Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 luglio 2015 (dalla n. 305 alla n. 340) e tra il 1 agosto e il 31 agosto 2015 (dalla n. 341 alla n. 355)


61 e 62) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 14 luglio 2015 n. 312 (ordinanza collegiale): dispone correzione errore materiale;

 

Tar Umbria, 14 luglio 2015 n. 317, sui presupposti dell’interesse diretto, concreto ed attuale, nonché del collegamento con una situazione giuridica tutelata, ai fini della legittimazione all’esercizio dell’accesso ai documenti amministrativi; sulla sufficienza, ai fini della titolarità del diritto d’accesso, di un interesse giuridicamente protetto e sulla non necessità di un interesse funzionalmente connesso ad un’immediata tutela in via giudiziale;

 

Tar Umbria, 14 luglio 2015, n. 318, sulla natura della variante urbanistica quale atto amministrativo generale e sulla non configurabilità di posizioni di controinteresse nelle ipotesi di impugnazione dello strumento urbanistico; sulla discrezionalità dell'Amministrazione nel compimento delle scelte urbanistiche in sede di variante al PRG e sui conseguenti limiti in ordine alla sindacabilità di tali scelte; sulla violazione delle norme partecipative nel procedimento di approvazione del progetto definitivo di opera pubblica; sulla discrezionalità dell'Amministrazione nella scelta di ricorrere alla finanza di progetto e sulla sindacabilità di tale scelta sotto il solo profilo della palese illogicità;

 

Tar Umbria, 14 luglio 2015, n. 321, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse in conseguenza dell'ottemperanza da parte della ricorrente all'ordinanza contingibile ed urgente impugnata; sulla soccombenza virtuale al fine della regolamentazione delle spese processuali;

 

Tar Umbria, 15 luglio 2015, n. 322, sulla natura obbligatoria e vincolante del parere reso dal Comitato di Verifica per le cause di servizio; sulla individuazione del momento discriminante in relazione al quale va verificata la costanza del rapporto nelle controversie per il riconoscimento della causa di servizio (il testo del provvedimento è parzialmente oscurato ai sensi dell'art. 22 del decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali);

 

Tar Umbria, 15 luglio 2015, n. 327, sulla legittimità del provvedimento con cui è stata rigettata l’istanza di emersione di lavoro irregolare ex art. 5, D.lgs. n. 109/2012 presentata in favore della ricorrente, cittadina cinese, dal datore di lavoro, il quale in un secondo momento aveva rinunciato alla richiesta di emersione per effettuato licenziamento, poiché la sussistenza del rapporto di lavoro irregolare costituisce il presupposto di fatto del procedimento, volto all’emersione e alla regolarizzazione di tale rapporto caratterizzato dalla centralità del ruolo del datore, a cui unicamente spetta l’avvio del procedimento;  sul c.d. principio probatorio dispositivo con metodo acquisitivo in base al quale la ricorrente avrebbe dovuto allegare qualsiasi elemento o argomento di prova idoneo a dimostrare la sussistenza del rapporto di lavoro oggetto dell’istanza di emersione, anche al fine di fornire prova di quanto richiesto dal D.M. 29 agosto 2012 di attuazione dell’art. 5 del D.Lgs. n. 109/2012, in base al quale il rapporto di lavoro dell’extra comunitario, del quale si chiede l'emersione, deve sussistere a far data dal 9 maggio 2012 fino al momento di presentazione della domanda;

 

Tar Umbria, 15 luglio 2015, n. 329, sull’azione risarcitoria dei danni patrimoniali e non patrimoniali nei confronti del Comune; sulla perenzione del ricorso in quanto depositato senza che sia mai stata presentata istanza di fissazione di udienza nel termine biennale previsto dagli artt. 23 e 25, Legge n. 1034/1971; sull'opposizione alla perenzione per l'assunto che il mancato deposito dell’istanza di fissazione dell’udienza non era derivato da inerzia della parte ma dalla speranza di ottenere un riconoscimento stragiudiziale del danno subito; sulla precedenza che ha, secondo precetti di logica processuale e di economia dei giudizi, lo stabilire l’ammissibilità dell’azione che conseguirebbe all’accoglimento dell’opposizione alla perenzione, sotto il profilo dell’assenza di preclusioni in rito, rispetto alla disamina nel merito della domanda; sull'inammissibilità della domanda risarcitoria poiché non passibile di decisione nel merito dato che proposta dopo il termine di centoventi giorni dal passaggio in giudicato della sentenza di annullamento, in guisa dell’art. 30, comma 5, C.P.A., nel frattempo entrato in vigore;

