sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2014 (dalla n. 1 alla n. 87)

43) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiFabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli, Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 1, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 2, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014 n. 3, sulla necessità di determinare il conteggio dell’assegno perequativo di valorizzazione dirigenziale per il personale dirigente del Corpo Forestale dello Stato suddividendolo in tredici mensilità; sull’insussistenza dell’obbligo di motivazione per gli atti di recupero di somme indebitamente corrisposte a dipendenti della P.A. a prescindere dal decorso del tempo; sull’obbligo di disporre il recupero delle somme indebitamente corrisposte a dipendenti non modalità non eccessivamente onerose; sull’impossibilità di disporre il recupero di tali somme al lordo delle ritenute fiscali ed assistenziali;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014 n. 4, sull’impossibilità di azionare il giudizio di ottemperanza, ex art. 112 c.p.a., per l’esecuzione di sentenze del Giudice Civile esecutive, ma non passate in giudicato;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 5, sulla giurisdizione esclusiva del G.A. in ordine al rapporto di pubblico i. riguardante il dipendente del Corpo Forestale dello Stato; sulla irrilevanza (salvo diversa espressa previsioni di legge) delle mansioni superiori svolte dal pubblico dipendente ai fini della progressione in carriera e dell’inquadramento automatico e sulle ragioni di essa; sulla inapplicabilità al personale del Corpo Forestale dello Stato, categoria sottratta alla privatizzazione e alla conseguente contratualizzazione, delle norme che si riferiscono al personale contrattualizzato, e in particolare dell’art. 52, comma 4, del T.U. 30 marzo 2001, n. 165, che riconosce il diritto alle differenze retributive proprie della superiore qualifica nell’ipotesi in cui il dipendente abbia temporaneamente svolto mansioni superiori;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 6, sulla natura della nullità che inficia il ricorso introduttivo notificato ad un soggetto diverso dal legale rappresentante dell’Amministrazione comunale; sulla non necessità di preventiva comunicazione di avvio del procedimento nelle ipotesi di adozione di provvedimenti repressivi di abusi edilizi; sulla riconducibilità di recinzioni in legno o in rete metallica tra gli interventi edilizi qualificabili come attività edilizia libera;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 7, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 8 (ordinanza), dà atto dell’interruzione del processo ai sensi dell’art. 79, comma 2, C.P.A.;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 9 (ordinanza), dà atto dell’interruzione del processo ai sensi dell’art. 79, comma 2, C.P.A.;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 10 (ordinanza), dà atto dell’interruzione del processo ai sensi dell’art. 79, comma 2, C.P.A.;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2014, n. 11, sul diritto del dipendente del Corpo Forestale dello Stato alla monetizzazione delle giornate di riposo aggiuntive di cui alla legge n. 937 del 1977 non fruite;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 12 (ordinanza), dispone la correzione di errore materiale della sentenza n. 349 del 1 luglio 2013;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 13 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 14, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 15, sui principi sottesi alla valutazione di equipollenza fra titoli di studio ai fini della partecipazione a pubblici concorsi;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 16, sui presupposti del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno richiesto da cittadino straniero;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 17, sui limiti entro i quali all’Amministrazione comunale è consentita la modificazione delle originarie previsioni di PRG mediante l’emanazione di una variante operativa in luogo di una variante strutturale al piano; sulla natura discrezionale ed insindacabile delle scelte compiute dall’Amministrazione in ordine alla distribuzione degli indici edificatori fra le varie componenti del piano; sulla natura delle osservazioni presentate dai privati nel procedimento di formazione degli strumenti urbanistici;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 18, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 19, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 20, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 21, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 22, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 23, sulla portata della disposizione contenuta all’art. 48-bis, comma 1 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 che obbliga le Amministrazioni pubbliche (e le società a prevalente partecipazione pubblica) prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di somme superiori ai dieci mila euro, di verificare se il beneficiario sia inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di cartelle di pagamento, e sulla immediatamente cogenza di tale disposizione (la sentenza respinge il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario - c.d. “Legge Pinto” - poiché il ricorrente è risultato debitore nei confronti dello Stato per una somma superiore a quella richiesta)

