sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 agosto e il 31 agosto 2013 (dalla numero 400 alla numero 472)

38) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiMaria Di PaoloGiulia Gambuli,  Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 1 agosto 2013, n. 400 (ordinanza), dichiara l’interruzione del processo ai sensi dell’art. 79,  comma 2, C.P.A.  e dell’art. 299 e segg. cod. proc. civ.;

 

Tar Umbria, 1 agosto 2013, n. 401 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 1 agosto 2013, n. 402, sul difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo in caso di impugnazione del decreto di espulsione dal territorio nazionale del cittadino extracomunitario;

 

Tar Umbria, 1 agosto 2013, n. 403, sull’accoglibilità dell’istanza volta all’emersione del rapporto di lavoro irregolare del cittadino straniero per la quale, ai sensi dell’art. 5,  comma 1, del D.Lgs. 16 luglio 2012 n. 109, è necessario dimostrare l’occupazione del lavoratore alle dipendenze per un periodo di almeno 3 mesi;

 

Tar Umbria, 1 agosto 2013, n. 404, sulla natura del termine entro il quale a seguito della sospensione delle opere deve essere disposto il ripristino ex art. 27, comma 3, del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380; sulla non configurabilità dell’ordine di sospensione quale atto presupposto all’ingiunzione di demolizione e sulle conseguenze che ne discendono; sulla nozione di “interventi di nuova costruzione” previsti in via residuale della legge r. Umbria 18 febbraio 2004 n. 1; sul concetto di provvisorietà per gli edifici di nuova costruzione che va individuata in base alla funzionalità ed agli scopi (specifici e cronologicamente delimitati) ai quali protende; sulla regolamentazione edilizia di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per servizi di telecomunicazione ex artt. 86, 87 e 88 del D.Lgs. 1 agosto n. 259; sulla possibilità di inibirne la localizzazione anche in assenza di pianificazione comunale di settore;

 

Tar Umbria, 1 agosto 2013, n. 405, sulle conseguenze che discendono dalla presentazione di una domanda di accertamento; sulla natura del potere repressivo degli abusi edilizi il quale costituisce attività vincolata della P.A. e sull’insussistenza, ai sensi dell’art. 21-octies L. 7 agosto 1990 n. 241, del dovere di comunicazione di avvio del procedimento; sulla legittimazione passiva del solo responsabile dell’abuso e non anche degli altri proprietari dell’immobile; sulla distinzione tra manutenzione straordinaria e risanamento conservativo; sull’onere probatorio in capo al ricorrente in caso di applicazione in suo favore di una sanzione pecuniaria in sostituzione della demolizione; sull’incompatibilità del preavviso di rigetto ex art. 10-bis L. 7 agosto 1990 n. 241 con lo schema procedimentale della D.I.A. (ora S.C.I.A.) la quale non è assimilabile all’istanza di parte richiesta dalla suddetta norma;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 406, liquida le spese di giudizio in favore di soggetto ammesso al gratuito patrocinio dello Stato, parametrando i compensi sulle disposizioni contenute nell’art. 9 D.M. 20 luglio 2012 n. 140 e nell’art. 9 del D.L. 24 gennaio 2012 n. 1 convertito in L. 24 marzo 2012 n. 27 (decreto di pagamento);

