Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2018 (dalla n. 1 alla n. 76)

 89) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

Tar Umbria, 2 gennaio 2018, n. 1, sulla legittimazione attiva di associazioni rappresentative di interessi collettivi che nel processo amministrativo obbedisce a regole stringenti, essendo necessario che: a) la questione dibattuta attenga in via immediata al perimetro delle finalità statutarie dell’associazione; b) l’interesse tutelato con l’intervento sia comune a tutti gli associati e che non vengano tutelate le posizioni soggettive solo di una parte degli stessi e quindi non siano configurabili conflitti interni all’associazione;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2018, n. 3, sulla sussistenza della giurisdizione del g.o. con riferimento all’impugnazione di un provvedimento dirigenziale col quale - in ottemperanza al disposto dell’art. 1 del d.l. 27 agosto 1994, n. 512, convertito nella legge 17 ottobre 1990, n. 590 - un soggetto è stato escluso dall’elenco dei candidati idonei aspiranti alla nomina a Direttore Generale (Azienda Sanitaria), trattandosi di controversia in relazione alla quale l’Amministrazione è priva di poteri discrezionali, dal momento che è tenuta a formare il suddetto elenco e ad inserirvi tutti gli aspiranti in possesso dei titoli indicati dalla legge; sulla giurisdizione del G.A. con riferimento alle controversie inerenti a procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, contemplate dall’art. 63, comma 4, D.Lgs. n. 165 del 2001, che è limitata ai concorsi “in senso stretto”, cioè a quelle procedure che iniziano con l’emanazione di un bando e sono caratterizzate dalla valutazione comparativa dei candidati e dalla compilazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i “vincitori”, rappresenta l’atto terminale del procedimento;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2018, n. 4, sull’onere probatorio della realizzazione di un edificio in data anteriore al settembre 1967 che grava sul ricorrente, non potendo l’Amministrazione comunale verificare l’esatta data di realizzazione di tutte le opere insistenti sul proprio territorio; sulla necessità che le prove addotte risultino obiettivamente inconfutabili sulla base di atti e documenti che, da soli od unitamente ad altri elementi probatori, offrano la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione del manufatto, mentre la semplice produzione di una dichiarazione sostitutiva non può in alcun modo assurgere al rango di prova, seppure presuntiva, sull’epoca di realizzazione dell’abuso; sul divieto di integrazione postuma della motivazione, che non può invocarsi allorquando l’attività oggetto di impugnativa presenti carattere totalmente vincolato e l’elemento nuovo consista nella mera individuazione ed applicazione di norme vigenti all’epoca del provvedimento impugnato ed ivi non menzionate, avendo l’Amministrazione l’obbligo di applicarle nell’esercizio dei propri poteri/doveri di vigilanza e controllo sul territorio nel rispetto del principio di legalità; sulla prova testimoniale che, seppur oggi estesa a mezzo di prova di fatti allegati dalle parti anche in sede di giurisdizione generale di legittimità, non può prescindere dalla previa verifica dell’assolvimento, da parte del ricorrente, dell’onere probatorio su di esso incombente posto che, nel processo amministrativo, anche dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 104 del 2010, il sistema probatorio è fondamentalmente retto dal principio dispositivo;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2018, n. 5, sul termine decadenziale per l’impugnazione della mancata esclusione di un concorrente di cui all’art. 120, comma 2-bis, D.Lgs. n. 104 del 2010 che (quantomeno nel testo antecedente l’entrata in vigore del Decreto Correttivo) prevede espressamente ed inequivocamente che il dies a quo per proporre tale particolare impugnativa decorra dalla pubblicazione del provvedimento che determina le esclusioni/ammissioni sul profilo della Stazione Appaltante; sulla non applicabilità a fattispecie relative ad appalti banditi secondo i canoni del nuovo codice (D.Lgs. n. 50 del 2016) e comunque per cui si si attivato il procedimento speciale di cui all’art. 120, comma 2-bis c.p.a. dell’orientamento giurisprudenziale secondo cui il termine perentorio di trenta giorni per impugnare il provvedimento di aggiudicazione di un appalto pubblico si estende nella misura massima di ulteriori dieci giorni, qualora solo dalla conoscenza degli atti si possano rilevare i vizi del provvedimento, e in connessione con l’esigenza di consentire al concorrente leso dall’aggiudicazione di esperire la particolare forma di accesso - semplificato e accelerato - disciplinata all’art. 5-quater dell’art. 79 del D.Lgs. n. 163 del 2006; sulla domanda di accertamento – promossa dal secondo classificato nella gara per appalto pubblico – dell’obbligo della stazione appaltante di procedere alla risoluzione del contratto stipulato con l’aggiudicatario al fine di precostituire le condizioni di subentro a quest’ultimo da parte del ricorrente nella quale, vertendosi in tema di esecuzione del contratto pubblico aggiudicato, predomina l’interesse alla corretta attuazione del programma negoziale e non quello a subentrare all’aggiudicatario, configurando quindi la giurisdizione del g.o.;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2018, n. 8, motiva in fatto sulla legittimità degli atti concernenti la procedura di gara indetta da un’Azienda Sanitaria per l’affidamento del servizio di trasporto con conducente di pazienti in trattamento dialitico;

