sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile e il 30 aprile 2014 (dalla n. 206 alla n. 230)

46) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiFabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli, Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 206, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alla determinazione della stazione appaltante di non stipulare il contratto, ovvero di recedere dallo stesso, a seguito della informativa di cui all’art. 4 del decreto legislativo n. 490 del 1994; sulla necessità di riconoscere a questa rilevanza circoscritta al singolo rapporto cui attiene, e sulle conseguenze che ne derivano in tema di competenza per territorio del T.A.R.; sulla portata dell’art. 34, comma 3, del cod. proc. amm. e sulla permanenza dell’interesse alla decisione del ricorso allorché, pur non essendo più possibile il conseguimento del bene della vita, il ricorrente abbia manifestato la volontà di convertire l’azione di annullamento in azione di accertamento ai fini del risarcimento del danno; sulla illegittimità del recesso fondato sulla informativa prefettizia allorché l’informativa stessa sia stata definitivamente annullata in sede giurisdizionale; sulla necessità in tale ipotesi di riferire la domanda di risarcimento per equivalente monetario alla Amministrazione statale e non anche alla Stazione appaltante; sulla impossibilità di configurare il risarcimento come conseguenza automatica della pronuncia demolitoria e sui caratteri propri dell’elemento psicologico della colpa che occorre esaminare ai fini di decidere per la fondatezza della relativa azione; sul collegamento materiale tra condotta ed evento alla luce del principio della condicio sine qua non e sulla conseguente esistenza di un nesso eziologico diretto ed immediato tra informativa prefettizia, (e relativa emersione del potere) e danno; sulla portata dell’art. 30, comma 3, del cod. proc. amm., e sul rapporto di tale disposizione con quella contenuta all’art. 1227 cod. civ. riguardante il concorso del fatto colposo del creditore; sulla non risarcibilità del danno emergente, consistente nelle spese sostenute per la partecipazione alla gara, allorché l’impresa lamenti l’illegittimo recesso dall’appalto, ovvero la mancata aggiudicazione, e quindi il lucro cessante; sui modi di procedere alla enucleazione del criterio di liquidazione del lucro cessante ai sensi dell’art. 34, comma 4, cod. proc. amm.; sulla impossibilità di attribuzione del danno da perdita di chance in caso di riconoscimento del lucro cessante e sulle relative ragioni; sui caratteri del danno curriculare e sui modi della relativa determinazione;

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 207, dà atto della rinuncia;

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 208, dichiara l’improcedibilità del ricorso (trattasi di impugnazione avverso ordinanza di demolizione, cui ha fatto seguito istanza di accertamento di conformità);

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 209, sulla necessità che la posticipazione della decorrenza del termine semestrale al momento della conoscenza della probabile dipendenza da causa di servizio della morte del dipendente previsto dall’art. 2, comma 1, del D.P.R. n. 461 del 2001, trovi applicazione  non solo nel procedimento di riconoscimento dell’infermità da causa di servizio ivi disciplinato, ma anche nel procedimento di concessione dell’equo indennizzo previsto dall’art. 2, comma 5, del D.P.R. medesimo, stante la natura prodromica di questo rispetto a quello;

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 210, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse (condannando i ricorrenti - i quali dopo aver impugnato un’ordinanza di demolizione, avevano ottenuto la sanatoria dell’opera abusiva - alla refusione delle spese di giudizio in forza del principio della soccombenza virtuale);

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 211, sulla natura endoprocedimentale della comunicazione ex art. 7 della legge n. 241 del 1990 e sulla inammissibilità del ricorso avverso la stessa proposto;

 

Tar Umbria, 2 aprile 2014, n. 212, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse (condannando i ricorrenti - i quali dopo aver impugnato l’ingiunzione di pagamento di una sanzione pecuniaria in materia edilizia, avevano ottenuto la sanatoria dell’opera abusiva - alla refusione delle spese di giudizio in forza del principio della soccombenza virtuale);

 

