sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 luglio 2014 (dalla numero 370 alla numero 426)

49) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena BrigantiFabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli, Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 370, sulla necessità che la comunicazione della stipula del contratto ex art. 79, comma 5, lett. b-ter, del decreto legislativo n. 163 del 2006 sia fatta anche al precedente affidatario del servizio oggetto del contratto e sulle conseguenze che ne derivano in tema di decorrenza del termine di impugnazione ex art. 120 C.P.A.; sull’interesse del precedente affidatario a far valere l’illegittimità dell’assegnazione del servizio ricorrendo all’estensione di analogo contratto in precedenza concluso dalla Amministrazione con altro operatore; sul nuovo ordinamento sanitario regionale dell’Umbria definito dalla legge r. n. 18 del 2012 e sulla riconducibilità delle fusioni da esso previste all’ordinario fenomeno della fusione per incorporazione tra enti pubblici; sulla impossibilità che tale nuovo ordinamento si configuri quale evento eccezionale che in forza dell’art. 311 del D.P.R. n. 207 del 2010, cui rinvia l’art. 114 del Decreto legislativo n. 163 del 2010, permette l’affidamento del servizio senza espletamento di una gara al precedente assuntore alle condizioni da questi già negoziate;

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 371,  sulla competenza del TAR territoriale e non del TAR Lazio in materia di provvedimenti adottati da un organo centrale dell’Amministrazione statale nei casi in cui gli effetti diretti si esplichino in luogo compreso nella circoscrizione di detto TAR; sulla non applicabilità dell’art. 17 del T.U. espropriazioni, riguardante l’obbligo di comunicazione al proprietario della data in cui è divenuto efficace l’atto che ha approvato il progetto definitivo, ai procedimenti relativi alle infrastrutture strategiche in considerazione della prevalenza per queste del sistema di pubblicità legale; sulle conseguenze che ne derivano in tema di decorrenza del termine per l’impugnazione dei relativi atti; sulla non applicabilità dei procedimenti di VIA ai progetti riguardanti le c.d. “piattaforme logistiche” approvati precedentemente all’entrata in vigore del Codice dell’ambiente; sulla competenza del soggetto aggiudicatore e non del CIPE ad adottare la variante al piano di esproprio allorché si tratti di variante non rilevante sotto il profilo localizzativo che non comporti sostanziali modifiche rispetto al progetto approvato;

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 372,  sulla giurisdizione dell’A.G.O. in materia di provvedimenti di revoca, decadenza, risoluzione assunti nella fase del rapporto tra P.A. e assegnatari di lotti di terreno facenti parte di un PIP;

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 373,  sul regime della prescrizione in materia di sanzioni pecuniarie relative a violazioni della disciplina in materia paesaggistica;

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 374, (sentenza breve), sull'annullamento dell’aggiudicazione della procedura negoziata ex art. 122, co. 7, D.Lgs. 163/2006, con le modalità ex art. 57, co. 6, D.Lgs. 163/2006, da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso secondo quanto previsto dall’art. 82, D.Lgs. n. 163/2006, indetta dal Comune per l’affidamento dei lavori di “esternalizzazione triennale per manutenzione del verde, dei bordi stradali, banchine, marciapiedi ed aiuole comunali”, per violazione dell’art. 39, D.Lgs. n. 163/2006 e delle previsioni della lex specialis, poiché la lettera d’invito prevedeva il possesso di attestazione SOA per la categoria prevalente OS24 – non posseduta dall’aggiudicataria - non scorporabile e non subappaltabile. Sulla possibilità della partecipante di avvalersi “in toto” dell’analogo requisito di altro operatore economico tramite l’avvalimento, “… solo in mancanza d’indicazioni espressamente riportate dal bando, avendo l'art. 49, D.Lgs. n. 163/2006, in virtù della sua acclarata portata precettiva imperativa, un’efficacia integrativa automatica delle previsioni del bando di gara, anche laddove non vi sia un espresso richiamo” (Cons. St., sez. V, 27 marzo 2013, n. 1772), mediando, in tal modo, la tendenza ad ammettere in maniera ampia la possibilità di avvalimento dell'attestazione SOA di altre imprese, soprattutto nelle gare di modesta entità ove l’utile d’impresa è ristretto e, pur in conformità ai presupposti di carattere economico, finanziario e tecnico, vi sarebbe l’effettiva realizzazione del servizio con i mezzi appartenenti ad un soggetto diverso dal formale aggiudicatario la cui corretta remunerazione si riflette sull’utile d’impresa che, specie nelle gare da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso, può condizionare significativamente il buon esito dell’esecuzione;

