Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2017 (dalla n. 435 alla n. 496)

 83) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

Tar Umbria, 7 giugno 2017, n. 440, sul rilascio del decreto a guardia giurata che, ai sensi del combinato disposto dell’art. 133 T.U.L.P.S., dell’art. 249 del R.D. n. 635/1940 e dell’art. 6, comma 2, del Decreto del Ministero dell’Interno n. 269/2010, è subordinato all’esistenza ovvero all’instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza (nel caso di specie non comprovato);

Tar Umbria, 7 giugno 2017, n. 441, dichiara la propria incompetenza a favore di quella del Tar del Lazio, avendo il ricorrente impugnato il bando di concorso nazionale di cui al D.M. n. 95 del 2016, nella parte in cui non prevede espressamente l’inserimento del diploma accademico di II livello in discipline strumentali – violino alla voce “altri titoli valutabili” nel modello di domanda di partecipazione, previsione questa valida su tutto il territorio nazionale ed avente efficacia non limitata al territorio della Regione Umbria;

Tar Umbria, 13 giungo 2017, n. 452, sull’interesse autonomo ad impugnare il solo e distinto atto consequenziale di escussione della cauzione provvisoria che ricorrere in capo alle imprese escluse da una gara d’appalto; sul contrasto giurisprudenziale sorto con riferimento alla fattispecie dell’incameramento della cauzione in caso di esclusione dalla gara di un concorrente sorteggiato per la verifica dei requisiti economici e tecnici autocertificati in sede di gara (poi risolto dall’Adunanza Plenaria); sull’incameramento della cauzione provvisoria previsto dall’art. 48 del Codice dei Contratti pubblica che costituisce una conseguenza automatica del provvedimento di esclusione, come tale non suscettibile di alcuna valutazione discrezionale con riguardo ai singoli casi concreti; sulla perentorietà del termine di 10 giorni per presentare la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico–organizzativa di cui all’art. 48, d.lgs. n. 163/2006; sulla natura vincolata del provvedimento di incameramento della cauzione che rende inutile l’apporto partecipativo, con conseguente incapacità invalidante del denunziato vizio di violazione dell’art. 7 L. 241/90, ai sensi del principio di “strumentalità delle forme” di cui all’art. 21-octies comma secondo primo allinea della L. n. 241/1990;

Tar Umbria, 16 giugno 2017, n. 456, sulla suddivisione in lotti delle procedure di gara che può essere disposta soltanto nei casi in cui essa risulti maggiormente conveniente dal punto di vista economico rispetto all’affidamento unitario, ovvero vi siano ragioni che ne giustifichino tale divisione quantomeno dal punto di vista logistico e funzionale;

Tar Umbria, 16 giugno 2017, n. 457, sulle giustificazioni rese dall’offerente nell’ambito del giudizio di anomalia della propria offerta che, sensi dell’art. 97 del d.lgs. n. 50/2016, devono riguardare elementi che concernono l’offerta stessa, tra cui: l’economia del processo di fabbricazione dei prodotti, dei servizi prestati o del metodo di costruzione; le soluzioni tecniche prescelte o le condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone l’offerente per fornire i prodotti, per prestare i servizi o per eseguire i lavori; infine, l’originalità dei lavori, delle forniture o dei servizi proposti (motiva in fatto sulla correttezza del giudizio di anomalia effettuato dall’Ente);

