Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2016 (dalla n. 1 alla n. 88)

 67) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 7 gennaio 2016, n. 1, sulla necessità per la partecipante a gara d’appalto di indicare, nella propria offerta, i costi interni per la sicurezza del lavoro, a pena di esclusione, anche se non espressamente richiesto dal bando, in quanto precetto imperativo che etero-integra la lex specialis; sull’insussistenza del potere di soccorso istruttorio in ipotesi di omessa indicazione di tale voce di costo, in quanto onere di impossibile svolgimento da parte della Stazione appaltante; sulla non contrarietà di tale obbligo a pena di esclusione con i principi del legittimo affidamento, del favor partecipationis e della parità di trattamento, in quanto interpretazione rigorosa che trova fondamento nel diritto alla sicurezza dei lavoratori tutelato dagli artt. 32, 35 e 41 Cost.; sull’infondatezza dell’eccezione di inammissibilità del ricorso per omessa impugnazione del disciplinare di gara, in quanto lo stesso non precludeva (pur non richiedendola) l’indicazione degli oneri di sicurezza; (fattispecie in cui il termine di presentazione dell’offerta era successivo alla pubblicazione della sentenza Ad. Plen. n. 3/2015);

 

Tar Umbria, 18 gennaio 2016, n. 4, (sentenza breve) sulla natura automaticamente ostativa al rilascio del permesso di soggiorno della condanna per reati in materia di stupefacenti; sull’inidoneità della violazione delle norme sulla partecipazione al procedimento amministrativo a determinare, in tali ipotesi, l’illegittimità dell’atto;

 

Tar Umbria, 19 gennaio 2016, n. 23, sull’ammissibilità del ricorso notificato, in qualità di resistente, al solo Comune, in ipotesi di impugnazione di delibera di variante urbanistica semplificata ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 160 del 2010, in quanto le altre Amministrazioni intervengono in detto procedimento unicamente mediante pareri endoprocedimentali in sede di conferenza di servizi; sulla natura di atto di impulso necessario del favorevole parere provinciale, tale da determinare, in ipotesi di assenza, l’arresto della procedura; sulla sufficienza della c.d. vicinitas, come appartenenza al medesimo bacino commerciale, ad integrare l’interesse alla proposizione del gravame contro il titolo edilizio, a prescindere dall’effettiva lesione derivante dai lavori autorizzati; sulla natura di norma eccezionale e di stretta interpretazione dell’art. 8 del D.P.R. n. 160 del 2010; sull’impossibilità di procedere mediante il procedimento ivi disciplinato all’approvazione di varianti urbanistiche in relazione ad immobili già interamente edificati; sull’impossibilità di utilizzare la variante urbanistica semplificata al fine di sanare l’incompatibilità dell’immobile realizzato con l’attuale destinazione urbanistica dell’area; sulla necessità per il Comune di motivare puntualmente in ordine ai rilievi espressi dalla Provincia in sede di approvazione della variante;

 

Tar Umbria, 19 gennaio 2016, n. 24, sulla necessità che l’interessato a dimostrare la realizzazione di un immobile prima dell’entrata in vigore della l. n. 765 del 1967 fornisca la relativa prova; sulla necessità che tale prova risulti inconfutabile sulla base di atti e documenti che, da soli od unitamente ad altri elementi di valutazione, offrano la “ragionevole certezza” dell'epoca di realizzazione del manufatto; sull’inidoneità della dichiarazione sostitutiva o di dichiarazioni di terzi ad integrare tale prova; sull’inammissibilità della C.T.U. volta ad integrare la carenza degli elementi probatori offerti dal ricorrente; sull’applicabilità dell’art. 21-octies, comma 2, l. n. 241 del 1990 al procedimento di esercizio del potere repressivo in materia edilizia; sulla possibilità per l’Amministrazione di integrare nel corso del giudizio, con un nuovo atto provvedimentale, la motivazione dell’originario provvedimento, nei limiti dello sviluppo delle ragioni già intuibili in base alla parte dispositiva dello stesso;

 