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 375, (ordinanza), dispone in via istruttoria che l’Amministrazione intimata depositi documentazione;

 

Tar Umbria, 8 luglio 2014, n. 376, (ordinanza), dispone in via istruttoria che l’Amministrazione intimata fornisca chiarimenti;

 

Tar Umbria, 9 luglio 2014, n. 377, sui presupposti della revoca della licenza di porto di fucile per uso di caccia e sulla sufficienza a tal fine che non sia verificato e riscontrato abuso dell’arma in questione, bastando che il soggetto, in base ad una discrezionale valutazione, non susciti un obiettivo affidamento di non abusarne anche mediante un impiego adeguatamente prudente;

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 378, sull’annullamento dell’affidamento da parte del Comune alla A.S.D. X per l’attività sportiva di pallavolo, per la durata di dieci anni, dell’impianto sportivo di quartiere all’esito di una procedura selettiva, per violazione della lex specialis. In particolare: non è stata accolta la tesi secondo cui, in violazione della lettera di invito, non sarebbe stata valutata la “storicità” dell’associazione sportiva ricorrente, in quanto, secondo il TAR, tale elemento non ha valenza prioritaria riferendosi, piuttosto, all’esperienza gestionale; vi è invece, secondo il TAR, violazione della lex specialis ed errore da parte delle Commissione nel calcolo dei punteggi attribuiti alla ricorrente, per mancata considerazione del numero di istruttori/allenatori della ricorrente e, con riguardo al criterio del “radicamento sul territorio” della ex terza circoscrizione, del numero dei tesserati atleti residenti, ed ancora nella valutazione della frequenza della pulizia dell’impianto e della manutenzione ordinaria, nonché della partecipazione a campionati di divisione; resta invece precluso al giudice amministrativo entrare nel merito della valutazione compiuta dalla Commissione sulla maggiore utilità dell’impianto fotovoltaico proposto dall’aggiudicataria rispetto a quello solare termico offerto dalla ricorrente;

 

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 379,  sulla necessità che la realizzazione di talune opere anche se modeste, ma non precarie e comunque  idonee a dar luogo alla trasformazione del territorio,  sia preceduta dal rilascio di permesso di costruire; sulla individuazione del regime della attività edilizia nel territorio del Comune di Norcia in epoca antecedente alla legge 1150 del 1942 e alla “legge ponte”; sull’onere della prova che incombe in capo all’interessato in ordine all’epoca di realizzazione di un manufatto del quale sia contestata l’abusività; sulla rilevanza che in taluni particolari casi può assumere il notevole lasso di tempo (accertato anche in via indiziaria) dalla realizzazione delle opere al fine di determinare in capo al privato il consolidarsi di una posizione di affidamento al mantenimento dell’opera abusivamente realizzata;  sulla necessità che in tal caso il comune ai fini della demolizione provveda a contemperare l’interesse pubblico alla repressione dell’abuso con l’affidamento del privato conseguente alla lunga inerzia serbata;

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 380,  sul criterio di riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di contributi e sovvenzioni pubbliche; sulla giurisdizione del G.O. in ordine alla domanda con cui l’interessato, successivamente alla ammissione della propria domanda e la formulazione della graduatoria dei progetti finanziabili, ne chieda la concreta erogazione, inserendosi  la controversia nella fase c.d. statica di assegnazione del contributo;

