Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 agosto 2017 (dalla n. 497 alla n. 555)

 84) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

Tar Umbria, 5 luglio 2017, n. 497, motiva in fatto sull’abusività di alcuni manufatti per cui il ricorrente non è riuscito a fornire la prova della realizzazione anteriormente alla entrata in vigore della Legge n. 765/1967;

Tar Umbria, 5 luglio 2017, n. 498, sul provvedimento di revoca della patente disposta per il venir meno in capo alla ricorrente dei requisiti morali ex art. 120 del D.Lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada) per il possesso del titolo di abilitazione alla guida, che non si configura quale sanzione accessoria rispetto ad illeciti amministrativi o penali connessi a violazioni del Codice, con conseguente assoggettamento del provvedimento in questione al canone del tempus regit actum, non ponendosi quindi un problema di irrettroattività delle sanzioni amministrative; sulla sentenza di patteggiamento che, in quanto sentenza di applicazione della pena, rientra nel novero delle sentenze di condanna di cui all’art. 120, comma 2 del Codice;

Tar Umbria, 5 luglio 2017, n. 501, sull’inesistenza dell’offerta presentata con modalità completamente in contrasto con le indicazioni provenienti dal bando poiché non pervenuta per carenza degli specifici requisiti di identificazione richiesti dalla piattaforma telematica per la quale la Stazione appaltante non deve adottare un provvedimento di esclusione, essendo l’offerta presentata in realtà priva dell’ identificazione o autorizzazione informatica di cui al Codice dell’amministrazione digitale (D.lgs. 82/2005) e, quindi, una “non offerta”; sulla legittimazione ad agire che, nel caso di ricorsi in materia di procedure di gara, deve essere correlata ad una situazione differenziata, in modo certo, per effetto della partecipazione alla stessa procedura oggetto di contestazione; sulle deroghe a tale principio generale che si hanno quando: a) la legittimazione del soggetto che contrasta, in radice, la scelta della stazione appaltante di indire la procedura; b) la legittimazione dell’operatore economico “di settore”, che intende contestare un “affidamento diretto” o senza gara; c) la legittimazione dell’operatore che manifesta l’intenzione di impugnare una clausola del bando “escludente”, in relazione alla illegittima previsione di determinati requisiti di qualificazione; sull’improcedibilità del ricorso avverso il bando di gara nel caso di mancata contestazione del provvedimento di aggiudicazione in ragione del carattere inoppugnabile di quest’ultimo, non ravvisandosi nell’annullamento del bando alcuna efficacia caducante rispetto all’aggiudicazione;

Tar Umbria, 5 luglio 2017, n. 502, sull’inammissibilità dell’azione di ottemperanza inerente una sentenza di condanna del Tribunale civile pronunciata - come nel caso affrontato - “inter alios”, ovvero non nei confronti del Fondo di Rotazione per la Solidarietà alle Vittime dei Reati di Tipo Mafioso (Legge n. 512/1999), per evidente difetto di legittimazione passiva, a nulla rilevando il diritto di surroga attribuito al Fondo stesso (art. 4 comma 6, Legge cit.);

Tar Umbria, 5 luglio 2017, n. 503, sulla domanda di accesso, che deve essere finalizzata alla tutela di uno specifico interesse giuridico di cui il richiedente è portatore e non può essere uno strumento di controllo generalizzato dell’operato della P.A., ovvero del Gestore di pubblico servizio nei cui confronti l’accesso viene esercitato;

