Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2015 (dalla n. 553 alla n. 616)

 66) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 4 dicembre 2015, n. 558, sulla sussistenza dell’interesse dell’a.t.i. operatore economico dello specifico settore a contestare l’adesione di un’Amministrazione alla convenzione quadro Consip; sulla natura di sistema di contrattazione tendenzialmente imposto delle convenzioni quadro Consip in esito all’entrata in vigore della normativa sulla spending review (L. 94/2012, L. 135/2012, D.L. 90/2014); sulla sussistenza di un obbligo cogente ed inderogabile delle ASL di ricorrere alle convenzioni quadro Consip; sulla nullità del contratto di appalto stipulato in violazione all’obbligo di adesione alle convenzioni quadro Consip; sulla possibilità per ogni stazione appaltante, anche in ipotesi di non coincidenza assoluta tra le prestazioni, di adeguare le proprie esigenze, al fine di non eludere un obbligo generalizzato di legge di utilizzo di strumenti di approvvigionamento centralizzato; sull’obbligo di utilizzare le convenzioni quadro, anche qualora venga esclusa una determinata destinazione d’uso degli edifici oggetto del servizio, qualora la destinazione d’uso degli edifici di proprietà dell’Amministrazione non sia unitaria, specie allorquando la prevalente attività svolta nella struttura polivalente rientri a pieno titolo nelle attività oggetto della convenzione, trattandosi di attività dello stesso tipo; sulla non ipotizzabilità sul piano tecnico di una parcellizzazione dell’unico servizio di fornitura afferente agli impianti termici e tecnologici in due tronconi differenti, conferito uno con obbligatoria adesione alla convenzione Consip e l’altro per prestazioni sul libero mercato dello stesso genere di quelle oggetto della convenzione;

Tar Umbria, 4 dicembre 2015 n. 559, sull’impossibilità di esaminare una questione di rito, ancorché rilevabile d’ufficio, laddove della stessa non se ne sia stato dato atto al verbale d’udienza; sulla legittimità del provvedimento di decadenza dall’aggiudicazione di un pubblico appalto laddove non sia stata prodotta la documentazione necessaria per la stipulazione del contratto nel termine indicato dalla stazione appaltante; sull’idoneità del fax come mezzo ordinario per la comunicazione di provvedimenti amministrativi e dalla cui ricezione va computato il termine per l’impugnativa in sede giurisdizionale, a meno che il destinatario non provi il mancato ricevimento per difetto di funzionamento del fax stesso; sulla necessità che, a tal fine, nei pubblici appalti l’uso del fax sia stato espressamente autorizzato dall’impresa partecipante alla gara;

Tar Umbria, 17 dicembre 2015 n. 560, sull’idoneità dei soli criteri stabiliti dalla Commissione Centrale costituita presso il Ministero della Giustizia ai fini della correzione degli elaborati scritti redatti nell’ambito dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione legale, senza necessità di un loro autonomo recepimento da parte delle Sottocommissioni territoriali, ovvero di una predeterminazione, da parte di tali organi, dei criteri di correzione alla stregua della disciplina prevista per l’accesso agli impieghi pubblici; sulla sufficienza, secondo l’orientamento prevalente seppure non univoco, della motivazione espressa mediante un mero indice numerico, senza necessità di ulteriori spiegazioni e/o chiarimenti; sulla non applicabilità, ratione temporis, del principio secondo cui la motivazione deve essere espressa mediante osservazioni ai vari punti dell’elaborato, essendo la norma di riferimento (art. 46, L. 31 dicembre 2012, n. 247) destinata ad essere applicata decorsi quattro anni dalla data della sua entrata in vigore; sull’irrilevanza dell’esiguità del tempo dedicato alla correzione degli elaborati ai fini del giudizio di legittimità;

Tar Umbria, 17 dicembre 2015 n. 561, sull’idoneità dei soli criteri stabiliti dalla Commissione Centrale costituita presso il Ministero della Giustizia ai fini della correzione degli elaborati scritti redatti nell’ambito dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione legale, senza necessità di un loro autonomo recepimento da parte delle Sottocommissioni territoriali, ovvero di una predeterminazione, da parte di tali organi, dei criteri di correzione alla stregua della disciplina prevista per l’accesso agli impieghi pubblici; sulla sufficienza, secondo l’orientamento prevalente seppure non univoco, della motivazione espressa mediante un mero indice numerico, senza necessità di ulteriori spiegazioni e/o chiarimenti; sulla non applicabilità, ratione temporis, del principio secondo cui la motivazione deve essere espressa mediante osservazioni ai vari punti dell’elaborato, essendo la norma di riferimento (art. 46, L. 31 dicembre 2012 n. 247) destinata ad essere applicata decorsi quattro anni dalla data della sua entrata in vigore; sull’irrilevanza dell’esiguità del tempo dedicato alla correzione degli elaborati ai fini del giudizio di legittimità;

