339, sulla mancata indicazione dei costi di sicurezza aziendali che, nelle gare bandite antecedentemente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 50/2016, non può determinare l’esclusione della procedura, ove non espressamente previsto dal bando, ma la sola attivazione del soccorso istruttorio (Ad. Plen. n. 19/2016); sulla legittimità della motivazione per facta concludentia, ossia mediante ammissione alla gara della ditta rappresentata dal condannato, della irrilevanza di condanna penale ai sensi dell’art. 444 c.p. ai fini dell’esclusione; sulla sufficienza del voto numerico ai fini della motivazione della valutazione delle offerte, sempre che siano stati sufficientemente specificati e predeterminati i relativi criteri di valutazione;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 340, sull’insussistenza, in capo al Comune, di competenze autorizzatorie nella materia delle autorizzazioni ambientali richieste per l’attività di recupero di rifiuti speciali non pericolosi, fatto salvo il potere di ordinanza contingibile ed urgente contemplato dagli artt. 50 e 54 T.U.E.L. nonché dal D.lgs. 152/2006 in presenza di grave pericolo per l’incolumità pubblica;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 342, sulla valutabilità ai sensi dell’art. 116 c.p.c. dell’omesso adempimento all’ordine di esibizione istruttoria

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 343, sulla natura di dichiarazione di scienza della dichiarazione di emersione del lavoro irregolare; sulla sua emendabilità in caso di errori del dichiarante, essenziali e riconoscibili, che non siano frutto di comportamenti fraudolenti;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 344, sulla sussistenza della giurisdizione del G.A. sulle controversie in materia di conferimento di incarichi di direzione di struttura complessa; sulla natura dei criteri di cui all’art. 8 del D.P.R. n. 487/1997, che costituiscono criteri di valutazione e non di ammissione alla procedura;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 345, sull’insussistenza di un obbligo di provvedere dell’Amministrazione a fronte di una istanza di riesame in assenza di elementi sopravvenuti;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 346, sulla natura di decadenza o “revoca sanzionatoria” del provvedimento di revoca dell’autorizzazione al funzionamento di comunità educativa residenziale per minori, avendo come presupposto l’inadempimento del destinatario; sull’insussistenza, nella Regione Umbria, di normativa volta a disciplinare l’attività di c.d. comunità terapeutiche specificatamente destinate al trattamento di minori con problemi di salute mentale o dipendenza; sull’illiceità dell’inserimento nella comunità educativa residenziale per minori di un numero di ospiti con disabilità superiore a quello fissato dall’art. 10, comma 5, del R.R. n. 8/2005;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 347, s sulla natura di decadenza o “revoca sanzionatoria” del provvedimento di revoca dell’autorizzazione al funzionamento di comunità educativa residenziale per minori, avendo come presupposto l’inadempimento del destinatario; sull’insussistenza, nella Regione Umbria, di normativa volta a disciplinare l’attività di c.d. comunità terapeutiche specificatamente destinate al trattamento di minori con problemi di salute mentale o dipendenza; sull’illiceità dell’inserimento nella comunità educativa residenziale per minori di un numero di ospiti con disabilità superiore a quello fissato dall’art. 10, comma 5, del R.R. n. 8/2005;

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 348, sull’impugnazione di un provvedimento di esclusione dalla procedura di gara per l’affidamento dei servizi di assistenza scolastica a favore di alunni disabili; sulla natura della cauzione provvisoria che ricopre una funzione indennitaria in caso di mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’aggiudicatario o più strettamente sanzionatoria in caso di altri inadempimenti procedimentali del concorrente (artt. 93, comma 6 e 89, comma 1 d.lgs. n. 50/2016);

Tar Umbria, 2 maggio 2017, n. 349, sull’impugnazione dell’aggiudicazione per la fornitura di farmaci ed emoderivati alle aziende sanitarie ed ospedaliere nella parte in cui dispone l’esclusione della ricorrente da un lotto in relazione alle modifiche soggettive intervenute in corso di gara e sulla cessione o affitto di un’azienda che comportano il subentro dell’una nei contratti dell’altra salva l’apposita comunicazione all’amministrazione aggiudicatrice e il documentato possesso dei necessari requisiti in capo all’affittuaria (art. 51 d.lgs. n. 163/2006);