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 407, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1,  lett. c) C.P.A.;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 408, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse ai sensi dell’art. 35, comma1, lett. c) C.P.A.;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 409, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse (in conseguenza dell’intervenuto rilascio in corso di giudizio del titolo abilitativo in sanatoria;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 410, sulla natura dell’atto meramente confermativo e sugli elementi di fatto e di diritto che ne escludono la configurabilità; sui requisiti per l’inserimento nella quarta  fascia di priorità per l’ottenimento di contributi di cui alla legge r. 12 agosto 1998 n. 30 per la ricostruzione di immobili danneggiati da eventi sismici; sulla sussistenza di legittimazione a richiedere tali contributi anche in capo a persone fisiche titolari di una S.n.c. effettiva proprietaria dell’immobile danneggiato;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 411, sulla necessità del permesso di costruire e del parere di compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art. 181, comma 1 quater, D.Lgs. 42/2004 per opere non precarie e suscettibili di arrecare una visibile alterazione all’edificio o alle parti di esso su cui vengono inserite (nel caso di specie tettoie e rimesse per attrezzi di varie dimensioni); sull’irrilevanza del decorso del tempo in ordine alla tutela dell’affidamento al mantenimento dell’opera abusivamente realizzata e sui presupposti per la sua rilevanza, in particolare sull’onere della prova incombente sul ricorrente in ordine all’epoca di realizzazione del manufatto; sulla rilevanza della prova testimoniale nel processo amministrativo;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 412, sulla funzione che occorre riconoscere al certificato di agibilità; sulla portata del principio tempus regit actum in materia edilizia; sulla portata di talune norme del regolamento di igiene e sanità del Comune di Bettona disciplinanti la distanza degli allevamenti dagli abitati e sulla successione temporale di esse; sulla portata della nozione di  “allevamenti autorizzati” ivi contenuta; 

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 413, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 414, dichiara l’inammissibilità del ricorso per motivi aggiunti notificato all’Amministrazione nella propria sede anziché presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato;

 

Tar Umbria, 2 agosto 2013, n. 415, dichiara l’irricevibilità del ricorso;

 

Tar Umbria, 3 agosto 2013, n. 416, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 agosto 2013, n. 417, dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto  difetto di interesse in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 agosto 2013, n. 418, dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto  difetto di interesse in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 agosto 2013, n. 419, dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto  difetto di interesse in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 agosto 2013, n. 420, dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto  difetto di interesse in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 Agosto 2013, n. 421, dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto  difetto di interesse in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 Agosto 2013, n. 422, dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto  difetto di interesse in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 5 Agosto 2013, n. 423, ordina in sede di ottemperanza il pagamento di somme portate da decreto ingiuntivo emesso dall’A.G.O.;

 

Tar Umbria, 5 Agosto 2013, n. 424, ordina in sede di ottemperanza il pagamento di somme portate da decreto ingiuntivo emesso dall’A.G.O.;

 

Tar Umbria, 5 Agosto 2013, n. 425, sull’inammissibilità, nel ricorso proposto ex  art. 117 c.p.a. (ricorso avverso il silenzio), di domande impugnatorie volte alla caducazione di atti diversi dal sopravvenuto provvedimento oggetto dell’istanza a provvedere, in quanto trattasi di giudizio non idoneo al conseguimento di statuizioni attinenti il merito; sull’inammissibilità per difetto di interesse del ricorso avverso il c.d. preavviso di diniego; sulla competenza esclusiva del Consiglio comunale in ordine alla costituzione di diritti reali sul patrimonio dell’Ente in favore di terzi, anche nell’ipotesi in cui la concessione di tali diritti sia individuata nel Piano esecutivo di gestione; sulla non configurabilità dell’istituto del silenzio assenso in merito al parere paesaggistico della Soprintendenza; sulla non rilevanza della mancata verifica, da parte del Comune, della sussistenza in capo all’istante della legittimazione attiva alla richiesta di permesso di costruire ai fini della legittimità del procedimento; sulla facoltà dell’Amministrazione di precisare, nel provvedimento conclusivo, le proprie posizioni con l’unico limite dei punti salienti indicati nel preavviso di diniego, secondo un criterio di ragionevole flessibilità; sulla configurabilità in capo all’istante di una legittima aspettativa alla favorevole conclusione del procedimento nell’ipotesi in cui l’Amministrazione invii allo stesso, anche mediante posta elettronica non certificata, informazione circa l’ottenimento di tutti i pareri richiesti per l’ottenimento del permesso di costruire e schema del contratto di concessione; sulla configurabilità, in materia di concessione del diritto di superficie sul patrimonio comunale mediante accordo sostitutivo del procedimento ex art. 11 L. n. 241/1990, di una responsabilità precontrattuale dell’Amministrazione; sulla risarcibilità del danno emergente, e del lucro cessante, perdita di ulteriori occasioni per la stipulazione di contratti vantaggiosi; sull’assorbimento del c.d. danno da mero ritardo nella richiesta di condanna a titolo di responsabilità precontrattuale; sulla necessità che il danno sia effettivamente provato; sulla impossibilità di ritenere sussistente il danno emergente nell’ipotesi in cui permangano in capo all’Amministrazione ampi spazi di discrezionalità amministrativa per non dare corso all’istanza;