Tar Umbria, 19 gennaio 2016, n. 25, sulla definitività o meno della violazione contributiva risultante dal DURC emanato senza l'attivazione da parte dell’I.N.P.S. del preventivo sub-procedimento di regolarizzazione di cui all’art. 38 comma 1, lett. i) del Codice contratti pubblici; sulla giurisdizione del giudice amministrativo in ordine all’accertamento della regolarità del documento di regolarità contributiva (D.U.R.C.) nell’ambito di una controversia avente ad oggetto l'aggiudicazione di un appalto pubblico; sulla inammissibilità del ricorso avverso l’aggiudicazione definitiva al concorrente che segue in graduatoria per mancata impugnazione del provvedimento presupposto con cui era stata in precedenza annullata l’aggiudicazione disposta nei confronti del ricorrente;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2016, n. 47, sulla natura conformativa o ablatoria del vincolo risultante dalla classificazione dell’area come “sistema del verde” – “Parco del Fiume Topino”; sulla legittimità del comportamento dell’Amministrazione che in sede di autotutela reinterpreta la qualificazione del vincolo insistente sull'area in termini di vincolo conformativo in luogo di quello ablatorio; sulla sussistenza dell’interesse in capo al privato ad impugnare il provvedimento di apposizione del vincolo anche se di natura conformativa;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2016, n. 48, sulla natura conformativa o ablatoria del vincolo risultante dalla classificazione dell’area come “sistema del verde” – “Parco del Fiume Topino”; sulla legittimità del comportamento dell’Amministrazione che in sede di autotutela reinterpreta la qualificazione del vincolo insistente sull'area in termini di vincolo conformativo in luogo di quello ablatorio; sulla sussistenza dell’interesse in capo al privato ad impugnare il provvedimento di apposizione del vincolo anche se di natura conformativa;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2016, n. 49, sull’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso per l’impugnazione dell’ordinanza di demolizione in caso di presentazione di istanza di sanatoria nel corso del giudizio, in quanto a seguito della predetta istanza l’ordinanza di demolizione deve essere sostituita o dalla concessione in sanatoria o da un nuovo provvedimento sanzionatorio; sull’interpretazione del concetto di precarietà di cui all’art. 3, comma 1, lett. e) D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 in senso funzionale, piuttosto che meramente formale, con conseguente esclusione della precarietà quando trattasi di struttura destinata a dare un’utilità prolungata nel tempo, a nulla rilevando la temporaneità della destinazione data all’opera dai proprietari; sull’idoneità ad alterare lo stato dei luoghi, con incremento del carico urbanistico, dei manufatti funzionali a soddisfare esigenza permanenti, non rilevando la rimovibilità della struttura e l’assenza di opere murarie;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2016, n. 50, sulla imputabilità in capo al proprietario del fondo sul quale sono stati rinvenuti rifiuti della condotta di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo ex art. 192, D. Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (c.d. Codice dell’Ambiente) previo necessario accertamento di un comportamento doloso o colposo in capo al proprietario, non configurandosi un’ipotesi di responsabilità oggettiva o per fatto altrui;

 

Tar Umbria, 25 gennaio 2016, n. 51, sull’insussistenza del sindacato di legittimità del giudice amministrativo rispetto ad una ordinanza contingibile ed urgente emanata a presidio della incolumità e della sicurezza dei cittadini, a meno che sia affetta da manifesta illogicità, arbitrarietà, irragionevolezza o da macroscopico travisamento dei fatti;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2016, n. 52, sull’inammissibilità della domanda di sospensione del processo in attesa dell’esito del giudizio civile avente ad oggetto la validità del contratto di compravendita degli immobili oggetto delle impugnate ordinanze di demolizione, poiché la nullità del contratto non riveste carattere pregiudiziale rispetto alla decisione dei ricorsi aventi ad oggetto la legittimità del potere repressivo del Comune; sull’insussistenza del legittimo affidamento per il ricorrente che già all’epoca dell’acquisto era a conoscenza dell’abusività degli immobili acquistati; sull’irrilevanza dell’elemento soggettivo della colpa ai fini dell’esercizio del potere repressivo in materia edilizia, potendo l’Amministrazione procedere all’adozione della misura demolitoria (priva di contenuto sanzionatorio) anche nei confronti del proprietario attuale non autore dell’abuso e ad esso completamente estraneo; sulle ordinanze di demolizione che non devono contenere, né una specifica valutazione delle ragioni di pubblico interesse perseguite e/o una comparazione di tal interesse pubblico con gli interessi privati sacrificati, né devono essere precedute dalla comunicazione di avvio del procedimento, stante il carattere doveroso e vincolato tale da rendere inutile l’apporto partecipativo;

 

TAR Umbria, 26 gennaio 2016, n. 54, sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine al caso di diniego di ammissione al beneficio pubblico, anche se concesso in via ulteriore ed integrativa rispetto a quanto già ottenuto (motiva sulla fondatezza del ricorso presentato dalla Società ricorrente avverso il diniego della Regione di ammissione all’erogazione della integrazione del contributo pubblico richiesto, per violazione del bando di partecipazione in base al quale, senza porre particolari ed ulteriori condizioni di ammissibilità, l’Amministrazione si è riservata di intervenire successivamente, in caso di risparmi di spesa, in favore delle imprese che non avevano ricevuto o avevano ricevuto solo in parte il contributo in conto interessi, come nel caso di specie);

 

TAR Umbria, 26 gennaio 2016, n. 55, sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine al caso di diniego di ammissione al beneficio pubblico; sulla legittimità del provvedimento con il quale è stato revocato il nulla osta per la concessione degli aiuti di cui al P.S.R. Umbria 2007/2013, Misura 121, e per l’effetto dichiarata la decadenza della domanda del ricorrente dalla graduatoria di ammissibilità, in quanto il bando di partecipazione prevedeva, ai fini della ammissione al contributo pubblico, il raggiungimento di un “risultato operativo” ex post (ossia quello dovuto ai prospettati miglioramenti aziendali) di segno positivo, calcolato tenendo conto, non solo dei ricavi strettamente legati alle attività dell’azienda agricola, ma anche di quelli derivanti da attività connesse o complementari e da attività extra agricole, esercitate dal richiedente in ambito aziendale, con la conseguenza che anche in caso di miglioramento rispetto alla situazione ex ante, qualora il risultato sia ancora negativo, la domanda non sarà comunque ammissibile;

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 73, sulla revoca del permesso di soggiorno UE per motivi di lavoro subordinato che deve essere il risultato di una valutazione comparativa tra la pericolosità sociale e l’inserimento familiare e sociale; sulla recessività del diritto fondamentale della persona del rispetto della vita familiare (tutelato dall’art. 8 C.E.D.U.) rispetto alle esigenze di pubblica sicurezza e prevenzione dei reati;

 

Tar Umbria, 23 dicembre 2015, n. 74, sui presupposti del riconoscimento delle infermità e delle lesioni da causa di servizio che sono dipendenti da fatti di servizio solo quando questi ne siano stati causa ovvero concausa efficiente (allorché connotano la genesi della malattia) e determinante (allorché i fatti di servizio assurgano a ruolo di elementi preponderanti ed idonei ad influire sul determinismo del male), nel senso che in loro difetto non sarebbe insorto o non si sarebbe aggravato con esclusione di circostanze o condizioni del tutto generiche quali disagi e fatiche inevitabili del servizio, clima freddo ed umido ed altre tipiche circostanze connesse al servizio prestato; sul nesso eziologico tra una patologia ed il servizio prestato che non può derivare da una normale attività di servizio prolungata nel tempo, ma deve necessariamente essere individuata o in un episodio eccezionale in cui il soggetto viene a trovarsi a causa del proprio servizio o in un servizio particolarmente disagiato, immediatamente percepibile come tale e con la presenza di disagi ambientali e lavorativi che fuoriescono dalle normali condizioni di lavoro;

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 75, sui presupposti della revoca dell’autorizzazione alla detenzione di armi e munizioni quale atto con finalità di prevenzione di fatti lesivi della pubblica sicurezza che può essere sufficientemente sorretta anche da valutazioni della capacità di abuso fondate su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di fumus in quanto nella materia de qua l’espansione della sfera di libertà dell’individuo è destinata a recedere di fronte al bene della sicurezza collettiva; sulla natura del porto d’armi quale eccezione al normale divieto di portare armi, che diviene operante solo nei confronti di persone riguardo alle quali esista la completa e perfetta sicurezza circa il buon uso delle armi stesse in modo tale da evitare qualsiasi dubbio o perplessità sotto il profilo dell’ordine pubblico e della tranquilla convivenza della collettività, dovendo essere garantita anche e prima di tutto l’intera restante massa dei consociati sull’assenza di pregiudizi di ogni genere quanto alla loro incolumità; sulla sufficienza della sola denuncia di reato all’Autorità Giudiziaria a giustificare un giudizio di complessiva inaffidabilità in ipotesi di estrema gravità dei fatti denunziati e dell’attendibilità dei medesimi; sulla superfluità in materia di revoca dell’autorizzazione alla detenzione di armi e munizioni della comunicazione di avvio del procedimento dal momento che trattasi di provvedimenti connotati da urgenza in re ipsa;

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 76 (sentenza parzialmente oscurata ai sensi dell’art. 52, comma 1, D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196), sulla competenza territoriale del TAR Umbria a giudicare in ordine al comportamento di una Commissione operante nell’ambito dell’Università di Perugia per un corso da svolgere nello stesso ateneo, visto anche che spetta alle Università che hanno deciso di attivare i corsi in adempimento a quanto stabilito dal D.M. 16 maggio 2012, n. 312 la gestione dei Tirocini Formativi Attivi (T.F.A.); sull’immediata efficacia applicativa del principio di pari opportunità (art. 51, comma 1 Cost.) anche quale parametro di legittimità amministrative discrezionali con onere delle Amministrazioni di assicurare condizioni di parità tra uomini e donne e, comunque, con divieto di discriminazione tra i sessi, immediatamente operativo anche in assenza degli “appositi provvedimenti” per l’applicazione del principio; sull’assolutezza e sul carattere espansivo della tutela di tale diritto che implica, però, che ne siano vagliati accuratamente i presupposti in presenza dei quali esso è destinato ad operare anche al fine di impedire ogni indebolimento dell’incidenza ordinamentale  (ad es. abuso del diritto);