Tar Umbria, 3 maggio 2017, n. 355, sulla revoca dell’autorizzazione del porto d’armi quale atto con finalità di prevenzione di fatti lesivi della pubblica sicurezza che può essere sufficientemente sorretta anche da valutazioni della capacità di abuso fondate su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di “fumus”, in quanto nella materia de qua l’espansione della sfera di libertà dell’individuo è destinata a recedere di fronte al bene della sicurezza collettiva, non essendo richiesto l’accertamento di un oggettivo abuso delle armi; sulla consistenza del porto d’armi quale eccezione al normale divieto di portare armi che può operare solo nei confronti di persone riguardo alle quali esista la completa e perfetta sicurezza circa il “buon uso” delle armi stesse in modo tale da evitare qualsiasi dubbio o perplessità sotto il profilo dell’ordine pubblico e della tranquilla convivenza della collettività; sull’insufficienza di una mera denuncia di reato all’autorità giudiziaria a giustificazione del giudizio di complessiva inaffidabilità essendo necessaria anche la valutazione generale della personalità del soggetto onde valutarne l’incidenza in ordine al giudizio di affidabilità e/o probabilità di abuso nell’uso delle armi;

Tar Umbria, 11 maggio 2017, n. 378, sulla sufficienza in materia di rigetto di un’istanza di emersione da lavoro irregolare di una motivazione per relationem in riferimento alla pendenza di indagini da parte del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro per presentazione di false domande di emersione da parte del datore di lavoro in concorso con il lavoratore ricorrente; sulla necessità di provare la reale sussistenza di un valido rapporto di lavoro instaurato entro i termini di cui al d.lgs. n. 109/2012 per usufruire del beneficio della c.d. emersione dal lavoro irregolare;

Tar Umbria, 11 maggio 2017, n. 379, sull’impugnazione degli atti riguardanti una procedura di gara per l’affidamento dei lavori di prevenzione del rischio idrogeologico decide nel merito;

Tar Umbria, 11 maggio 2017, n. 380, sulla tardività dell’impugnazione di una delibera della Giunta Regionale meramente attuativa di linee guida non ritualmente impugnate che risultano direttamente lesive per gli interessi azionati dalla ricorrente; sull’inammissibilità per carenza di interesse di un ricorso diretto a censurare un atto presupposto direttamente lesivo non ritualmente impugnato dal momento che il termine per l’impugnazione di un atto a contenuto generale immediatamente lesivo decorre dal giorno in cui è scaduto il termine per la pubblicazione;

Tar Umbria, 11 maggio 2017, n. 381 (sentenza breve), sul difetto di giurisdizione del G.A. in favore del G.O. nel caso di impugnazione di un provvedimento di ritiro determinato non da una riscontrata erroneità originaria del provvedimento concessivo o da una sua ritenuta inopportunità risultante da una rinnovata co-ponderazione degli interessi coinvolti ma piuttosto da una condotta della ricorrente stessa collocatasi appieno nella fase esecutiva del rapporto e connotata dalla violazione degli obblighi posti a suo carico dalla normativa comunitaria e nazionale;

Tar Umbria, 17 maggio 2017, n. 383, motiva in fatto circa il non accoglimento della domanda proposta (provvedimento di esclusione dal contributo pubblico finalizzato all’ammodernamento delle aziende agricole);

Tar Umbria, 17 maggio 2017, n. 385, motiva in fatto circa il non accoglimento della domanda proposta (piano triennale della formazione in ambito sanitario e qualifica di massaggiatore massofisioterapista);

Tar Umbria, 17 maggio 2017, n. 386, sulla legittimità del provvedimento di esclusione da una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. d) d.lgs n. 50/2016 in caso di mancata indicazione degli oneri per la sicurezza da parte di uno studio professionale; sulla ineludibilità dell’obbligo di indicazione degli oneri per la sicurezza già in sede di predisposizione dell’offerta economica e sulla correlata impossibilità di integrazione ex post mediante il ricorso all’istituto del soccorso istruttorio; sulla legittimità dell’esclusione a causa della mancata indicazione degli oneri per la sicurezza anche in assenza di una specifica previsione nella lex specialis e nei moduli predisposti dalla stazione appaltante; sulla inidoneità delle prestazioni intellettuali ad escludere per loro stessa natura l’indicazione in sede di offerta economica degli oneri di sicurezza aziendale;

Tar Umbria, 17 maggio 2017, n. 387, sul difetto di giurisdizione in favore del Tribunale Superiore delle Acque pubbliche nel caso in cui la controversia abbia ad oggetto esclusivamente atti concernenti in via diretta il regime dell'acque ed emanati da autorità preposte alla relativa tutela;

Tar Umbria, 17 maggio 2017, n. 388, motiva in fatto circa il non accoglimento della domanda proposta (provvedimento di diniego per autorizzazioni ambientali relativo alla realizzazione di un fabbricato di civile abitazione);