 

Tar Umbria, 6 Agosto 2013, n. 426, sulla natura del contratto di avvalimento di SOA; sulla sua natura di attribuzione in concreto delle risorse e dell’apparato organizzativo necessari per l’esecuzione dei lavori di cui è carente l’impresa ausiliata; sulla necessità che il contratto di avvalimento includa l’impegno univoco dell’ausiliaria a fornire i requisiti e le risorse mancanti all’aggiudicataria; sulla necessità che l’impresa ausiliata possa disporre dei mezzi dell’impresa ausiliaria in via immediata, senza l’intermediazione di quest’ultima; sulla natura di clausola meramente potestativa della previsione del contratto di avvalimento che rimetta all’insindacabile giudizio del legale rappresentante dell’impresa ausiliaria di consentire o negare l’avvalimento; sulla non legittimità, ex art. 49 D.lgs. 163/2006, di una clausola del suddetto contratto che consenta all’ausiliaria di intermediare nei rapporti con la stazione appaltante; sull’inammissibilità della censura svolta nei confronti del contratto di avvalimento che non determini in modo compiuto, esplicito e determinato le risorse e i mezzi prestati, in assenza della tempestiva impugnativa della lex specialis nella parte in cui ometteva di richiedere tali specifici requisiti del contratto; sulla non sindacabilità nel merito della discrezionalità tecnica di cui si avvale l’Amministrazione nel verificare la rispondenza dell’offerta all’oggetto della gara, in particolare per la verifica dei macchinari; sulla sufficienza del possesso del marchio di qualità ENAC, assente all’aggiudicazione della gara, al momento dell’installazione del relativo apparecchio;

 

Tar Umbria, 6 Agosto 2013, n. 427, sulla necessaria revisione, in conseguenza del principio interpretativo fornito dalla sentenza C.G.U.E., Sez. X, 4 luglio 2013, causa C 100/12, dell’orientamento formatosi a seguito della sentenza Ad. Plen. 7 aprile 2011, n. 4, circa la priorità, nell’ordine logico di trattazione delle domande, dell’esame del ricorso incidentale volto a contestare l’ammissione alla gara del ricorrente principale; sulla necessità per il Giudice, in ossequio all’art. 1 della direttiva 89/665/CEE, di pronunciarsi sulla conformità con le specifiche tecniche previste dalla lex specialis sia dell’offerta dell’aggiudicatario, sia di quella dell’offerente che ha proposto il ricorso principale; sulla reviviscenza del principio affermato da Ad. Plen. n. 11 dell’11.11.2008 secondo il quale, nel caso di gara con due sole imprese ammesse, ciascuna delle quali abbia impugnato l’atto di ammissione dell’altra, il Giudice, qualunque sia il ricorso che esamini per primo e ritenga fondato, deve esaminare anche l’altro, in forza dell’interesse strumentale di ciascuna impresa alla ripetizione della gara; sulla legittimità dell’assolvimento dell’obbligo di specificazione delle parti del servizio che saranno eseguite dalle singole imprese costituenti r.t.i. mediante indicazione percentuale; sull’inammissibilità delle censure rivolte nei confronti delle valutazioni della commissione di gara relativamente agli aspetti tecnici delle offerte per motivi diversi dalla manifesta illogicità o travisamento dei fatti, ovvero sotto l’aspetto dei criteri; sulla natura globale e sintetica del giudizio di congruità dell’offerta sospetta di anomalia e sull’irrilevanza di eventuali singole voci di scostamento; sulla sufficienza della motivazione per relationem alle giustificazioni presentate dal concorrente del provvedimento di esito positivo della verifica di anomalia; sulla non rilevanza della sola esiguità dell’utile al fine della verifica dell’anomalia dell’offerta; in seguito al rigetto del ricorso principale dichiara improcedibile per difetto di interesse il ricorso incidentale;

