sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio e il 28 febbraio 2014 (dalla n. 88 alla n. 151)

44) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiFabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli, Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

 

Tar Umbria, 11 febbraio 2014, n. 88, sulla giurisdizione del G.A. in materia di revoca dell’attestato di I.A.P. (Imprenditore Agricolo Professionale); sulla natura della revoca dell’attestato di I.A.P. da intendersi come decadenza, ovvero un atto provvedimentale espressione di poteri autoritativi della P.A., rientrante nella categoria di revoca sanzionatoria; sulla legittimazione passiva dell’I.N.P.S. in quanto portatore di un interesse giuridicamente apprezzabile al mantenimento dell’atto; sui requisiti previsti dall’art. 1 comma 1 del d.lgs 99/2004 per la qualifica di imprenditore agricolo professionale; sulle condizioni necessarie affinchè sia soddisfatto il requisito delle conoscenze e competenze professionali in base alla deliberazione della Giunta Regionale n. 257/2007; sulla necessità o meno dell’iscrizione alla gestione previdenziale dell’I.N.P.S. dello I.A.P.; sulla natura solo presuntiva dell’iscrizione alla gestione previdenziale I.N.P.S. ai fini del riconoscimento dell’attività di imprenditore agricolo; sulla competenza delle Comunità Montane e non dell’I.N.P.S. per la valutazione del requisito in parola in forza dell’Allegato A), lett. k) della L.R. Umbria 24 settembre 2003, n. 18; sulla necessità della verifica concreta sulla sussistenza del requisito delle conoscenze e delle competenze professionali e di quello temporale, non potendo essere desunto da mere presunzioni quali la doppia posizione contributiva; sulla violazione dell’art. 7 L. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento;

 

Tar Umbria, 11 febbraio 2014, n. 89, sui presupposti del divieto di detenzione delle armi; sulla natura del potere attribuito all’autorità amministrativa che seppure connotato da ampia discrezionalità, deve basarsi su presupposti effettivi e fondarsi su concrete ragioni che possono fondare il giudizio di inaffidabilità; sull’onere che incombe all’Amministrazione di motivare specificamente i fatti che ritiene espressivi della pericolosità della persona tenendo conto di una pluralità di elementi significativi; sull’insufficienza della querela presentata da una parte privata in evidente dissidio con il ricorrente a dare conto dell’inaffidabilità all’uso delle armi;

 

Tar Umbria, 11 febbraio 2014, n. 90, sull’onere di motivazione del Prefetto in ordine al giudizio di inaffidabilità del ricorrente quanto al maneggio e al possesso delle armi; sull’insufficienza della denuncia penale qualora da questa non si evincano elementi fattuali precisi;

 

Tar Umbria, 11 febbraio 2014, n. 91, sulla domanda di riconoscimento del diritto alle maggiori retribuzioni e connessi oneri contributivi e previdenziali o al corrispondente indennizzo ex art. 2041 c.c. per lo svolgimento delle funzioni di direttore del CSSA-Centro di Servizio Sociale Adulti (oggi UEPE- Ufficio Esecuzione Penale Esterna); sulla giurisdizione del G.A. per gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria; sull’applicabilità dell’art. 52, comma 5, D.Lgs. 165/2001, relativo all’espletamento di mansioni superiori, in tema di impiego pubblico contrattualizzato; sull’esercizio di fatto di mansioni dirigenziali da parte di un funzionario con conseguente diritto del prestatore al corrispondente trattamento economico, senza che assumano rilievo le specifiche caratteristiche delle posizioni organizzative di livello dirigenziale o la diversità di “carriera” tra le funzioni direttive e la dirigenza, dovendosi assicurare al lavoratore una retribuzione proporzionata al lavoro prestato art. 36 Cost.; 

 

Tar Umbria, 11 febbraio 2014, n. 92, respinge il ricorso sulla scorta delle risultanze della verificazione disposta;

