sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2013 (dalla n. 1 alla n. 64)

31) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, alla quale si provvede avendo a riferimento le risultanze del "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar - Ufficio pubblicazione, ha cadenza mensile.
 

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2013, n. 1, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse (condannando parte ricorrente alle spese del giudizio);

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2013, n. 2, sulla natura endoprocedimentale del preavviso ex art. 10 bis della legge p. e sulle conseguenze che ne derivano in ordine alla sua impugnazione; sulla portata della deroga contenuta nella deliberazione della G.R. 22 dicembre 2003, n. 2031, riguardante la documentazione - ai fini del loro rimborso - delle spese ammesse a contributo per la ricostruzione post sisma ai sensi della legge r. n. 30 del 1998;

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2013, n. 3 (ordinanza), dispone una verificazione;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 4 (ordinanza), dispone la sospensione del processo a seguito della proposizione di regolamento preventivo di giurisdizione (il Tribunale evidenzia che secondo una consistente giurisprudenza del Consiglio di Stato il rapporto intercorrente tra il personale docente universitario e le aziende del Servizio sanitario - dovendosi il criterio dell’inscindibilità cui è improntato essere inteso come coordinamento e non come unificazione tra le attività - non sottrae il rapporto riguardante i professori, o i ricercatori, alla giurisdizione del giudice ordinario);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 5 (ordinanza), dispone la sospensione del processo a seguito della proposizione di regolamento preventivo di giurisdizione (il Tribunale evidenzia che secondo una consistente giurisprudenza del Consiglio di Stato il rapporto intercorrente tra il personale docente universitario e le aziende del Servizio sanitario - dovendosi il criterio dell’inscindibilità cui è improntato essere inteso come coordinamento e non come unificazione tra le attività - non sottrae il rapporto dei professori, o dei ricercatori , alla giurisdizione del giudice ordinario);