 

Tar Umbria, 6 agosto 2013, n. 428 (ordinanza), solleva con riferimento agli artt. 3, 33 e 97 Cost. questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, 11° comma L. 30 dicembre 2010 n. 240 (relativo al requisito dell’elettorato passivo per le cariche accademiche);

Tar Umbria, 7 Agosto 2013, n. 429, sulla insussistenza, nell’ambito dell’autotutela, di un affidamento legittimo in capo all’interessato che abbia conseguito il provvedimento favorevole sulla base di dichiarazioni sostitutive o di documenti non veritieri; sulla sufficienza in tali ipotesi del mero interesse al ripristino della legalità ai fini dell’esercizio del potere di annullamento in autotutela; sulla sufficienza di verbale di conciliazione ex art. 411 c.p.c. a provare l’effettività del servizio svolto presso l’istituto scolastico firmatario;

 

Tar Umbria, 7 Agosto 2013, n. 430, dichiara il difetto di giurisdizione in favore dell’A.G.O. per le controversie in materia di inserimento e attribuzione dei punteggi nelle graduatorie permanenti dei docenti ex art. 401 del D.Lgs. 297/1994;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 431, sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario in ordine alle controversie aventi ad oggetto l’inserimento e la collocazione degli insegnanti in graduatorie permanenti (oggi ad esaurimento), di cui all’art. 401 del decreto legislativo n. 297/1994;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 432, sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore della Corte di Conti in ordine a tutte le controversie riguardanti la sussistenza del diritto, la misura e la decorrenza della pensione dei pubblici dipendenti, indipendentemente dal regime privatizzato o pubblico del rapporto; dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 433, sulla competenza del Presidente della Giunta Regionale ad adottare il provvedimento conclusivo del procedimento preordinato alla dichiarazione di inservibilità di cui all’art. 61, comma 3, della legge n. 2359/1865; sulla nozione d’inservibilità del bene espropriato quale condizione necessaria ai fini della retrocessione parziale del bene stesso, ai sensi degli artt. 60 e 61 della L. n. 2359/1865; sulla configurabilità o meno di una dichiarazione d’inservibilità implicita;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 434, sulle nozioni di precarietà strutturale e precarietà funzionale quali condizioni per la non necessarietà del rilascio del permesso di costruire e, dunque, per l’esclusione del carattere abusivo del manufatto;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 435, sul contenuto motivazionale del provvedimento di diniego all’istanza volta ad ottenere l’assenso all’apertura di passo carrabile su strada urbana;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 436, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse, con condanna alle spese in ragione della cd. soccombenza virtuale;

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 437, sulla nullità della notificazione del ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”), in quanto effettuata presso la sede legale dell’Amministrazione statale intimata, anziché presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 438 (decreto di pagamento), liquida le spese di giudizio a favore del difensore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato;

 

Tar Umbria, 7 agosto 2013, n. 439 (decreto di pagamento), liquida le spese di giudizio a favore del difensore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 440 (decreto collegiale), liquida le spese di giudizio a favore del difensore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 441, (decreto collegiale) liquida le spese di giudizio in favore di soggetto ammesso al gratuito patrocinio dello Stato, parametrando i compensi sulle disposizioni contenute nell’art. 9 D.M. 20 luglio 2012  n. 140 e nell’art. 9 del D.L. 24 gennaio 2012 n. 1 convertito in L. 24 marzo 2012 n. 27;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 442, sulle conseguenze che discendono dalla richiesta di archiviazione dell’istanza di titolo abilitativo in sanatoria avanzata da parte ricorrente in corso di giudizio (dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse);

