Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2017 (dalla n. 1 alla n. 114)

 78) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2017, n. 1, sulla decorrenza del termine di impugnazione degli strumenti di pianificazione urbanistica contenenti vincoli preordinati all’esproprio dalla scadenza del termine di pubblicazione dell’avviso di deposito degli atti presso gli uffici comunali; sulla non necessità della loro comunicazione personale ai soggetti proprietari di terreni incisi dal vincolo; sulla natura immediatamente lesiva dell’atto di imposizione del vincolo e della dichiarazione di pubblica utilità, con conseguente impossibilità di far valere in via derivata i vizi loro propri nei giudizio avverso i provvedimenti di esproprio;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2017, n. 2, sull’insufficienza a giustificare il diniego di rilascio e/o la revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato/attesa occupazione dell’esistenza a carico del richiedente di una denuncia per false dichiarazioni in merito all'esistenza del rapporto di lavoro, in ragione della presunzione di non colpevolezza di cui all'art. 27 Cost., fatti salvi i casi in cui non sia nel frattempo intervenuta una sentenza penale di condanna o l'Autorità di Pubblica sicurezza non accerti in via amministrativa la fittizietà del rapporto; sulla necessità della comunicazione di avvio del procedimento nel procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2017, n. 3, sull’insussistenza del diritto di accesso agli atti in assenza dell’allegazione di un personale, concreto e specifico interesse all’esibizione da parte dell’istante (domanda presentata in data 30.5.2016);

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2017, n. 5, sulla necessità che il privato fornisca prova della data di realizzazione ovvero dell’esistenza di titoli legittimanti le opere oggetto di ordinanza di demolizione; sulla natura di opere dotate di impatto urbanistico ed edilizio delle recinzioni in muratura; sulla natura di opere abusive delle pavimentazioni esterne eseguite sine titulo antecedentemente all’entrata in vigore del T.U. in materia edilizia; sulla illegittimità di lavori di ristrutturazione e/o rifacimento eseguiti su opere ab origine abusive; sull’insussistenza dell’obbligo di comunicazione ai sensi dell’art. 7 della L. n. 241/1990 dell’avvio del procedimento volto all’emanazione dell’ordinanza di demolizione, trattandosi di attività vincolata;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2017, n. 18, sulla ammissibilità del ricorso avverso l’esclusione non notificato all’aggiudicataria, qualora il nome della stessa non fosse facilmente individuabile; sulla legittimità dell’esclusione disposta sulla base dell’esistenza di violazioni di carattere tributario risultanti dalla banca dati Avcpass, ancorché non definitive, qualora la partecipante esclusa abbia omesso di fornire alla stazione appaltante le prove documentali in suo possesso della non definitività degli accertamenti;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2017, n. 19, sull’ordine di trattazione del ricorso principale ed incidentale escludente con cui si contestano vizi afferenti alla medesima fase procedimentale di aggiudicazione di un appalto pubblico e sulla priorità nella trattazione del ricorso principale in ipotesi di sua palese infondatezza; sulle ipotesi di nullità del contratto di avvalimento prodotto in sede di offerta e sui profili sostanzialistici che devono contraddistinguere la verifica del possesso dei requisiti di ammissione alla gara da parte del concorrente; sulle ipotesi di applicabilità del soccorso istruttorio di cui agli artt. 38, comma 2-bis e 46, comma 1-ter del d.lgs. n. 163 del 2006; sull’onere motivazionale connesso alla positiva valutazione di congruità della presunta offerta anomala e sulla sufficienza o meno della motivazione per relationem alle giustificazioni rese dall'impresa offerente; sull’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del gravame incidentale proposto dall’impresa aggiudicataria in ragione dell’accertata infondatezza del ricorso principale;

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2017, n. 20, sull’illegittimità del provvedimento che dispone la sospensione cautelare del gestore dall’esercizio dell’attività di rivendita dei tabacchi ed annessa ricevitoria lotto in pendenza di un procedimento penale a suo carico per vendita di valori contraffatti qualora sia provato che il gestore risulti estraneo alle condotte penalmente rilevanti; sul sopravvenuto difetto di legittimazione passiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze a seguito dell’incorporazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato nell’Agenzia delle Dogane;