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 381, sulla non configurabilità di una presupposizione logico - giuridica tra la concessione contributiva ai fini della ricostruzione post sisma di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 5180 del 1998 e rilascio del titolo abilitativo edilizio per le opere oggetto di contributo e sulle relative conseguenze; sulla inidoneità del mero avvio dell’istruttoria di una istanza di permesso di costruire, ovvero del conseguimento del parere della Commissione edilizia o della Soprintendenza, ad interrompere o sospendere il termine di efficacia decennale di un piano attuativo; sulla inapplicabilità della proroga di tre anni prevista dall’art. 30, comma 3-bis, della legge 9 agosto 2013, n. 98 di conversione del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. “decreto del fare”) ai piani attuativi già scaduti, richiedendosi (conformemente ai principi generali) che il provvedimento da prorogare sia ad “efficacia durevole”;

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 382, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 383, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 384, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 385, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 386, dichiara cessata la materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 387, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 388, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 389, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 390, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 391, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 10 luglio 2014, n. 392, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 393, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 394, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 395, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 396, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 397, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 398, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 11 luglio 2014, n. 399, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 22 luglio 2014, n. 400, sui criteri di motivazione del diniego di dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare e sulla insufficienza a tal fine della mera reticenza nel rispondere alle domande degli agenti accertatori da parte della coniuge del richiedente la dichiarazione;

 

Tar Umbria, 22 luglio 2014 n. 401, sull’impossibilità di aggiudicare un appalto ad un’impresa che aveva offerto un prodotto non esattamente conforme alle prescrizioni di gara, ma più conveniente sotto il profilo economico (e tale da assicurare le stesse prestazioni del prodotto previsto dal bando); sull’impossibilità di aggiudicare un appalto sulla base del criterio dell’economicità se non quando nessuna delle offerte di appalesi perfettamente conforme a quella richiesta dai documenti di gara;

 

Tar Umbria, 22 luglio 2014 n. 402, sul difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo laddove si eserciti un’azione possessoria nei confronti della P.A. fondata su meri comportamenti non riconducibili, neanche in via mediata, all’esercizio di un pubblico potere;

 

Tar Umbria, 23 luglio 2014 n. 403, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 23 luglio 2014, n. 404, sulla modifica della destinazione d’uso da attività agrituristica a residenziale (senza opere edilizie) che è consentita solo se disposta in conformità con la destinazione di zona prevista dallo strumento urbanistico; sull’incompatibilità della destinazione d’uso residenziale con la zona omogenea “VrV  - attività ricreative e sportive di godimento del verde” individuata dalle N.T.A. al  P.R.G. parte operativa del Comune di Corciano; sulla corretta interpretazione dall’art. 33, L.R.U. 18 febbraio 2004, n. 1 (come modificato dalla L.R.U. 16 settembre 2011, n. 8) secondo cui la segnalazione di inizio attività, anche per la modifica della destinazione d’uso senza opere edilizie, assolve alla funzione di consentire (al solo decorrere del tempo e senz’altro provvedimento) l’esercizio di attività consentite dallo Strumento urbanistico e non di superarne i contenuti e le finalità; sulla possibilità di mutamento di destinazione d’uso nel caso di edifici non ancora realizzati; sull’inapplicabilità alle aree caratterizzate da edifici di nuova costruzione (o in fase di realizzazione) del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, in quanto introdotto per il recupero di aree urbane degradate, tessuti edilizi disorganici o incompiuti;

 

Tar Umbria, 23 luglio 2014, n. 405, sulla giurisdizione o meno del G.A. relativamente all’interpretazione di clausole inserite nelle convenzioni di lottizzazione; sull’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento in caso di provvedimento vincolato quale quello emesso nell’esercizio del potere repressivo dell’abuso;

 

Tar Umbria, 23 luglio 2014, n. 406 (sentenza non definitiva), sulla possibilità o meno che un’attività solo parzialmente ricettiva (nel caso di specie bed and breakfast) perché accessoria alla residenza integri il requisito di “impianti produttivi di beni e servizi” previsto dell’art. 1 del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447 per l’affidamento all’unica struttura del Comune (S.U.A.P.) dell’intero procedimento concernente la realizzazione, ampliamento, cessazione riattivazione, localizzazione e rilocalizzazione di impianti produttivi ivi incluso il rilascio delle concessioni o autorizzazioni edilizie; sulla corretta interpretazione della normativa in materia di Sportello Unico delle Attività Produttive anche alla luce degli artt. 23 e ss. del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 e sulla applicabilità della relativa disciplina alle trasformazioni urbanistiche esclusivamente produttive; sull’applicabilità dell’art. 295 C.p.C. al processo amministrativo ai sensi del rinvio operato dall’art. 79, comma 1, D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (respinge il primo motivo di gravame e sospende il giudizio sul secondo);