 

Tar Umbria, 13 febbraio 2014, n. 93, dichiara la parziale improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse avendo l’Amministrazione resistente emendato in autotutela l’aggiudicazione definitiva; sulla natura dell’arrotondamento, nella fase di individuazione dell’offerta più bassa e di esclusione delle offerte ricadenti automaticamente oltre la soglia di anomalia, che costituisce una deviazione dalle regole matematiche da applicare in via automatica potendo essere consentito solo laddove sia espressamente previsto dalle norme speciali della gara; sull’inderogabilità della fissazione da parte del ricorrente dell’oggetto del processo impugnatorio e sulla preclusione del giudice di individuare ulteriori profili di illegittimità degli atti impugnati che non siano puntualmente e ritualmente rilevati dalle parti; sulla connessione oggettiva dell’aggiudicazione definitiva e del riesame in autotutela ai fini della proposizione dei motivi aggiunti in quanto si inseriscono nella medesima sequenza procedimentale, ovvero nella stessa procedura di gara (art. 120, comma 7 C.P.A.); sull’applicabilità o meno alla gara per l’affidamento dei “lavori concernenti opere infrastrutturali P.I.R. Centro Storico-1° stralcio” dell’O.M. 5 agosto 1998 richiamata nella lex specialis inerente il taglio delle ali nella misura del 20% delle offerte in deroga al disposto di cui all’art. 88 Codice dei Contratti Pubblici con consequenziale e dovuto ricalcolo della soglia di anomalia sulla base dell’art. 86 comma 1 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.; sull’applicabilità o meno del criterio del 20% sulla scorta dell’art. 2 del D.L. 6/1998 richiamato dall’art. 2 comma 107 della L. 244/2007; sulla natura della “clausola di salvaguardia” prevista dall’art. 255 Codice dei contratti pubblici quale clausola priva di concreta forza giuridica poiché la legge ordinaria ha la stessa forza e valore di qualsiasi altra legge e non si sottrae alla possibilità di abrogazione tacita ex art 15 delle preleggi; sul valore esegetico della clausola di salvaguardia in caso di dubbio sulla portata abrogatrice o modificatrice di una legge successiva; 

 

Tar Umbria, 13 febbraio 2014, n. 94, sul dies a quo per la proposizione del ricorso avverso bandi di indizione di gara semplificati per la fornitura di farmaci che decorre dalla pubblicazione di cui all’art. 66, comma 8, D.Lgs. 163/2006 ovvero dalla pubblicazione del bando sulla G.U.R.I. (forma di pubblicità obbligatoria); sulla finalità della pubblicazione del bando nella G.U.U.E. di mera divulgazione della notizia, quale requisito di legittimità del procedimento di gara per appalti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria; sulle finalità della pubblicazione del bando nella G.U.U.E.; sulla natura, sulle caratteristiche e sulla funzione del sistema dinamico di acquisizione che dà la possibilità agli operatori economici di presentare, dopo la pubblicazione del bando un’offerta indicativa necessaria per essere ammessi al sistema; sulla necessità o meno di impugnare, unitamente ai bandi semplificati, il capitolato del sistema dinamico di acquisizione dal momento che condiziona (tendenzialmente) il contenuto dei singoli confronti concorrenziali nascenti dai bandi semplificati; sulla rispondenza e sull’efficacia dei prodotti a base di epoetina alfa che hanno superato le prove della procedura centralizzata presso l’E.M.A. (certifica in Europa che il farmaco utilizza un principio attivo del tutto simile anche se non equivalente a quello originator) alle esigenze terapeutiche, tanto che non è possibile affermare la superiorità qualitativa di un prodotto rispetto all’altro e dunque la tendenziale corrispondenza del prezzo;

 

Tar Umbria, 14 febbraio 2014, n. 95 (ordinanza), dispone incombenti istruttori in merito alle condizioni igieniche e di salute degli animali presenti in un canile comunale;