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 523, sul ricorso avverso un’ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco, in qualità di Ufficiale del Governo, che va notificato solo a costui presso la sede comunale, essendo i provvedimenti emessi dal Sindaco quale ufficiale di governo imputabili al Comune, di cui il lo stesso è organo (diversamente il ricorso va notificato anche all’Amministrazione statale, presso il domicilio legale, ove, oltre all’annullamento del provvedimento, sia richiesto il risarcimento dei danni); sulla sanabilità del vizio di notifica, ai sensi dell’art. 164, comma 3 c.p.c., applicabile anche al Processo Amministrativo in virtù del rinvio esterno di cui all’art. 39 c.p.a.; sull’illegittimità della determinazione del dirigente comunale nella parte in cui pretende di paralizzare la produzione di energia di cui ad un impianto di cogenerazione alimentato a biomasse con potenza inferiore a 50 Kw, mediante la sospensione dell’agibilità dell’immobile, non emergendo elementi ostativi né sotto il profilo igienico - sanitario né sotto quello pur connesso urbanistico – edilizio; sulla forma dell’atto amministrativo che, soprattutto se avente contenuto provvedimentale, deve essere redatto in forma scritta (salvi i casi - da ritenere di stretta interpretazione - in cui questa può essere libera), non fosse altro perché essa rende possibile, sia da parte dell'interessato che da parte del giudice, il sindacato sulla legittimità dello stesso; sui presupposti del potere di emanazione di ordinanze contingibili ed urgenti che sono da rinvenire, da un lato nella necessità, intesa come situazione di fatto, che rende indispensabile derogare agli ordinari mezzi offerti dalla legislazione, tenuto conto delle presumibili serie probabilità di pericolo nei confronti dello specifico interesse pubblico da salvaguardare e, dall'altro, nell’urgenza, consistente nella materiale impossibilità di differire l’intervento ad altra data, in relazione alla ragionevole previsione di danno a breve distanza di tempo; sulla non impugnabilità dei pareri che, per regola generale sono privi di immediata lesività che è unicamente imputabile al provvedimento conclusivo;

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 524, Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 524, sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine alla pretesa risarcitoria a titolo di responsabilità precontrattuale della P.A., trattandosi di controversia in materia di affidamento di pubblici lavori riservata in via esclusiva alla cognizione del G.A. ex art. 133, comma 1, lett. e1) c.p.a.; sul project financing come definito dall’art. 153 del D.lgs. 163/2006, che consiste nella promozione di un’opera pubblica da realizzarsi mediante concessione di costruzione e gestione, ad iniziativa pubblica o privata; sull’infondatezza della domanda risarcitoria a titolo di responsabilità precontrattuale per comportamento illecito della P.A. sfociato nella revoca in autotutela della procedura di project financing, allorquando il promotore sia stato reso edotto dell’aleatorietà dell’intervento; sul concetto di sopravvenienza di fatti o interessi pubblici legittimanti la revoca del provvedimento ex art. 21-quinquies della L. n. 241/1990; sulla mancata previsione dell’indennizzo nel provvedimento di revoca; sulla legittimità della clausola contenuta nel bando di gara con la quale l’Amministrazione ha imposto al promotore una preventiva rinuncia abdicativa della pretesa patrimoniale;

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 525, sui poteri dell’ente Provinciale che, nell’ambito dei propri poteri di polizia lacuale, non può adottare misure ripristinatorie riguardanti un manufatto edificato in virtù di valido titolo abilitativo edilizio, poiché anche a voler riconoscere in astratto il concorrente potere della Provincia, ai sensi dell’art. 54 del codice della navigazione, con quello comunale di cui all’art. 35 del T.U., risultano carenti in concreto i presupposti per l’esercizio di tal potere ripristinatorio, ovvero la presenza di opere abusive su area demaniale;

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 527, sulle controversie relative ad un’iscrizione anagrafica che appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, non esercitando nella materia de qua l’amministrazione comunale alcun potere discrezionale; l’iscrizione e la cancellazione anagrafica si configurano infatti come atti dovuti in presenza dei presupposti stabiliti dalla legge, in relazione ai quali spetta all'Amministrazione un mero potere di accertamento: tali controversie conseguentemente concernono situazioni di diritto soggettivo e non di interesse legittimo;