Tar Umbria, 17 maggio 2017, n. 390, sull’ammissibilità del ricorso avverso l’aggiudicazione definitiva di una gara pubblica con il quale sia stato impugnato anche il bando o il disciplinare di gara, nel caso in cui la lesività delle clausole impugnate si manifesti solo per effetto della successiva applicazione da parte della commissione di gara, non configurandosi alcun onere di immediata impugnativa prima di tale momento; sulla necessità di indicazione degli oneri per la sicurezza nell’ambito di appalti di servizi di natura intellettuale qualora essi consistano in un complesso di attività di cui non può a priori escludersi il rischio di interferenze e che non appaiano sussumibili nelle prestazioni di natura esclusivamente intellettuale; sulla irregolarità insanabile delle offerte economiche presentate in mancanza di indicazione degli oneri aziendali; sulla avvenuta riforma della disciplina in tema di obblighi dichiarativi in materia di oneri per la sicurezza per effetto dell’entrata in vigore del D.lgs. 50 del 2016;

Tar Umbria, 23 maggio 2017, n. 407, sulla natura globale e sintetica del giudizio di verifica della congruità di un'offerta sospetta di anomalia; sull’insindacabilità delle valutazioni della commissione di gara nell’ambito del giudizio di anomalia o di incongruità dell'offerta salvo il caso di macroscopica illogicità o di erroneità fattuale che rendano palese l'inattendibilità complessiva dell'offerta; sulla legittimità del sub procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta nel caso in cui dall’esame complessivo della stessa risulti sussistere un pur esiguo margine di utile; sull’idoneità anche di un utile apparentemente modesto a configurare  un vantaggio importante, in termini di ricadute positive quali la qualificazione ed il fatturato per le successive gare d'appalto;

Tar Umbria, 25 Maggio 2017, n. 408, sulla domanda risarcitoria proposta per illegittima occupazione, limitatamente ad un determinato arco temporale, con detrazione dell’importo dovuto di quanto già corrisposto al ricorrente a titolo di indennità di requisizione e disposizione di verifica tecnica;  sul calcolo della rivalutazione del danno secondo gli indici Istat e gli interessi compensativi calcolati nella misura legale separatamente sul capitale, via via rivalutato dalle singole scadenze mensili sino al soddisfo (conferma la sentenza non definitiva n. 532/2015 in parte dichiarando il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione dell’adito Giudice Amministrativo);

Tar Umbria, 29 Maggio 2017, n. 418, motiva in fatto sulla legittimità dei pareri negativi espressi dalla Soprintendenza in ordine alla istanza di sanatoria, laddove l’Amministrazione abbia ben specificato gli elementi che rendono dette opere incompatibili sotto il profilo paesaggistico, non essendo ravvisabile nessun difetto di motivazione o carenza di valutazione paesaggistica;

Tar Umbria, 29 Maggio 2017, n. 424, sull’irricevibilità del motivo d’impugnazione relativo al solo atto dichiarativo di accertamento dell’inottemperanza dell’ordine di demolizione, al fine di far valere vizi relativi a tale ordine e/o al provvedimento di rigetto dell’istanza di sanatoria a cui il ricorrente ha prestato acquiescenza; sulla sussistenza di un obiettivo contrasto giurisprudenziale circa la necessità o meno, in ipotesi di attivazione del procedimento di sanatoria formale, conclusosi con determinazione negativa, di riattivare il procedimento sanzionatorio; sulla non annullabilità, in presenza di attività amministrativa vincolata, di provvedimenti per vizi di natura puramente “formale”, in virtù del principio di strumentalità delle forme consacrato dall’art. 21-octies;

Tar Umbria, 31 Maggio 2017, n. 429,  sull’onere di notifica ai controinteressati che non ricorre in caso di ricorso contro l’esclusione da una gara pubblica, proposto prima del provvedimento finale di aggiudicazione dell’appalto, sia perché a tale stadio del procedimento di gara non sussiste un interesse protetto in capo agli altri concorrenti che potrebbe essere leso dall’eventuale accoglimento del ricorso, sia perché comunque il loro interesse non emerge direttamente dal provvedimento impugnato;

Tar Umbria, 31 Maggio 2017, n. 431, sull’ottemperanza ad un decreto ingiuntivo munito di formula esecutiva che ingiunge all’Amministrazione il pagamento di una somma di denaro, con nomina di un commissario ad acta.

* * *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di maggio 2017 sono: n. 353, dalla n. 356 alla n. 377; dalla n. 392 alla n. 399, dalla n. 411 alla n. 416, n. 425, n. 426, n. 427, n. 432, n. 433, 434;

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 354, n. 389, n. 391, n. 401, n. 402, n. 403, n. 419, n. 421, n. 423;

infine, sono state emanate 6 sentenze e/o ordinanze interlocutorie (n. 341, n. 350, n. 353, n, 384, n. 400, n. 430), una sentenza breve di estinzione del giudizio (n. 351), due ordinanze di sospensione (n. 382, n. 428), una sentenza dichiarativa della rinunzia al ricorso (n. 406),  ed un decreto di liquidazione del compenso (n. 404)

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile e il 30 aprile 2017

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2017

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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