 

Tar Umbria, 23 luglio 2014, n. 407, sul carattere non provvedimentale della delibera con la quale la Regione ha invitato un Ente Locale a convocare tutti i Comuni facenti parte di uno stesso Ambito Territoriale per l’individuazione della Stazione appaltante e sulla conseguente insussistenza di legittimazione passiva in capo alla stessa; sull’insussistenza della legittimazione attiva ad agire nei confronti di una Società a partecipazione comunale di gestione del servizio di distribuzione del gas, la quale non rientra tra i soggetti individuati dall’art. 46-bis, comma 2 del D.L. 1 ottobre 2007, n. 159; sull’interesse a gestire autonomamente il servizio di distribuzione del gas che (indirettamente) costituisce per il Comune ricorrente il bene della vita presupposto per la sussistenza dell’interesse ad agire; sul numero minimo di Comuni (almeno i due terzi del totale) che devono essere presenti ai sensi dell’art. 4, comma 3, L. 9 agosto 2013, n. 98, affinché possa essere designata la Stazione Appaltante per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas in un Ambito Territoriale in cui non sia presente il capoluogo di provincia; sulla legittimità costituzionale dall’art. 4, ultimo inciso, D.Lgs. 1 giugno 2011, n. 93 nella parte in cui prevede che l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale sia effettuato unicamente per ambiti territoriali di cui all’art. 46-bis, comma 2 del D.L. n. 159/2007 cit.; sull’impossibilità che gli enti locali, possano esercitare la potestà regolamentare in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” poiché in contrasto con l’art. 118 Cost.; sull’attività di indirizzo, vigilanza, programmazione e controllo sulle attività di distribuzioni del gas attribuita dall’art. 14, D.Lgs. 23 maggio 2000 agli Enti Locali, che trova limite nell’esclusività della competenza statale qualora il servizio, ancorché su base locale, impinga la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni garantite dall’art. 117, comma 2, lett. m, Cost., pregiudicando la concorrenza;

 

Tar Umbria, 23 luglio 2004, n. 408, sul difetto di legittimazione passiva del Ministero dell’Interno nei ricorsi avverso l’atto di proclamazione degli eletti relativo alle elezioni comunali; sul contrasto tra il verbale depositato presso l’Ufficio Elettorale Centrale e quello delle operazioni dell’Ufficio Elettorale della Sezione; sulla prevalenza del verbale attestante le operazioni elettorali nella Sezione rispetto a quello depositato presso l’Ufficio Centrale a condizione che i dati siano corrispondenti a quelli riportati nelle tebelle di scrutinio; sulla qualificazione come mere irregolarità delle erronee indicazioni contenute nel verbale di Sezione;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 409, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 410, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 411, sull’impossibilità di accogliere la domanda, avanzata in sede di ottemperanza, per il pagamento del danno da ritardo giudiziario laddove il ricorrente risulti inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento di importo superiore ad € 10.000,00, ex art. 48 bis, comma 1, DPR 602/1073, atteso che il potere-dovere dell’Amministrazione di non procedere al pagamento limita l’obbligo di conformazione derivante dall’ordine del Giudice;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 412, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 413, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 414, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 415, sulla configurabilità del diritto di accesso alle informazioni ambientali, ex art. 3 del D. Lgs. 195/2005, laddove dalla documentazione acquisita in giudizio emerga comunque l’esistenza del documento non osteso dall’Amministrazione;

 