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 458, sulla qualità di controinteressati in caso di impugnazione di una graduatoria, che si ravvede in tutti i soggetti che dall’accoglimento del ricorso, in relazione alle censure dedotte, vedrebbero alterata la loro collocazione in graduatoria, assumendo una collocazione deteriore, con la conseguenza che se risulta dedotta una censura attinente alla regolarità della procedura concorsuale nel suo complesso, vanno evocati tutti i soggetti collocati in graduatoria e anche quelli dichiarati idonei non vincitori, che precedano il ricorrente; sulla motivazione dell’atto amministrativo che può ritenersi sufficiente se questa risulta espressa “per relationem” ad atti di cui il ricorrente era certamente in possesso per esserne stato il destinatario, non essendo neppure necessario che l’atto amministrativo sia unito al documento o che il suo contenuto sia riportato nel corpo motivazionale, essendo sufficiente che esso possa essere acquisito con i mezzi previsti dalla Legge; sul servizio prestato dal ricorrente quale carabiniere ausiliario che, ai fini della partecipazione ad un concorso, è nella sostanza del tutto assimilabile, secondo una necessaria interpretazione costituzionalmente orientata (art. 3 Cost.), al servizio di ferma breve di cui all’art. 1104, comma 1 del d.lgs. n. 66/2010 (posto che anche l’Arma dei Carabinieri ai sensi dell’art. 155 del d.lgs. 266/2010 appartiene alle Forze Armate);

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 459, sull’assegnazione di un punteggio alfanumerico che ormai è divenuta in materia concorsuale regola di diritto vivente, ove siano sufficientemente predeterminati a monte i criteri; sulla legittimità, ai sensi dell’art. 12 comma 1, D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487, per i concorsi finalizzati all’accesso al pubblico impiego, della fissazione dei criteri dopo le prove concorsuali prima della correzione degli elaborati, atteso che essa consente il rispetto del principio di imparzialità e della par condicio dei candidati, cui è finalizzata la norma succitata;

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 462, sull’avvenuto rilascio del condono registratosi in analoghi casi di abusi non condonabili, e quindi in via di principio suscettibili di annullamento giurisdizionale o amministrativo, che non può di per sé legittimare la pretesa a identico trattamento;

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 463, motiva in fatto sulla sussistenza delle condizioni legittimanti l’intervenuto esercizio del potere di annullamento in autotutela di un’ordinanza di demolizione;

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 465, sull’azione “contra silentium” che è inammissibile qualora sia elusiva del termine di decadenza per l’impugnazione del Piano di zonizzazione acustica, dovendo esso essere impugnato nei sessanta giorni decorrenti dalla scadenza del termine di pubblicazione, secondo le comuni norme in tema di impugnazione di atti di contenuto pianificatorio, non essendo previsto alcun obbligo di comunicazione personale nei confronti dei proprietari delle aree interessate; sull’obbligo di provvedere rilevante ai fini dell’esercizio dell’azione di cui all’art. 31, D.lgs. n. 104 del 2010, laddove l’interessato abbia omesso di impugnare atti amministrativi lesivi nell’ordinario termine di decadenza previsto dall’ordinamento;

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 466, sul vizio di incompetenza che, ai sensi dell’art. 34 comma 2, c.p.a., ha carattere assorbente rispetto alle residue censure, dato che in tutte le situazioni di incompetenza e di carenza di proposta o di parere obbligatorio si versa nella situazione in cui il potere amministrativo non è stato ancora esercitato, sicché il giudice, anche ai sensi succitato articolo, non può fare altro che rilevare il relativo vizio e assorbire tutte le altre censure, non potendo ritenersi vincolato dalla prospettazione del ricorrente e dalla eventuale graduazione dei motivi da quest’ultimo effettuata; sulle competenze del Segretario comunale che, ai sensi dell’art. 97, comma 4 lett. d), d.lgs. n. 267/2000, anche se chiamato a sovrintendere allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e coordinarne la relativa attività, non può di norma espletare compiti normalmente rimessi alla struttura burocratica in senso proprio dell’ente locale, sostituendosi ai dirigenti, salve eventuali ipotesi eccezionali di assenza, nei ruoli dell’ente locale, di dirigenti o di altri funzionari in grado di espletarne i compiti; sulla capacità invalidante del vizio di incompetenza anche alla luce comma secondo primo allinea dell’art. 21-octies L. n. 241/1990 e ss.mm.ii. (dà atto del contrasto giurisprudenziale formatosi secondo cui, da un alto il vizio di incompetenza relativa non può portare all’annullamento dell’atto, ove l’amministrazione non potrebbe, in prosieguo, che riadottare un provvedimento analogo a quello impugnato (cfr. Tar Campania, Salerno, Sez. II, 21/5/2013, n.1132), dall’altro, invece, qualora venga accertata l’incompetenza relativa dell’organo adottante, il provvedimento deve essere necessariamente annullato, non potendo trovare applicazione la disposizione che ne preclude l’annullamento laddove sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato Tar Lombardia, Milano, Sez. IV, 6/4/2012, n.1035);