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2017, n. 33, sull’illegittimità del provvedimento di annullamento in autotutela di una precedente ordinanza di demolizione per motivi di contaminazione dell’ambiente con materiali inquinanti, basato su parere ARPA, competente in materia ambientale, di segno contrario rispetto a quello fornito dall’Azienda U.S.L. competente in materia di salute pubblica; sui presupposti per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio ex art. 21-nonies della Legge n. 241 del 1990 e sul correlativo onere motivazionale; sulle garanzie partecipative del controinteressato nei procedimenti di secondo grado e sulla violazione del principio del c.d. “giusto procedimento”; sull’ammissibilità dell’azione c.d. “di condanna pubblicistica”, ovvero “di esatto adempimento”, proposta nei confronti dell’Amministrazione e sulla natura vincolata dell’attività oggetto di tale azione; sull’onere probatorio sussistente in capo al danneggiato che propone una domanda di risarcimento del danno;

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2017, n. 36, sul procedimento di autorizzazione unica ai sensi dell’art. 12 del D.lgs. n. 387 del 2003 per la costruzione ed esercizio di impianti eolici; sull’illegittimità del provvedimento di apposizione del vincolo archeologico fondato sulla meramente ipotizzata sussistenza di beni vincolabili nell’area in questione; sulla rilevanza delle fonti bibliografiche in tema di verifica della sussistenza in loco del bene tutelabile ai fini della legittima apposizione del vincolo e sulla necessaria sussistenza di riscontri oggettivi in merito;

 

Tar Umbria, 11 gennaio 2017, n. 89, sulla sussistenza della giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine ad ipotesi di ineleggibilità derivanti da situazioni giuridiche riconducibili a diritti soggettivi che palesino un nesso di pregiudizialità necessaria rispetto alla decisione in ordine alla regolarità della procedura elettorale; sull’ineleggibilità a membro del Consiglio di Amministrazione di Consorzio di bonifica di un rappresentante di un Comune moroso nei confronti del Consorzio stesso; sull’idoneità della p.e.c. ai fini della presentazione delle liste elettorali, ai sensi del regolamento consortile;

 

Tar Umbria, 11 gennaio 2017, n. 90, sulla differenza tra espropriazione ed occupazione temporanea di un’area privata; sull’inammissibilità della domanda risarcitoria avente ad oggetto la quantificazione dell’indennità di occupazione, in quanto soggetta alla giurisdizione del Giudice Ordinario;

 

Tar Umbria, 11 gennaio 2017, n. 91, sull’onere di effettuare la zonizzazione acustica, tenendo conto delle preesistenti destinazioni d'uso del territorio e sulla correlata non applicabilità dei valori limite differenziali di immissione alle aree esclusivamente industriali; sull'applicabilità del limite di rumore differenziale agli impianti produttivi a ciclo continuo; sul divieto di contatto diretto di aree aventi grado acustico non immediatamente consecutivo; sulla titolarità in capo al Sindaco di un generale potere di ordinanza per far fronte all'inquinamento acustico;

 

Tar Umbria, 11 gennaio 2017, n. 92, sulla sussistenza della giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine ad ipotesi di ineleggibilità derivanti da situazioni giuridiche riconducibili a diritti soggettivi che palesino un nesso di pregiudizialità necessaria rispetto alla decisione in ordine alla regolarità della procedura elettorale; sull’ineleggibilità a membro del Consiglio di Amministrazione di Consorzio di bonifica di un rappresentante di un Comune moroso nei confronti del Consorzio stesso; sull’idoneità della p.e.c. ai fini della presentazione delle liste elettorali, ai sensi del regolamento consortile;

 

Tar Umbria, 12 gennaio 2017, n. 93 (ordinanza), dichiara l’incompetenza territoriale (rimettendo la cognizione al TAR Lazio) nel giudizio avente ad oggetto atti relativi al concorso per l’ammissione al corso di Laurea magistrale in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, costituisce atto emanato da Autorità centrale;