Tar Umbria, 17 dicembre 2015, n. 562, sulla validità ed efficacia della dichiarazione sostitutiva di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 relativa all’insussistenza delle condizioni ostative di cui all’art. 38, D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 non contenente la menzione nominativa di ciascun soggetto munito di poteri rappresentativi dell’impresa, nel caso in cui tramite l’accesso a banche dati o registri pubblici detti soggetti possono essere agevolmente identificati;

Tar Umbria, 17 dicembre 2015, n. 563, sulla configurabilità della verificazione quale strumento di controllo della ragionevolezza e coerenza della decisione tecnica effettuata dalla P.A., di modo che la valutazione compiuta in sede di gara potrebbe essere superata dalle risultanze della verificazione soltanto quando venga accertata la manifesta illogicità e/o incongruità del giudizio espresso in sede di gara; sul valore meramente orientativo della disposizioni in materia di spese di giustizia cui rinvia l’art. 66 C.P.A. nella liquidazione del compenso in favore degli ausiliari del Giudice Amministrativo;

Tar Umbria, 17 dicembre 2015, n. 564, sull’applicabilità del sindacato giurisdizionale di legittimità agli atti di alta amministrazione, non trattandosi di atto politico, quantomeno sotto il profilo dei presupposti previsti dalla Legge, della manifesta carenza di istruttoria e della irragionevolezza della scelta in concreto operata; sulla puntualità della motivazione del parere negativo di impatto ambientale anche in seno alla conferenza dei servizi, poiché debbono essere esplicitate le effettive ragioni di contrasto tra intervento progettato e valore paesaggistico dei luoghi; sull’insussistenza del diritto al risarcimento del danno in caso di annullamento giurisdizionale di un atto per vizi formali, poiché la pretesa alla legittimità formale del provvedimento risulta adeguatamente tutelata con l’eliminazione del vizio formale; sulla configurabilità del rispetto del termine per la conclusione dei procedimenti amministrativi quale componente del “diritto ad una buona amministrazione” riconosciuto dall’art. 41, comma 2, della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea;

Tar Umbria, 17 dicembre 2015, n. 565, sulla necessità in sede di rinnovo del permesso di soggiorno che l'Amministrazione procedente compia una idonea valutazione comparativa tra le esigenze di unità familiare dell'istante e quelle di tutela dell’ordine pubblico, ai sensi dell’art. 5, comma 5, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286; sulla natura ostativa ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno del provvedimento giudiziale di condanna penale dello straniero per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi di cui all’art. 572 C.p.; sulla recessività delle esigenze di tutela della vita familiare rispetto a quelle di pubblica sicurezza e prevenzione dei reati (il testo del provvedimento è parzialmente oscurato ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice protezione dati personali);

Tar Umbria, 18 dicembre 2015, n. 566, sulla legittimità dell'indicazione di un voto finale unico da parte della commissione esaminatrice chiamata a correggere l'elaborato scritto presentato nell'ambito del concorso per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola materna; sulla legittimità della modificazione in sede di correzione dell'elaborato del voto originariamente attribuito alla prova stessa, mediante la sovrapposizione di diverso voto accompagnata dalla sottoscrizione di tutti i commissari;

Tar Umbria, 18 dicembre 2015, n. 567, sul limite temporale per la presentazione al Questore della richiesta di ammonimento e sui rapporti tra tale richiesta e la proposizione dell'atto di querela ad essa ostativo; sulla funzione tipicamente cautelare e preventiva dell'istituto dell'ammonimento e sulla sufficiente indicazione ai fini della fondatezza dell'istanza degli elementi dai quali sia possibile desumere, con un sufficiente grado di attendibilità, la pericolosità sociale del soggetto nei cui confronti è richiesta la misura, senza che sia necessario il compiuto riscontro dell’avvenuta lesione del bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice;

