sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2013 (dalla numero 548 alla numero 568)

42) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiFabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli, Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

 

Tar Umbria, 3 dicembre  2013, n. 548, sulla dipendenza da causa di servizio di talune patologie (la sentenza motiva in fatto);

 

Tar Umbria, 3 dicembre  2013, n. 549, sulla valutabilità (alla luce della c.d. “contrattualizzazione” del pubblico i.) dei servizi prestati in posizione “non di ruolo” ai fini dell’attribuzione di punteggio in un pubblico concorso; sui limiti della giurisdizione esclusiva attribuita al G.A. dall’art. 133, comma 1, lett. l) del C.P.A.;

 

Tar Umbria, 3 dicembre  2013, n. 550, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 3 dicembre  2013, n. 551, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 4 dicembre  2013, n. 552, (ordinanza) dispone una verificazione al fine di accertare la natura precaria o meno del materiale utilizzato nella realizzazione di talune opere edilizie;

 

Tar Umbria, 4 dicembre  2013, n. 553, (ordinanza) sull’applicazione in una controversia inerente il rapporto di lavoro non privatizzato del criterio della competenza per territorio della sede di servizio contenuto all’art. 12, comma 2 C.P.A. (il Tribunale dichiarando la competenza di altro Tar compensa tra le parti le spese di giudizio)

 

Tar Umbria, 4 dicembre  2013, n. 554, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 4 dicembre 2013, n. 555, sulla non riconducibilità del servizio di illuminazione cimiteriale da affidare secondo lo schema del servizio pubblico locale, in ordine al quale la lex specialis riservi all’Amministrazione l’eventualità di decidere lavori straordinari da realizzare nel corso della concessione, tra quelli soggetti ad indicazione degli oneri relativi alla sicurezza, e - più in generale - sulla esclusione dell’affidamento di un siffatto servizio dal campo di applicazione del Codice appalti allorché sia evidente per l’aspetto quantitativo e per quello qualitativo la prevalenza del servizio sulle opere; sulle conseguenze che derivano da tale esclusione;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013, n. 556, sull’interesse qualificato che ha il soggetto che subisce un procedimento di controllo o ispettivo a conoscere integralmente tutti i documenti utilizzati dall’Amministrazione nell’esercizio del potere di vigilanza, comprese gli esposti e le denunce che hanno determinato l’attivazione di tale potere, non ostandovi neppure, in talune ipotesi, il diritto alla riservatezza; sui casi in cui la denuncia di reato presentata alla P.A. costituisce atto coperto da segreto istruttorio penale e come tale sottratta all’accesso trovando applicazione l’art. 329 c.p.p.;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013, n. 557, sulla inapplicabilità del regime processuale disciplinato all’art. 119 del C.P.A. alle controversie riguardanti atti che pur riconducibili alla concessione di pubblico servizio, non riguardino la procedura di affidamento per la scelta del concessionario; sulla portata nel giudizio amministrativo del principio del “ne bis in idem” e sulla rilevanza dei principi civilistici desumibili dagli artt. 2909 cod. civ. e 324 cod. proc. civ.; sulla eventualità di rivisitazione di tale presupposto processuale nei casi trattandosi di attività vincolata l’oggetto del processo amministrativo a seguito dell’entrata in vigore del Codice si è oramai trasformato da verifica formale della legittimità del provvedimento impugnato in giudizio di accertamento della fondatezza del rapporto sostanziale sottostante; sulla permanenza nell’ordinamento vigente di settore della figura del massofisioterapista senza che a questa possa essere riconosciuto lo stato giuridico di “professione sanitaria non riordinata” bensì di “operatore di interesse sanitario” ex art. 1, comma 2, della legge n. 43 del 2006; sulla illegittimità della disciplina regionale che introduca l’innovativa e sconosciuta figura in ambito nazionale della “professione sanitaria non riordinata”dovendosi esercitarsi la potestà legislativa regionale in materia di professioni sulle professioni individuate o definite dalla normativa statale, trattandosi di materia a riparto concorrente;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013 n. 558, sulla impossibilità che la domanda di partecipazione ad una procedura selettiva per la mobilità professionale del personale ATA presentata online possa essere oggetto di successiva modifica mediante la variazione in cartaceo  del titolo di accesso precedentemente indicato; sull’impossibilità di far valere un medesimo titolo sia come requisito di accesso, sia come titolo culturale valutabile ai fini del punteggio;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013, n. 559, sulla giurisdizione esclusiva del g.a. ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. i) c.p.a. in ordine alla domanda avente ad oggetto l’accertamento della sussistenza del diritto dell’Amministrazione alla ripetizione delle somme indebitamente percepite derivanti da un rapporto di pubblico impiego non privatizzato; sulla ripetizione dell’indebito, che deve avere ad oggetto quanto effettivamente è entrato a far parte della sfera patrimoniale del dipendente, non potendo l’Amministrazione pretendere di recuperare somme al lordo delle ritenute fiscali (e previdenziali e assistenziali), estranee a detta sfera; sulla circostanza che, in caso di indebita erogazione di denaro pubblico, la buona fede del percipiente non è di ostacolo alla ripetizione degli emolumenti erroneamente corrisposti trattandosi di esercizio diritto soggettivo a contenuto patrimoniale non rinunciabile da parte della Pubblica Amministrazione;  sulla rilevanza dell’eventuale affidamento ingenerato nel percipiente  che comporta l’onere, a carico dell’Amministrazione, di operare il recupero delle somme con modalità che non devono essere eccessivamente onerose per il dipendente, al quale deve essere consentito di restituire con opportuna rateizzazione quanto indebitamente corrisposto, in modo da non pregiudicare soverchiamente le esigenze di vita del debitore.

