Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio e il 28 febbraio 2018 (dalla n. 77 alla n. 136)

 90) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

 

Tar Umbria, 1 febbraio 2018, n. 77, sulla giurisdizione del Giudice Tributario che è limitata all’impugnazione degli atti tipici previsti dall’art. 19 D.lgs. 31 dicembre 1992 n. 546 e, in ogni caso, dal fatto che l’atto impugnato concerna aspetti di carattere esecutivo; sulla giurisdizione del g.a. in caso di impugnazione di regolamenti governativi, ministeriali o di enti locali che istituiscono o disciplinano tributi di qualsiasi genere, in quanto concernenti interessi legittimi e poiché a contenuto normativo e destinati ad incidere su una pluralità indifferenziata di soggetti; sul sindacato del g.a. sui regolamenti istitutivi di tributi che si qualifica quale sindacato estrinseco, non potendo il giudice impingere nel merito delle scelte adottate dall’ente pubblico; sull’inquadramento dell’attività agrituristica in quella agricola che è subordinato alla condizione che l’utilizzazione dell’azienda agricola a fine di agriturismo sia caratterizzata da un rapporto di complementarità rispetto all’attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento del bestiame, che deve comunque rimanere prevalente; sull’esercizio della discrezionalità amministrativa in tema di scelte inerenti la politica tarriffaria che, sulla base del noto principio giurisprudenziale del “chi inquina paga”, deve dirigersi verso l’introduzione nella normativa di una o più sottocategorie a seconda del contenuto delle prestazioni fornite, tenendo conto di parametri quali ad es. il numero dei pasti o di clienti ospitabili e la stagionalità dell’attività agrituristica;

 

Tar Umbria, 1 febbraio 2018, n. 78, sull’ammissibilità dell’intervento ad opponendum promosso de un ente esponenziale avente interesse opposto a quello azionato nel ricorso; sull’esercizio delle sedi farmaceutiche che è conferito mediante atto qualificato come autorizzazione considerato dalla giurisprudenza come concessione di servizio pubblico in considerazione che tutte le farmacie pianificate sul territorio sono obbligatoriamente convenzionate con il S.S.N. per l’erogazione dell’assistenza farmaceutica; sulla corretta interpretazione dell’art. 9, comma 1, L. n. 475 del 1968 e sul coordinamento tra la normativa di settore del servizio farmaceutico con la disciplina generale sui servizi pubblici a rilevanza economica; sulla derogabilità, da parte della normativa di settore, del principio di separazione tra titolarità della proprietà delle reti e impianti e titolarità della gestione del servizio ex art. 113, comma 2 D.Lgs. n. 267 del 2000; sulla necessità che l’oggetto sociale della società gestore della farmacia sia esclusivo, al fine di evitare conflitti di interesse che possano ripercuotersi negativamente sullo svolgimento del servizio farmaceutico e, mediatamente, sul diritto alla salute; sull’inapplicabilità della deroga di cui all’art. 12, comma 11, L. n. 475 del 1968 in materia di scissione tra la titolarità e la gestione di una farmacia all’oggetto sociale;

 

Tar Umbria, 7 febbraio 2018, n. 96, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L n. 240/2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sull’inammissibilità delle censure mosse avverso clausole della lex specialis immediatamente e direttamente lesive per l’interesse azionato oltre il termine di decadenza; sulla impossibilità di procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo a pena di elusione del termine di decadenza, di cui all’art. 29 c.p.a.; sull’insussistenza del difetto di contraddittorio nel caso in cui l’atto impugnato non faccia alcun cenno o menzione ad ulteriori soggetti portatori di interesse contrapposto a quello del ricorrente; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 7 febbraio 2018, n. 97, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L. n. 240 del 2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 7 febbraio 2018, n. 98, sull’illegittimità del provvedimento di chiusura di un pronto soccorso in zona svantaggiata ai sensi del d.m. n. 70 del 2015, attesa la natura di primaria importanza che riveste tale servizio sanitario poiché dalla sua tempestività e certezza dipende con altissima probabilità la protezione del diritto alla vita che per sua stessa natura è insopprimibile, nonché insuscettibile di essere compresso o ridotto in forza di qualunque altra esigenza politico – amministrativa o finanziaria; sull’irragionevolezza di una applicazione della normativa di cui al d.m. n. 70 del 2015 nel senso di legittimare soppressioni e/o trasferimento definitivi di presidi di pronto soccorso che costringano l’utenza a rivolgersi a servizi il cui espletamento richieda un aumento dei tempi di percorrenza (andata e ritorno) oltre il limite di 60 minuti indicato dalla normativa; sul difetto di legittimazione attiva di un comitato costituito ad hoc successivamente alla notifica del gravame; motiva in fatto sulla legittimità della soppressione di una attività di ricovero ospedaliero specialistica;

