sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2014 (dalla numero 584 alla numero 639)

54) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.

Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 584, sulla sufficienza ai fini della adozione da parte del Prefetto del provvedimento di sospensione dell’attività di un esercizio pubblico per violazione dell’art. 6, comma 2, del decreto legge 3 agosto 2007, n. 117 (c.d. “decreto della “prevenzione delle stragi del sabato sera”) che dai verbali dell’agente accertatore risultino elementi “gravi precisi e concordanti” (ex art. 2727 cod. civ.) in ordine allo smercio di bevande alcoliche oltre l’orario consentito, non occorrendo la constatazione diretta;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 585, sulla funzione che riveste la regola dell’anonimato nei pubblici concorsi; sulla necessità che ai fini di ritenerne integrata la violazione sussistano le due concorrenti condizioni dell’idoneità del segno di riconoscimento e dell’uso intenzionale del medesimo;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 586, dichiara l’inammissibilità per difetto di interesse (motiva in fatto);

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 587, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 588, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 589, sulla individuazione della decorrenza del termine di prescrizione per le azioni risarcitorie promosse prima dell’entrata in vigore del Codice del Processo amministrativo; sulla preferenza che occorre riconoscere alla tesi minoritaria che individua il dies a quo nel passaggio in giudicato della sentenza di annullamento e sulle relative ragioni; sulla eventualità che tale tesi possa trovar applicazione allorché l’azione risarcitoria sia proposta in relazione a eventi di danno verificatisi prima dell’entrata in vigore del C.P.A. ma con ricorso notificato successivamente, potendo in tal caso trovare applicazione il termine decadenziale ex art. 30, comma 3, del Codice medesimo; sui casi in cui può riconoscersi il diritto al risarcimento del danno per lesione degli interessi legittimi pretensivi;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 590, sulla improcedibilità  della domanda di annullamento dell'ordinanza di demolizione di abuso edilizio impugnata quando sia stata presentata istanza di sanatoria; sulla natura “tipica” che occorre riconoscere al permesso di sanatoria degli abusi edilizi la cui applicazione è specificamente disciplinata dall'art. 36 T.U. 6 giugno 2001 n. 380 il quale non ammette spazi residui che consentano di affermare la sopravvivenza dell'istituto della sanatoria giurisprudenziale secondo cui sarebbe possibile condonare immobili abusivi contrastanti con lo strumento pianificatorio vigente al momento dell'abuso ma divenuti conformi allo strumento urbanistico vigente nel momento in cui il Comune provveda sulla domanda di sanatoria: con  la conseguenza che il Comune è tenuta a negarla ove non ricorra la c.d. "doppia conformità" dell'opera da sanare agli strumenti urbanistici vigenti sia all'epoca dell'abuso che all'epoca dell'esame della domanda di sanatoria; sulla possibilità che il Comune allorché rigetta l’istanza di condono valuti discrezionalmente, in sede sanzionatoria, l’applicazione di misure alternative alla demolizione, ove non sussistano al riguardo ragioni ostative al pubblico interesse da indicare con congrua motivazione (quali la presenza di vincoli ambientali etc.) analogamente a quanto già previsto in riferimento ad altre ipotesi di violazioni edilizie meramente formali, segnatamente all’art. 38 T.U. 6 giugno 2001 n. 380;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 591, sulla inammissibilità per carenza d’interesse del ricorso avverso l’annullamento di un P.R.G. allorché i ricorrenti aspirino ad una reformatio in melius e cioè ad una classificazione migliorativa dei terreni di proprietà rispetto ad una destinazione rimasta invariata con riguardo a quanto previsto dalla disciplina di piano previgente; sulla portata dell’art. 9, comma 5, della legge r. n. 31 del 1997 disciplinante