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013, n. 560: in riferimento alla impugnativa di una sanzione disciplinare elevata a carico di un dipendente della Polizia di Stato, afferma che la valutazione dei fatti contestati ad un appartenente all’Amministrazione della pubblica sicurezza, ai fini della loro rilevanza disciplinare, appartiene  alla sfera di discrezionalità dell’Amministrazione che ha elevato la sanzione, con la conseguenza che, fatte salve le ipotesi di manifesta irrazionalità o sproporzione, non vi è spazio per il giudice amministrativo in ordine alla scelta di comminare una determinata sanzione disciplinare; sulla legittimità della motivazione per relationem anche in subiecta materia, essendo del tutto logico il completamento del supporto motivazionale mediante rinvio agli atti endoprocedimentali del procedimento disciplinare.

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013 n. 561, in riferimento ad una domanda risarcitoria proposta da un dipendente del Corpo di polizia penitenziaria, di qualifica non dirigenziale, in dipendenza di una sanzione disciplinare non oggetto di impugnativa, ma annullata in via di autotutela, afferma: a) la giurisdizione del Tar in ordine all’impugnazione delle sanzioni disciplinari, e relative domande risarcitorie, irrogate a dipendenti del Corpo di polizia penitenziaria di natura non disciplinare; b) l’ammissibilità, nel caso concreto, dell’azione risarcitoria, dovendosi valutare la decorrenza del termine di 120 giorni di cui all’art. 30, comma 3, c.p.a. a partire dalla data di adozione del provvedimento di annullamento in autotutela; c) l’insussistenza, ai fini dell’ammissibilità dell’azione risarcitoria, dell’obbligo di preventiva impugnazione del provvedimento amministrativo; d) l’idoneità della domanda di annullamento in autotutela quale circostanza valutabile, secondo l’ordinaria diligenza, ad evitare la produzione di un danno, ai sensi dell’art. 30, comma 3, secondo periodo, c.p.a. e 1227 c.c.;s

 

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2013 n. 562 (ordinanza): dispone la liquidazione del compenso del verificatore, nonché il rimborso delle spese, ai sensi del DPR 30 maggio 2012 n. 115 e del D.M. 20 luglio 2012, n. 140;

 

Tar Umbria, 17 dicembre  2013, n. 563, dichiara improcedibili i ricorsi per sopravvenuto difetto d’interesse in conseguenza della cancellazione della società ricorrente dal registro delle imprese;

 

Tar Umbria, 17 dicembre  2013, n. 564, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 18 dicembre 2013 n. 565, previa riunione di due ricorsi proposti da gestori di strutture sanitarie protette per anziani, accreditate presso la Regione Umbria, e dalle relative associazioni di categoria, dichiara entrambi i ricorsi, in parte inammissibili ed in parte infondati, motivando in punto di fatto. Afferma che, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c) c.p.a., è devoluta al giudice ordinario la controversia tra una struttura privata ed un’azienda sanitaria in ordine al pagamento di prestazioni sanitarie erogate in regime di convenzione.

 

Tar Umbria, 18 dicembre  2013, n. 566, dichiara l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 20 dicembre  2013, n. 567, (sentenza non definitiva) sulla prescrizione del diritto alla ripetizione delle somme versate a titolo di oneri e mora; sui casi in cui ricorre acquiescenza in ordine alla determinazione degli oneri concessori; sulla rilevanza del ricorso come atto interruttivo della prescrizione; sui criteri di determinazione del contributo afferente alla concessione di costruzione; sull’inerzia delle Regioni nella rideterminazione della quota del costo di costruzione e sulle conseguenze che ne discendono; sulla prescrizione quinquennale del diritto alla riscossione delle sanzioni per ritardato pagamento; sull’applicabilità dell’art. 28 ldella 689/1981 alle sanzioni per ritardato pagamento degli oneri concessori; sulla rilevanza del pagamento parziale come rinuncia tacita e sulla necessità che a tal fine siano esaminate le circostanze di fatto con cui tale pagamento viene effettuato (la sentenza dispone nel contempo la verificazione in ordine ai primi due motivi di ricorso);

 

Tar Umbria, 23 dicembre 2013, n. 568, sulla funzione deflattiva del contenzioso del preavviso di ricorso ex art. 163-bis del decreto legislativo n. 163 del 2006; sulle conseguenze che in tema di contrapposizione di interessi (e di correlativo onere di notificazione) discendono dalla sottoscrizione di tale preavviso da parte di due partecipanti ad una gara che abbiano manifestato la volontà di costituirsi in R.T.I. allorché successivamente uno di questi non dia seguito all’impugnazione del bando escludente e presenti regolarmente la propria offerta e, in particolare, sulla inidoneità di una tal situazione ad obliterare il principio secondo il quale nel ricorso avverso il bando di gara non sono individuabili soggetti controinteressati; sulla illegittimità, alla luce dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento nelle gare comunitarie, di una clausola che restringa la partecipazione con criteri limitativi della capacità tecnica e sulla necessità di interpretare l’aggettivazione “pubblici o privati” contenuta nell’art. 42 del Codice dei contratti cumulativamente e non disgiuntamente; sulla portata dell’ultimo periodo dell’art. 41, comma 2, del Codice dei contratti (aggiunto dall’art. 1, comma 2-bis, lett. b), del D.L. 6 luglio 2012, n. 959) secondo cui sono illegittimi i criteri che fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso connessi al fatturato aziendale.

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 549, 555, 556, 557, 559, 567 e  568.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 30 novembre 2013

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 31 gennaio 2014

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