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2014, n. 24, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 8 gennaio 2014, n. 25, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 8 gennaio 2014, n. 26, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 8 gennaio 2014, n. 27, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 8 gennaio 2014, n. 28, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 8 gennaio 2014, n. 29, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 gennaio 2014, n. 30, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 10 gennaio 2014, n. 31, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 10 gennaio 2014, n. 32, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2014, n. 33, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2014, n. 34, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2014, n. 35, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 14 gennaio 2014, n. 36 (ordinanza), dà atto dell’interruzione del processo ai sensi dell’art. 79, comma 2, C.P.A.;

 

Tar Umbria, 14 gennaio 2014, n. 37 (sentenza non definitiva), sulla legittimazione ad impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente da parte delle associazioni locali non legittimate ex art. 18 della legge n. 349 del 1986 (la sentenza dispone incombenti istruttori);

 

Tar Umbria, 14 gennaio 2014, n. 38, dichiara improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 14 gennaio 2014, n. 39, sulla impossibilità di riconoscere al militare della Guardia di Finanza l’indennità di trasferimento e di prima sistemazione nonché l’emolumento per trasferimento d’autorità allorché l’interessato abbia espresso il proprio “gradimento” nei confronti della sede di destinazione; sulla funzione di tale “gradimento”;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 40, (ordinanza) dispone una verificazione al fine di accertare la destinazione di uno stabile e le attività ivi esercitate;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014 2013, n. 41 (sentenza non definitiva), sulla devoluzione alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo, ex art. 133, comma 1, lett. g, del c.p.a., delle domande risarcitorie da occupazione divenuta sine titulo in conseguenza dell’espunzione dall’ordinamento degli istituti dell’occupazione usurpativa ed acquisitiva; sulla distinzione tra domanda riconvenzionale ed eccezione riconvenzionale; sulla possibilità di dedurre nel giudizio amministrativo in via di eccezione riconvenzionale l’intervenuta usucapione, ex art. 1158 c.c., al fine di paralizzare la domanda risarcitoria, senza necessità di esplicitarla in memoria notificata e sulla conseguente devoluzione al G.A. di decidere la stessa incidenter tantum ai sensi dell’art. 8 c.p.a.; sui rapporti tra l’istituto civilistico dell’usucapione e l’occupazione sine titulo; sull’esistenza in giurisprudenza di un orientamento maggioritario, che riconosce, in favore della P.A., la possibilità di dedurre l’eccezione di usucapione nell’ipotesi di occupazione sine titulo protrattasi per oltre venti anni, anche se vi è contrasto in ordine al momento in cui si è considerato l’interversio possesionis per il maturarsi dell’usucapione; sulla non condivisibilità, da parte del Tar dell’Umbria, di tale orientamento, essendo l’usucapibilità di beni illecitamente occupati dalla P.A. in contrasto con l’art. 1 del Protocollo Addizionale della CEDU e sussistendo, in tale eventualità, che vengano reintrodotte forme di espropriazione larvata o indiretta, già stigmatizzate dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e comunque in contrasto con la disciplina sovranazionale della CEDU; sull’insussistenza, nel caso concreto, di verificare l’effettiva compatibilità tra l’art. 1 del Protocollo Addizionale CEDU e l’art. 1158 c.c. (anche, in ipotesi, attraverso il rinvio pregiudiziale alla CEDU previsto dall’art. 1 del Protocollo n. 16 alla Convenzione CEDU, ma non ancora vigente nell’ordinamento nazionale) atteso che l’acquisto per usucapione in favore dell’Amministrazione comunque non si era perfezionato a causa dell’espresso riconoscimento da parte della stessa della permanenza del diritto di proprietà in capo ai titolari dei fondi, se pur occupati sine titulo; sui presupposti della domanda risarcitoria per equivalente (o in forma specifica) proposta in dipendenza dell’intervenuta occupazione sine titulo e sull’infondatezza dell’eccezione di prescrizione, trattandosi di illecito permanente; sulla possibilità di richiedere, nell’ambito di tale domanda, il risarcimento del danno commisurato al valore venale del bene illecitamente occupato; sull’esistenza, in giurisprudenza, di molteplici contrasti ed interpretazioni in ordine alla possibilità di ottenere tale risarcimento anche in assenza di un formale trasferimento (all’esito di una cessione volontaria ex art. 45 DPR 327/2001 o di un accordo ex art. 11 L. 241/1990 o la compravendita civilistica) del bene illecitamente occupato; sulla inderogabile necessità, secondo il Tar Umbria, che il risarcimento del danno (ricomprendente anche il valore venale del bene e da liquidare secondo i criteri di cui all’art. 42 bis del DPR 327/2001) possa avvenire esclusivamente nel presupposto del formale trasferimento della proprietà del bene tra la P.A. ed il titolare dei terreni occupati sine titulo; dispone verificazione, sussistendo un contrasto tra le parti in ordine al valore venale dei beni illecitamente appresi;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 42, sulla mera irregolarità di una notificazione dell’atto introduttivo del giudizio, diretta all’originaria Azienda pubblica soggetta ad incorporazione (e non a quella incorporante) che non determina nullità ex art. 44, 1° comma lett. b) C.P.A.; sull’immediata lesività di un provvedimento emanato ai sensi dell’art. 26, commi 2-bis e 2-ter, D.Lgs. 3 febbraio 1993 n. 29 per la rettifica dell’inquadramento e la riduzione del trattamento economico di un dirigente del S.S.N. collocato al 9° livello; sull’attribuzione alla giurisdizione esclusiva del G.A. delle controversie relative al riconoscimento degli emolumenti previsti per posizione dirigenziale proposte entro il 15 settembre 2000, ai sensi dell’art. 45, 17° comma D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 80 (oggi trasfuso nell’art. 69, comma 7, D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165); motiva in fatto sulla corretta applicazione dell’art. 26, commi 2-bis e 2-ter, D.Lgs. 3 febbraio 1993 n. 29;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 43, sull’autonomia del procedimento relativo alla realizzazione di una cabina di trasformazione e relativa