l’adozione degli atti di competenza della Provincia relativi al procedimento di approvazione dei piani regolatori comunali, e - più in generale - sulla esclusione che in detto procedimento la violazione di un termine qualificato come perentorio da parte dell’Autorità sovraordinata possa ragionevolmente viziare ex post la legittimità della delibera comunale; sui casi in cui le scelte di P.R.G. devono essere assistite da motivazione; sulla natura di apporto collaborativo che occorre riconoscere alle osservazioni presentate dal privato al P.R.G. adottato e sulla conseguente insussistenza di un obbligo puntuale di motivazione del loro rigetto essendo sufficiente a tal fine il richiamo ai criteri generali del Piano;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 592, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 593, sulla giurisdizione dell’A.G.O. in ordine ai provvedimenti di iscrizione nelle liste dei disoccupati e alla permanenza in essi essendo al riguardo estraneo l’esercizio di poteri di discrezionalità amministrativa;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 594 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 595, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 596, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 597, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 dicembre 2014, n. 598, sulla portata dell’art. 59 della legge r. n. 18 del 2012  che sopprimendo l’Agenzia Umbria Sanità ha previsto che i procedimenti non conclusi alla dayta del 1 gennaio 2013 “sono portati a compimento dal singolo responsabile del procedimento e l’azienda sanitaria regionale di appartenenza subenytra all’Agenzia Umbria Sanità nei rapporti giuridici connessi al procedimento”; sulla rilevanza della c.d. “prova di resistenza” nei casi in cui una gara pubblica per l’affidamento di una fornitura riguardi una pluralità di lotti; sui limiti in cui nel settore degli appalti pubblici possono essere sottoposte al sindacato di legittimità del G.A. le valutazioni tecniche della Stazione appaltante e sulla estensione di tale sindacato (limitato all’uso distorto o irrazionale) in ordine alla correttezza dell’applicazione del metodo del “confronto a coppie”; sul contenuto del requisito della esperienza professionale richiesto in capo ai componenti della Commissione giudicatrice dall’art. 84, comma 2, del Codice dei contratti pubblici e sulla necessità che sia la Commissione, unitariamente considerata, a possedere il grado di conoscente tecniche richiesto, con la conseguenza che non è necessario che l’esperienza professionale di ciascun componente copra tutti i possibili ambiti oggetto di gara;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 599, sulla inconfigurabilità in capo alla Amministrazione di un obbligo di provvedere sulla istanza di riesame proposta dal privato allorchè tale obbligo non preesista sul piano sostanziale, trovando fondamento in una norma che imponga di adottare il provvedimento, ovvero allorché sussistano ragioni di giustizia ed equità che impongono l’adozione di un provvedimento, cioè in tutte quelle ipotesi in cui, in relazione al dovere di correttezza e buona fede, sorga, per il privato, una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni dell’Amministrazione;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 600, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 601, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 602, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 603, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 604, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorso proposto avverso una ordinanza di demolizione di un manufatto al quale aveva fatto seguito un’istanza di accertamento di conformità, argomentando che in dipendenza di tale istanza si impone una riedizione del potere sanzionatorio, spostandosi l’interesse del ricorrente interamente sull’esame di legittimità del sopravvenuto diniego, implicante una nuova regolamentazione dell’assetto degli interessi controversi, ovvero il rilascio di un titolo a sanatoria delle opere abusive realizzate;