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 6 (ordinanza), dispone la sospensione del processo a seguito della proposizione di regolamento preventivo di giurisdizione (il Tribunale evidenzia che secondo una consistente giurisprudenza del Consiglio di Stato il rapporto intercorrente tra il personale docente universitario e le aziende del Servizio sanitario - dovendosi il criterio dell’inscindibilità cui è improntato essere inteso come coordinamento e non come unificazione tra le attività - non sottrae il rapporto dei professori, o dei ricercatori , alla giurisdizione del giudice ordinario);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 7 (ordinanza), dispone l’interruzione del processo;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 8, sulla funzione del giudizio sul triennio di attività dei ricercatori che la competente Commissione nazionale esprime ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. n. 382 del 1980, ai fini della conferma nel ruolo di ricercatore universitario; sulla necessità che il giudizio di non adeguatezza cui pervenga la Commissione disattendendo la precedente valutazione positiva del Consiglio di Facoltà, sia assistito da adeguata motivazione; sulla natura tecnico discrezionale del giudizio della Commissione e sul controllo estrinseco che sullo stesso comunque compete al G.A.;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 9, sulla autonomia e singolarità che, nell’ambito del procedimento previsto dall’art. 24 della legge r. n. 11/2005 per l’operatività dei piani attuativi comunali di iniziativa privata, occorre riconoscere alla fase di adozione rispetto a quella di approvazione; sulla inapplicabilità alla fase di adozione dello jus superveniens contenuto alll’art. 89 della legge r. n. 8 del 2011, (di modifica dell’art. 24 della legge r. n. 11/2005) allorché questa si sia già esaurita;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 10, sulla competenza residuale della Giunta Provinciale ai sensi dell’art. 55, comma 5, dello Statuto ad approvare le deliberazioni relativa alla verifica di compatibilità con il P.U.T. ed il P.T.C.P. del P.R.G. parte strutturale dei Comuni; sulla natura del termine assegnato al Comune dall’art. 9, comma 2, della legge r. n. 31 del 1997, per la trasmissione alla Provincia competente del P.R.G. parte strutturale e sulle conseguenze che derivano dalla mancata osservanza; sulla natura ampiamente discrezionalità delle scelte del Comune in materia urbanistica e sulle conseguenze che ne discendono in tema di motivazione; sulla rilevanza, natura e funzione della conferenza istituzionale prevista dall’art. 9 della legge r. 31 del 1997;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 11, sulla natura del parere della Soprintendenza ex art. 146 del Codice del paesaggio e sulla autonoma impugnabilità dello stesso; sull’interesse alla conservazione del territorio in vista del quale tale parere è previsto, sulle regole non giuridiche, proprie delle discipline estetico - ambientali, che connotano il relativo apprezzamento (che si risolve in un vero e proprio giudizio di valore) e sulle conseguenze che ne discendono;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 12, sulla sufficienza o meno - alla luce della considerazione che l’apprezzamento che compete alla Soprintendenza ex art. 146 del Codice del paesaggio è frutto di un accertamento tecnico complesso fondato su regole non giuridiche proprie delle discipline estetico - ambientali, che si risolve in un vero e proprio giudizio di valore - della motivazione del parere negativo che faccia rinvio al provvedimento impositivo del vincolo; sulla irrilevanza ai fini del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica del pregiudizio che l’ambito oggetto di tutela possa aver subito a causa di interventi in precedenza realizzati; sulla estraneità alle valutazioni che competono alla Soprintendenza dell’interesse generale alla produzione di energia alternativa;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 13, sull’estensione della giurisdizione del G.A. in materia di espropriazione ex art. 133, comma 1, lett. g) del c.p.a.; sul difetto di giurisdizione del G.A. a conoscere una domanda che nasca da una fonte convenzionale, e non già da atti e provvedimenti delle pubbliche amministrazioni, allorché la materia espropriativa rappresenti causa remota e non quella prossima della sua esistenza;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 14, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 15, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2013, n. 16, sulla immediata impugnabilità del verbale conclusivo della conferenza di servizi ove esso contenga tutte le determinazioni delle Amministrazioni pubbliche interessate che tengono luogo dei richiesti provvedimenti; sulla necessità di tener distinti nell’ambito del PTCP della Provincia di Terni i contenuti propri di piano paesaggistico ex art. 135 del codice del paesaggio dai contenuti di indirizzo paesaggistico; sulla necessità che - alla luce di quanto disposto dall’art. 14/9 delle linee guida approvate con D.M. 10 settembre 2010 - la Soprintendenza intervenga alla conferenza di servizi prevista dall’art. 12, comma 3, del decreto legislativo n. 387 del 2003 per il rilascio dell’A.U. per impianto F.E.R. ubicato in aree contermini a quelle oggetto di tutela, e sui limiti che incontra tale partecipazione; sulla necessità o meno ai fini dell’espressione del parere che compete alla Soprintendenza che il rappresentante di questa sia presente alla conferenza di servizi; sulla sussistenza o meno di limiti in ordine alla espressione di tale parere in ragione del fatto che la località ove l’impianto deve essere collocato sfugga all’individuazione delle aree e dei siti non idonei prevista dalle linee guida;

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2013, n. 17 (sentenza breve), dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2013, n. 18, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia riguardante la legittimità di atti regolamentari istitutivi di misure di partecipazione alle prestazioni sanitarie liberi professionali in regime di intra moenia pur in presenza di una loro natura tributaria o para tributaria; sui limiti della legittimazione al ricorso dell’organizzazione sindacale; sulla natura, caratteri, funzione e limiti che alla luce della legislazione vigente caratterizzano l’attività professionale intramuraria i cui costi non sono a carico del S.S.N. bensì del paziente, e le cui tariffe risultano già comprensive dei costi diretti ed indiretti a carico del S.S.N., essendone previsto da parte del professionista il versamento a favore dell’azienda; sulla natura non sinallagmatica del prelievo pari al 29 per cento sulle prestazioni disposto dalla Regione con deliberazione della G.R. n. 911 del 5 agosto 2011; sulla conseguente estraneità alla finalità di compartecipazione alle prestazioni del S.S.N. e sulla configurazione delle stesse come misura sostanzialmente tributaria di imposizione indiretta dell’attività intra moenia volta al finanziamento del S.S.N., quale misura sostitutiva del ticket sulle ricette per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale; sulla riserva della legge dello Stato in materia ai sensi degli artt. 23, 117 comma 3, e 119 comma 2 Costituzione; sulla insufficienza dell’art. 1, comma 796, lett. p) e p-bis) della legge n. 296 del 1996 a fondare l’indispensabile fondamento normativo primario a supporto dell’esercizio del potere regionale impositivo per l’evidente genericità ed indeterminatezza dello stesso in ordine agli elementi essenziali del prelievo; sulla portata della riserva al Consiglio regionale, prevista dall’art. 43, comma 2, lett. c) dello Statuto; sulla natura ampiamente discrezionale delle scelte di politica sanitaria;