 

Tar Umbria, 17 gennaio 2017, n. 94, sull’azione di risarcimento danni ai sensi dell’art. 30, comma 5, c.p.a. cagionati dai provvedimenti illegittimi annullati con sentenza del Tribunale Amministrativo passata in giudicato; sui presupposti dell’azione di risarcimento del danno a carico della Pubblica Amministrazione; sulla necessità di una verifica positiva oltre che della lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall’ordinamento, della sussistenza della colpa in capo all’Amministrazione e del nesso causale tra provvedimento illegittimo e danno sofferto; sulla presunzione di colpa in capo alla Pubblica Amministrazione in caso di illegittimità del provvedimento; sull’onere dell’Amministrazione di provare l’assenza di colpa attraverso l’errore scusabile derivante da contrasti giurisprudenziali sull’interpretazione della norma o dalla complessità dei fatti ovvero ancora dal comportamento delle parti del procedimento; sulla tendenziale doverosità dell’intervento di riesame del provvedimento laddove ciò consenta alla Pubblica Amministrazione di scongiurare la produzione di danni poiché la valutazione di intervenire nuovamente sull’atto illegittimo è circostanza comunque valutabile dal Giudice a conferma della diligenza posta dal soggetto pubblico nel considerare la possibilità di evitare il danno; sulla necessità di accertare ai sensi dell’art. 1227 c.c. l’eventuale concorso del danneggiato nel rapporto di causalità, posto che il risarcimento del danno provocato da provvedimento amministrativo illegittimo postula la dimostrazione del nesso di causalità fra la sua emanazione e l’effetto lesivo, con la conseguenza che il nesso causale deve essere escluso ai sensi degli artt. 1227 c.c. e 30 c.p.a. qualora nella catena causale il fatto lesivo sia in parte imputabile allo stesso danneggiato;

 

Tar Umbria, 12 gennaio 2017, n. 95 (sentenza in forma semplificata), sulle ordinanze contingibili ed urgenti che devono essere assistite da tutte le garanzie compatibili in concreto con i presupposti e gli effetti dell’atto, ivi compresa la partecipazione al procedimento, ed in particolare la comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7, Legge n. 241 del 1990; sulla possibilità di omettere la comunicazione di avvio del procedimento solo nel caso in cui sia presente un’urgenza qualificata in relazione alle circostanze del caso concreto debitamente esplicitata in specifica motivazione; sulla natura del potere d’urgenza che può essere esercitato solo per affrontare situazioni di carattere eccezionale ed impreviste, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’ordinamento giuridico; sulla necessità nel caso di abbattimento di alberi che l’ordinanza preveda soluzioni tecniche alternative (art. 13 L.R. Umbria n. 28 del 2001, Testo unico regionale per le foreste);

 

Tar Umbria, 23 Gennaio 2017, n. 96, sulla perentorietà dei termini fissati dall’art. 73, comma 1, c.p.a. per il deposito di memorie difensive e documenti, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell’ordinato lavoro del Giudice, da cui deriva l’inutilizzabilità processuale delle memorie e dei documenti presentati tardivamente; sul termine d’impugnazione delle disposizioni contenute in strumenti urbanistici generali che va individuato nella scadenza del periodo di pubblicazione dell’avviso di deposito degli atti presso gli uffici comunali, applicandosi cioè la disciplina urbanistica regolatrice delle fasi di adozione ed approvazione degli strumenti urbanistici e non occorrendo alcuna forma di comunicazione personale;

 

Tar Umbria, 23 Gennaio 2017, n. 97, sul pericolo di abuso delle armi che, non solo deve essere comprovato, ma richiede una adeguata valutazione sia del singolo episodio, sia della personalità del soggetto sospettato che possa giustificare un giudizio prognostico sulla sua sopravvenuta inaffidabilità, non potendo la mera denuncia all’autorità giudiziaria considerarsi sufficiente a giustificare la revoca ovvero il diniego di porto d’armi;

 