 

Tar Umbria, 7 febbraio 2018, n. 99, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29, comma 19 della L n. 240 del 2010, nel caso in cui, in relazione al requisito gestionale, non si sia tenuto conto dell’insussistenza dell’obbligo a partecipare alle sedute degli organi accademici di appartenenza di un professore in aspettativa obbligatoria; sull’irrilevanza del difetto relativo di competenza in capo al Rettore per l’emissione di atti di gestione in materia di trattamento economico del personale, rientranti nel novero delle competenze dirigenziali, poiché privo di capacità invalidante ex art. 21-octies, comma 2, della L. n. 241 del 1990, attesa la natura vincolata dell’attività di recupero di somme indebitamente erogate al personale di una P.A.;

 

Tar Umbria, 7 febbraio 2018, n. 100, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L n. 240/2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sull’inammissibilità delle censure mosse avverso clausole della lex specialis immediatamente e direttamente lesive per l’interesse azionato oltre il termine di decadenza; sulla impossibilità di procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo a pena di elusione del termine di decadenza, di cui all’art. 29 c.p.a.; sull’insussistenza del difetto di contraddittorio nel caso in cui l’atto impugnato non faccia alcun cenno o menzione ad ulteriori soggetti portatori di interesse contrapposto a quello del ricorrente; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 7 Febbraio 2018, n. 101, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L n. 240/2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sull’inammissibilità delle censure mosse avverso clausole della lex specialis immediatamente e direttamente lesive per l’interesse azionato oltre il termine di decadenza; sulla impossibilità di procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo a pena di elusione del termine di decadenza, di cui all’art. 29 c.p.a.; sull’insussistenza del difetto di contraddittorio nel caso in cui l’atto impugnato non faccia alcun cenno o menzione ad ulteriori soggetti portatori di interesse contrapposto a quello del ricorrente; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 7 Febbraio 2018, n. 102, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L n. 240/2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sull’inammissibilità delle censure mosse avverso clausole della lex specialis immediatamente e direttamente lesive per l’interesse azionato oltre il termine di decadenza; sulla impossibilità di procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo a pena di elusione del termine di decadenza, di cui all’art. 29 c.p.a.; sull’insussistenza del difetto di contraddittorio nel caso in cui l’atto impugnato non faccia alcun cenno o menzione ad ulteriori soggetti portatori di interesse contrapposto a quello del ricorrente; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 7 Febbraio 2018, n. 103, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L n. 240/2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sull’inammissibilità delle censure mosse avverso clausole della lex specialis immediatamente e direttamente lesive per l’interesse azionato oltre il termine di decadenza; sulla impossibilità di procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo a pena di elusione del termine di decadenza, di cui all’art. 29 c.p.a.; sull’insussistenza del difetto di contraddittorio nel caso in cui l’atto impugnato non faccia alcun cenno o menzione ad ulteriori soggetti portatori di interesse contrapposto a quello del ricorrente; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 7 Febbraio 2018, n. 104, sull’irricevibilità per tardività delle doglianze inerenti la mancata esclusione dei concorrenti non proposte nelle forme e nei termini del rito c.d. super-speciale introdotto dal D.Lgs. n. 50 del 2016; sull’inammissibilità dei motivi contenuti in memoria non notificata che configurino una mutatio libelli; sulla natura del giudizio di verifica della congruità dell’offerta sospetta di anomalia che deve riguardare in via globale e sintetica la serietà o meno dell’offerta nel suo insieme, essendo irrilevanti le pur sempre possibili isolate e singole voci di scostamento;