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 528, sulla licenza di porto d’armi che non può essere rilasciata e, deve essere revocata a chi è stato condannato per i reati previsti come preclusivi dall'art. 43, comma 1, T.U.L.P.S., senza che possa aver alcun rilievo la conseguita riabilitazione (contra: T.A.R. Toscana, sez. II, 17 giugno 2016, n. 1003; T.A.R. Sicilia Catania, sez. IV, 9 giugno 2016, n. 1557);

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 531 sull’inammissibilità di un ricorso avverso il silenzio rifiuto serbato dall’Amministrazione, atteso che, anche se con le modifiche introdotte all’art. 2 Legge n. 241/90 ad opera della Legge n. 190/2012 “anticorruzione”, il Legislatore ha voluto generalizzare l’obbligo di provvedere anche in presenza di istanze manifestamente infondate, è necessario comunque accertare l’esistenza un interesse attuale ad una mera pronuncia dichiarativa dell’obbligo di provvedere; sulla revisione periodica delle piante organiche delle sedi farmaceutiche e sulla prerogativa dei farmacisti interessati a sollecitare la rideterminazione periodica delle stesse;

Tar Umbria, 20 luglio 2017, n. 534, sui motivi aggiunti che possono essere validamente proposti sulla scorta del mandato conferito al difensore per il ricorso originario, allorché con essi si impugnino atti che fanno parte di uno stesso procedimento e ciò in quanto la procura conferita dagli interessati deve ritenersi comprensiva di tutti i poteri processuali necessari a rimuovere le illegittimità che hanno determinato la lesione per la quale è stata richiesta la tutela giurisdizionale, sicché in simili casi non è necessaria una nuova procura ad litem rispetto a quella rilasciata per la proposizione del ricorso originario (motiva in fatto sull’infondatezza del ricorso proposto avverso l’aggiudicazione della gara indetta per una la fornitura di medicazioni emostatiche in cellulosa);

Tar Umbria, 8 agosto 2017, n. 544, sulla sussistenza della giurisdizione del G.A. sulle controversie in materia di impugnazione di atti prodromici a quelli aventi ad oggetto il conferimento di incarichi di posizione organizzativa, anche ove siano impugnati i conseguenti atti applicativi; sull’ammissibilità del ricorso non notificato ad almeno uno dei controinteressati ove gli stessi si siano spontaneamente costituiti in giudizio quali intervenienti ad opponendum; sull’illegittimità della clausola dell’avviso che riservi la partecipazione alla selezione ai dipendenti della Giunta regionale, precludendo l’accesso al conferimento di posizione organizzativa al dipendente del Consiglio regionale;

Tar Umbria, 9 agosto 2017, n. 545, sulla legititmità dell’esclusione dalla gara per collegamento sostanziale quando da una serie di elementi univoci risulti che le offerte presentate siano riconducibili ad un unico centro di interesse, che causi o possa causare la vanificazione dei principi di par condicio, segretezza delle offerte e trasparenza della competizione;

Tar Umbria, 9 agosto 2017, n. 547, sull’insussistenza di un rapporto di pregiudizialità tecnico giuridica tra ricorso giurisdizionale e ricorso straordinario promossi avverso il medesimo provvedimento da diversi ricorrenti; sull’inammissibilità, per difetto di interesse, del ricorso volto a censurare l’atto presupposto direttamente lesivo non ritualmente impugnato; sulla decorrenza del termine per l’impugnazione dell’atto generale immediatamente lesivo dalla scadenza del termine della sua pubblicazione;

Tar Umbria, 9 agosto 2017, n. 548, sull’insussistenza di un rapporto di pregiudizialità tecnico giuridica tra ricorso giurisdizionale e ricorso straordinario promossi avverso il medesimo provvedimento da diversi ricorrenti; sull’inammissibilità, per difetto di interesse, del ricorso volto a censurare l’atto presupposto direttamente lesivo non ritualmente impugnato; sulla decorrenza del termine per l’impugnazione dell’atto generale immediatamente lesivo dalla scadenza del termine della sua pubblicazione; sulla insussistenza dell’obbligo di comunicazione ai soggetti operatori di telefonia dei provvedimenti generali concernenti il settore, in quanto ancorché generalmente noti non espressamente contemplati dal provvedimento; sull’insussistenza del potere del giudice di rilevare d’ufficio la nullità dell’atto amministrativo in favore della parte ricorrente, essendo la stessa investita di un preciso onere di impugnazione nel termine decadenziale previsto dall’art. 31 c.p.a.;