Tar Umbria, 18 dicembre 2015, n. 568, sui presupposti della dichiarazione di emersione ai sensi dell’art. 5, D.Lgs. 16 luglio 2012, n. 109 volta a sanare le situazioni di lavoro irregolare dello straniero ed in particolare sulla necessaria presenza dello straniero in Italia e della costituzione del rapporto di lavoro almeno tre mesi prima dell’entrata in vigore dello steso testo normativo (9 agosto 2012); sulla possibilità di audizione in sede procedimentale di testimoni solamente nel caso di irragionevolezza od inattendibilità del quadro probatorio sul quale si è fondata l’Amministrazione;

Tar Umbria, 23 dicembre 2015, n. 584, (sentenza in forma semplificata), sulla disposizione di cui all’art. 43, D.Lgs. 18.8.2000, n. 267 (T.U.L.P.S.) che costituisce norma imperativa che prescrive incondizionatamente e dunque anche in presenza di atti riabilitativi/estintivi, l’impossibilità di rilasciare il porto d’armi e correlativamente la sua revoca qualora già rilasciato in presenza di taluni reati (nel caso di specie si trattava di furto); sulla riabilitazione/estinzione del reato ai sensi dell’art. 445 C.p. circostanza che può influire sul rilascio delle autorizzazioni di polizia in generale (art. 11 T.U.L.P.S.) e dunque in merito all’esercizio di talune attività commerciali, ma non anche sull’autorizzazione per l’uso delle armi (art. 43 T.U.L.P.S.) che è fattispecie indubbiamente connotata da maggiore rigore data la pericolosità del mezzo e dalla quale non scaturisce in sé un diritto assoluto dell’individuo ma, anzi, una forma di eccezione al divieto generale di detenere armi;

Tar Umbria, 23 dicembre 2015, n. 587, sulla possibilità di esperire l’ottemperanza indipendentemente da ogni disposizione concernente l’esecuzione civile attesa la totale diversità ontologica delle due azioni; sulla posizione processuale delle parti nel giudizio di ottemperanza che mantengono la stessa che avevano in quello terminato con la pronuncia da ottemperare;

Tar Umbria, 30 dicembre 2015, n. 607 (sentenza in forma semplificata), sull’illegittimità dell’ordinanza sindacale con la quale il Comune consenta l'abbattimento di piccioni nelle zone venatorie; sulla natura di fauna selvatica dei colombi di città; sulla necessità di approntare la specifica procedura prevista dall’art. 19, L. n. 157/1992 in base alla quale, in prima battuta, è necessario il ricorso a “metodi ecologici” di contenimento del fenomeno e, solo una volta falliti questi, a piani di abbattimento, in ogni caso da realizzare per mano di guardie venatorie all’uopo preposte; sulla possibilità di ricorrere, in caso di infruttuosità degli interventi, alle misure di cui all’art. 50 del TUEL;

TAR Umbria, 30 dicembre 2015, n. 609 (sentenza in forma semplificata), sull’illegittimità del diniego di concessione in sanatoria  fondato unicamente sulla carenza di documentazione allegata alla relativa domanda; sulla sussistenza di un dovere dell’Amministrazione di richiedere adeguata integrazione documentale, sia in virtù del principio di leale collaborazione, sia in base al principio del soccorso istruttorio di cui all’art. 6 della L. n. 241/1990; sulla possibilità, per l’Amministrazione, in seguito alla mancata integrazione documentale, di procedere unicamente all’archiviazione della pratica per inammissibilità.

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di dicembre 2015 sono: n. 554, n. 556, n. 569, n. 570, n. 571, n. 572, n. 573, n. 576, n. 577, n. 578, n. 579, n. 580, n. 581, n. 582, n. 583, n. 586, n. 588, n. 589, n. 590, n. 591, n. 592, n. 593, n. 594, n. 597, n. 598, n. 599, n. 600, n. 601, n. 602, n. 603, n. 604, n. 605, n. 606, n. 610, n. 611, n. 612, n. 613, n. 614, n. 615, n. 616 ;

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 585, n. 595, n. 596, n. 608;

Infine, sono stati emanati anche due decreti di liquidazione del compenso (n. 574, n. 575) e tre ordinanze di correzione dell’errore materiale (n. 553, n. 555, n. 557).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 558, 559, 560, 561564 e 567.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre e il 30 novembre 2015

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2016

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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