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 470 sulle ragioni per disporre un rinvio della discussione, alla luce del principio dispositivo che deve essere contemperato con il principio di ragionevole durata del processo di rilevanza costituzionale (artt. 111 e 117 comma 1 in relazione all’art. 6 CEDU) dovendosi evitare dilazioni ingiustificate dei tempi processuali; sull’impugnativa del provvedimento di acquisizione gratuita, non preceduta dalla tempestiva impugnazione dell’ordinanza di demolizione relativa ad opere abusive che non comporta la possibilità di denuncia di eventuali vizi di tale atto presupposto in sede di gravame avverso l’atto applicativo che lo richiami; sui presupposti per la  configurabilità dell’affidamento del privato al mantenimento di un manufatto abusivo; sulla potenziale interferenza dell’ordine di demolizione di un manufatto abusivo con il diritto di abitazione di cui all’art. 8 CEDU anche alla luce degli orientamenti della Corte di Strasburgo; sulla non disapplicabilità per contrasto con la CEDU della norma processuale interna impositiva di un termine decadenziale per l’azione di annullamento di provvedimenti illegittimi, quali il diniego di condono edilizio e il consequenziale ordine di demolizione, termine peraltro già positivamente vagliato dalla stessa Corte di Giustizia U.E. quanto alle posizioni sostanziali di interesse legittimo tutelate dallo stesso diritto comunitario (anche se non riferibile al caso deciso, dà atto della rimessione all’Adunanza Plenaria del seguente questione “…se l’ordinanza di demolizione di immobile abusivo (nella specie, trasferito mortis causa) debba essere congruamente motivato sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata quando il provvedimento sanzionatorio intervenga a una distanza temporale straordinariamente lunga dalla commissione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi del provvedimento sanzionatorio”);

Tar Umbria, 20 giugno 2017, n. 471, sull’inammissibilità del ricorso cumulativo proposto contro l’aggiudicazione di due o più lotti di una stessa gara, nel caso in cui, al di fuori della parziale connessione soggettiva: a) la gara è unica, ma suddivisa in lotti del tutto indipendenti ed aggiudicabili separatamente; b) le censure proposte sono dirette ad avversare l’attività del medesimo ente appaltante, ma in relazione a diverse imprese concorrenti; c) i motivi introdotti sono del tutto eterogenei, risentendo della specificità della posizione delle singole imprese meglio classificate, ciò costituendo fattore ostativo al cumulo, atteso che l’analogia dei motivi di impugnativa integra da sempre la condizione per la proposizione del ricorso cumulativo ed anche per la riunione di distinti ricorsi;

T.A.R. Umbria, 20 giugno 2017, n. 472, sulla natura vincolata dell’atto di revoca in adempimento di sentenza del Giudice amministrativo; sull’effetto tipicamente ripristinatorio di dette sentenze; sulla necessità che, in ipotesi di sentenza che abbia disposto il subentro di una impresa nel contratto di appalto in essere, l’Amministrazione verifichi in capo ad essa la permanenza dei requisiti di partecipazione alla gara;

T.A.R. Umbria, 20 giugno 2017, n. 473, motiva in fatto circa il contenuto di un bando di gara;

T.A.R. Umbria, 20 giugno 2017, n. 474, sulla sufficienza del mero richiamo alle giustificazioni prodotte dall’impresa partecipante ad integrare la motivazione del giudizio di congruità dell’offerta in sede di verifica dell’anomalia dell’offerta stessa;