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 443, sulla prevalenza, nel rito lavoro, del dispositivo sulla motivazione della sentenza; sulla conseguente impossibilità di accogliere il ricorso per l’ottemperanza in assenza di un giudicato interno su un capo della sentenza che riconosca un diritto di parte ricorrente suscettibile di attuazione mediante azione di ottemperanza;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 444, sulla funzione di “piano territoriale paesistico” del P.R.G. di Assisi ai sensi dell’articolo 1 della l.r. Umbria 30 giugno 1976, n. 26; sulla portata non solo urbanistica, ma anche paesaggistica, che conseguentemente occorre riconoscere ai vincoli di inedificabilità in esso contenuti; sulla conseguente non condonabilità degli abusi edilizi; sulla inesistenza, nel caso di realizzazione di un immobile abusivo, di un affidamento incolpevole in ragione del lungo lasso di  tempo trascorso tra l’istanza di sanatoria e il provvedimento di diniego e sulla assenza di un particolare onere motivazionale connesso ad una attività comunque doverosa di repressione degli abusi;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 445, sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo con riguardo alla domanda volta ad ottenere l’indennizzo connesso al riscatto, da parte dell’ente locale, degli impianti di illuminazione votiva nell’ambito della concessione del relativo servizio pubblico; sulla legittimità, in base al criterio del tempus regit actum, della delibera con cui l’Amministrazione ha deciso di assumere la gestione diretta del servizio di illuminazione votiva a fare tempo dal 1 gennaio 2001 stante la vigenza dell’art. 23 bis del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, prevedente la cessazione della gestione del servizio pubblico locale, affidato senza previa gara, entro il 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione da parte dell’ente affidante; sulla attuale vigenza, in seguito al referendum abrogativo del giugno 2011 (il cui esito è stato recepito dal d.P.R. 18 luglio 2011, n. 113), dopo una momentanea marginalizzazione ad opera dell’art. 23 bis del d.l. n. 112/2008,  della disciplina del riscatto dei servizi affidati in concessione di cui al r.d. 2578 del 1925 ed a d.P.R. n. 902 del 1986 e sul conseguente obbligo dell’Amministrazione di riscattare o comunque acquisire l’impianto di illuminazione votiva previa corresponsione di una indennità; sulla competenza del Consiglio comunale a decidere l’assunzione diretta del servizio pubblico da parte dell’Amministrazione in quanto atto di organizzazione del pubblico servizio di illuminazione votiva, espressivo di indirizzo politico – amministrativo;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 446, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 447, respinge il ricorso in opposizione all’esecuzione (reclamo) volto a contestare le modalità impiegate dal commissario ad acta nominato per la quantificazione del risarcimento per equivalente;

 

Tar Umbria, 12 agosto 2013, n. 448, sulla inesistenza di potere concessorio, in capo all’ANAS S.p.a., ai sensi degli artt. 3, punto 22 e 25 del codice della strada (di cui al d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), con riguardo all’attraversamento della fascia di rispetto stradale da parte delle infrastrutture sotterranee; sulla conseguente illegittimità delle norme del disciplinare di concessione volte a traslare, in capo al gestore dell’infrastruttura i costi connessi al rilascio dell’area, connessi alla richiesta di rimozione delle opere realizzate o al maggior valore acquistato dall’area per effetto dell’intervento assentito;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 449, sull’obbligo dell’Amministrazione di valutare, di volta in volta, se esista un interesse all’eliminazione dell’atto illegittimo diverso dal semplice ristabilimento della legalità violata e sulla necessità, nel caso di annullamento dei provvedimenti ex art. 21 nonies L. 241/1990, di comparare l’interesse pubblico al ripristino della legalità e gli interessi dei destinatari del provvedimento e dei controinteressati, il tutto tenendo nella debita considerazione anche la circostanza che il provvedimento da annullare può aver prodotto effetti favorevoli, specie quando sia trascorso un notevole lasso di tempo (fattore di stabilizzazione) dal momento della sua emissione;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 450, sull’onere che in materia edilizia grava in capo all’interessato che voglia dimostrare destinazione d’uso di una porzione del fabbricato e sulla portata in taluni casi di esso; sulle modalità di calcolo dell’oblazione prevista per opere eseguite in assenza del permesso di costruire a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 111 della L.R. n. 8/2011 alla L.R. Umbria n. 21/2004.