conduttura ex art. 111 R.D. 14 dicembre 1933 n. 1773, rispetto al procedimento per il rilascio di permessi di costruire diretti alla realizzazione di impianti fotovoltaici; sull’ammissibilità di tre progetti aventi ad oggetto la costruzione di tre diversi impianti fotovoltaici con potenza inferiore alla soglia prefissata di 1 Mw, i quali non sono considerati elusivi dell’obbligo della procedura di assoggettabilità a V.I.A. prevista dalla Direttiva 85/337/CEE, nemmeno nel caso in cui la connessione alla rete degli stessi avvenga tramite una sola cabina di derivazione;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014 n. 44, sulla prevalenza o meno della stabilizzazione del personale precario rispetto allo scorrimento delle graduatorie concorsuali che, tuttavia, non esime l’Amministrazione dall’obbligo di valutare in concreto le posizioni degli aventi titolo all’assunzione; sull’obbligo dell’Amministrazione di tenere in massimo conto il generale favore dell’ordinamento per l’utilizzazione delle graduatorie degli idonei risultati da precedenti concorsi che recede solo in presenza di speciali discipline di settore, particolari circostanze di fatto o ragioni di pubblico interesse prevalenti (il TAR annulla il provvedimento con cui l’Ente Locale ha preferito l’assunzione di lavoratori precari piuttosto che attingere dalla graduatoria formatasi tramite concorso per l’assunzione di un “istruttore amministrativo Cat. C” appositamente richiesto dal piano triennale di fabbisogno del personale, non riscontrando particolari circostanze o ragioni di pubblico interesse);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 45, motiva in punto di fatto sull’illegittimità (per travisamento dello stato dei luoghi) di un parere negativo rilasciato dalla Soprintendenza per Beni Architettonici e Paesaggistici, in conseguenza della richiesta di riesame inoltrata dall’Ente locale al quale era stata presentata istanza di accertamento di conformità relativa ad una recinzione con muretto in calcestruzzo, nell’ambito di un più ampio progetto di ampliamento di stabilimento produttivo esistente;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 46, sulla necessità che il diniego sull’istanza di emersione del lavoro irregolare ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. n. 109/2012 sia fondato su circostanziate e puntuali ragioni volte a dimostrare la carenza dell’indispensabile requisito della sussistenza di un rapporto lavorativo effettivo; sulla necessità che il provvedimento definitivo non introduca motivazioni di diniego ulteriori e nuove rispetto a quelle comunicate con il preavviso di cui all’art. 10-bis della L. n. 241/1990, al fine di garantire il necessario contraddittorio “predecisorio”;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 47, sulla sussistenza dell’interesse all’impugnazione di un atto endoprocedimentale nell’ipotesi in cui questo, operando una diversa qualificazione giuridica dell’istanza del privato, comporti l’applicazione di una diversa disciplina normativa alla fattispecie, in particolare in relazione ai presupposti, così da incidere sulla possibilità stessa di accoglimento dell’istanza medesima; sulla inidoneità del provvedimento di proroga ad incidere sul regime giuridico derivante dall’originario provvedimento prorogato, essendo sfornito di propria autonomia contenutistica ed operando un mero differimento del termine finale dell’atto; sulla impossibilità di qualificare come “cava attiva” il giacimento inserito nell’elenco di cui all’all. 5 del P.R.A.E. della Regione Umbria (elenco delle cave attive) con il codice R “escavazione ultimata ed in fase di ricomposizione”; sull’idoneità dei certificati urbanistici non impugnati a fornire prova della destinazione urbanistica dell’area, ancorché difformi rispetto a precedenti certificati rilasciati dal medesimo Comune; sull’applicazione del principio tempus regit actum e, conseguentemente, della disciplina normativa intervenuta, nell’ipotesi in cui l’istanza modificativa del privato venga ad incidere sul contenuto sostanziale dell’atto cui afferisce;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 48, dichiara il difetto di giurisdizione in favore dell’A.G.O. (fattispecie relativa all’impugnazione del provvedimento dichiarativo della decadenza dalla concessione del beneficio economico per il programma agro ambientale misura B/1);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 49, dichiara il difetto di giurisdizione in favore dell’A.G.O. (fattispecie relativa al risarcimento del danno derivante dall’illegittima occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 50, sulla l’inammissibilità del ricorso proposto avverso l’ordinanza di demolizione ed il diniego di sanatoria (condono) allorché il ricorrente abbia omesso di impugnare il presupposto provvedimento di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica; sull’inidoneità della generica estensione dell’impugnativa “ad ogni altro atto presupposto, conseguente e connesso” a ricomprendere nell’oggetto del ricorso atti non espressamente nominati o comunque non individuabili;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 51, sulla sussistenza dell’interesse dell’impresa partecipante a procedura di appalto pubblico risultata non aggiudicataria, in conseguenza dell’anomalia del ribasso dalla stessa praticato, ad impugnare l’esclusione di un’impresa terza nell’ipotesi in cui l’eventuale ammissione di detto soggetto terzo avrebbe comportato il ricalcolo della soglia di anomalia dell’offerta in senso favorevole per la ricorrente; sul difetto di interesse all’impugnazione dell’aggiudicazione di gara d’appalto nell’ipotesi in cui la ricorrente abbia omesso di domandare in sede di ricorso pronuncia di inefficacia del contratto medio tempore stipulato e di subentro nello stesso; sull’impossibilità di avanzare richiesta risarcitoria per equivalente in separato giudizio, eventualmente promosso all’esito di quello impugnatorio, ostandovi il termine decadenziale di cui all’art. 30, comma 3, c.p.a.; sull’impossibilità di applicare il principio della conversione d’ufficio della domanda di annullamento in domanda di accertamento nell’ipotesi in cui non residui in capo alla ricorrente alcuna utilità sotto il profilo risarcitorio (il Tribunale dichiara l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 52,  dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 53, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 54, dichiara la sopravvenuta carenza d’interesse (con condanna dell’amministrazione intimata al pagamento delle spese di giudizio in forza del principio della c.d. “soccombenza virtuale”):

