Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2016 (dalla n. 746 alla n. 805)

 77) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 1 dicembre 2016, n. 748, sulla insussistenza della nullità del provvedimento amministrativo per mancanza del dispositivo quando dal complesso dell’intero provvedimento, secondo i criteri ermeneutici di cui agli artt. 1363, 1367 e 1369 del C.C., risulta ben intellegibile il contenuto dispositivo del provvedimento impugnato; sulla conversione del permesso rilasciato per motivi di studio al cittadino extracomunitario in permesso per motivi di lavoro che, ai sensi dell’art. 6, comma 1, T.U. n. 286 del 1998, presuppone, oltre al possesso dei requisiti specificamente richiesti per il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, la perdurante efficacia del titolo precedentemente rilasciato per motivi di studio;

 

Tar Umbria, 1 dicembre 2016, n. 749, sulla legittimità dell’esclusione dalla gara di appalto per omessa dichiarazione di condanna penale; sulla necessità che la pronuncia penale di estinzione del reato ex art. 460, comma 5, c.p.p., intervenga antecedentemente al termine di scadenza fissato per la presentazione delle offerte; sulla legittimità dell’esclusione dalla gara per omessa dichiarazione di condanna penale attinente a reati diversi da quelli contemplati nell’art. 38, comma 1, lett. c), D.lgs. n. 163/2006; sulla non sanabilità di tale omissione attraverso l’istituto del soccorso istruttorio, il quale non può essere utilizzato per sopperire a dichiarazioni (riguardanti elementi essenziali) radicalmente mancanti; sulla possibilità di non escludere dalla gara l’impresa che sia incorsa in errore nell’interpretazione di clausole ambigue, ostandovi la tutela del principio del favor partecipationis e dell’interesse pubblico a reperire la migliore offerta; sul meccanismo della c.d. eterointegrazione dei bandi di gara, ammesso al fine di garantire l’applicazione di norme imperative c.d. auto-esecutive poste a tutela dell’ordine pubblico previa puntuale impugnativa delle prescrizioni difformi dal paradigma normativo di riferimento; sul criterio di interpretazione secondo buona fede di cui all’art. 1366 C.C., applicabile anche ai bandi di gara quali atti amministrativi generali, da cui discende l’obbligo dell’Amministrazione di esporre in modo chiaro e lineare gli adempimenti documentali richiesti; sull’inidoneità della mera incompletezza della domanda a determinare l’esclusione da una pubblica gara, anche in considerazione degli istituti del falso innocuo od omissione innocua che richiedono un controllo sostanziale, e non meramente formale, sui requisiti di partecipazione;

 

Tar Umbria, 6 Dicembre 2016, n. 750, sull’inapplicabilità ai procedimenti pianificatori dell’art. 7, Legge n. 241 del 1990; sulla competenza, a norma dell’art. 24, comma 9, della L.R. n. 11 del 2005, all’emissione del parere sismico in capo alla Commissione Comunale per la Qualità Architettonica e del Paesaggio, in luogo della Commissione regionale, atteso che la normativa nazionale che disciplina la competenza degli uffici tecnici regionali in materia sismica (art. 89 del D.P.R. n. 380/2001) è recessiva rispetto alla citata legislazione regionale; sulla possibilità, a norma dell’art. 3, comma 1, lett. d), L.R. n. 1 del 2004, di ricomprendere negli interventi di ristrutturazione edilizia quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione, anche con modifiche della superficie utile coperta, laddove sia sostanzialmente rispettata la medesima sagoma dell’edificio; sulla competenza della Giunta Comunale in ordine all’approvazione di un piano attuativo qualora questo risulti adottato in coerenza con le prescrizioni di cui al superiore strumento regolatore generale, come previsto dal D.L. n. 70 del 2011;

 

Tar Umbria, 6 dicembre 2016, n. 751, sull’inapplicabilità dell’art. 146 D.lgs. n. 42 del 2004, come risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 2, comma 1, lett. s) del D.lgs. n. 63 del 2008, a condoni incardinati in data 30 settembre 1986 e 3 marzo 1995 che, invece, ricadono ratione temporis nella disciplina normativa di cui alla Legge n. 1497 del 1939 (Protezione delle bellezze naturali) ed alla L.R. n. 29 del 1984, che non prevede che la Soprintendenza si debba necessariamente esprimere con un parere a carattere obbligatorio e/o vincolante;

 

Tar Umbria, 6 dicembre 2016, n. 752, sulla corretta interpretazione dell’art. 92, D.lgs. n. 42 del 2004 che al comma 2 non attribuisce in via automatica al proprietario che sia anche scopritore, il diritto ad ottenere incondizionatamente un premio pari alla metà del valore dei beni archeologici rinvenuti sul proprio fondo;

 