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 451, sui casi in cui in materia di igiene e sanità pubblica può configurarsi l’esercizio della potestà ex art.  50 del T.U.E.L.; sulla irrilevanza della mancata indicazione nel provvedimento degli atti attributivi della potestà esercitata;  sulla portata dell’art. 33, comma 2-bis, della legge r. Umbria n. 1 del 2004, aggiunto dall’art. 33, comma 2, della legge r. n. 8 del 2011, e sulla necessità che - a mente della disciplina ivi contenuta - gli edifici realizzati prima del condono edilizio per conservare la destinazione d’uso cui sono stati adibiti, devono essere conformi agli eventuali obblighi di adeguamento alle normative di sicurezza, non essendo sufficiente che tale destinazione sia prevista dal titolo edilizio eventualmente rilasciato; sul criterio d’interpretazione (alla luce di Tar Umbria n. 359/2010) della disciplina in materia di distanze degli allevamenti di animali dalle abitazione contenuta negli appositi Regolamenti del Comune di Bettona;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 452, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia in cui l’esistenza di una servitù di passaggio assume il rilievo di presupposto di legittimità della sanatoria oggetto dell’impugnazione; sui limiti dei poteri di indagine che competono al comune in ordine alla legittimazione attiva del richiedente il provvedimento, e sulla rilevanza che a fini della dimostrazione del titolo di legittimazione assume la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa dal richiedente;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 453, sulla perdita del requisito pubblicistico della rete postale e sulla conseguenze che ne derivano in tema di impugnazione di atti di organizzazione della medesima; sull’ambito della giurisdizione riconosciuta al G.A. ex art. 133, comma 1, lett. z-bis) del C.P.A., introdotto dall’art. 2, comma 2, lett. b) del decreto legislativo n. 58 del 2012, che in materia i riguarda i soli provvedimenti e comportamenti dell’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale in tema di pianificazione della rete e dei servizi, ma non anche le comunicazioni fatte dal fornitore del servizio agli enti locali e alla clientela esplicative della pianificazione dall’A. approvata;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 454 (sentenza breve), dichiara il difetto di giurisdizione del G.A. in ordine alla domanda proposta per il riconoscimento dei benefici previsti a favore dei lavoratori c.d. “salvaguardati” trattandosi di materia previdenziale;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 455, sulla decorrenza del termine di impugnazione del titolo edilizio da parte del proprietario confinante; sulla sufficienza ai fini di tale decorrenza che l’interessato abbia la possibilità di rendersi conto dei pregiudizi arrecati dal manufatto allorchè sia realizzato almeno nelle strutture portanti; sulla impossibilità in tal caso di differire la decorrenza del termine facendola dipendere dalla conoscenza del contenuto del permesso di c. avuta a seguito di un successivo esercizio del diritto d’accesso agli atti e sulle relative ragioni (dichiara la irricevibilità del ricorso);