 

Tar Umbria, 14 febbraio 2014, n. 96, sulla natura agricola ai sensi dell’art. 2135, c.c., nel testo novellato dal D.Lgs 18 maggio 2001 n. 228, dell’attività di allevamento di cavalli da corsa; sulla definizione di “attività di allevamento di animali e attività connesse” ex art. 2135 c.c. nella quale deve essere ricompresa anche l’attività di addestramento degli animali poichè attività strumentale o complementare con l’allevamento; sull’inammissibilità di una integrazione postuma della motivazione del provvedimento proveniente da mere argomentazioni difensive; sull’inammissibilità della motivazione nuova dell’atto impugnato perché lesiva del fondamentale diritto di difesa ex artt. 24 e 113 Cost. e dei principi di buon andamento e imparzialità e della tutela del diritto di difesa; sulla rilevanza europea dell’obbligo di motivazione anche alla luce dell’art. 41, comma 2, della Carta di Nizza;  

 

Tar Umbria, 14 febbraio 2014, n. 97, sull’applicabilità nell’adozione del Piano Urbanistico delle leggi statali e regionali nel caso di mancata adozione del P.T.C.P. (art. 30 comma 1 L.R. 31/1997); sulla definizione di vincolo preordinato all’esproprio; sull’esclusione della natura espropriativa dei vincoli che pur importando una destinazione alla realizzazione di opere pubbliche anche di contenuto specifico consentano l’iniziativa privata o promiscua pubblico-privata quindi l’attuazione degli obiettivi di interesse generale anche per iniziativa del soggetto privato in libero regime di economia di mercato; sull’espropriazione c.d. sostanziale o di valore che presuppone la presenza di vincoli a titolo particolare comportanti l’effetto pratico dello “svuotamento di rilevante entità ed incisività, del contenuto della proprietà; sul contemperamento tra esigenze di interesse generale e salvaguardia del diritto di proprietà nel caso di imposizione del vincolo espropriativo; sulla natura o meno ablatoria di un vincolo nel caso in cui il proprietario del suolo interessato può trarre vantaggio economico dalla destinazione urbanistica impressa; sulla carenza di interesse a ricorrere laddove le destinazioni previste dal Piano Urbanistico siano complessivamente più favorevoli e ne accrescano il valore economico; sul criterio da utilizzare per valutare il carattere migliorativo di una destinazione urbanistica; sull’irrilevanza della generica aspettativa alla “non reformatio in peius” o alla “reformatio in melius” delle destinazioni di zona ai fini della valutazione dell’interesse; sull’obbligo di astensione dei consiglieri comunali quale regola di carattere generale che non ammette deroghe ed eccezioni e che ricorre ogni qualvolta sussista una correlazione diretta e immediata fra la posizione dell’amministratore e l’oggetto della deliberazione (art. 78 T.U.E.L.); sulla necessità, ai fini dell’astensione dalla votazione del consigliere comunale, della sussistenza di una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o di affini fino al quarto grado; 

 