 

Tar Umbria, 14 Febbraio 2018, n. 106, sulla necessità che il potere di riesame in autotutela di un provvedimento emanato in esito a conferenza di servizi segua il medesimo procedimento in virtù del principio del contrarius actus (giudizio relativo al rilascio di un Autorizzazione Integrata Ambientale – A.I.A. a seguito di Conferenza di Servizi);

 

Tar Umbria, 15 febbraio 2018, n. 108, sull’illegittimità dei decreti di recupero delle somme riconosciute ad un professore universitario a titolo di incentivo una tantum, ex art. 29 c. 19 della L n. 240/2010, nel caso in cui, con interpretazione postuma del bando, si sia negata la computabilità nel requisito gestionale delle assenze giustificate; sull’inammissibilità delle censure mosse avverso clausole della lex specialis immediatamente e direttamente lesive per l’interesse azionato oltre il termine di decadenza; sulla impossibilità di procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo a pena di elusione del termine di decadenza, di cui all’art. 29 c.p.a.; sull’insussistenza del difetto di contraddittorio nel caso in cui l’atto impugnato non faccia alcun cenno o menzione ad ulteriori soggetti portatori di interesse contrapposto a quello del ricorrente; sulla necessità nell’interpretazione degli atti amministrativi di dare prevalenza alle espressioni letterali, se chiare, contenute nello stesso, escludendo ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori; sulla irrilevanza degli atti interpretativi postumi dell’amministrazione volti ad integrare la lex specialis e non pubblicizzati con le medesime forme di pubblicità del bando; sulla non autocertificabilità di dati in possesso dell’amministrazione o comunque di dati obbligatoriamente acquisibili d’ufficio ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. n. 445 del 2000;

 

Tar Umbria, 20 febbraio 2018, n. 109, sull’irrilevanza, ai fini della legittimità di un’ordinanza di demolizione e riduzione in pristino, dell’assenza di specifica indicazione del termine esatto per la proposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica; sull’assenza di prescrizione o decadenza del potere di reprimere abusi edilizi, stante il carattere di illecito permanente dell’abuso edilizio medesimo, cui consegue la mancanza di qualsivoglia aspettativa del contravventore a vedere conservata una situazione di fatto che il semplice decorso del tempo non può legittimare; sull’infondatezza della censura di carenza di motivazione del provvedimento demolitorio, che non necessita di alcuna specifica motivazione circa l’esistenza di un interesse pubblico alla rimozione dell’opera abusiva, trattandosi di interesse pubblico sussistente in re ipsa;

 