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 456 (sentenza breve), dichiara la cessaziione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2013, n. 457 (decreto collegiale), liquida le spese di giudizio a favore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 458, sulla portata della disciplina delle cause di incompatibilità dei componenti di una Commissione giudicatrice di concorso contenuta all’art. 3 del D.P.R. n. 117 del 2000; sulla insufficienza della mera sussistenza di rapporti accademici o di ufficio tra commissario e candidato ad integrare gli estremi delle cause di incompatibilità previste dalla norma e sulle ragioni di essa; sugli effetti che conseguono alla autocertificazione di un titolo non veritiera allorché tale autocertificazione sia accompagnata dalla produzione del titolo medesimo e sulla possibilità in tal caso di fare applicazione dell’art. 75 del t.u. in materia di documentazione amministrativa, nonché sui limiti che incontra comunque tale applicazione; sulla rilevanza della riforma del 2008/2009 in materia di formulazione dei giudizi nei concorsi per posti di docente universitario e ricercatore e sulla necessità che - in applicazione degli artt. 2 e 3 del d.m. 28 luglio 2009 la commissione giudicatrice provveda con le modalità analitiche, puntuali e specifiche ivi previste; sulla rilevanza come titolo preferenziale dell’assegno di ricerca e del contratto di ricerca, e sull’obbligo che l’organo valutativo ha di prenderli espressamente in considerazione, senza che possano valere come diritto di precedenza rispetto ad altri candidati che ne siano sprovvisti;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 459, sull’ordine di esame del ricorso principale e di quello incidentale; sulla rilevanza della riforma del 2008/2009 in materia di formulazione dei giudizi nei concorsi per posti di docente universitario e ricercatore e sulla necessità che - in applicazione degli artt. 2 e 3 del d.m. 28 luglio 2009 la commissione giudicatrice provveda con le modalità analitiche, puntuali e specifiche ivi previste, e sui casi in cui tali modalità possono in concreto ritenersi rispettate; sulla natura dell’operato della commissione giudicatrice e sulla insindacabilità in sede giurisdizionale;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 460, sui casi in cui l’insorgere di una patologia che impedisce temporaneamente ad un candidato lo svolgimento della prova orale di un concorso, o di un esame, costituisce circostanza che legittima il rinvio della prova;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 461, sull’onere che in materia edilizia grava im capo a colui che intenda dimostrare la legittimità del proprio operato di provare l’epoca di realizzazione di un manufatto per il quale non risulti alcun titolo abilitativo;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 462, sull’onere che in materia edilizia grava in capo a colui che intenda dimostrare la legittimità del proprio operato di provare l’epoca di realizzazione di un manufatto per il quale non risulti alcun titolo abilitativo; sulla natura permanente dell’illecito edilizio e sulle conseguenze che ne discendono in ordine al contenuto del provvedimento che dispone la demolizione; sulla necessità della autorizzazione paesaggistica allorché il vincolo sia sopravvenuto alla esecuzione delle opere per le quali viene chiesto in via postuma l’assenso;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 463, sulla legittimità dei provvedimenti sanzionatori in materia edilizia adottati nei confronti dei proprietari, anche solo catastali, degli immobili abusivamente realizzati; sui casi in cui può riconoscersi sulla domanda di condono edilizio la formazione del silenzio assenso ai sensi dell’art. 35, comma 17, della legge 28 febbraio 1985, n. 47;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 464, sulla individuazione dell’A.T.C. - Ambito Territoriale di Caccia (ex lege r. n. 14 del 1994) quale soggetto controinteressato in senso formale nel giudizio avente ad oggetto l’annullamento dell’atto con cui la Provincia ha istituito una Z.R.C. - Zona di Ripopolamento e Cattura; sulla necessità di tener distinte la notificazione inesistente dalla notificazione nulla, e sulla impossibilità di far discendere dalla costituzione in giudizio  del controinteressato cui non sia stato notificato il ricorso la sanatoria del vizio genetico relativo all’instaurazione del rapporto processuale; sulla inammissibilità dell’intervento in giudizio proposto dal destinatario dell’effetto diretto dell’atto impugnato:

 

Tar Umbria, 30 Agosto 2013, n. 465, sui criteri di sufficienza della individuazione degli abusi di cui viene disposta la demolizione;

 

Tar Umbria, 30 Agosto 2013, n. 466, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 30 Agosto 2013, n. 467, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 30 Agosto 2013, n. 468, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 30 Agosto 2013, n. 469, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 30 Agosto 2013, n. 470, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 471, dichiara la cessazione della materia del contendere in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 30 agosto 2013, n. 472, dichiara la cessazione della materia del contendere in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”).

 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 404, 405, 410,  411, 425, 426, 427, 428, 429, 444, 448, 449, 451, 453, 455, 458, 461 e 464

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 luglio  2013

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 per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre  2013

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