 

Tar Umbria, 5 dicembre 2014, n. 605, sulla necessità che in caso di “traslatio iudicii” a seguito di declaratoria di difetto di giurisdizione da parte del giudice adito, la riassunzione del giudizio innanzi al giudice indicato abbia luogo nei limiti della domanda con cui è stata declinata la giurisdizione, vale a dire con esclusivo riferimento al petitum e alla causa petendi formulata nell’originario giudizio innanzi al giudice sfornito di giurisdizione, non essendo ammissibili per tanto domande nuove; sulla distinzione della domanda giudiziale di condanna risarcitoria a titolo di responsabilità precontrattuale, prevalentemente ricondotta al modello aquiliano di cui all’art. 2043 cod. civ., e a titolo di responsabilità contrattuale da inadempimento, dotata di autonomo regime giuridico;

 

Tar Umbria, 17 dicembre 2014, n. 606, sulla sufficienza ai fini del provvedimento di revoca dell’autorizzazione di detenzione delle armi e munizioni, della sussistenza di circostanze che dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile, non essendo necessario un obiettivo ed accertato abuso in considerazione delle finalità di prevenzione di fatti lesivi della sicurezza pubblica che al provvedimento deve essere riconosciuta;

 

Tar Umbria, 17 dicembre 2014, n. 607, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 dicembre 2014, n. 608, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 dicembre 2014, n. 609, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 dicembre 2014, n. 610, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 17 dicembre 2014, n. 611, sulla portata del principio dell’equivalenza raffigurato nei commi 2 e 4 dell’art. 68 del Codice dei contratti e sulla necessità che l’idoneità dei prodotti offerti sia comprovata dall’offerente in sede di gara a mente di tale ultima disposizione;

 

Tar Umbria, 18 dicembre 2014, n. 612, sulla applicabilità dell’art. 12 del D.P.R. n. 487 del 1994 (che prevede che la commissione esaminatrice, alla prima riunione, stabilisca i criteri e le modalità di valutazione delle prove, da formalizzare nei verbali) ai concorsi degli enti locali; sulla idoneità (in mancanza di una diversa disposizione normativa ad hoc) della votazione numerica ad esprimere la valutazione compiuta da una Commissione esaminatrice, nella considerazione che il voto numerico esprime e sintetizza il giudizio tecnico - discrezionale della Commissione stessa, contenendo in sé la motivazione, ponendosi un obbligo di motivazione integrativa solo nel caso in cui il contrasto tra i punteggi attribuiti dai componenti della Commissione sia rilevante al punto di configurare una contraddittorietà intrinseca del giudizio complessivo;

 

Tar Umbria, 18 dicembre 2014, n. 613, sulla giurisdizione del G.O. in ordine ai provvedimenti riguardanti la speciale elargizione prevista dall’art. 1 della legge n. 302 del 1990 a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (che si pone in rapporto di specialità con la disciplina generale sulle vittime del dovere), configurandosi come posizioni di diritto soggettivo essendo l’Amministrazione priva di ogni potestà discrezionale;

 

Tar Umbria, 18 dicembre 2014, n. 614, sui criteri di motivazione di un provvedimento comunale di diniego di un’autorizzazione paesaggistica (motiva in fatto);