Tar Umbria, 24 luglio 2014, n. 416, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 417, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 418, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 419, sull’istanza del ricorrente di annullamento di un’ordinanza di ingiunzione di demolizione e ripristino, con la quale il Comune aveva ordinato di rimuovere le opere ritenute abusive, consistenti in un ampliamento di un garage su area di pertinenza condominiale: non è stata accolta dal TAR la tesi del ricorrente secondo cui egli era completamente estraneo alla realizzazione dell’abuso attese anche le numerose assicurazioni ricevute dal proprio dante causa in merito alla conformità urbanistico - edilizia, risultando carente di riscontri l’asserita realizzazione dell’opera nel 1956 o comunque nel periodo antecedente l’entrata in vigore della legge n. 765/1967, non avendo allegato il ricorrente alcun riferimento documentale; in secondo luogo, a differenza della sanzione amministrativa che per finalità di prevenzione generale e speciale è indirizzata a punire il responsabile della violazione di un precetto, a prescindere dalla sussistenza di un danno, la misura ripristinatoria edilizia ha ad oggetto la “res” allo scopo di ripristinare l’equilibrio di carattere urbanistico alterato dalla violazione. Ciò comporta l’inapplicabilità dei principi di cui alla legge generale sul potere sanzionatorio amministrativo (L.n. 689/81) ivi compreso il principio di personalità;

 

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 420, sul criterio di riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di contributi e sovvenzioni pubbliche; sulla giurisdizione del G.O. in ordine alla revoca dell’ammissione al beneficio laddove, successivamente alla ammissione della propria domanda e la formulazione della graduatoria dei progetti finanziabili, l’Amministrazione contesti il mancato adempimento degli obblighi assunti con la domanda stessa;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 421, sulla portata dell’art. 102 del R.D. n. 1265 del 1934 che consente l’esercizio cumulativo di professioni ed arti sanitarie, fatta eccezione l’esercizio della farmacia; sulla necessità di riferire tale divieto di cumulo alla persona fisica e sulla conseguente possibilità che l’arte sanitaria di tecnico audioprotesista possa essere esercitata all’interno dei locali di una farmacia (e più in generale presso strutture in cui si svolgono differenti attività sanitarie e commerciali sanitarie) da parte di tecnico audioprotesista non farmacista; sulla necessità - alla stregua dei principi costituzionali, e degli altri generali che da questi discendono, nonché alla luce dell’art. 1 della legge 24 marzo 2012, n. 27, e dell’art. 34 della legge 22 dicembre 2011, n. 214 - che le disposizioni che impongono divieti, restrizioni, oneri o condizioni all’accesso e all’esercizio delle attività economiche siano interpretate in senso tassativo, restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale; sull’obbligo che, conseguentemente, incombe sull’Amministrazione, anche regionale, di compiere un bilanciamento tra esigenze di liberalizzazione e di tutela della concorrenza ed esigenze di tutela di valori quali la salute, l’ambiente e i beni culturali, potendo in ipotesi concludere per l’introduzione di vincoli e divieti laddove nessun’altra misura meno restrittiva o invasiva della libertà di iniziativa economica privata consenta di tutelare efficacemente gli anzidetti valori; sulla illegittimità - alla luce di tali principi - dei requisiti strutturali imposti dalla Regione Umbria con le deliberazioni della Giunta n. 630 e n. 1285 del 2013 per l’idoneità delle sedi in cui poter svolgere l’attività di prova e vendita di apparecchi acustici stante, se non l’illogicità, quanto meno la sproporzionatezza rispetto alle finalità di pubblico interesse che si intendono perseguire;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 422, sul criterio di riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di contributi e sovvenzioni pubbliche; sulla giurisdizione del G.O. in ordine alla revoca dell’ammissione al beneficio laddove, successivamente alla ammissione della propria domanda e la formulazione della graduatoria dei progetti finanziabili, l’Amministrazione contesti il mancato adempimento degli obblighi assunti con la domanda stessa;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 423, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 424, sulla legittimità dello stralcio del progetto di variante urbanistica, equivalente nella sostanza ad un diniego di approvazione, motivato con la circostanza che è controversa la proprietà dell’area sulla quale doveva essere eseguito l’intervento che si chiedeva di “delocalizzare” con la proposta di variante;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 425, (ordinanza), dispone in via istruttoria che l’Amministrazione intimata fornisca chiarimenti;

 

Tar Umbria, 25 luglio 2014, n. 426, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 370, 371, 379, 380, 381, 401, 404, 406, 407, 408, 411 e 421 .

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2014

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 agosto e il 31 agosto 2014

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 - 2014

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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