T.A.R. Umbria, 22 giugno 2017, n. 475, sulla compatibilità del vincolo di inedificabilità assoluta con la realizzazione di opere non consistenti in superficie utile coperta e, pertanto, non rientranti nel novero delle nuove costruzioni (nella fattispecie una tettoia); sull’inammissibilità dell’impugnazione della S.C.I.A. ai sensi dell’art. 19, comma 6-ter, L. n. 241/1990;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 481, sulla sussistenza della giurisdizione dell’A.G.O. in ordine ai provvedimenti inerenti l’abilitazione alla professione di psicologo;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 486, sul sopravvenuto difetto di interesse in ordine all’impugnativa di ordinanza di demolizione per difformità a permesso di costruire nell’ipotesi in cui, nelle more del giudizio, sia stato rilasciato titolo abilitativo in variante a detto permesso;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 487, sulla legittimazione del tecnico incaricato a depositare autonomamente presso il Comune varianti al permesso di costruire;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 488, sulla irrilevanza della mancata indicazione del protocollo in uscita del provvedimento amministrativo; sulla sufficienza della notifica ad anche uno solo dei coniugi conviventi ad assicurare la piena conoscenza di entrambi; sulla necessità di applicare, in relazione ad ordinanza di demolizione per difformità al permesso di costruire, la disciplina vigente al momento del rilascio del titolo;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 489, sulla natura provvedimentale e non sanzionatoria della revoca della patente di guida ai sensi dell’art. 120 del codice della strada; sulla rilevanza extrapenale della sentenza ai sensi dell’art. 444 c.p.p.; sulla natura vincolata del provvedimento di revoca della patente in ipotesi di condanna per determinati reati; sull’inapplicabilità degli strumenti di partecipazione al procedimento d’iniziativa d’ufficio; sulla compatibilità della revoca della patente di guida in esito a determinate condanne penali con il diritto al lavoro di cui all’art. 4 Cost.;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 490, sulla natura non sanzionatoria bensì preventivo-cautelare, del provvedimento di revisione della patente di guida ai sensi dell’art. 128 del codice della strada, che non è legato all’accertamento giudiziale della condotta del destinatario ma è ampiamente discrezionale; sui presupposti della revisione che può essere disposta anche per episodi diversi dai sinistri stradali, purché essi dimostrino, secondo un procedimento deduttivo privo di vizi logici, ragionevoli dubbi sulla persistenza della idoneità psico-fisica alla guida, non essendo sufficiente il mero sospetto o labili indizi di pericolosità;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 491, sulla natura di norma imperativa dell’art. 43 T.U.L.P.S., che impedisce il rilascio del porto d’armi in presenza di determinate condanne penali, senza alcun margine di discrezionalità da parte dell’Amministrazione ed a prescindere dal lasso di tempo intercorso dalla commissione del reato e dall’intervenuta riabilitazione; sull’irrilevanza del difetto di competenza territoriale dell’Amministrazione procedente nel caso in cui il provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato;

T.A.R. Umbria, 27 giugno 2017, n. 492, sulla necessità che lo scomputo dal contributo di costruzione del costo relativo alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sia preceduto dall’espressa accettazione dell’Amministrazione, anche in ordine alle modalità di realizzazione di dette opere da parte del richiedente il permesso di costruire;

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di giugno 2017 sono: dalla n. 435 alla n. 439; dalla n. 442 alla n. 451, dalla n. 453 alla n. 455, n. 476 alla n. 478, n. 480, n. 483, n. 496;

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 460, n. 461, n. 466, n. 469; un’ordinanza di correzione dell’errore materiale (n. 479), un’ordinanza dichiarativa dell’interruzione del giudizio (n. 494), una sentenza dichiarativa della rinunzia al ricorso (n. 495) e cinque decreti di liquidazione del compenso (n. 467, n. 468, n. 484, n. 485, n. 493).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numero 452, 466, 470471475

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 maggio e il 31 maggio 2017

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per l'elenco delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 agosto 2017

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

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