Tar Umbria, 2 aprile 2012, n. 213, sulla portata dell’art. 41, comma 2, del cod. proc. amm. e del connesso principio giurisprudenziale, secondo i quali rispetto all’azione impugnatoria unica legittimata passiva è l’Amministrazione che ha emanato l’atto conclusivo del procedimento, e non anche gli organi e gli enti che ai più diversi titoli abbiano potuto partecipare alla procedura (a meno che a questi non sia imputabile giuridicamente una determinazione di volontà che abbia concorso alla formazione dell’atto conclusivo, come in caso di concerto); sulla rilevanza (nel caso in cui non ricorrano i presupposti per l’applicazione dell’art. 654 cod. proc. pen.) degli accertamenti contenuti in una sentenza penale ai quali deve essere riconosciuta valore di prova utilizzabile nel processo amministrativo, in mancanza di un divieto di legge ed in ossequio al principio di atipicità delle prove; sulla illegittimità del provvedimento della AGEA di esclusione dal beneficio del premio comunitario del tabacco consegnato dal produttore, allorchè sia semplicemente contestata la trasformazione del prodotto per effetto della sottoposizione a trattamento termico (che non censente di evincere l’esatta annata di raccolta), senza approfondimento istruttorio e connesso assolvimento dell’obbligo motivazionale;

 

Tar Umbria, 2 aprile 2012, n. 214, sulla portata dell’art. 41, comma 2, del cod. proc. amm. e del connesso principio giurisprudenziale, secondo i quali rispetto all’azione impugnatoria unica legittimata passiva è l’Amministrazione che ha emanato l’atto conclusivo del procedimento, e non anche gli organi e gli enti che ai più diversi titoli abbiano potuto partecipare alla procedura (a meno che a questi non sia imputabile giuridicamente una determinazione di volontà che abbia concorso alla formazione dell’atto conclusivo, come in caso di concerto); sulla rilevanza (nel caso in cui non ricorrano i presupposti per l’applicazione dell’art. 654 cod. proc. pen.) degli accertamenti contenuti in una sentenza penale ai quali deve essere riconosciuta valore di prova utilizzabile nel processo amministrativo, in mancanza di un divieto di legge ed in ossequio al principio di atipicità delle prove; sulla illegittimità del provvedimento della AGEA di esclusione dal beneficio del premio comunitario del tabacco consegnato dal produttore, allorchè sia semplicemente contestata la trasformazione del prodotto per effetto della sottoposizione a trattamento termico (che non censente di evincere l’esatta annata di raccolta), senza approfondimento istruttorio e connesso assolvimento dell’obbligo motivazionale;

Tar Umbria, 8 aprile 2014, n. 215, dichiara l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria  8 aprile 2014, n. 216, sulla legittimità di un’ordinanza di sgombero di suini per difformità edilizia del capannone in cui si esercita l'attività di allevamento; sulla non applicabilità, in conseguenza della difformità edilizia, della normativa transitoria del PRG del Comune, per contrasto dell'attività di allevamento con le destinazioni d'uso previste dallo strumento urbanistico per l'area in cui ricade l'allevamento;

 

Tar Umbria, 8 aprile 2014, n. 217, interlocutoria, ordine all'Amministrazione non costituita di fornire documenti;

 

Tar Umbria, 8 aprile 2014, n. 218, prende atto della rinuncia al ricorso e dichiara l'improcedibilità;

 

Tar Umbria, 8 aprile 2014, n. 219, dà atto della rinuncia al ricorso e dichiara l'improcedibilità;

 

Tar Umbria, 8 aprile 2014, n. 220, sulla legittimità dell'OPCM 3853/2010 in materia di erogazione dei contributi di prima sistemazione a seguito del sisma del 2009, e dei provvedimenti comunali e commissariali conseguenti, che differenziano la posizione dei proprietari da quella degli affittuari danneggiati dal terremoto; sull’ampia discrezionalità che connota i poteri emergenziali ex art. 5 della legge n. 225 del 1992 e su limiti del sindacato del G.A.;

 