 

Tar Umbria, 21 luglio 2015, n. 339, sulla legittimità del provvedimento di revoca della procedura di gara e dell’aggiudicazione definitiva in favore del ricorrente per l’affidamento di lavori ex art. 21-quinquies, comma 1, L. 7.8.1990 n. 241 (nella versione antecedente le modifiche introdotte dal D.L. n. 133/2014) che consente la revoca anche per “rinnovata valutazione dell’interesse originario” ed è norma pienamente applicabile al caso di specie, atteso il rinvio operato dall’art. 11, comma 9 del Codice dei contratti; sull’ammissibilità del c.d. ius poenitendi previsto dall’art. 21-quinquies, Legge n. 241/1990, come novellato dalla L. n. 15/2005, in base al quale l’istituto della revoca è stato dilatato sino a consentire alla P.A. di ritirare i provvedimenti ad efficacia durevole sulla base di sopravvenuti motivi di interessi pubblici ovvero di mutamenti della situazione di fatto, o di rivedere il proprio operato in corso di svolgimento e di modificarlo, perché evidentemente ritenuto affetto da inopportunità, in virtù di una rinnovata diversa valutazione dell’interesse pubblico originario; sull’infondatezza della domanda di accertamento della responsabilità risarcitoria a titolo precontrattuale ex artt. 1337 e 1338 Cod. Civ., poiché non è individuabile l’elemento essenziale della colpa; sulla fondatezza della domanda di condanna dell’Amministrazione alla corresponsione dell’indennizzo di cui all’art. 21-quinquies, comma 1-bis, Legge n. 241/1990, in base al quale l’indennizzo spettante al soggetto direttamente pregiudicato dalla revoca di provvedimento incidente su rapporti negoziali non va corrisposto come risarcimento del danno per responsabilità contrattuale, precontrattuale o extracontrattuale (ove la colpa del danneggiante è comunque essenziale), ma va, invece, circoscritto al solo danno emergente, incluse le spese di partecipazione alla procedura per lesione della pretesa a non essere coinvolto in trattative inutili;

 

Tar Umbria, 29 luglio 2015, n. 340, sull’inammissibilità del ricorso avente ad oggetto unicamente la richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge regionale di disciplina del sistema elettorale regionale, stante l’identità tra il petitum del giudizio principale ed il petitum dell’ipotetico giudizio incidentale di costituzionalità, in violazione del divieto di ricorso diretto alla Corte Costituzionale.

 

Tar Umbria, 4 agosto 2015, n. 349, sull’inammissibilità del giudizio di ottemperanza rispetto al decreto di liquidazione delle competenze legali a seguito di ammissione al gratuito patrocinio, in quanto il predetto decreto non può essere assimilato alle sentenze passate in giudicato ed ai provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario ai sensi dell’art. 112, comma 2, lett. c) e d) C.p.a.. 

 

 si segnala che le sentenze e ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nei mesi di luglio ed agosto sono: n. 305, n. 306, n. 307, n. 308, n. 309,  n. 310, n. 311, n. 313, n. 314, n. 315, n. 316, n. 319, n. 320, n. 323, n. 324, n. 325, n. 326, n. 330, n. 331, n. 332, n. 333, n. 334, n. 335, n. 336, n. 337, n. 338, n. 341, n. 342, n. 343, n. 345, n. 346, n. 351, n. 352, n. 353, n. 354 e n. 355.

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 328, n. 344, n. 348 e n. 350.

 

si segnala, infine, che nel mese di agosto è stata emanato il seguente decreto di liquidazione del compenso: decreto collegiale n. 347.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2015

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2015

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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