Tar Umbria, 14 febbraio 2014, n. 98, sui presupposti del riconoscimento della causa di servizio al dipendente pubblico; sulla necessità che, ai fini del riconoscimento della causa di servizio, l’attività lavorativa sia, quantomeno, concausa efficiente e determinante della patologia lamentata, non potendo farsi ricorso a presunzioni di sorta e non trovando applicazione la regola dell’art. 41 c.p.; sulla nozione di infermità e lesioni dipendenti da fatti di servizio che debbono rappresentare la causa o la concausa efficiente e determinante con esclusione di circostanze o condizioni del tutto generiche quali disagi e fatiche inevitabili del servizio; sul nesso di causa tra la patologia e il sistema normativo che riconosce i benefici che non può derivare da una normale attività di servizio prolungata nel tempo, ma deve necessariamente essere individuata o in un episodio eccezionale in cui il soggetto viene a trovarsi a causa del proprio servizio o in un servizio particolarmente disagiato immediatamente percepibile come tale e con la presenza di disagi ambientali e lavorativi che fuoriescono dalle normali condizioni di lavoro; sulla portata del principio dispositivo (in ordine alla richiesta degli incombenti istruttori ex artt. 63 e 64 CPA) in quanto è a carico della parte l’onere di fornire gli elementi di prova rientranti nella propria disponibilità riguardanti fatti posti a fondamento delle domande e delle eccezioni, non potendo il G.A. esercitare i propri poteri ex officio allorquando la parte onerata non fornisca nemmeno un principio di prova; sulla natura della c.t.u. che, quale mezzo di indagine finalizzato ad aiutare il giudizio nella valutazione degli elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che comportino specifiche conoscenze, non può essere disposta al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume ed è quindi legittimamente negata dal giudice qualora la parte tenda con essa a supplire alle deficienze delle proprie allegazioni od offerte di prova ovvero a compiere un’indagine esplorativa alla ricerca di elementi di fatto o circostanze non provati;

 

Tar Umbria, 14 febbraio 2014, n. 99, sulla decorrenza del dies a quo nel caso di deliberazioni a contenuto generale (nel caso di specie delibera di Giunta Comunale con la quale veniva approvato il progetto esecutivo generale relativo alla costruzione dell’impianto sportivo polivalente) che non incidono sulla proprietà della ricorrente dalla scadenza del termine di pubblicazione all’albo pretorio dell’ente; sull’insufficienza della vicinitas a supportare il requisito dell’interesse a ricorrere della domanda di annullamento di un titolo edilizio dal momento che tale condizione deve apprezzarsi non in senso assoluto ma relativo ossia con riferimento alle peculiari caratteristiche dell’opera e quindi anche alla sua natura e dimensione, destinazione, implicazioni urbanistiche ed agli effetti ragionevolmente dispiegabili in ordine alla qualità della vita di relazione esplicantesi nel contesto spaziale;

 