Tar Umbria, 6 dicembre 2016, n. 753, sulla inapplicabilità dell’art. 7 della L. n. 241 del 1990 ai procedimenti di repressione degli abusi edilizi aventi natura strettamente vincolata, a meno che non si dimostri che il provvedimento finale avrebbe potuto avere un contenuto diverso da quello in concreto adottato; sull’onere di motivazione del verbale di accertamento dell’abuso e dell’ordinanza di demolizione che è pienamente soddisfatto con l’individuazione degli estremi del manufatto e l’accertamento della sua abusività; sulla non operatività del principio di affidamento in tema di abusi edilizi dal momento che il potere sanzionatorio è esercitabile, anche in via ripristinatoria, senza alcun limite di tempo, stante il carattere permanente degli illeciti accertati ed il preminente interesse pubblico alla tutela dei vincoli paesaggistici violati;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2016, n. 761, sulla necessità, ai fini del trasferimento d’ufficio ex art. 55, commi 4 e 5, del D.P.R. n. 335 del 1982, del rinvio a giudizio in un procedimento penale dal momento che, solamente a tale data, si concretizza effettivamente la situazione di incompatibilità ambientale con l’amministrazione di appartenenza e dunque la necessità di procedere al trasferimento d’ufficio presso altra sede, risultando pertanto irrilevante la circostanza che i fatti dai quali è scaturito il trasferimento siano risalenti nel tempo; sulla sussistenza di una situazione effettivamente lesiva del prestigio dell’amministrazione (Polizia di Stato) nel caso di pubblicazione su di un quotidiano locale (anche se con omissione del nome e cognome) dei comportamenti di rilevanza penale contestati al dipendente; sul potere ampiamente discrezionale dell’amministrazione nella materia di trasferimento per incompatibilità ambientale ex art. 55, commi 4 e 5, D.P.R. n. 335 del 1982 e sulla conseguente sufficienza, sul piano motivazionale, che dal provvedimento emergano elementi chiari, logici e definiti suscettibili di rendere la figura offuscata da ombre idonee a nuocere, attraverso la sua persona, al prestigio dell’amministrazione e alla stessa funzionalità dei compiti di istituto; sulla natura non sanzionatoria né disciplinare del trasferimento per incompatibilità; sulla legittimità della scelta operata dall’amministrazione in relazione alla sede di destinazione, atteso che spetta alla p.a. individuare la sede più idonea ad escludere il perdurare di una situazione lesiva dell’interesse pubblico al buon funzionamento dei propri uffici, rispetto ai quali gli interessi di natura personale e familiare del dipendente sono comunque destinati a recedere;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2016, n. 762, sull’esclusione della sottoposizione alla procedura di V.I.A. per un progetto di implementazione di una discarica che non aumenti la capacità complessiva di stoccaggio della discarica e che non modifichi la morfologia, le misure e le quote della colmata, né le specifiche modalità gestionali approvate con A.I.A.; sulla carenza di interesse alla decisione del motivo di ricorso avverso la mancata convocazione alla conferenza di servizi delle Amministrazioni preposte alla tutela dei vincoli paesaggistici per mancata impugnazione della delibera della Giunta Regionale ai sensi della quale, per la procedura di screening a V.I.A., diversamente dalla V.I.A., non è richeista la partecipazione alla conferenza istruttoria della locale Soprintendenza;

 

Tar Umbria, 19 dicembre 2016, n. 763, sull’impugnazione di un decreto con il quale è stata dichiarata la pubblica utilità dell’acquisizione al demanio dello Stato di alcuni immobili (decide nel merito);

 

Tar Umbria, 9 novembre 2016, n. 764, sulla legittimità del provvedimento amministrativo che subordina l’assenso allo spostamento delle frequenze radioelettriche utilizzate dalla ricorrente all’effettuazione di attività di collaudo ed alla presentazione di informative scritte; sul modello procedimentale di autorizzazione unica previsto dall’art. 87 del D.lgs. n. 259 del 2003, c.d. Codice delle Comunicazioni Elettroniche; sulla necessità del parere A.R.P.A. ai fini dell’attivazione dell’impianto e sulla distinzione tra quest’ultima fase e quella preliminare di autorizzazione per la quale non è richiesto il sopra indicato parere; sulla competenza comunale al rilascio del nulla osta alla delocalizzazione dell’impianto;

 

Tar Umbria, 21 dicembre 2016, n. 795, sulla legittimità del provvedimento di suddivisione degli ambiti venatori territoriali per la caccia al cinghiale; sulla inammissibilità del ricorso per mancata notificazione dello stesso ad almeno uno dei controinteressati, ai sensi degli artt. 27, comma 1, e 41, comma 2, c.p.a.;

 

Tar Umbria, 21 dicembre 2016, n. 796, sui termini per la costituzione in giudizio del controinteressato nel rito camerale avente ad oggetto la controversia in materia di accesso agli atti, ai sensi dell’art. 116 c.p.a.; sulla inammissibilità del ricorso in materia di accesso agli atti, richiesto dal ricorrente per la propria tutela nell’ambito di un procedimento disciplinare, per insussistenza di un interesse diretto, concreto ed attuale nei suoi confronti all’ostensione dei documenti richiesti, derivante dell’intervenuta sospensione del procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 55-ter, D.lgs. n. 165 del 2001;

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di dicembre 2016 sono:n. 746, n. 747, dalla n. 754 alla n. 758,n. 760, n. 765, n. 766,dalla 770 alla 789, dalla 791 alla 794, n. dalla 799 alla 804;

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 767, n. 768, n. 769, n. 797, n. 798;

infine, sono state emanate anche due ordinanze interlocutorie (n. 790 e n. 805) ed un’ordinanza di correzione dell’errore materiale dichiarativa dell’interruzione del giudizio (n. 759).

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre e il 30 novembre 2016

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2017

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

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