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 55, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2014, n. 56, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 57, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2014, n. 58, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2014, n. 59, sugli elementi che differenziano gli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento disciplinati dall’art. 11 della legge n. 241 del 1990 dai contratti di diritto comune e sulla negoziabilità nell’ambito degli stessi di profili di discrezionalità amministrativa; sulla appartenenza allo strumento dei c.d. contratti di diritto pubblico del negozio che disciplini i soli aspetti patrimoniali di un rapporto amministrativo in relazione al quale il momento discrezionale della funzione si è già esternato in un provvedimento; sulla rilevanza di modulo consensuale dell’azione amministrativa di tipo aperto, suscettibile di vari modelli e graduazione a seconda degli interessi pubblici coinvolti, che occorre riconoscere all’istituto degli accordi; sulla proponibilità nel processo amministrativo dell’azione volta a conseguire una pronuncia costitutiva ai sensi dell’art. 2932 cod. civ., al fine di ottenere l’esecuzione dell’obbligo di acquisto della proprietà di beni pubblici assunto dal contraente privato; sulla appartenenza alla cognizione del G.A. della domanda con cui l’Amministrazione chieda l’esatto adempimento ex art. 1453 del cod. civ., e sulla necessità che in ipotesi di giurisdizione esclusiva l’ordinamento riconosca ai diritti soggettivi la medesima tutela e conseguentemente le medesime azioni riconosciute dinanzi al giudice o.; sulle natura del danno non patrimoniale (danno all’immagine)  e sulle condizioni che devono sussistere per il suo risarcimento;