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 615, sulla funzione del Piano regolatore Cimiteriale previsto dal D.P.R. n. 285 del 1990 e sulla impossibilità di ricondurre alla mancata approvazione del medesimo da parte del Comune i danni subiti in occasione della realizzazione (regolarmente autorizzata) di cappelle funerarie dal proprietario di una di queste;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 616, sulle modalità di svolgimento di talune procedure di affidamento da parte dei Comuni di servizi di assistenza domiciliare e di assistenza educativa scolastica a cooperative sociali; sulla portata del richiamo tariffario contenuto nella Deliberazione della Giunta Regionale dell’Umbria n. 847/2009 alla tabella ministeriale ”Dicembre 2009” e sulla esclusiva rilevanza di tali atti ai fini della valutazione, in adempimento dell’onere previsto dall’art. 89, comma 3, del Decreto Legislativo n. 163/2006, della adeguatezza e sufficienza della base d’asta rispetto al costo del lavoro;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 617, sulla sufficienza ai fini del provvedimento di revoca dell’autorizzazione di detenzione delle armi e munizioni, della sussistenza di circostanze che, secondo un giudizio prognostico basato su elementi anche soltanto di carattere indiziario, dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile, non essendo necessario - in considerazione delle finalità di prevenzione di fatti lesivi della sicurezza pubblica che al provvedimento deve essere riconosciuta - un obiettivo ed accertato abuso;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 618, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorso proposto avverso una ordinanza di demolizione di un manufatto al quale aveva fatto seguito un’istanza di accertamento di conformità, argomentando che in dipendenza di tale istanza si impone una riedizione del potere sanzionatorio, spostandosi l’interesse del ricorrente interamente sull’esame di legittimità del sopravvenuto diniego, implicante una nuova regolamentazione dell’assetto degli interessi controversi, ovvero il rilascio di un titolo a sanatoria delle opere abusive realizzate;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 619 (sentenza non definitiva), sulla natura degli atti emanati successivamente al passaggio in giudicato della sentenza che possono considerarsi emessi in violazione del giudicato solo allorché da quest’ultimo derivi un obbligo talmente puntuale che la sua esecuzione debba concretarsi nell’adozione di un atto il cui contenuto sia integralmente desumibile dalla sentenza; sulla violazione od elusione del giudicato che ricorre quando  l’Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica, già illegittimamente esercitata, in contrasto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo, oppure cerchi di realizzare il medesimo risultato con un’azione connotata da un manifesto sviamento di potere; sull’inammissibilità del ricorso per ottemperanza e sulla conversione del rito in ordinario nei casi in cui sia stata proposta cumulativamente anche l’azione di annullamento;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 620, sulla necessità che la realizzazione di talune opere anche se modeste, ma non precarie e comunque idonee a dar luogo alla trasformazione del territorio,  sia preceduta dal rilascio di permesso di costruire; sulla individuazione del regime della attività edilizia nel territorio del Comune di Norcia in epoca antecedente alla legge 1150 del 1942 e alla “legge ponte”; sull’onere della prova che incombe in capo all’interessato in ordine all’epoca di realizzazione di un manufatto del quale sia contestata l’abusività; sulla rilevanza che in taluni particolari casi può assumere il notevole lasso di tempo (accertato anche in via indiziaria) dalla realizzazione delle opere al fine di determinare in capo al privato il consolidarsi di una posizione di affidamento al mantenimento dell’opera abusivamente realizzata;  sulla necessità che in tal caso il comune ai fini della demolizione provveda a contemperare l’interesse pubblico alla repressione dell’abuso con l’affidamento del privato conseguente alla lunga inerzia serbata;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 621, sulla necessità che la realizzazione di talune opere anche se modeste, ma non precarie e comunque idonee a dar luogo alla trasformazione del territorio,  sia preceduta dal rilascio di permesso di costruire; sulla individuazione del regime della attività edilizia nel territorio del Comune di Norcia in epoca antecedente alla legge 1150 del 1942 e alla “legge ponte”; sull’onere della prova che incombe in capo all’interessato in ordine all’epoca di realizzazione di un manufatto del quale sia contestata l’abusività; sulla rilevanza che in taluni particolari casi può assumere il notevole lasso di tempo (accertato anche in via indiziaria) dalla realizzazione delle opere al fine di determinare in capo al privato il consolidarsi di una posizione di affidamento al mantenimento dell’opera abusivamente realizzata;  sulla necessità che in tal caso il comune ai fini della demolizione provveda a contemperare l’interesse pubblico alla repressione dell’abuso con l’affidamento del privato conseguente alla lunga inerzia serbata;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 622, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 623, sulla inammissibilità delle censure volte a far valere vizi di un provvedimento presupposto non impugnato e sulle relative ragioni;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 624, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 625, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorso proposto avverso una ordinanza di demolizione di un manufatto al quale aveva fatto seguito un’istanza di accertamento di conformità, argomentando che in dipendenza di tale istanza si impone una riedizione del potere sanzionatorio, spostandosi l’interesse del ricorrente interamente sull’esame di legittimità del sopravvenuto diniego, implicante una nuova regolamentazione dell’assetto degli interessi controversi, ovvero il rilascio di un titolo a sanatoria delle opere abusive realizzate;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2014, n. 626, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 627, sui presupposti della corresponsione delle provvidenze previste dall’art. 1, comma 565, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dal D.P.R. n. 243 del 2006 a favore delle vittime del dovere; sul carattere speciale del concetto di vittima del dovere rispetto al genus della causa di servizio e sulle conseguenze che ne derivano;

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 628, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 629, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 630, sulla decorrenza del termine di prescrizione di pagamento delle indennità risarcitorie previste dall’art. 167 del Codice del paesaggio approvato con Decreto legislativo n. 42 del 2004; sulla irrilevanza ai fini della consumazione dell’illecito paesaggistico del sopravvenire di una pianificazione urbanistica dalla quale discenda la piena compatibilità urbanistica delle opere realizzate; sulla natura oggettiva della permanenza dell’illecito edilizio e sulla conseguente ininfluenza ai fini della prescrizione della sanzione del trasferimento medio tempore della proprietà dell’opera abusiva; sulle modalità applicative dei criteri di determinazione delle indennità previsti dall’art. 3 del D.M. 26 settembre 1997; sulla necessità di ricondurre alla nozione di “trasgressore” ex art. 167, comma 5, del Codice del Paesaggio, tanto il soggetto che abbia in concreto costruito l’immobile abusivo, tanto colui che ne abbia conseguito successivamente la disponibilità;