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2013, n. 19, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia riguardante la legittimità di atti regolamentari istitutivi di misure di partecipazione alle prestazioni sanitarie liberi professionali in regime di intra moenia pur in presenza di una loro natura tributaria o para tributaria; sui limiti della legittimazione al ricorso dell’organizzazione sindacale; sulla natura, caratteri, funzione e limiti che alla luce della legislazione vigente caratterizzano l’attività professionale intramuraria i cui costi non sono a carico del S.S.N. bensì del paziente, e le cui tariffe risultano già comprensive dei costi diretti ed indiretti a carico del S.S.N., essendone previsto da parte del professionista il versamento a favore dell’azienda; sulla natura non sinallagmatica del prelievo pari al 29 per cento sulle prestazioni disposto dalla Regione con deliberazione della G.R. n. 911 del 5 agosto 2011; sulla conseguente estraneità alla finalità di compartecipazione alle prestazioni del S.S.N. e sulla configurazione delle stesse come misura sostanzialmente tributaria di imposizione indiretta dell’attività intra moenia volta al finanziamento del S.S.N., quale misura sostitutiva del ticket sulle ricette per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale; sulla riserva della legge dello Stato in materia ai sensi degli artt. 23, 117 comma 3, e 119 comma 2 Costituzione; sulla insufficienza dell’art. 1, comma 796, lett. p) e p-bis) della legge n. 296 del 1996 a fondare l’indispensabile fondamento normativo primario a supporto dell’esercizio del potere regionale impositivo per l’evidente genericità ed indeterminatezza dello stesso in ordine agli elementi essenziali del prelievo; sulla portata della riserva al Consiglio regionale, prevista dall’art. 43, comma 2, lett. c) dello Statuto; sulla natura ampiamente discrezionale delle scelte di politica sanitaria;