Tar Umbria, 8 aprile 2014, n. 221, sul computo dei termini perentori ex art. 73 cod. proc. amm. con riferimento all'udienza in cui la causa viene effettivamente trattenuta in decisione; sulle modalità di calcolo dell'altezza degli edifici in base al regolamento edilizio del Comune di Citerna;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2014, n. 222, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 aprile 2014, n. 223, sulla corretta applicazione degli artt. 18, 19 e 20 dell’allegato 1) alla D.G.R. 20 novembre 2002, n. 1616 in tema di concessione di benefici economici e sui requisiti necessari per la concessione del contributo; sulla contestazione da parte dell’Amministrazione dell’assenza dei requisiti per un contributo economico che costituisce esercizio di un potere espressione di autotutela pubblicistica tale da incardinare la giurisdizione del G.A.; sull’applicazione al caso di specie dell’art. 3, comma 3, della L.R.U. 14 agosto 1997, n. 28 in tema di disciplina delle attività agrituristiche (motiva in fatto sulla insussistenza dei requisiti di ammissione al contributo);

 

Tar Umbria, 10 aprile 2014, n. 224, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 aprile 2014, n. 225, sulla corretta interpretazione dell’art. 103, comma 2, D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, che riconosce ai professori associati, per due terzi ai fini della carriera, il servizio precedentemente prestato in qualità di “tecnico laureato”; sulla nozione di “tecnico laureato” alla quale è assimilabile solo la figura del funzionario tecnico - che costituisce la sua fisiologica evoluzione - e non anche quella del collaboratore tecnico; sull’elencazione (non tassativa e suscettibile di interpretazione) di tali qualifiche prevista dalla L. 11.7.1980, n. 312; sul servizio di collaboratore tecnico riconosciuto come anzianità valutabile nella carriera di un ricercatore, che non rileva nella stessa misura anche nella carriera di professore associato;

 

Tar Umbria, 28 aprile 2014, n. 226, motiva in fatto circa l’infondatezza di un ricorso avverso un’ordinanza di demolizione di opere non sanate in un edificio di civile abitazione;

 

Tar Umbria, 28 aprile 2014, n. 227, motiva in fatto circa l’infondatezza di un ricorso avverso un’ordinanza di demolizione di opere non sanate in un edificio di civile abitazione;

 

Tar Umbria, 28 aprile 2014, n. 228, sulla certificazione di qualità come requisito di partecipazione ad una procedura ad evidenza pubblica che, per svolgere tale funzione, deve concernere lo specifico oggetto dell’appalto a pena di esclusione; sull’interpretazione del bando di gara e sui casi in cui ricorre l’illegittima commistione fra requisiti di ammissione alla gara ed elementi di valutazione dell’offerta; sulla non riconducibilità a tale commistione della certificazione europea (ISO 9001), perché elemento inerente alla dimostrazione sia dei requisiti di professionalità intrinseca, sia del possesso degli standards qualitativi;

 

Tar Umbria, 28 aprile 2014, n. 229, sul difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo il cui potere di accertamento deve ritenersi circoscritto alle nullità dell’atto previste dalla legge, come riferito dall’art. 31, comma 4, C.P.A. e non può estendersi alle azioni di indebito arricchimento (fattispecie in cui l’azione intrapresa, da negatoria della titolarità del dovere di eseguire alcune opere si è trasformata in actio recuperatoria delle somme addebitate alla ricorrente);

 

Tar Umbria, 28 aprile 2014, n. 230, sulla portata delle disposizioni contenute nella legge r. 12 marzo 2007, n. 5, in materia di affidamento della gestione di impianti sportivi, in forza delle quali occorre far ricorso all’evidenza pubblica, salvo che si tratti di impianti privi di rilevanza economica e nei casi previsti dall’art. 4, comma 4, della legge (che costituisce declinazione dell’art. 23-bis, D.L. n. 112/2008, convertito nella L. n. 133/2008) da affidare direttamente; sulla mancanza nella legge (regionale e statale) di criteri in forza dei quali pervenire alla distinzione tra impianti aventi rilevanza economica e quelli che invece ne sono privi, e sull’ampia discrezionalità (al limite della scelta politica) che conseguentemente caratterizza il relativo provvedimento.


si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 206, 209 e 230.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 marzo e il 31 marzo 2014

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a. ("sito storico")

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