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 77 (sentenza in forma semplificata), sulla natura cautelare e di immediato presidio alle esigenze di ordine pubblico e di sicurezza proprie del provvedimento di cui all’art. 100 del T.U.L.P.S. che esonera l’Amministrazione, per ragioni di celerità e di urgenza, dall’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7, L. 7 agosto 1990 n. 241; sulla natura del provvedimento di sospensione dell’attività di intrattenimento di cui all’art. 100 T.U.L.P.S. che ha finalità cautelare preventiva, ha come presupposto la circostanza che il locale sia divenuto abituale ritrovo di persone pericolose per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, ha come obiettivo sia di impedire il protrarsi di una siffatta situazione, sia quello di produrre un effetto dissuasivo sui soggetti ritenuti pericolosi e prescinde, in ogni caso, dalla colpa del titolare dell’esercizio;

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 78 (sentenza in forma semplificata), sulla differenza ai fini dell’ammissione ad un bando regionale tra i requisiti previsti dallo stesso (percorsi rientranti nel canale “diritto-dovere di istruzione formazione” di cui all’art. 1, comma 3, del decreto legislativo n. 76 del 2005 da ricondurre all’alveo dell’obbligo formativo stabilito dalla L. 28 marzo 2003 n. 53), ed il requisito posseduto dalla ricorrente (corsi di “estetica generale” rientranti nella “offerta formativa individuale regionale” da ricondurre all’ambito post obbligo formativo e, quindi, al di fuori del contesto applicativo della detta L. n. 53/2003);

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 84; sull’improcedibilità del ricorso proposto avverso l’ordinanza di demolizione di opere edilizie, laddove, nelle more, sia stato emesso un provvedimento di diniego sull’istanza  di sanatoria, non impugnato; sull’improcedibilità del ricorso laddove, in presenza di un’ordinanza cautelare che aveva sospeso il provvedimento impugnato, il ricorrente abbia spontaneamente introdotto delle modifiche al progetto presentato in conformità a quanto prescritto nell’atto impugnato e sospeso in sede cautelare; sull’inammissibilità, per carenza di interesse, del ricorso proposto avverso i provvedimenti consequenziali laddove non sia stato impugnato l’atto presupposto;

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 85; sulla perdurante sussistenza dell’interesse al ricorso laddove, pur essendo mutata nelle more la situazione di fatto o di diritto, l’emananda sentenza incida comunque sugli effetti conformativi da essa derivanti o sul profilo morale ovvero, ancora, sia suscettibile di impedire l’adozione di provvedimenti similari; sulla necessità che le ordinanze contingibili ed urgenti siano adottate sulla base di un pericolo effettivo per pubblica incolumità, nonché in conseguenza di una situazione eccezionale e imprevedibile cui non si possa far fronte in via ordinaria; sul divieto di adottare ordinanze contingibili ed urgenti per dirimere controversie privatistiche, a pena di sviamento della funzione pubblica;

 

Tar Umbria, 28 gennaio 2016, n. 86; sull’insussistenza dei presupposti per procedere alla sospensione del giudizio, ex art. 295 c.p.c. in pendenza della decisione sul ricorso straordinario al Capo dello Stato; nonché sulla necessità di garantire la ragionevole durata del processo; sull’improcedibilità del ricorso, e dei motivi aggiunti, per essere stati adottati, nelle more, nuovi provvedimenti finalizzati alla regolamentazione definitiva dei contrapposti interessi delle parti in causa; sull’inammissibilità del ricorso finalizzato ad ottenere l’annullamento di atti già oggetto di precedenti gravami respinti con sentenza passata in giudicato; sull’insussistenza di un dovere dell’Amministrazione di attivarsi in autotutela, costituendo la relativa facoltà espressione di un potere di merito esercitabile previa valutazione delle ragioni di pubblico interesse ed insindacabile dal giudice; sull’insussistenza dell’obbligo di una motivazione specifica del provvedimento laddove l’Amministrazione non abbia esercitato il potere di annullamento in autotutela

*   *   *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di gennaio 2016 sono: n. 2, n. 3, n. 5, n. 6, dalla n. 7 alla n. 22, dalla n. 27 alla n. 43, n. 46, n. 53, dalla n. 56 alla n. 67, n. 69, n. 70, n. 71, n. 72, dalla n. 79 alla n. 83, n. 87, n. 88;

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 26;

 

infine, sono stati emanati anche due decreti di liquidazione del compenso (n. 44, n. 45) ed un’ordinanza interlocutoria (n. 68).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 1, 25, 50, 528586.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2015

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio e il 29 febbraio 2016

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015 - 2016

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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