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2013, n. 20, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia riguardante la legittimità di atti regolamentari istitutivi di misure di partecipazione alle prestazioni sanitarie liberi professionali in regime di intra moenia pur in presenza di una loro natura tributaria o para tributaria; sulla natura, caratteri, funzione e limiti che alla luce della legislazione vigente caratterizzano l’attività professionale intramuraria i cui costi non sono a carico del S.S.N. bensì del paziente, e le cui tariffe risultano già comprensive dei costi diretti ed indiretti a carico del S.S.N., essendone previsto da parte del professionista il versamento a favore dell’azienda; sulla natura non sinallagmatica del prelievo pari al 29 per cento sulle prestazioni disposto dalla Regione con deliberazione della G.R. n. 911 del 5 agosto 2011; sulla conseguente estraneità alla finalità di compartecipazione alle prestazioni del S.S.N. e sulla configurazione delle stesse come misura sostanzialmente tributaria di imposizione indiretta dell’attività intra moenia volta al finanziamento del S.S.N., quale misura sostitutiva del ticket sulle ricette per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale; sulla riserva della legge dello Stato in materia ai sensi degli artt. 23, 117 comma 3, e 119 comma 2 Costituzione; sulla insufficienza dell’art. 1, comma 796, lett. p) e p-bis) della legge n. 296 del 1996 a fondare l’indispensabile fondamento normativo primario a supporto dell’esercizio del potere regionale impositivo per l’evidente genericità ed indeterminatezza dello stesso in ordine agli elementi essenziali del prelievo; sulla portata della riserva al Consiglio regionale, prevista dall’art. 43, comma 2, lett. c) dello Statuto; sulla natura ampiamente discrezionale delle scelte di politica sanitaria;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 21, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 22, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 23, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 24, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 25, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 26, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 27, sulla giurisdizione dell’A.G.O. in ordine alla domanda con cui il ricorrente contesta la pretesa creditoria di un Comune derivante dal contratto di appalto sottoscritto in sostituzione del soggetto inadempiente nell’ambito degli interventi preordinati alla ricostruzione post sisma;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 28, sul difetto di interesse in capo al custode giudiziario di un bene sequestrato ad impugnare la revoca di una autorizzazione di commercio relativa al bene stesso rilasciata al proprietario allorchè si tratti di attività non più contingentata, bensì liberalizzata e subordinata a S.C.I.A.;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 29, sugli elementi che differenziano il vincolo espropriativo da quello conformativo; sulla necessità che un vincolo di P.R.G. per essere qualificato come espropriativo determini lo svuotamento di rilevante entità e incisività del contenuto della proprietà; sulla irrilevanza agli effetti della qualificazione del vincolo di talune qualità soggettive del proprietario dell’area; sulla forza di “norma costituzionale interposta” ex art. 117, comma 1, Cost. e non di diritto comunitario  della disciplina sovranazionale contenuta nella C.E.D.U.; sulla necessità che il Giudice interno risolvendosi in una norma a livello sub - costituzionale ne verifichi la conformità con tutte le norme costituzionali con la conseguenza di non poter eludere lo stesso principio fondamentale della conformazione del diritto di proprietà; sulla rilevanza meramente dichiarativa del certificato di destinazione urbanistica;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 30 (sentenza breve), sui presupposti dell’avviso orale del Questore ex art. 4 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 31, sulla idoneità del diritto di difesa in giudizio a configurare un interesse all’accesso agli atti del procedimento; sulla necessità che tale interesse sia valutato in astratto senza che possa esser operato, con riferimento al caso specifico, alcun apprezzamento in ordine alla fondatezza o ammissibilità della domanda giudiziale che gli interessati potrebbero eventualmente proporre; sulla prevalenza ex art. 24 della legge n. 241 del 199 0del diritto di difesa sul diritto alla riservatezza e sulla necessità di disapplicare alla luce di tale disposizione talune norme del regolamento approvato con D.M. n. 757 del 1994 (norme finalizzate a salvaguardare la posizione dei lavoratori nell’ambito di attività ispettive disposte dal Ministero del Lavoro) che con essa contrastano;

 

Tar Umbria, 21 gennaio 2013, n. 32, sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo nelle controversie in materia di pubblico impiego “contrattualizzato” e sulla portata della norma transitoria contenuta all’art, 45, comma 17, del decreto legislativo n. 80 del 1998 (oggi art. 69, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 2001);

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 33 (ordinanza), assegna alle parti del giudizio (entrambe amministrazioni pubbliche) termine per concludere un procedimento dal cui perfezionamento deriverebbe il sopravvenuto difetto d’interesse al ricorso;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 34 (ordinanza), sulla regola iuris del sistema di riparto della competenza e sulla rilevanza principale che (nonostante la lettera dell’art. 13, comma 1, c.p.a.) occorre riconoscere al criterio della sede dell’Autorità che ha emesso l’atto impugnato, criterio sostituito da quello inerente gli effetti “diretti” dell’atto solo qualora gli stessi si esplichino in un luogo compreso in una diversa circoscrizione territoriale di T.A.R.;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 35, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 36, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 37, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 38, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 39, sulla nozione di modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti radioelettrici contenuta all’art. 87 del codice delle comunicazioni elettroniche; sui presupposti necessari per la formazione del silenzio assenso previsto dall’art. 87, comma 9, del codice comunicazioni elettroniche e sull’idoneità o meno del parere sfavorevole dell’ARPA a costituire arresto procedimentale che ne impedisce la formazione;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 40, sulla portata della disposizione contenuta all’art. 29, comma 1, lett. c), della legge r. 28 novembre 2003, n. 23, in materia di assegnazione degli alloggi di E.R.P.; sulla sufficienza ai fini dell’esclusione dalla graduatoria della circostanza che il richiedente sia stato in precedenza assegnatario di alloggi realizzati con contributo pubblico in proprietà futura, nonostante tale precedente assegnazione non si sia perfezionata con l’acquisto;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 41, sulla infondatezza del ricorso proposto avverso provvedimenti conseguenti a quello impugnato con separato ricorso allorché questo si sia estinto per perenzione;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2013, n. 42, dichiara la sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 43, sulla natura del P.R.G. e sulla necessità che le prescrizioni di dettaglio contenute nelle relative norme tecniche di attuazione siano impugnate unitamente agli atti applicativi; sulla conseguente inammissibilità del ricorso proposto avverso il P.R.G. ove insieme alle disposizioni di questo non sia stato impugnato il titolo edilizio che delle stesse ha fatto applicazione;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 44, sui caratteri che in via generale connotano il vizio di eccesso di potere per contraddittorietà e per difetto di motivazione;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 45, sulla natura della licenza di porto di pistola per difesa personale; sull’onere che incombe in capo al richiedente di dimostrare il “particolare bisogno” di munirsi dell’arma e sulla natura e i caratteri;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 46, sulla portata del divieto del rilascio di autorizzazione paesaggistica in sanatoria e sull’inapplicabilità di esso all’inserimento nella struttura di un edificio di un cordolo dalla quale derivi esclusivamente un incremento di un volume suscettibile di essere definito tecnico in quanto non abitabile;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 47, sul fondamento e portata del principio di alternatività tra ricorso straordinario e ricorso giurisdizionale; sulla inapplicabilità di tale principio nel caso in cui tra i provvedimenti impugnati non sia rinvenibile un rapporto di presupposizione, connessione e conseguenzialità; sulla disciplina transitoria contenuta all’art. 27, comma 2, del regolamento r. 3 novembre 2008, n. 9;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 48, sui presupposti richiesti per la conversione di un permesso di soggiorno per rapporto di lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato; sulla necessità o meno, alla luce di quanto disposto dall’art. 24, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, che ai fini della conversione in permesso di lavoro subordinato lo straniero debba rientrare nello Stato di provenienza;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2013, n. 49, sulla nozione di “urbanistica” di cui all’art. 34, comma 1 e comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80; sulla appartenenza alla giurisdizione del G.A. non solo delle controversie riguardanti l’aspetto normativo della disciplina dell’uso del territorio e l’esercizio della potestà amministrativa, ma anche di quelli riguardanti comportamenti materiali della P.A.; sulla portata nel regime previgente al c.p.a. della c.d. pregiudiziale amministrativa ai fini della configurabilità dell’elemento soggettivo della “colpa” nel giudizio di risarcimento del danno;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 50, sui presupposti della revoca della gestione della rivendita tabacchi prevista dagli articoli 28 e 34 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293; sulle nozioni di abbandono del servizio e di indisponibilità del locale ove viene svolta l’attività in presenza dei quali l’Amministrazione dei Monopoli è tenuta a disporre la revoca del titolo;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 51, sull’inammissibilità del gravame ex art. 117 c.p.a. allorchè il silenzio - rifiuto dell’Amministrazione non riguardi l’esercizio di una potestà amministrativa e una posizione del privato di interesse legittimo, bensì una posizione di diritto soggettivo; sulla distinzione ontologica che corre tra l’azione ordinaria di accertamento di diritti e l’azione di accertamento della illegittimità del silenzio - rifiuto; sulla impossibilità di convertire (ex art. 32, comma 2, c.p.a.) l’azione contra silentium in azione ordinaria di accertamento dei diritti e sulle ragioni di essa;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 52, sulla legittimazione attiva all’esercizio del diritto d’accesso e sull’oggetto del medesimo; sulla rilevanza o meno ai fini della ostensione in forma cartacea degli atti che questi risultino già pubblicati sul sito web dell’Amministrazione resistente;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 53, dichiara (in giudizio di ottemperanza) la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 54 (sentenza breve), sulla rilevanza esclusivamente endoprocedimentale della comunicazione di avvio del procedimento; sui presupposti della revoca dell’assegnazione di un alloggio di E.R.P. e sulla sufficienza o meno, ai fini della integrazione della causa di decadenza di cui all’art. 29, comma 1, lett. c) della legge r. n. 23 del 2003, dell’intervenuta titolarità del diritto di proprietà da parte anche di un solo dei componenti del nucleo familiare dell’assegnatario;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 55, sulla inammissibilità per difetto d’interesse del ricorso proposto avverso il giudizio di non ammissione alla classe successiva della scuola secondaria di primo grado allorché, avendo lo studente riportato il voto inferiore a sei in una pluralità di discipline, si contestino alcune sole di tale insufficienze e non tutte, sì da rendere intangibile rispetto a quelle non contestate il giudizio finale impugnato ;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 56, sulla legittimazione attiva all’esercizio del diritto d’accesso e sull’oggetto del medesimo; sulla idoneità del diritto di difesa in giudizio a configurare un interesse all’accesso agli atti del procedimento; sulla necessità che tale interesse sia valutato in astratto senza che possa esser operato, con riferimento al caso specifico, alcun apprezzamento in ordine alla fondatezza o ammissibilità della domanda giudiziale che gli interessati potrebbero eventualmente proporre;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 57, dichiara la sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 58, sulla necessità che i provvedimenti autoritativi lesivi di posizioni di interesse pretensivo siano impugnati nei termini di decadenza; sulla irrilevanza, ai fini di escluder la decadenza, che assieme all’azione demolitoria sia proposta azione di accertamento atteso che - anche in ipotesi di giurisdizione esclusiva - le posizioni sostanziali di interesse legittimo azionate risultano tutelabili solo mediante tempestiva impugnazione dei provvedimenti che si assumono illegittimamente lesivi;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 59, sui rapporti tra diritto all’accesso e diritto alla privacy; sulla sussistenza o meno del diritto all’accesso allorché questo sia funzionale all’esercizio del diritto di difesa di fronte ad un organo giurisdizionale non statuale;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 60, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse (a seguito del rigetto del ricorso straordinario proposto avverso atti presupposti di quelli impugnati in sede giurisdizionale);

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2013, n. 61, sui casi in cui sussiste l’onere di immediata impugnazione del bando che contenga clausole escludenti; sui limiti che incontra la scelta del criterio di aggiudicazione del prezzo più basso e sulla illogicità di tale scelta allorché sia stata fatta nel contesto di una gara nella quale assume rilievo la componente qualitativa; sulla inapplicabilità della disposizione contenuta all’art. 122 c.p.a., e della specifica valutazione comparativa degli elementi nella stessa fissati, in caso di annullamento dell’intera gara, conseguendo in tal caso la pronuncia di inefficacia direttamente dall’annullamento, senza che si imponga detta preventiva valutazione;

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2013, n. 62 (sentenza breve), dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2013, n. 63, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2013, n. 64, sulla portata del principio della tassatività delle cause di esclusione enucleato dall’art. 46, comma 1 bis, del codice dei contratti pubblici; sulla nullità delle clausole “ulteriori” contenute nella lex specialis, sulla loro rilevabilità di ufficio e sulle conseguenze che ne discendono allorchè assieme al provvedimento che dispone l'esclusione non sia stato impugnato il bando contenente detta clausole di quel tipo. 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 9, 10, 11, 12, 13, 1618 (19 e 20) 29, 33, 34, 39, 43, 47, 48, 49, 515861 e 64

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31  dicembre 2012 clicca qui

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 28 febbraio 2013 clicca qui

 

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a. clicca qui

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