 

Tar Umbria, 2 gennaio 2018, n. 10, sull’onere della prova circa l’eventuale situazione di incompatibilità tra i compiti del r.u.p. e quelli di presidente della Commissione di gara (motiva in fatto sulla legittimità degli atti relativi alla procedura di gara indetta dal Comune di Terni per l’affidamento del servizio di refezione scolastica);

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2018, n. 15, sull’ottemperanza ad una sentenza che ha dettato i criteri di risarcimento del danno, come previsto dall’art. 34, comma 4, del cod. proc. amm.;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2018, n. 16, sulla domanda di mutamento del cognome che, oltre che per le cause tassative indicate dalla legge, può essere motivata anche da intenti soggettivi ed atipici, purché meritevoli di tutela e non contrastanti con il pubblico interesse alla stabilità e certezza degli elementi identificativi della persona e del suo status giuridico e sociale;

 

Tar Umbria, 3 gennaio 2018, n. 25, sulla legittimità del diniego e/o della revoca dell’autorizzazione al porto d’armi ogniqualvolta si possa ragionevolmente temere che l’interessato possa abusarne, non essendo necessario, ai fini di tale valutazione, il preventivo concreto uso da parte dello stesso; sul divieto di detenzione delle armi che può essere disposto, in applicazione degli articoli 11 e 39 del T.U.L.P.S., anche in assenza di sentenze di condanna per specifici reati, quando, per circostanze legate alla condotta dell’interessato, l’Amministrazione non possa presumere la sicura affidabilità di tale soggetto, dovendo questi avere una condotta irreprensibile ed immune da emende, anche remote, e vivere in modo tranquillo e trasparente in famiglia e nelle relazioni civili con gli altri consociati;

 

Tar Umbria, 4 gennaio 2018, n. 27, sugli gli atti di macro-organizzazione delle Aziende sanitarie che, diversamente dalle amministrazioni pubbliche in genere, sono adottati con atto di diritto privato in coerenza con il carattere imprenditoriale strumentale delle stesse, con conseguente devoluzione della cognizione degli stessi alla giurisdizione del giudice ordinario;

 

Tar Umbria, 4 gennaio 2018, n. 40, sulla legittimità del diniego e/o della revoca dell’autorizzazione al porto d’armi ogniqualvolta si possa ragionevolmente temere che l’interessato possa abusarne, non essendo necessario, ai fini di tale valutazione, il preventivo concreto uso da parte dello stesso; sul divieto di detenzione delle armi che può essere disposto, in applicazione degli articoli 11 e 39 del T.U.L.P.S., anche in assenza di sentenze di condanna per specifici reati, quando, per circostanze legate alla condotta dell’interessato, l’Amministrazione non possa presumere la sicura affidabilità di tale soggetto, dovendo questi avere una condotta irreprensibile ed immune da emende, anche remote, e vivere in modo tranquillo e trasparente in famiglia e nelle relazioni civili con gli altri consociati;

 

Tar Umbria, 4 gennaio 2018, n. 44, sul principio del raggiungimento dello scopo, secondo cui non ci si può dolere del mancato rispetto di una norma procedurale volta a garantire la piena conoscenza di determinati atti, una volta che questi siano stati effettivamente conosciuti dall’interessato, consentendosi così a quest’ultimo il pieno ed effettivo l’esercizio delle proprie prerogative partecipative; sulla non idoneità della mancata votazione preliminare su ogni singolo emendamento a determinare l’illegittimità del provvedimento adottato, dal momento che ha la stessa ha quale scopo primario quello di garantire che ciascuna votazione avvenga con il quorum funzionale richiesto la cui presenza nel caso di specie risulta attestata dagli atti di causa;

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2018, n. 45, motiva in fatto sulla legittimità del p.r.g. parte strutturale approvato con delibera consiliare del Comune;

 

Tar Umbria, 9 gennaio 2018, n. 46, motiva in fatto sulla legittimità del p.r.g. parte strutturale approvato con delibera consiliare del Comune;

 

Tar Umbria, 12 gennaio 2018, n. 49, sulla sussistenza della giurisdizione dei commissari per la liquidazione degli usi civici in relazione a tutte le controversie relative all’accertamento, alla valutazione ed alla liquidazione dei diritti di uso civico; sulla sussistenza della la giurisdizione del G.O. in tutti i casi in cui, a valle di tale procedimento, sussistano questioni di tipo paritetico in ordine ad esempio alla individuazione dei soggetti tenuti all’adempimento di una prestazione pecuniaria, già computata in esito alla conclusione del procedimento di affrancazione; sulla sussistenza di quella del giudice amministrativo qualora il rapporto pubblicistico in contestazione non riguardi ex professo ma solo incidenter tantum la liquidazione, la valutazione e l’accertamento degli usi civici, oppure la contestazione ex ante della legittimazione procedimentale dell’Autorità procedente; sulla determinazione dell’indennizzo per espropriazione di pubblica utilità e servitù coattive delle aree non edificabili, che deve tener conto, a seguito dell’intervento della Corte Costituzionale, delle utilizzazioni ulteriori rispetto a quelle agricole, intermedie tra le stesse e quelle edificatorie, che siano consentite dalla normativa vigente e conformi agli strumenti di pianificazione urbanistica; sulla inammissibilità nel processo amministrativo di censure volte a far valere vizi di un provvedimento presupposto non impugnato giacché, da un lato, non è ammessa la disapplicazione incidentale degli atti presupposti non aventi natura normativa e, dall’altro, nessuna utilità sarebbe ritraibile dall’accoglimento di quelle censure, stante la perdurante efficacia dell’atto medesimo, reso intangibile dalla mancata tempestiva impugnazione;

 

Tar Umbria, 12 gennaio 2018, n. 51, sulla sussistenza della giurisdizione del g.o. nella controversia che, ancorché vertente in materia di concessione di beni pubblici, abbia quale oggetto la ripetizione dell’indebito ovvero l’indennizzo a titolo di occupazione abusiva di beni demaniali; sulla sussistenza, in capo al giudice, del potere di qualificare l’azione proposta, secondo il principio iura novit curia, ed eventualmente disporne la conversione;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 52, sulla improcedibilità per difetto di interesse del ricorso introduttivo qualora l’Amministrazione emani un nuovo atto confermativo in senso proprio, ancorché il riesame sia stato attivato a seguito di ordinanza cautelare emessa nel corso del giudizio; sulla sussistenza in capo al ricorrente dell’onere di provare in giudizio le proprie allegazioni fattuali contestate dall’Amministrazione; sulla irrilevanza della deduzione di vizi formali, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della L. n. 241 del 1990, quando l’attività amministrativa rivesta natura vincolata; sull’assorbimento degli ulteriori motivi di gravame quando gli stessi risultino inidonei all’annullamento dell’atto, supportato dall’autonomo motivo ritenuto legittimo;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 53, sulla sufficienza ai fini della revoca dell’autorizzazione di porto d’armi della valutazione della capacità di abuso fondata su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di fumus; sulla sindacabilità del giudizio di pericolosità solo nei limiti della manifesta illogicità ed irragionevolezza;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 54, sulla sussistenza della giurisdizione del g.o. in materia di procedure di assunzione ai sensi della L. n. 68 del 1999; sulla sussistenza nelle controversie avverso il silenzio serbato dall’amministrazione della giurisdizione del g.a. solo ove le stesse siano esperite a tutela di posizioni di interesse legittimo, implicanti l'esercizio in via autoritativa di una potestà pubblica, e non se l'inerzia è serbata a fronte di un'istanza avanzata per il riconoscimento di un diritto soggettivo;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 55, sulla inapplicabilità della normativa in materia di liberalizzazione delle attività economiche alla vendita di generi di monopolio; sulla inapplicabilità del Titolo III, lett. d), punto 2, della circolare 04/63406 del 25 settembre 2001, secondo cui in caso di rivendite già ubicate a distanza inferiore alla minima consentita sono autorizzati gli spostamenti che determinino l’aumento delle distanze preesistenti, quando il trasferimento determini contemporaneamente l’allontanamento da alcune rivendite e l’avvicinamento ad altra; sulla insufficienza della materiale indisponibilità del locale ove è sita la rivendita a legittimare la pretesa di trasferimento della stessa;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 56, sulla sussistenza dell’interesse al ricorso in capo all’impresa esclusa automaticamente in ragione dell’anomalia dell’offerta, qualora sia impugnata l’ammissione alla gara di un numero di imprese tali da determinare, in caso di accoglimento, l’inapplicabilità del meccanismo di esclusione automatica delle offerte anomale; sulla sussistenza dell’obbligo di indicare nell’offerta, a pena di esclusione, l’importo dei c.d. costi interni aziendali della sicurezza ai sensi dell’art. 95, comma 10, del D.Lgs. n. 50 del 2016, anche nel caso in cui ciò non sia previsto dal bando, trattandosi di norma idonea ad eterointegrare le previsioni della lex specialis; sulla inapplicabilità dell’art. 23 della L.R. n. 3 del 2010 in materia di adesione ai costi interni di sicurezza determinati dalla stazione appaltante, in quanto implicitamente abrogato, ai sensi dell’art. 10 della L. n. 62 del 1953, dall’emanazione di una legge statale successiva in ambito di competenza esclusiva dello Stato, quale è la normativa in oggetto, riconducibile alla materia “tutela della concorrenza”; sulla inammissibilità di una predeterminazione da parte della stazione appaltante dei costi interni di sicurezza, in quanto elusiva dell’obbligo imposto dalla legge statale di verificare la congruità effettiva dell’offerta di ogni singolo partecipante;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 57, sulla sussistenza della giurisdizione esclusiva del g.a. in materia di esecuzione degli accordi ai sensi dell’art. 11 della L. n. 241 del 1990, ai quali deve essere ricondotta la convenzione di lottizzazione; sull’ammissibilità, in tali controversie, dell’azione costitutiva ai sensi dell’art. 2932 c.c.; sull’onere di allegazione dell’eccezione di prescrizione e sulla decorrenza del dies a quo dalla scadenza del termine decennale di validità della convenzione di lottizzazione; sulla natura propter rem dell’obbligazione relativa alla realizzazione delle opere di urbanizzazione;

 

Tar Umbria, 22 gennaio 2018, n. 59, sulla sussistenza dell’onere di impugnativa del parere che esclude la necessità di sottoporre un progetto a V.I.A. o V.A.S. nel caso in cui sia dedotta in giudizio l’omessa attivazione delle relative procedure; sulla inapplicabilità della c.d. direttiva habitat e del D.P.R. n. 357 del 1997 nel caso in cui l’area oggetto di intervento non rientri nei siti di importanza comunitaria (S.I.C.); sulla legittimità ai sensi del P.U.T. della localizzazione di opere infrastrutturali in aree soggette a vincolo paesaggistico, ove la loro ubicazione in luogo diverso sia impossibile;

 

Tar Umbria, 23 gennaio 2018, n. 63, sulla insussistenza di una posizione legittimante e tutelabile in capo al soggetto che, seppur destinatario di ordinanza di rimozione degli ostacoli al pubblico transito su strada qualificata dal Comune come di uso pubblico, non risulti, sulla base degli atti prodotti in giudizio, titolare del diritto di proprietà sull’area ove insiste la strada in parola;

 

Tar Umbria, 23 gennaio 2018, n. 64, sulla legittimità dell’annullamento in autotutela del permesso di costruire in sanatoria ove l’istanza di accertamento di conformità riporti due diverse date di costruzione, tali da rendere impossibile l’individuazione della normativa applicabile, salva la possibilità di presentare nuova istanza indicante la reale data di realizzazione del manufatto; sull’illegittimità dell’ordinanza di demolizione di annesso agricolo adibito ad abitazione in mancanza di valutazione della possibilità di ripristinare l’uso agricolo dello stesso;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2018, n. 67, sulla sussistenza della giurisdizione del g.o. nelle controversie aventi ad oggetto i provvedimenti relativi al ricongiungimento familiare e al rilascio, al rinnovo o alla revoca di permessi di soggiorno per motivi familiari;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2018, n. 68, sulla giurisdizione del g.o. con riferimento alle controversie che attengono al risarcimento del danno lamentato per l’annullamento (legittimo) di provvedimento favorevole illegittimo; sulla giurisdizione del g.a. in tutte le controversie nelle quali l’autorità agisca in via autoritativa, comprese quelle nelle quali le parti, investite dall’esercizio del potere, agiscano per ottenere non già il rimedio demolitorio ma il rimedio risarcitorio; sui presupposti della domanda risarcitoria che, ai sensi dell’art. 30, comma 5, d.lgs. n. 104/2010, nel caso in cui sia stata proposta azione di annullamento, può essere formulata nel corso del giudizio o, comunque, sino a 120 giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza, trattandosi di termine pacificamente decadenziale;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2018, n. 69, sull’illegittimità del diniego di rilascio di porto d’armi basato unicamente sulla convivenza dell’istante con soggetto già condannato per reati contro la persona, qualora il richiedente abbia rappresentato, in sede procedimentale, la sussistenza di sufficienti elementi atti a prevenirne l’impossessamento delle armi da parte del convivente, non smentiti in sede motivazionale dall’Amministrazione;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2018, n. 71, motiva nel merito in ordine alla legittimità dell’attribuzione dei punteggi in gara d’appalto;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2018, n. 72, sulla legittimità del calcolo aritmetico della soglia di anomalia ex art. 97, comma 2, lett. b), del D.Lgs. n. 50 del 2016, ove la somma dei ribassi dei concorrenti ammessi comprenda tutte le offerte e non soltanto quelle che residuano dal taglio delle ali; sulla insussistenza di una disposizione normativa che imponga ad Anas S.p.A. di avvalersi di imprese avente sede nel cratere nell’ambito degli interventi post sisma;

 

Tar Umbria, 26 gennaio 2018, n. 75, sulla revocabilità della disposta verificazione qualora il suo mancato espletamento determini, anche in ragione della ricomprensione della controversia nel novero di quelle soggette al rito accelerato di cui all’art. 120 c.p.a., un’inammissibile dilatazione della durata del giudizio, contrastante con i principi di cui agli artt. 111 Cost. e 6 C.E.D.U.; sulla rilevanza penale del comportamento del verificatore che ingiustificatamente ometta di dare corso all’incombente processuale quale ausiliario del giudice; sulla legittimità della disposizione della lex specialis che limiti la partecipazione alla gara a farmaci in grado di garantire determinati livelli di sicurezza nell’utilizzazione, in virtù del dovere della stazione appaltante, in qualità di datore di lavoro, di tutelare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro come previsto dall’art. 15 del D.Lgs. n. 81 del 2008; sulla necessità di contemperare la tutela della concorrenza con valori di interesse primario quale la salute e sicurezza dei lavoratori; sulla irrilevanza dell’attestazione di idoneità A.I.F.A. in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro;

***

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di gennaio  2018 sono: n. 6, n. 7, n. 12, n. 13, n. 14, dalla n. 17 alla n. 24, dalla n. 28 alla n. 39, n. 41, n. 42, n. 43, n. 48, n. 73, n. 74;

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 2, n. 9, n. 26, n. 47, n. 58, n. 60, n. 61, n. 62, n. 65, n. 66, n. 70;

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numero 51, 52, 54, 56, 68 e 75.

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2017

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio e il 28 febbraio 2018

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2018

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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