Tar Umbria, 9 agosto 2017, n. 549, sulla decorrenza del termine di 90 giorni per la conclusione del procedimento disciplinare previsto dall’art. 3 del D.P.R. n. 3 del 1957 dalla scadenza del termine di 180 giorni dalla comunicazione della sentenza penale di condanna per l’avvio del procedimento stesso; sull’attitudine degli atti interni, dai quali possa in maniera non equivoca desumersi la volontà dell'Amministrazione di portare a conclusione il procedimento, ad interrompere il termine suddetto; sull’immutabilità dell’accertamento dei fatti contenuto nella sentenza penale avente ad oggetto i medesimi fatti oggetto di procedimento disciplinare; sull’incompatibilità dello spaccio di stupefacenti all’interno del carcere con i doveri assunti dall’appartenente alla polizia penitenziaria; sulla sussistenza di un'ampia sfera di discrezionalità amministrativa nell'apprezzamento della gravità dei fatti e nella graduazione della sanzione disciplinare, nel limite della ragionevolezza e proporzionalità rispetto alla rilevanza dell'illecito ascritto; sulla legittimità della retrodatazione della cessazione del rapporto al momento dell’adozione della sospensione cautelare dal servizio;

Tar Umbria, 23 agosto 2017, n. 552, sull’inammissibilità del ricorso volto a censurare l’atto presupposto autonomamente lesivo non ritualmente impugnato; sull’inefficacia della S.C.I.A. in sanatoria carente dei presupposti di legge ed in particolare dell’accertamento di compatibilità paesaggistica, con conseguente inapplicabilità dell’art. 21-nonies della L. n. 241/1990; sulla competenza della Regione, in virtù della L.R. n. 17/2015, nelle funzioni in materia di autorizzazioni ambientali precedentemente assegnate alla Provincia;

Tar Umbria, 30 agosto 2017, n. 553, sull’improcedibilità del ricorso avverso gli atti di adozione del PRG in seguito all’impugnativa degli atti di approvazione dello stesso; sulla legittimità della valutazione generale delle aree ai fini della pianificazione e sulla non necessità di un’indagine individuale su ogni singola area al fine di giustificarne la sua specifica idoneità a soddisfare esigenze pubbliche;

Tar Umbria, 30 agosto 2017, n. 554, sull’improcedibilità del ricorso avverso gli atti di adozione del PRG in seguito all’impugnativa degli atti di approvazione dello stesso; sulla natura non invalidante dei vizi concernenti le garanzie partecipative ove il provvedimento conclusivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato;

Tar Umbria, 30 agosto 2017, n. 554, sulla sufficienza, ai fini della sospensione cautelare dal servizio, della mera notizia di reato, non essendo necessario il rinvio a giudizio ovvero l’adozione di misura restrittiva della libertà personale; sulla natura non invalidante dei vizi concernenti le garanzie partecipative ove, per la particolare gravità dei fatti contestati, si sia in presenza delle condizioni previste dall’art. 91 del D.P.R. n. 3/1957.

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di luglio e agosto 2017 sono: dalla n. 504 alla n. 519; n. 532 e n. 533; dalla n. 535 alla n. 543; n. 546; n. 550.

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 499, n. 500, n. 526, n. 529.

si segnala che sono stati emanate anche i seguenti ulteriori provvedimenti: tre decreti di liquidazione del compenso (n. 520, n. 521, n. 522, n. 551), sentenza per ottemperanza su sentenza Trib. Civile, Sez. Lavoro (n. 530).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numero 544, 548552

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2017

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2017

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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