 

Tar Umbria, 27 gennaio 2014, n. 60, sulla necessità che il parere della competente Soprintendenza nelle procedure di c.d. PAS (procedura abilitativa semplificata) ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 28/2011 sia acquisito in forma espressa, non essendo applicabile l’art. 14, comma 7, della L. n. 241/1990, in quanto trattasi di Amministrazione preposta alla tutela di interessi c.d. “sensibili” per cui l’art. 20 della medesima L. n. 241/1990 esclude la formazione del silenzio assenso; sull’idoneità del parere negativo con prescrizioni ex art. 14-quater, comma 1, L. n. 241/1990 reso dal MIBAC nel medesimo procedimento ad integrare il dissenso di competenza della Soprintendenza in ipotesi di mancato adeguamento progettuale; sulla natura obbligatoria della composizione ad opera del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 14-quater della L. n. 241/1990 nei procedimenti di PAS nell’ipotesi in cui il dissenso di una delle Amministrazioni preposte alla tutela degli interessi c.d. “sensibili” impedisca di adottare la determinazione motivata di conclusione del procedimento; sull’inapplicabilità alle conferenze di servizi indette ai sensi dell’art. 6, comma 5, del D.Lgs. n. 28/2011 di termini previsti da leggi diverse; sull’applicabilità a tali conferenze di servizi di un termine per la conclusione dei lavori pari complessivamente a 90 giorni, ex art. 14-ter, comma 3, L. n. 241/1990, cui rinvia espressamente il suddetto art. 6, comma 5, D.Lgs. n. 28/2011; sull’idoneità della richiesta di composizione ad opera del Consiglio dei Ministri a far ritenere conclusi i lavori della conferenza, anche nell’ipotesi in cui, in forza di disposizioni sostanziali sopravvenute, l’Amministrazione titolare rinunci alla composizione stessa; sulla natura meramente acceleratoria del termine di 20 giorni previsto dall’art. 6 del D.Lgs. n. 28/2011, per la fissazione della prima seduta della conferenza di servizi;

 

Tar Umbria, 27 gennaio 2014, n. 61, dichiara l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse.