Tar Umbria, 25 Gennaio 2017, n. 99, sulla incompetenza del TAR Umbria, in favore della competenza del TAR Lazio, laddove il ricorso sia volto ad ottenere l’annullamento di un atto del Capo del Corpo Forestale dello Stato con il quale è stato disposto il trasferimento al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, non solo del ricorrente, ma di tutto il personale, in attuazione della Riforma di cui al D.lgs. n. 177 del 2016, in quanto incidendo su di una pluralità di rapporti di servizio, la competenza territoriale deve essere individuata, non già secondo la regola speciale del foro della sede di servizio (art. 13 comma 2, c.p.a.), bensì secondo il criterio del foro dell’Autorità emanante, venendo in questione un atto emanato da autorità centrale incidente inscindibilmente su di una pluralità di dipendenti, con effetti dunque estesi all’intero territorio nazionale;

 

Tar Umbria, 26 Gennaio 2017, n. 100, sulla perentorietà dei termini fissati dall’art. 73, comma 1, C.P.A. per il deposito di memorie difensive e documenti, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell'ordinato lavoro del giudice, da cui deriva l’inutilizzabilità processuale delle memorie e dei documenti presentati tardivamente; sul termine d’impugnazione delle disposizioni contenute in strumenti urba-nistici generali che va individuato nella scadenza del periodo di pubblicazione dell’avviso di deposito degli atti presso gli uffici comunali, applicandosi cioè la disciplina urbanistica regolatrice delle fasi di adozione ed approva-zione degli strumenti urbanistici e non occorrendo alcuna forma di comunica-zione personale;

 

Tar Umbria, 26 Gennaio 2017, n. 101, sulla perentorietà dei termini fissati dall’art. 73, comma 1, c.p.a. per il deposito di memorie difensive e documenti, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell’ordinato lavoro del Giudice, da cui deriva l’inutilizzabilità processuale delle memorie e dei documenti presentati tardivamente; sul il dies a quo per l’impugnazione delle disposizioni contenute in strumenti urbanistici generali che, anche qualora contengano vincoli preordinati all’esproprio, va individuato - per orientamento maggioritario - nella scadenza del termine di pubblicazione dell’avviso di deposito degli atti presso gli uffici comunali, applicandosi cioè la disciplina urbanistica regolatrice delle fasi di adozione ed approvazione degli strumenti urbanistici, non occorrendo la comunicazione personale (in senso difforme vedi: Consiglio Stato, Sez. IV, 23 dicembre 1998, n. 1904; T.A.R. Puglia Bari, Sez. III, 29 gennaio 2010, n. 211);

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2017, n. 103, sulla pubblicazione nell’albo pretorio di un provvedimento amministrativo che è insufficiente o irrilevante ai fini della decorrenza del termine decadenziale soltanto nel caso gli interessati siano direttamente contemplati nell’atto, con la conseguenza che i termini di impugnazione non decorrono dalla pubblicazione della deliberazione ma dalla notifica o dalla comunicazione dell’atto (mentre per i soggetti non direttamente contemplati nell’atto il termine per l’impugnazione delle deliberazioni comunali decorre dalla data di scadenza della loro pubblicazione nell’albo); sulla legittimazione ad impugnare il rilasciato permesso di costruire di un terzo in ragione del suo stabile collegamento con la zona interessata alla costruzione; sul carattere abusivo dell’immobile locato che non importa nullità del contratto locatizio, non incidendo i detti vizi sulla liceità dell’oggetto del contratto ex art. 1346 c.c. o della causa del contratto ex art. 1343 c.c.; sull’inerzia di un Ente locale nell’esercizio del potere repressivo, che può essere censurata dalla parte che invoca l’obbligo in capo alla p.a. di attivare il procedimento sanzionatorio e di concluderlo con un provvedimento (anche reiettivo) espresso e motivato, tramite l’azione contra silentium di cui all’art. 117 c.p.a.; sul potere del G.A. di qualificare l’azione proposta in base ai suoi elementi sostanziali, avendo egli la possibilità di attribuire al rapporto giuridico dedotto in giudizio un nomen juris diverso da quello indicato dalle parti, purché non venga sostituita la domanda giudiziale modificandone i fatti o fondandosi su una realtà fattuale diversa da quella allegata in giudizio;

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2017, n. 106, sul carattere vincolato degli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l’ordine di demolizione della costruzione abusiva, per l’irrogazione del quale non occorre alcuna comunicazione di avvio del procedimento; sul titolo abilitativo necessario alla realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate che rimane assoggettata al regime della S.C.I.A., salvo che dette opere non superino in concreto la soglia della trasformazione urbanistico-edilizia (nel quale caso occorre il permesso di costruire); sulla non è automaticità della demolizione in caso di intervento eseguito in assenza di S.C.I.A., atteso che è inferibile dall’art. 9 della L.R. n. 21 del 2004 che può essere irrogata, in luogo della sanzione reale, anche la sanzione pecuniaria;

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2017, n. 109, sull’irrilevanza della dichiarazione dell’ente di certificazione (che consente di escludere la falsità della dichiarazione della società, ovvero, in positivo, di dimostrare il possesso del requisito di ammissione da parte della stessa) allegata dalla ricorrente oltre il termine perentorio di dieci giorni previsto dall’art. 48, comma 1, D.lgs. n. 163 del 2006; sull’istituto del soccorso istruttorio che può riguardare la sola fase della verifica delle dichiarazioni relative al possesso dei requisiti per l’ammissione alla gara, e non anche la fase del controllo dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa (e cioè la fase della comprova della loro sussistenza); sulla sanzione dell’escussione della cauzione provvisoria che, allo stesso modo della la segnalazione all’Autorità per i provvedimenti di cui all’art. 6, comma 11, del d.lgs. n. 163 del 2006, si configura come sanzione automatica, direttamente ed esclusivamente connessa alla sola mancata prova, nel termine prescritto, del possesso dei requisiti di partecipazione dichiarati con la presentazione dell’offerta, nonché priva di qualsiasi valutazione discrezionale quanto ai singoli casi concreti ed alle particolari ragioni, meramente formali o sostanziali, che l’Amministrazione abbia posto a fondamento del provvedimento di esclusione;

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2017, n. 110, sulla giusta interpretazione dell’art. 17, comma 4, allegato 1, alla D.G.R. n. 205 del 2001 relativa alle misure del P.S.R. 2000 - 2006, a tenore del quale “è ammessa una deroga al principio che prevede la rendicontazione delle spese sostenute su presentazione di fatture o documenti equipollenti fino ad un massimale di 40.000,00 € per spese realizzate in economia diretta da beneficiario se questi è in grado di provarlo” (la fattispecie esaminata dal Collegio ha ad oggetto la rendicontazione di spese riferibili a servizi di progettazione resi dallo stesso imprenditore richiedente il beneficio);

 

Tar Umbria, 31 gennaio 2017, n. 114, sul difetto di legittimazione attiva di una società radiotelevisiva che antecedentemente all’emanazione del provvedimento autorizzatorio impugnato ha conferito ad altra società il ramo di azienda relativo agli impianti di trasmissione e diffusione compromessi nella loro funzionalità dallo stesso;

*   *   *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di gennaio 2017 sono: dalla n. 8 alla n. 16, dalla n. 48 alla n. 61, dalla n. 80 alla n. 86, n. 104, n. 111, n. 112;

 

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 4, n. 7, n. 23, n. 63, n. 96, n. 107, n. 108;

infine, sono state emanate anche due ordinanze interlocutorie (n. 62, n. 105), un’ordinanza di integrazione del contraddittorio (n. 24), una sentenza breve dichiarativa dell’estinzione (n. 98), otto decreti di liquidazione del compenso (n. 17, n. 34, n. 35, n. 37, n. 38, n. 39, n. 40 n. 113) e le seguenti ordinanza dichiarative dell’interruzione: n. 6, n. 21, n. 22 dalla n. 25 alla n. 32, dalla n. 41 alla n. 47, dalla n. 64 alla n. 86.

 

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 118 e 36.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2016

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per il sommario delle decisioni pubbblicate tra il 1 febbraio e il 28 febbraio 2017

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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