Tar Umbria, 14 febbraio 2014, n. 100,  sui presupposti del riconoscimento della causa di servizio al dipendente pubblico; sulla necessità che, ai fini del riconoscimento della causa di servizio, l’attività lavorativa sia, quantomeno, concausa efficiente e determinante della patologia lamentata, non potendo farsi ricorso a presunzioni di sorta e non trovando applicazione la regola dell’art. 41 c.p.; sulla nozione di infermità e lesioni dipendenti da fatti di servizio che debbono rappresentare la causa o la concausa efficiente e determinante con esclusione di circostanze o condizioni del tutto generiche quali disagi e fatiche inevitabili del servizio; sul nesso di causa tra la patologia e il sistema normativo che riconosce i benefici che non può derivare da una normale attività di servizio prolungata nel tempo, ma deve necessariamente essere individuata o in un episodio eccezionale in cui il soggetto viene a trovarsi a causa del proprio servizio o in un servizio particolarmente disagiato immediatamente percepibile come tale e con la presenza di disagi ambientali e lavorativi che fuoriescono dalle normali condizioni di lavoro; sulla portata del principio dispositivo (in ordine alla richiesta degli incombenti istruttori ex artt. 63 e 64 CPA) in quanto è a carico della parte l’onere di fornire gli elementi di prova rientranti nella propria disponibilità riguardanti fatti posti a fondamento delle domande e delle eccezioni, non potendo il g.a. esercitare i propri poteri ex officio allorquando la parte onerata non fornisca nemmeno un principio di prova; sulla natura della c.t.u. che, quale mezzo di indagine finalizzato ad aiutare il giudizio nella valutazione degli elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che comportino specifiche conoscenze, non può essere disposta al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume ed è quindi legittimamente negata dal giudice qualora la parte tenda con essa a supplire alle deficienze delle proprie allegazioni od offerte di prova ovvero a compiere un’indagine esplorativa alla ricerca di elementi di fatto o circostanze non provati;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n 101, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 102, dichiara, in parte, l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (sempre in materia di equa riparazione); sull’inesigibilità del credito per prestazioni professionali connesse al gratuito patrocinio, alle difese d’ufficio e degli imputati irreperibili laddove non sia stata depositata presso l’ufficio giudiziario competente la relativa fattura;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 103 (decreto), dispone la liquidazione del compenso professionale per il gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 104, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 105, sulla correttezza della contestazione degli addebiti effettuata, nell’ambito di un procedimento disciplinare a carico di un agente di polizia penitenziaria, mediante raccomandata a.r., laddove non ne sia stata possibile la consegna personale a causa dell’assenza del destinatario dal servizio; sull’insussistenza dell’obbligo dell’organo disciplinare di disporre un ulteriore rinvio della seduta, all’esito della trasmissione di documentazione medica, alla luce della perentorietà di termini per la conclusione del procedimento disciplinare;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 106, sulla natura non disciplinare della sospensione cautelare facoltativa dal servizio; sulla sufficienza della motivazione della sospensione cautelare facoltativa disposta con riferimento alle concrete circostanze di fatto ed al turbamento cagionato dalla permanenza in servizio dell’interessato sullo svolgimento della normale attività amministrativa; sull’insussistenza dell’obbligo della comunicazione di avvio del procedimento finalizzato alla sospensione cautelare facoltativa;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 107, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 108, sulla necessità di assoggettare alla disciplina codicistica dei beni paesaggistici i beni per i quali sia stata formulata la proposta, o definita la perimetrazione, per la dichiarazione di notevole interesse paesaggistico (ex art. 157, comma 2, del D. Lgs. 42/2004); sull’obbligo di comunicazione del preavviso di rigetto in relazione al provvedimento finale adottato nel procedimento finalizzato al giudizio di compatibilità paesaggistica, atteso il suo carattere discrezionale;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 109 (ordinanza), dispone adempimenti istruttori;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 110, sull’insussistenza dell’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento in un procedimento iniziato ad istanza di parte, come quello diretto all’accertamento di conformità ex art. 36 del DPR 380/2001; sulla non consumazione del potere di adottare il provvedimento anche laddove la norma qualifichi espressamente come perentorio il termine per l’esercizio del potere stesso (ipotesi relativa al parere asseritamente espresso dalla Soprintendenza oltre il termine di 90 giorni di cui all’art. 167, comma 5, del D. Lgs. 42/2004); sull’insussistenza dell’obbligo di analitica descrizione delle opere abusive nell’ordinanza di demolizione, laddove gli estremi delle stesse siano note all’intimate per averli quest’ultimo riportare nell’istanza di accertamento di conformità.

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 111, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 112, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 113, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 114, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 115 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 116 (decreto), dispone la liquidazione del compenso professionale per il gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 117, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 118 (ordinanza), dà atto dell’interruzione del processo ai sensi dell’art. 79, comma 2, C.P.A. ;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014 n. 119, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 120, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 121, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 122, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 123, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 124, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 125, dichiara il sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di precedente sentenza dello stesso Tar);

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 126, sul criterio di ripartizione tra G.A. e A.G.O. della giurisdizione nella materia dei contributi pubblici; sulla appartenenza alla giurisdizione del G.A. delle controversie riguardanti provvedimenti sul momento c.d. statico della concessione del contributo, e a quella dell’A.G.O. dei provvedimenti che incidono sul momento c.d. dinamico; sulla appartenenza al primo segmento, spettante alla giurisdizione amministrativa, di tutti i provvedimenti, comunque denominati, che incidono negativamente sulla erogazione del contributo, o che, anche successivamente alla sua erogazione, ne determinano, in sede di esercizio del potere di autotutela amministrativa, il ritiro; sulla necessità che, ai fini dell’ammissione agli aiuti previsti a favore degli agricoltori dal regolamento CEE 2078/92 e dal connesso piano agroalimentare regionale, l’interessato dimostri secondo la disciplina prevista dalla deliberazione della G.R. 10 febbraio 1999, n. 130, di avere la disponibilità dei terreni oggetto d’intervento in forza di contratto di affitto registrato;