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 62 (ordinanza), dispone una verificazione tecnica ai sensi dell’art. 66 c.p.a.;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 63 (ordinanza), dispone la conversione del rito camerale ex art. 117 c.p.a. in rito ordinario, ai sensi dell’art. 32, comma 1, c.p.a.;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 64, sull’obbligo dell’Amministrazione di valutare, di volta in volta, se esista un interesse all’eliminazione dell’atto illegittimo diverso dal semplice ristabilimento della legalità violata e sulla necessità, nel caso di annullamento dei provvedimenti ex art. 21 nonies L. 241/1990, di comparare l’interesse pubblico al ripristino della legalità e gli interessi dei destinatari del provvedimento e dei controinteressati, il tutto tenendo nella debita considerazione anche la circostanza che il provvedimento da annullare può aver prodotto effetti favorevoli, specie quando sia trascorso un notevole lasso di tempo (fattore di stabilizzazione) dal momento della sua emissione (la sentenza motiva richiamando la decisione n. 449/2013 che aveva risolto identica questione);

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 65, dichiara l’estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 66, sulla natura ripristinatoria dell’ordinanza di demolizione e sulla legittimità della sua adozione nei confronti del mero detentore dell’area, non responsabile dell’abuso contestato; sulla rilevanza del decorso del tempo in ordine alla tutela dell’affidamento al mantenimento dell’opera abusivamente realizzata; sulla natura vincolata dei provvedimenti espressione del potere repressivo degli abusi edilizi e sulla conseguente non necessità di adozione della comunicazione di avvio del procedimento; sulla riconducibilità di recinzioni in legno o in rete metallica tra gli interventi edilizi qualificabili come attività edilizia libera;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 67, sul difetto di giurisdizione in favore dell’A.G.O. in ordine alle controversie aventi ad oggetto l’inserimento e la collocazione degli insegnanti in graduatorie permanenti (oggi ad esaurimento), di cui all’art. 401 del decreto legislativo n. 297/1994;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 68, sulla legittimità del provvedimento di rinnovo della licenza di porto di pistola per uso personale in favore di agente della Polizia di Stato già autorizzato all’utilizzo dell’arma da fuoco in dotazione per ragioni di servizio;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 69, sulla legittimazione attiva del promissario acquirente alla presentazione della domanda di ammissione al contributo per la ricostruzione post sisma, di cui all’art. 4, comma 4 della legge n. 61 del 1998;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 70, sulla portata della disposizione di un regolamento dell’Ente Locale secondo cui la nomina della Commissione Giudicatrice deve precedere la scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione ad un concorso pubblico; sulla rilevanza della pubblicazione prevista dall’art. 124 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 per le deliberazioni degli Enti locali che riguarda la decorrenza dei termini di impugnazione da parte di soggetti non direttamente contemplati dalla stessa e non anche quello di presentazione delle domande di partecipazione ad un  concorso;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 71, dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, C.P.A.;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 72, sull'onere di puntuale motivazione dell'Amministrazione che, in caso di rigetto dell'istanza di accertamento di conformità presentata dal privato, deve specificare i concreti elementi ostativi al rilascio, dovendo, altresì, rendere facilmente comprensibili le ragioni del contrasto con il paesaggio circostante dell'opera soggetta ad accertamento; sulla natura del provvedimento caratterizzato da discrezionalità tecnica, per la valutazione del quale il G.A. non può limitare il proprio apprezzamento ad un esame estrinseco della valutazione, dovendo il giudizio estendersi anche alla esatta valutazione del fatto secondo i parametri tecnici applicabili alla fattispecie concreta; sul sindacato relativo alla discrezionalità tecnica per cui il G.A., anche in funzione dei principi imposti dall'art. 6 C.E.D.U., non può esimersi dal valutare (anche avvalendosi di idonea C.T.U.) l'erroneità dell'apprezzamento dell'Amministrazione ove questa sia concretamente valutabile; sul l'effettivo abbandono dell'equazione "merito-discrezionalità tecnica", per cui il sindacato di legittimità si estende all'esatta valutazione dei fatti secondo l'attendibilità delle operazioni tecniche parametrate alla correttezza del procedimento applicativo;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 73, sulla corretta applicazione dell’art. 30, 1° comma della L.R.U. 21.10.1997 n. 31 il quale consente ai Comuni la facoltà di redigere la parte operativa del Piano Regolatore anche con modalità diverse dal quelle dettate dalla Legge, purché non in contrasto con i principi dettati dalla L. 17.8.1942 n. 1150; sulla natura conformativa e non espropriativa della destinazione a “spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e per lo sport” impressa ad un area; sulla natura espropriativa o meno di vincoli a titolo particolare che si configura solo ove si riscontri l’effettivo “svuotamento” del contenuto della proprietà e non anche nel caso in cui tali vincoli interessino la destinazione alla realizzazione di opere pubbliche che consentano anche l’iniziativa privata (es. parcheggio o verde pubblico); sulla mancata previsione dell’indennizzo ai sensi dell’art. 39, 1° comma D.P.R. 8.6.2001 n. 327 che non inficia la legittimità del provvedimento espropriativo, residuando nelle mani del proprietario il potere di ottenere un indennizzo commisurato all’entità del danno prodotto; sull’incompatibilità della destinazione di un’area - già interessata da vincoli di tutela diretta ed indiretta - a “spazi pubblici attrezzati a parco, per il gioco e per lo sport”, giacché tendente ad alterare l’integrità della c.d. cornice ambientale;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 74, sulla validità e l’efficacia della comunicazione delle variazioni al punteggio della patente di guida effettuate dagli organi cui dipendono gli agenti accertatori, per la quale è necessaria la preventiva notifica al contravventore a norma dell’art. 126-bis, 3° comma del D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (motiva in fatto riscontrando travisamento dei fatti tra quanto comunicato e quanto contestato nel provvedimento di revoca della patente di guida);