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 631, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 632, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 633, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 634, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 635, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 636, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 637, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 22 dicembre 2014, n. 638, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 30 dicembre 2014, n. 639, sulla portata (alla luce dell’abrogazione dell’art. 14-ter, comma 9, della legge n. 241 del 1990 da parte dell’art. 49, comma 2, lett. f), del D.L. n. 78 del 2010, convertito in legge n. 122 del 2010) della disposizione contenuta all’art. 14-ter, comma 6-bis, della legge n. 241 del 1990, secondo la quale la determinazione motivata di conclusione del procedimento sostituisce “a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle amministrazioni partecipanti”, e sulla inapplicabilità della stessa tutte le volte in cui la disciplina di settore, come l’art. 12, comma 3, del Decreto legislativo n. 387 del 2003, in materia di produzione di energia elettrica da F.E.R., richiede l’emanazione di un diverso atto che ne recepisca i contenuti; sui limiti in cui, alla luce del punto 18.5 delle “Linee Guida” nazionali approvate con D.M. 10 settembre 2010, il principio della irrilevanza delle eventuali sopravvenienze normative sul procedimento in corso trova applicazione nei confronti di quelli preordinati al rilascio di autorizzazione unica alla realizzazione e gestione degli impianti F.E.R.; sui presupposti, funzione e contenuti della potestà, riconosciuta agli enti territoriali dalle “Linee Guida” cit., di individuare le aree non idonee alla localizzazione degli impianti; sulla sufficienza ai fini del rispetto del principio di leale cooperazione tra Stato e Regioni, che la bilateralità sia raggiunta “a monte” delle “Linee Guida” nazionali, essendo precluso che la stessa sia reiterata “a valle” al momento dell’emanazione da parte delle Regioni dei provvedimenti generali di individuazione delle limitazioni e dei siti; sulla discrezionalità, riconosciuta dalle “Linee Guida” alle Regioni in ordine alla individuazione dei siti non idonei; sulla legittimità, alla luce delle “Linee Guida” cit., dei provvedimenti con cui la Regione , nell’individuare le zone inibite alla localizzazione degli impianti, vi ricomprenda larga parte del territorio del territorio regionale dovendo tale inibizione essere comunque considerata in rapporto alla realtà territoriale di ciascuna regione che, nell’Umbria, si caratterizza per la fragilità e la delicatezza sia sotto l’aspetto storico artistico che sotto il profilo paesaggistico; sulla conformità del Regolamento Regionale n. 7 del 2011, a seguito delle integrazione e modifiche apportate dalla Deliberazione della Giunta R. 23 gennaio 2012, n. 40, a quanto previsto dal punto 17.1. del D.M. 10 settembre 2010 in relazione al c.d. burden sharing; sulla legittimità della previsione del Regolamento R. n. 7 del 2011 che impone per la localizzazione dell’impianto l’utilizzo del solo 10 per cento dell’area disponibile dovendo i criteri di proporzionalità ed adeguatezza delle procedure essere contemperati con altri, anch’essi di rilevanza costituzionale, quali il governo del territorio e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali; sui casi in cui possa ritenersi violato da parte dell’ente dotato di potere di regolazione il libero accesso al mercato dell’operatore di settore e sull’esclusione che tale violazione ricorra allorché la Regione nel dar esecuzione alle “Linee Guida” abbia esattamente valutato gli obiettivi in materia di burden sharing fissati dal D.M 15 marzo 2012.

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 589, 590, 591, 598, 605, 612, 619, 620, 621, 623, 627, 630 e 639

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre  e il 30 novembre 2014

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2015

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 - 2014

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