Tar Umbria, 20 febbraio 2018, n. 110, sul carattere tecnico-discrezionale dei giudizi espressi dalle commissioni esaminatrici, come tali insindacabili in sede di legittimità, salvi i limiti propri della manifesta contraddittorietà, illogicità o irrazionalità; sulla natura tecnico-discrezionale dell’attività di predeterminazione dei criteri di valutazione e di attribuzione dei punteggi entro un limite minimo e massimo prestabilito effettuata dalla commissione esaminatrice;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2018, n. 122, sulla sufficienza ai fini di un’ordinanza di demolizione della motivazione dell’accertata irregolarità di un intervento in quanto atto dovuto, essendo in re ipsa l’interesse alla rimozione dell’abuso anche se risalente nel tempo senza necessità di una specifica comparazione degli interessi privati coinvolti o sacrificati; sull’inidoneità della produzione di perizia asseverata, di dichiarazioni sostitutive di atto notorio e di istanza di prova testimoniale a soddisfare l’onere probatorio circa l’epoca di realizzazione dell’abuso;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2018 n. 130, sul difetto di giurisdizione del g.a. laddove il privato cittadino lamenti l’illegittimità della pianificazione urbanistica (nel caso di specie, piano attuativo che ha previsto l’edificabilità di un terreno donato dallo stesso privato al Comune) ed eccepisca, in particolare, la violazione della condizione stabilita nell’atto di donazione di destinare il terreno a parco pubblico, con esclusione di ogni possibilità edificatoria; sull’inammissibilità di un ricorso proposto avverso un piano attuativo da parte di un privato, laddove non sia stata provata la vicinitas o la circostanza che la nuova destinazione impressa all’area ricompresa nel piano attuativo incida direttamente o indirettamente sul godimento o sul valore dell’area vicina; sull’insussistenza di un obbligo di motivazione circa la destinazione urbanistica di singole aree se non nell’ipotesi in cui la stessa incida su posizioni giuridiche differenziate; sull’insindacabilità, nel merito, delle scelte urbanistiche se non per errori di fatto o manifesta illogicità;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2018 n. 131, sull’illegittimità dell’ordine di demolizione che richiami un verbale di accertamento generico ed in cui si prospetti la necessità di ulteriori verifiche e che, inoltre, non contenga una puntuale descrizione materiale delle difformità riscontrate ed una qualificazione dell’intervento ritenuto abusivo;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2018 n. 132, sull’illegittimità dell’ordine di demolizione che richiami un verbale di accertamento generico ed in cui si prospetti la necessità di ulteriori verifiche e che, inoltre, non contenga una puntuale descrizione materiale delle difformità riscontrate ed una qualificazione dell’intervento ritenuto abusivo;

 

Tar Umbria, 28 febbraio 2018 n. 133, sul carattere vincolato della revoca delle autorizzazioni di polizia (nel caso di specie, per l’esercizio di un’attività alberghiera) nei soli casi espressamente previsti dalla legge; sull’illegittimità della revoca discrezionale di un’autorizzazione di polizia motivata unicamente con la pendenza di un procedimento penale (peraltro per un reato diverso da quello indicato nella revoca e senza considerare che la misura cautelare dell’arresto era già stata convertita in quella di presentazione alla polizia) e senza valutare l’attitudine e l’affidabilità dell’interessato ad esercitare le funzioni connesse all’autorizzazione; sull’illegittimità della revoca di un’autorizzazione di polizia adottata senza considerare la possibilità di una sua sospensione, così violando il principio di proporzionalità; sulla necessità della comunicazione di avvio del procedimento, in applicazione dell’art. 7 della L. n. 241 del 1990 e dell’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali di Nizza, anche alla luce dell’attinenza con la tutela della concorrenza, disciplinata dal diritto europeo; sulla non applicabilità dell’art. 21-octies della L. n. 241 del 1990 laddove si verta in tema di attività discrezionale e l’Amministrazione non abbia fornito alcuna prova diretta a dimostrare l’identità del contenuto dispositivo finale;

 

Tar Umbria, 28 febbraio n. 134, sul difetto di giurisdizione del g.a. a conoscere dell’impugnazione del provvedimento con il quale è stata comminata la sanzione accessoria della revoca della patente con l’avviso di non poter conseguire una nuova patente prima di tre anni dalla data di accertamento del reato di guida sotto l’influenza dell’alcool;

*   *   *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di gennaio  2018 sono: dalla n. 79 alla n. 91, n. 95, n. 105, n. dalla n. 112 alla n. 116, n. 121, dalla n. 123 alla n. 129;

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono:n. 117, n. 135;

 

si segnala, infine, che sono stati emanati anche i seguenti ulteriori provvedimenti: una sentenza dichiarativa dell’estinzione (n. 136), due sentenze di ottemperanza su sentenza della Corte d’Appello di Perugia (n. n. 118, n. 119), una sentenza di accoglimento di ingiunzione di pagamento di sanzione pecuniaria (n. 120), due ordinanze interlocutorie (n. 92, n. 107) ed una sentenza di presa d’atto della rinunzia (n. 111).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numero 104 e 108.

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2018

clicca qui

per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2018

clicca qui

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

clicca qui

 

Visualizzazioni: 97

Commento

Devi essere membro di Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria per aggiungere commenti!

Partecipa a Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria

© 2021   Creato da Osservatorio degli A.A.U..   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio