sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2013 (dalla numero 322 alla numero 341)

36) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte  Alessandro BovariSerena BrigantiMaria Di PaoloGiulia Gambuli,  Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 5 giugno 2013, n. 322, sulla permanenza dell’interesse alla decisione del ricorso avverso il silenzio dopo l’emanazione del provvedimento espresso, nell’ipotesi in cui sia stata proposta domanda di risarcimento del danno da ritardo; sulla automaticità della conversione del rito, da speciale camerale ad ordinario, in conseguenza dell’impugnazione del provvedimento espresso con atto di motivi aggiunti; sui criteri di valutazione della responsabilità aquiliana nel danno da ritardo; sulla rilevanza a tal fine della complessità degli atti da adottare e della condotta degli interessati; sulla necessità che il rappresentante del privato istante esprima formalmente in sede di conferenza di servizi la volontà di opporsi ai rinvii della stessa disposti dall’Amministrazione procedente; sull’esclusione della colpevolezza dell’Amministrazione nel procrastinare la propria azione nel caso in cui quest’ultima versi in situazione di incertezza nell’autodeterminarsi e nell’orientare le proprie scelte; sulla non applicabilità dell’art. 14 - ter, comma 6 - bis della L. n. 241/1990 (decisione “allo stato degli atti”) in presenza di pareri favorevoli soggetti a condizioni o prescrizioni, in quanto privi dell’efficacia del consenso incondizionato e della definitività; sulla non superabilità del parere interlocutorio negativo reso dalla Soprintendenza, ancorché non obbligatorio; sulla persistenza dell’interesse all’annullamento del provvedimento di diniego nella procedura abilitativa semplificata (PAS) ex art. 6 della D.Lgs. n. 28/2011, a fini risarcitori, anche in ipotesi di rinuncia al titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto; sull’efficacia preclusiva del parere non obbligatorio reso dalla Soprintendenza; sulla decadenza dall’azione risarcitoria nell’ipotesi in cui il provato istante non si avvalga della possibilità di chiedere all’Amministrazione l’annullamento in autotutela dell’atto o la riapertura del procedimento di PAS qualora intervenga, nel corso del procedimento abilitativo edilizio, una normativa più favorevole idonea a superare il precedente diniego;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2013, n. 323, sulla natura ordinatoria del termine di cui all’art. 11, comma 9, della L. n. 27/2012 per l’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche da parte del Comune, in considerazione dell’assenza di sanzioni decadenziali e della mancanza di automaticità dell’intervento sostitutivo regionale; sulla sua funzione di fissazione del dies a quo per l’esercizio del potere sostitutivo; sulla competenza del Consiglio comunale all’emanazione del provvedimento di individuazione delle nuove sedi farmaceutiche ex L. n. 27/2012, in quanto atto di organizzazione che concerne scelte attinenti alla vita sociale e civile della comunità locale rientrante nell’ambito dell’organizzazione dei pubblici servizi di cui all’art. 42, comma 2, lett. e), del D.Lgs. n. 267/2000; sulla necessità della previa proposta della Giunta comunale atteso il richiamo operato nella nota prot. n. 50105 del 28.3.2012 della Regione Umbria all’art. 15 della L.R. n. 46/1982;  sulla contraddittorietà del provvedimento che, in accoglimento delle istanze partecipative dei privati, applichi criteri diversi da quelli individuati in precedenti atti istruttori inerenti al medesimo procedimento, in assenza di un idoneo ed esaustivo supplemento istruttorio; sul difetto di motivazione del medesimo provvedimento; sulla possibilità, in base ai criteri di cui all’art. 11 della L. n. 27/2012, che le nuove sedi farmaceutiche siano sovrapposte geograficamente e/o demograficamente alle sedi esistenti; sulla non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 11 della L. n. 27/2012 per violazione dei precetti di imparzialità e di tutela della salute in relazione alla posizione dominante del Comune di Perugia (in quanto titolare di sedi farmaceutiche comunali) nei confronti dei privati titolari di farmacie; sulla necessità di valutare il concetto di abuso di posizione dominante con riferimento all’intero ambito di applicabilità della L. n. 27/2012, in quanto norma con carattere di generalità;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2013, n. 324, sulla natura ordinatoria del termine di cui all’art. 11, comma 9, della L. n. 27/2012 per l’individuazione delle nuove sedi farmaceutiche da parte del Comune, in considerazione dell’assenza di sanzioni decadenziali e della mancanza di automaticità dell’intervento sostitutivo regionale; sulla sua funzione di fissazione del dies a quo per l’esercizio del potere sostitutivo; sulla competenza del Consiglio comunale all’emanazione del provvedimento di individuazione delle nuove sedi farmaceutiche ex L. n. 27/2012, in quanto atto di organizzazione che concerne scelte attinenti alla vita sociale e civile della comunità locale rientrante nell’ambito dell’organizzazione dei pubblici servizi di cui all’art. 42, comma 2, lett. e), del D.Lgs. n. 267/2000; sulla necessità della previa proposta della Giunta comunale, atteso il richiamo operato nella nota prot. n. 50105 del 28.3.2012 della Regione Umbria all’art. 15 della L.R. n. 46/1982; sulla possibilità, in base ai criteri di cui all’art. 11 della L. n. 27/2012, che le nuove sedi farmaceutiche siano sovrapposte geograficamente e/o demograficamente alle sedi esistenti; sulla discrezionalità riconosciuta all’Amministrazione nella scelta delle sedi; sulla sufficienza della formale osservanza della parametro numerico delle sedi farmaceutiche per abitanti ai fini della legittimità del provvedimento di individuazione delle nuove sedi ex L. n. 27/2012;

 

Tar Umbria, 5 giugno 2013, n. 325, sulla non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 11 della L. n. 27/2012 per violazione dei precetti di imparzialità e di tutela della salute in relazione alla posizione dominante del Comune di Perugia (in quanto titolare di sedi farmaceutiche comunali) nei confronti dei privati titolari di farmacie; sulla necessità che, in presenza di un pubblico servizio, l’eventuale abuso di posizione dominante trovi il proprio presupposto in specifiche disposizioni di legge; sulla necessità di valutare il concetto di abuso di posizione dominante con riferimento all’intero ambito di applicabilità della L. n. 27/2012, in quanto norma con carattere di generalità; sulla non necessità che nel provvedimento amministrativo siano richiamati tutti i criteri individuati dal legislatore, purché dal suo contenuto si possa evincere che lo stesso risponde, nel suo complesso, alle finalità che la legge persegue; sulla superabilità dei pareri non vincolanti richiesti ex lege in presenza di esplicita motivazione sul punto; sulla sufficienza della logica congruità delle scelte di merito operate dall’Amministrazione al fine di escluderne l’illegittimità;

 

Tar Umbria, 5 giungo 2013, n. 326, sulla competenza del Consiglio comunale all’emanazione del provvedimento di individuazione delle nuove sedi farmaceutiche ex L. n. 27/2012, in quanto atto di organizzazione che concerne scelte attinenti alla vita sociale e civile della comunità locale rientrante nell’ambito dell’organizzazione dei pubblici servizi di cui all’art. 42, comma 2, lett. e), del D.Lgs. n. 267/2000; sulla necessità della previa proposta della Giunta comunale, atteso il richiamo operato nella nota prot. n. 50105 del 28.3.2012 della Regione Umbria all’art. 15 della L.R. n. 46/1982; sulla necessità di interpretare il provvedimento amministrativo in considerazione del suo contenuto complessivo, a fronte della lettera e dell’autoqualificazione dello stesso, secondo il criterio che impone di valutare il testo della delibera e i comportamenti successivi tenuti dall’Amministrazione, tenendo in considerazione il potere-dovere di perseguimento dell’interesse pubblico, anche quando non si riscontri una completa coerenza con quanto formalmente espresso; sulla sufficienza della conformità del provvedimento ai pareri endoprocedimentali richiesti ex lege ai fini della declaratoria di congruità delle scelte discrezionali nello stesso contenute; sulla non necessità di considerare l’assetto delle sedi farmaceutiche nei Comuni limitrofi ai fini dell’individuazione delle nuove sedi ex L. n. 27/2012;

 

Tar Umbria, 6 giugno 2013, n. 327, sulla individuazione del dies a quo ai fini dell’impugnazione del progetto preliminare e di quello definitivo allorché si tratti di soggetti non espressamente nominati in caso di infrastrutture strategiche; sulla necessità che i regolamenti interni del CIPE siano fatti oggetto di comunicazione individuale; sull’inapplicabilità dell’art. 17 T.U. espropriazioni ai procedimenti relativi ad infrastrutture strategiche; sulla necessità o meno della comunicazione di avvio del procedimento della variante modificativa del piano particellare di esproprio non recante approvazione del progetto esecutivo; sulla competenza della Regione e non del CIPE ad adottare varianti  non sostanziali (non rilevanti sotto il profilo localizzativo) al piano di esproprio del progetto definitivo;

 

Tar Umbria, 6 giugno 2013, n. 328, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 6 giugno 2013, n. 329, sulla natura meramente propositiva delle linee guida che disciplinano l’individuazione di aree sensibili all’inquinamento elettromagnetico in relazione ad impianti elettrici e sulla loro portata lesiva;

 

Tar Umbria, 6 giugno 2013, n. 330, sulla giurisdizione dell’A.G.O. e non del G.A. in ordine alle controversie aventi ad oggetto il rapporto di lavoro del personale universitario con azienda sanitaria, nonché di quelle riguardanti il conferimento di incarichi di dirigenza medica; sulla portata del principio del c.d. giudicato interno implicito sulla questione di giurisdizione ex art. 9 C.P.A.; sui limiti in cui tale principio può essere invocato con riferimento al decreto presidenziale che definisce il ricorso al Capo dello Stato;

 

Tar Umbria, 6 giugno 2013, n. 331, sull’insindacabilità da parte del giudice amministrativo delle valutazioni, ampiamente discrezionali, compiute dall’Amministrazione in merito alla gravità e rilevanza, ai fini disciplinari, del reato accertato con giudicato penale commesso dal militare dell’Arma dei Carabinieri; sulla piena autonomia dell’ipotesi di rimozione disciplinare per perdita di grado prevista dall’art. 34, comma 1, n. 6 della legge n. 1168 del 1961 rispetto a quelle, già tipizzate dal legislatore, contemplate dal n. 7, lett. b) del medesimo articolo; sull’inapplicabilità del principio di proporzionalità alle ipotesi di destituzione e sanzioni espulsive previste dall’ordinamento militare dell’Arma; sul potere attribuito all’Amministrazione, ex art. 34, comma 1, n. 6, citato, di interrompere il rapporto di servizio tutte le volte che essa ravvisi un contrasto tra la condotta tenuta dal militare ed i doveri inerenti al giuramento da esso prestato, ovvero alle finalità del Corpo cui esso appartiene; sull’improcedibilità del ricorso introduttivo per sopravvenuto difetto di interesse a seguito dell’adozione di un nuovo provvedimento che assuma il valore di conferma in senso proprio; sull’ampia discrezionalità del potere di cui all’art. 9 della legge n. 1168 del 1961 di sospensione cautelare dal servizio del militare, ove lo stesso sia sottoposto a procedimento penale per un’imputazione dalla quale possa derivare la perdita del grado; sulla non necessità della comunicazione di avvio del procedimento per la sospensione dal servizio del militare dell’Arma in ragione della finalità strettamente cautelare ed urgente che caratterizza la sospensione medesima;

 

Tar Umbria, 7 giugno 2013, n. 332, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 7 giugno 2013, n. 333, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 7 giugno 2013, n. 334, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 7 giugno 2013, n. 335, dichiara la cessazione della materia del contendere in giudizio per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 7 giugno 2013, n. 336, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 7 giugno 2013, n. 337, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 giugno 2013, n. 338, sull’effettiva portata dell’art. 51, 1° comma Cost. e del principio della c.d. “parità democratica”, in occasione della formazione di organi politici collegiali; sul coordinamento di tale norma con l’art. 6, comma 3, del  D.Lgs. 19 agosto 2000, n. 267 (T.U.E.L.) come modificato dalla L. 23 novembre 2012, n. 251; sulla legittimità delle disposizioni (art. 8, 1° comma e 30, 2° comma) dello statuto del Comune di Assisi in materia di pari opportunità, le quali non si pongono in contrasto con le collegate norme di rango superiore; sulla legittimità del provvedimento sindacale di nomina della Giunta Comunale, poiché aderente ad un precedente giudicato e poiché adeguatamente corredato da attività istruttoria e motivazione;

 

Tar Umbria, 20 giugno 2013, n. 339, sugli effetti della cessione del ramo d’azienda in caso di attività soggette ad autorizzazione e sul carattere “parafiduciario” della autorizzazione amministrativa che non ne permette la libera voltura a terzi, se non previa idonea comunicazione all’autorità amministrativa; sulla conseguente necessità, in caso di cessione del ramo d’azienda, di un apposito provvedimento amministrativo affinché il titolo sia utilizzabile dal nuovo proprietario, in ragione del fatto che l’autorizzazione amministrativa è sempre ad personam e la p.a. ha il potere-dovere di accertare la sussistenza dei presupposti perché la stessa sia trasferita ad un soggetto diverso, non essendo l’effetto pubblicistico ricollegabile automaticamente al contratto privatistico; sulla consequenziale imputazione degli effetti dell’attività economica autorizzata in capo al cedente in mancanza della voltura della autorizzazione amministrativa a favore del cessionario; sulla competenza del Ministero dello sviluppo economico, ai sensi dell’art. 19, d.lgs. n. 22 febbraio 2007, n. 22, in attuazione della Direttiva2004/22/CE, a stabilire i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici sugli strumenti di misura dopo la loro immissione in servizio e sulla conseguente carenza di potere della Agenzia delle dogane in ordine alla revoca dell’autorizzazione ad esercitare l’attività di taratura, ritaratura e verifiche dei contatori elettrici:

 

Tar Umbria, 20 giugno 2013, n. 340, sugli elementi che l’Amministrazione finanziaria è tenuta a valutare ai fini dell’istituzione di una nuova rivendita di tabacchi;

 

Tar Umbria, 20.06.2013, n. 341, (ordinanza) dispone incombenti istruttori.

 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 322, 327, 330, 339 e 340

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 31 maggio 2013 clicca qui

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e 31 luglio 2013 luglio clicca qui

per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 clicca qui

 

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