 

Tar Umbria, 17 febbraio 2014, n. 127 (decreto di pagamento), liquida le spese di giudizio in favore del difensore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato;

 

Tar Umbria, 25 febbraio 2014, n. 128, sul dies a quo di costituzione del rapporto di lavoro conseguente al transito di personale delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, giudicato non idoneo al servizio militare, nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa e sul relativo trattamento economico ad esso spettante in caso di aspettativa per continuata infermità ex art. 27, legge n. 187 del 1976;

 

Tar Umbria, 25 febbraio 2014, n. 129, sulla natura dell’atto di assenso dell’ASL e dell’Ordine professionale dei farmacisti competente per territorio nel procedimento comunale di individuazione di nuove farmacie e sulla possibilità che lo stesso atto d’assenso intervenga solo successivamente alla localizzazione delle nuove sedi;

 

Tar Umbria, 25 febbraio 2014, n. 130, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 25 febbraio 2014, n. 131, dichiara l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere;

 

Tar Umbria, 25 febbraio 2014, n. 132, dichiara la cessata materia del contendere;

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 133, sull’esclusione del concorrente dalla gara per l’affidamento in concessione di servizi pubblici, in ragione dell’omesso assolvimento, anche da parte dell’amministratore di fatto della società, dell’onere di rendere le dichiarazioni di cui all’art. 38, comma 1, lett. c) del D.lgs. n. 163 del 2006; sul rapporto intercorrente tra il ricorso incidentale escludente ed il ricorso principale in materia di procedure di gara in seguito alle recenti pronunce della Corte di Giustizia UE e dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e sulle ipotesi in cui l’accoglimento del primo non pregiudica l’esame del ricorso principale;

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 134, sul rapporto intercorrente tra il ricorso incidentale escludente ed il ricorso principale in materia di procedure di gara in seguito alle recenti pronunce della Corte di Giustizia UE e dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e sulle ipotesi in cui l’accoglimento del primo non pregiudica l’esame del ricorso principale; sulla possibilità che le dichiarazioni in ordine alla sussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38 del D.lgs. n. 163 del 2006 siano rese da un unico legale rappresentante dell’impresa concorrente anche per conto degli altri soggetti obbligati; sulle conseguenze derivanti dall’incompletezza delle dichiarazioni rese dall’impresa concorrente aventi ad oggetto il possesso dei c.d. requisiti morali, di cui all’art. 38 del D.lgs. n. 163 del 2006; sulla nullità, ai sensi dell’art. 41, comma 1-bis, del D.lgs. n. 163 del 2006, della clausola di lex specialis che richieda al concorrente, a pena di esclusione, un obbligo di produzione di referenza bancaria contenente l’impegno della banca a concedere una linea di credito dedicata all’esecuzione dell’appalto in caso di aggiudicazione della gara stessa;

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 135, sull’individuazione del dies a quo per la decorrenza del termine di scadenza del pagamento della rata di saldo relativa al contributo di costruzione dovuto in seguito al rilascio di titolo abilitativo;

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 136, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 137, dichiara l’estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 138, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014, n. 139, sull’ottemperanza di decreto ingiuntivo esecutivo e non opposto per il pagamento di prestazione d’opera professionale;

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014 n. 140 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 27 febbraio 2014 n. 141 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 142, sull’inammissibilità del ricorso per ottemperanza al giudicato, concernente l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria, già eseguito mediante la demolizione del manufatto, nelle ipotesi in cui il ricorso stesso sia diretto a censurare la successiva ricostruzione del medesimo manufatto realizzato in forza di nuovo titolo edilizio formatosi mediante S.C.I.A.; sulla natura della S.C.I.A. quale atto privato e non provvedimento amministrativo a formazione tacita; sulla possibilità di conversione dell’azione di impugnazione in azione di accertamento dell’illegittimità del silenzio, ai sensi dell’art. 32 C.P.A.

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 143, sulla portata della disposizione contenuta all’art. 34, comma 3, C.P.A., secondo il quale il sindacato di legittimità dell’atto può essere compiuto anche solo ove ne sussista l’interesse ai fini risarcitori; sulla esclusione, secondo una interpretazione rigorosa di tale disposizione, che l’interesse risarcitorio per una decisione di merito di un ricorso non più sorretto da un interesse all’annullamento possa essere utilmente manifestato con la riserva di separata azione all’esito del giudizio; sulla coerenza di tale interpretazione con la disciplina e i principi contenuti agli artt. 30, 34, comma 1, e 104 del Codice;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 144, sulla natura ordinatoria e non (più) perentoria del termine previsto per l’adozione da parte del Comune, all’esito della conferenza partecipativa, del P.R.G. ai sensi dell’art. 7 della legge r. n. 31 del 1997, come modificato dall’art. 1 della legge r. 30 agosto 2004, n. 34 e sulle conseguenze che da tale natura discendono; sulla decorrenza dell’obbligo di sottoporre piani e programmi a VAS secondo la disciplina contenuta nella direttiva 2001/42/CE della quale deve essere esclusa la natura self-executing; sulla portata dell’art. 9, comma 5, della legge r. n. 31 del 1997 disciplinante l’adozione degli atti di competenza della Provincia relativi al procedimento di approvazione dei piani regolatori comunali, e - più in generale - sulla esclusione che in detto procedimento la violazione di un termine qualificato come perentorio da parte dell’Autorità sovraordinata possa ragionevolmente viziare ex post la legittimità della delibera comunale; sulla funzione che occorre riconoscere al termine medesimo che è posto a garanzia del Comune sicchè il suo spirare comporta esclusivamente la consumazione dei poteri di intervento e correzione che l’ordinamento attribuisce alla Provincia;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 145, dichiara l’improcedibilità;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 146, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 147, dichiara l’improcedibilità (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 148, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto ingiuntivo emesso dal G.O.);

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 149, sui limiti in cui può trovar applicazione l’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale qualora l’interessato abbia attivato il procedimento per ottenere il permesso di costruire in sanatoria di abusi edilizi, il ricorso proposto avverso un provvedimento repressivo emesso in precedenza, diviene improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse, nei casi in cui la sanatoria assentita sia solo parziale; sui casi in cui la riunione di adepti di una associazione a scopo religioso o culturale in un immobile avente destinazione residenziale ne determina il mutamento illecito di destinazione e sulla necessità che, ai fini della relativa contestazione, sia condotta una approfondita istruttoria in ordine agli elementi da cui far discendere un eventuale aggravio del carico urbanistico; sui presupposti della dichiarazione in limine di irricevibilità della domanda di permesso di costruire ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge r. 18 febbraio 2004, n. 1;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 150, sui presupposti necessari perché il cittadino straniero possa conseguire il permesso di soggiorno secondo la dichiarazione di emersione del lavoro irregolare ex art. 1-ter della legge 3 agosto 2009, n. 102; sulla specialità della disposizione contenuta all’art. 1-ter, comma 4, lett. b), del d.l. n. 78 del 2009 (per il quale la dichiarazione di emersione deve indicare gli estremi del passaporto o di un altro documento equipollente valido per l’ingresso nel territorio dello Stato) e sulla conseguente inapplicabilità, in caso di documento scaduto, della disposizione dell’art. 45, comma 3, del d.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2014, n. 151, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.).

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 88, 126, 133, 134, 142143, 144 e 150.

 

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