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014 n. 75, sull’insussistenza dell’obbligo di impugnazione immediata delle clausole di un bando di concorso per progressioni verticali che non siano a carattere escludente o che non impongano oneri assolutamente sproporzionati e tali da impedire la partecipazione; sulla legittimità della scelta di utilizzare, nelle progressioni verticali, il criterio selettivo dello svolgimento delle sole prove d’esame, senza considerare i titoli; sull’insussistenza della violazione del principio dell’anonimato laddove il candidato abbia apposto la data in calce allo schema di provvedimento che doveva essere redatto quale prova d’esame; sull’obbligo ex art. 124 del T.U.E.L., almeno fino al 31 dicembre 2010, di pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune delle determinazioni dirigenziali quale condizione necessaria per la loro efficacia decorso il termine di vacatio di dieci giorni, salvo che le stesse vengano dichiarate immediatamente esecutive in base all’art. 134 del T.U.E.L.;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014 n. 76, sull’obbligo del richiedente un titolo edilizio a sanatoria di fornire la prova della data di ultimazione dei lavori; sull’insufficienza, ai fini dell’onere della prova, delle mere dichiarazioni sostitutive di notorietà, anche se provenienti da terzi, non supportate da altri elementi di prova (fatture, documentazione fotografica, ecc); sull’insussistenza dell’obbligo del Tar di disporre incombenti istruttori laddove il ricorrente non abbia compiutamente assolto all’onere della prova al medesimo devoluto; sull’insussistenza del perfezionamento dell’assenso tacito sull’istanza di condono, ex art. 38, comma 4, della L. 724/1994, laddove il ricorrente abbia indicato elementi non veritieri od incompleti; sulla non perentorietà del termine di dieci giorni di cui all’art. 10 bis della L. 241/1990;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014 n. 77, sulla sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente nel giudizio di ottemperanza finalizzato ad ottenere la restituzione di un alloggio di edilizia popolare, la cui revoca era stata annullata con sentenza passata in giudicato, laddove l’Amministrazione aveva offerto la disponibilità di un alloggio identico a quello revocato, ma rifiutato dal ricorrente;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014 n. 78, dichiara la sopravvenuta carenza di interesse per l’intervenuto pagamento da parte della P.A., dopo la notifica del ricorso per ottemperanza, delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario, disponendo la condanna del Ministero della Giustizia alle spese del giudizio in base al criterio della soccombenza virtuale (fattispecie in materia di Legge Pinto);

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014 n. 79, dichiara la sopravvenuta carenza di interesse per l’intervenuto pagamento da parte della P.A., dopo la notifica del ricorso per ottemperanza, delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario, disponendo la condanna del Ministero della Giustizia alle spese del giudizio in base al criterio della soccombenza virtuale (fattispecie in materia di Legge Pinto);

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 80, dà atto della rinuncia;

 

Tar 29 gennaio 2014, n. 81, sulla individuazione del dies a quo di decorrenza del termine di impugnazione allorché si tratti di atto per cui è prevista la pubblicazione all’albo pretorio ex art. 124 T.U.E.L.;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 82, sulla necessità che l’esecuzione di opere non precarie e suscettibili di una visibile alterazione dell’edificio o di parte di esso sia preceduta dal rilascio di permesso di costruire; sull’onere della prova che incombe in capo al ricorrente circa l’epoca di realizzazione dei manufatti di cui è stata disposta la demolizione con il provvedimento impugnato; sulla impossibilità di ricondurre a regime autorizzatorio, trattandosi di pertinenza appartenente alla attività libera, di una tettoia aperta su tre lati non particolarmente impattante;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 83, sulla appartenenza alla giurisdizione dell’A.G.O. delle controversie riguardanti le procedure di selezione del personale delle aziende di servizi pubblici locali a capitale interamente pubblico;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 84, sulla illegittimità del provvedimento regionale con il quale è stata disposta l’esclusione di un R.T.I. costituendo dal procedimento di accreditamento per la realizzazione dei corsi di formazione per operatori socio sanitari;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 85, sulla appartenenza alla giurisdizione dell’A.G.O. delle controversie riguardanti le procedure di selezione del personale delle aziende di servizi pubblici locali a capitale interamente pubblico;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2014, n. 86, sul potere che spetta all’Amministrazione di apportare ad una graduatoria concorsuale, anche dopo la sua approvazione, le modificazioni che si rendono necessarie a seguito della verifica della regolarità della documentazione prodotta dall’interessato;

 

Tar Umbria, 30 gennaio 2014, n. 87, sulla individuazione del dies a quo per la decorrenza del termine quinquennale di cui all’art. 2043 cod. civ. relativamente alle azioni risarcitorie promosse nel periodo previgente l’entrata in vigore del C.P.A. (il Tribunale aderisce all’orientamento c.d. “minoritario” secondo il quale il termine in questione decorre dal passaggio giudicato della sentenza di annullamento, e non dalla data del provvedimento lesivo, evidenziando che “ … la tesi maggioritaria (è) del tutto inaccettabile sul piano della giustizia sostanziale e dei principi costituzionali, oltre che in contrasto con l’art. 6  C.E.D.U. …”).

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 39, 41, 4751, 59, 75, 82, 84 e 87.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 31 dicembre 2013

clicca qui

per le decisioni pubblicate tra il 1 e il 28 febbraio 2014

clicca qui

 per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2014

clicca qui

 

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

clicca qui

 

Visualizzazioni: 405

Commento

Devi essere membro di Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria per aggiungere commenti!

Partecipa a Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria

© 2021   Creato da Osservatorio degli A.A.U..   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio