Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 agosto 2016 (dalla n. 541 alla n. 578)

 73) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

 

Tar Umbria, 13 luglio 2016, n. 541, sulla decorrenza del termine decadenziale abbreviato per l’impugnazione del provvedimento di aggiudicazione definitiva di una gara d’appalto; sull’onere di immediata impugnazione del bando o del disciplinare di gara solo in caso di clausole c.d. “escludenti”; sulla deducibilità del vizio di illegittima composizione della commissione unitamente al provvedimento di approvazione della graduatoria definitiva; sulla sussistenza del c.d. “interesse strumentale" alla caducazione dell’intera gara ed alla sua riedizione solo qualora sussistano, in concreto, ragionevoli possibilità di ottenere l’utilità richiesta; sulle corrette modalità di predeterminazione dei criteri di valutazione ed attribuzione dei punteggi da parte della commissione di gara;

 

Tar Umbria, 13 luglio 2016, n. 544 (sentenza breve), sulla pianta organica relativa alle sedi farmaceutiche attualmente vigente sul territorio comunale di Foligno; sulla vigenza della deliberazione del Consiglio Regionale n. 234 del 23 settembre 2002, integrata dalla Delibera Consiliare n. 28 del 24 aprile 2012, in luogo della delibera di Giunta Comunale n. 291 del 9 luglio 2008;

 

Tar Umbria, 19 luglio 2016, n. 546, sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione di un manufatto in lamiera sito in zona agricola e privo di titolo abilitativo edilizio realizzato in epoca anteriore alla Legge 6 agosto 1967, n. 765 (c.d. “Legge ponte”); sull’esclusione di una posizione qualificata e differenziata alla conservazione dell’ordine di demolizione in capo al vicino e all’autore del relativo esposto; sull’onere del privato di dimostrare l’epoca di realizzazione dell’opera edilizia ai fini dell’ottenimento del condono o dell’esenzione della necessità di un titolo edilizio; sulla non sufficienza ai fini probatori dell’attestazione resa con dichiarazione sostitutiva di atto notorio e sulla necessità di riscontri documentali, eventualmente anche indiziari, altamente probanti;

 

Tar Umbria, 19 luglio 2016, n. 548, sulla legittimità del provvedimento di rimpatrio con foglio di via obbligatorio, motivato dalla sussistenza di denunce per reati di furto; sulla natura del foglio di via obbligatorio quale misura di polizia di carattere preventivo e non repressivo; sulla non necessità del preliminare accertamento del reato e sulla sufficienza di un giudizio prognostico di pericolosità del destinatario, caratterizzato da ampia discrezionalità, sindacabile in quanto tale soltanto per macroscopico travisamento dei fatti, nonché per palese irragionevolezza ed illogicità;

 

Tar Umbria, 19 luglio 2016, n. 549, sulla sufficienza, ai fini dell’adozione di una misura interdittiva prefettizia antimafia, di un concreto pericolo di ingerenza o di infiltrazione nell'attività imprenditoriale da parte della criminalità organizzata; sui limiti del sindacato giurisdizionale di legittimità “ab extrinseco”, che deve esercitarsi nei riguardi dell'insufficienza della motivazione, dell'omessa o incompleta istruttoria e dell'illogicità manifesta;

 

Tar Umbria, 27 luglio 2016, n. 555, sulla sussistenza della giurisdizione del G.A., ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. b), c.p.a., nelle controversie in materia di revoca dei contributi pubblici per inadempimento del destinatario; sulla non applicabilità al relativo procedimento della normativa in materia di partecipazione del destinatario dettata dalla l. n. 241 del 1990, in quanto, nonostante qualificato come revoca dall’Amministrazione, il provvedimento integra in realtà una decadenza, ossia un atto di autotutela di natura non autoritativa, bensì privatistica; sulla natura vincolata e priva di discrezionalità del potere di revoca dei contributi pubblici per inadempimento del destinatario; sulla sufficienza del rinvio motivazionale per relationem agli accertamenti compiuti dall’Agenzia delle Entrate;

 

Tar Umbria, 27 luglio 2016, n. 556, sulla natura ampiamente discrezionale del potere della stazione appaltante di valutare la gravità ed incidenza sulla professionalità dei concorrenti delle condanne penali dagli stessi riportate ai fini dell’esclusione dalla procedura di gara; sulla necessità che la verifica dell'incidenza dei reati commessi dal legale rappresentante dell'impresa sulla moralità professionale della stessa sia condotta dalla P.A. attraverso la disamina in concreto delle caratteristiche dell'appalto, del tipo di condanna, della natura e delle concrete modalità di commissione del reato, dell’elemento psicologico, di cui occorre dare contezza nella motivazione; sui limiti del sindacato giurisdizionale su detta valutazione, che deve esercitarsi unicamente sulla sufficienza e non illogicità della motivazione; sulla necessità che la gravità del reato sia valutata non già in relazione alla considerazione penalistica del fatto ma all’interesse dell’Amministrazione al corretto adempimento delle obbligazioni oggetto del contratto; sull’irrilevanza, ai fini della corretta interpretazione ed applicazione dell’art. 38 del d.lgs. n. 163 del 2006 della pena edittale, della natura contravvenzionale del reato, della forma del decreto penale in luogo della sentenza;

 

Tar Umbria, 27 luglio 2016, n. 562, sulla giurisdizione del G.A. con riguardo all’impugnativa dei d.u.r.c. negativi emessi nei confronti delle imprese mandanti di r.t.i., quale accertamento incidentale ex art. 8 C.P.A. sui rapporti comunque pregiudiziali per l’esame di legittimità del provvedimento di esclusione principaliter impugnato; sull’individuazione del TAR competente per territorio in caso di ricorso avverso gli atti di procedura ad evidenza pubblica che deve aversi riguardo al luogo di produzione degli effetti diretti cui è preordinato l’atto finale della procedura, ossia all’ambito territoriale di esplicazione dell’attività dell’impresa aggiudicataria conseguente all’emanazione dell’atto di aggiudicazione ed alla stipula contrattuale e, dunque, al luogo di esecuzione dei lavori, indipendentemente dalla sede della stazione appaltante, dal luogo di svolgimento delle operazioni di gara o dalla sede dei partecipanti alla gara; sull’annosa questione relativa al rapporto tra l’art. 38 del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, secondo cui i requisiti c.d. morali (tra cui la regolarità contributiva) debbono sussistere a pena di esclusione entro il termine di scadenza della presentazione delle offerte e gli artt. 31, comma 8, del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 e 7 del D.M. 24 ottobre 2007, secondo cui gli Enti previdenziali deputati all’emanazione del d.u.r.c. debbono attivare un procedimento di regolarizzazione (c.d. preavviso di d.u.r.c. negativo) al fine di sanare la posizione prima dell’emissione di un documento di irregolarità (il Collegio ricostruisce il contrastato quadro giurisprudenziale formatosi sul punto, decidendo conformemente ai principi più volte affermati dalle recenti sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nn. 5 e 6 del 29 febbraio 2016 e n. 10 del 25 maggio 2016);

 

Tar Umbria, 27 luglio 2016, n. 563 (sentenza parzialmente oscurata ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196), sulla motivazione del provvedimento amministrativo che ai sensi dell’art. 3, comma 3, L. 7 agosto 1990, n. 241 può risultare anche da altro atto dell’Amministrazione in esso richiamato, purché sia (come nel caso di specie) comunque disponibile insieme con il provvedimento finale che ad esso si richiama; sui i giudizi resi dagli Organi medico-legali sulla dipendenza da causa di servizio della patologia denunciata, il cui sindacato da parte del Giudice Amministrativo, essendo essi connotati da discrezionalità tecnica, deve intendersi limitato ai profili di irragionevolezza, illogicità o travisamento dei fatti;

 

Tar Umbria, 27 luglio 2016, n. 564, sulla rilevanza del presupposto della convivenza con altri soggetti al fine dell’adozione del divieto di detenzione di armi  e munizioni; sulla sufficienza, ai fini della legittimità del divieto, del presupposto della mera eventualità del pericolo di lesione e della sussistenza di precisi elementi oggettivi a conferma di tale pericolo; sulla conformità alle disposizioni C.E.D.U. (in particolare diritto di proprietà) di disposizioni interne che prevedano, da un lato l’uso (e la presupposta proprietà) delle armi al ricorrere di determinati rigorosi presupposti, dall’altro connessi poteri di intervento dell’Autorità statale di pubblica sicurezza diritti a conformare ed a limitare, ove ritenuto necessario, anche in modo radicale, le facoltà riconducibili all’esercizio di siffatto peculiare diritto di proprietà;

 

Tar Umbria, 27 luglio 2016, n. 565, sull’insussistenza dell’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all’adozione del divieto di detenzione di armi e/o munizioni e/o di revoca della licenza di porto d’armi; sulla rilevanza del presupposto della convivenza con altri soggetti al fine dell’adozione del divieto di detenzione di armi  e munizioni; sulla sufficienza, ai fini della legittimità del divieto, del presupposto della mera eventualità del pericolo di lesione e della sussistenza di precisi elementi oggettivi a conferma di tale pericolo;

 

Tar Umbria, 18 agosto 2016, n. 569, sulla necessità che l’ordinanza di demolizione di immobili abusivi descriva con precisione le caratteristiche e l’entità di tali immobili, nonché i profili di contrasto con le norme urbanistiche; sulla necessità che l’ordinanza di demolizione sia notificata ai proprietari risultanti dal catasto; sulla presunzione di corresponsabilità dei proprietari catastali nell’abuso, salvo prova contraria; sull’insensibilità dell’esercizio del potere repressivo in materia di abusivismo al decorso del tempo;

 

Tar Umbria, 18 agosto 2016, n. 570 (sentenza non definitiva), sull’infondatezza dell’eccezione di “ne bis in idem” laddove l’azione successivamente esperita non coincida, nel “petitum”, con quella proposta in precedenza; sui criteri di distinzione tra atto di conferma ed atto meramente confermativo (dispone istruttoria);

 

Tar Umbria, 18 agosto 2016, n. 571, sull’assenza di un obbligo di acquisire il permesso di costruire per modeste recinzioni di fondi rustici senza opere murarie e cioè per la mera recinzione con rete metallica sorretta da paletti di ferro o di legno senza muretto di sostegno, in quanto entro tali limiti la recinzione rientra solo tra le manifestazioni del diritto di proprietà che comprende lo jus excludendi alios; sulla necessità di permesso di costruire nelle ipotesi di realizzazione di un vero e proprio muretto di sostegno in calcestruzzo;

 

Tar Umbria, 18 agosto 2016, n. 572, sull’ambito oggettivo di applicazione di un affidamento di affitto ad uso venatorio di terreni boschivi che esula dal Codice dei contratti pubblici, trattandosi di contratto c.d. attivo disciplinato dalla normativa di Contabilità di Stato di cui al R.D. 23 maggio 1924, n. 827 e 18 novembre 1923, n. 2440; sulla necessità di procedere a pubblici incanti nel caso di contratti dai quali derivi un’entrata per lo Stato ai sensi degli artt. 37 del R.D. 23 maggio 1924, n. 827 e 3 del R.D. 18 novembre 1923 n. 2440, salvo che per particolari ragioni delle quali dovrà farsi menzione nel decreto di approvazione del contratto e limitatamente ai casi da determinare con il regolamento, l’Amministrazione non intenda far ricorso alla licitazione privata, ovvero nei casi di necessità alla trattativa privata; sulla natura di Ente pubblico di un’Azienda pubblica di servizi alla persona derivante dalla trasformazione di una ex IPAB;  sulla natura dei processi verbali di aggiudicazione definitiva in seguito ad incanti o private licitazioni che equivalgono ad ogni effetto legale al contratto (art. 16, comma 4, R.D. 18 novembre 1923, n. 2440) e sulla possibilità per l’Amministrazione di derogare a tale disposizione al momento dell’emanazione del bando; sull’esclusione (nel caso di specie) dell’equiparazione dell’aggiudicazione definitiva al perfezionamento del contratto con conseguente giurisdizione del G.A.; sull’esclusione della controversia dall’ambito della giurisdizione esclusiva non essendo riconducibile, né a procedura di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture (art. 133, comma 1 lett. e), n. 1 C.P.A.), né a concessione di beni pubblici (art. 133, comma 1, lett. c) C.P.A.) in considerazione della non appartenenza dei terreni boschivi in questione al demanio o al patrimonio indisponibile; sulla differenza tra potere di decadenza/revoca sanzionatoria e della revoca ex art. 21-quinques, L. 7 agosto 1990, n. 241;

 

Tar Umbria, 18 agosto 2016, n. 575, sulla natura mista ossia a due componenti (trasporto e sanità) dei servizi di trasporto sanitario di carattere ordinario con la conseguenza che, qualora la soglia rilevante sia superiore a quella comunitaria e prevalga la componente trasporto, le regole in materia di appalti di servizi troveranno applicazione in maniera pressoché integrale, mentre, qualora prevalga la componente sanitaria, le stesse troveranno applicazione in maniera temperata; sull’autonomia decisionale lasciata agli Stati Membri dall’Unione Europea in ordine all’organizzazione del Servizio Sanitario e di quello Previdenziale ed in particolare sul ricorso al contributo delle Associazioni di volontariato onde garantire il pieno ed effettivo svolgimento dei relativi servizi; sulle eccezioni al meccanismo della pubblica gara giustificate dalla Corte di Giustizia UE sulla base di due canoni: il principio di solidarietà e il principio del contenimento dei costi a carico dell’erario; sulla natura di rimborso spese e non di compenso degli importi erogati in favore di Associazioni di volontariato;

 

Tar Umbria, 18 agosto 2016, n. 576, sulla irricevibilità per tardività dell’impugnazione del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari ex art. 58 del D.L. n. 112 del 2008 del Comune, sia perché avendo carattere di atto generale a contenuto programmatorio si considera legalmente conosciuto dalla data di pubblicazione all’albo pretorio con decorrenza della “piena conoscenza” dalla scadenza del termine di pubblicazione, sia perché ai sensi dell’art. 119, comma 1, lett. c) C.P.A. le controversie relative a questo tipo di provvedimenti sono soggette al rito abbreviato con dimidiazione di tutti i termini processuali, eccetto soltanto il termine per la proposizione del gravame, ma compreso quello per il deposito di cui all’art. 45 C.P.A.; sull’inammissibilità del ricorso volto alla declaratoria di nullità del provvedimento del Comune ex art. 828 C.p.C., poiché il Piano comunale di dismissione degli immobili è un atto autoritativo soggetto al regime di validità di cui agli artt. 21-septies e 21-octies della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e ss.mm.ii., caratterizzato dalla eccezionalità e tassatività delle ipotesi di nullità.

 

Tar Umbria, 23 agosto 2016, n. 577, sull’illegittimità delle convenzioni stipulate dall’A.U.S.L. con le Associazioni di volontariato che hanno manifestato la loro disponibilità all’espletamento del servizio di trasporto di prelievi ematochimici in quanto, non essendo prevalentemente sanitario e conseguentemente di solo trasporto, siffatto servizio doveva essere affidato secondo l’art. 58, comma 5, L.R. n. 18 del 2012, sulla base delle procedure concorsuali contenute nel codice dei contratti pubblici; sull’irrilevanza della natura degli affidatari - associazioni di volontariato, istituzioni e organismi a scopo non lucrativo - essendo questo un aspetto che comunque non consente l’applicazione dell’art. 125, comma 11, D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 sull’affidamento diretto dei servizi o forniture inferiori a quarantamila euro, ottenuto dalla suddivisione dell’importo globale del servizio per il numero degli affidatari accreditati; sull’illegittimità dell’operato dell’A.U.S.L. che non ha proceduto ad individuare un solo vincitore della gara avente ad oggetto l’intero servizio, poiché tale omissione, oltre ad essere prevista come obbligatoria dall’art. 2, del R.R. n. 3/2015 in assonanza all’art. 58, comma 4, L.R. n. 18/2012, nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, efficienza, non sovracompensazione delle spese effettivamente sostenute, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e rotazione, non è altresì giustificata dalla riduzione dei costi o dalla maggiore integrazione fra attività di rilevanza sociale e associazioni di promozione sociale e sanitaria;

 

Tar Umbria, 29 agosto 2016, n. 578, sull’illegittimità dei provvedimenti del Comune rivolti ad un asilo nido, per violazione della Legge n. 176 del 1991 contenente ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York che tutela espressamente il diritto alla educazione ed alla salute di tutti i fanciulli da zero a diciotto anni, quando l’azione della PA risulta non strettamente improntata a garantire al bambino ricorrente (rappresentato dai genitori esercenti la patria potestà) la frequenza regolare dell’asilo nido, ad assicurare le cure necessarie per godere del miglior benessere e del miglior stato di salute possibile, atteso che l’intervento migliore deve essere non solo appropriato ma anche tempestivo; sull’applicabilità a tutela del fanciullo, oltre alla Convenzione di New York, delle linee guida di cui alle Raccomandazioni ministeriali del 25 novembre 2005 che costituiscono idoneo tertium comparationis per valutare la ragionevolezza e la correttezza dell’operato degli uffici comunali, nonché della Legge delega n. 107 del 2015 (c.d. “buona scuola) che all’art. 1, comma 181, lettera e), garantisce pari opportunità di educazione, istruzione e cura, anche ai fini della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei genitori, a tutti i bambini che vanno dagli zero ai sei anni.

 

*   *   *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nei mesi di luglio ed agosto 2016 sono: n. 542, n. 545, n. 547, n. 553, n. 557, n. 560, n. 561;  

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 543, n. 550, n. 552, n. 554, n. 558, n. 559, n. 566, n. 567, n. 573,

 

infine, sono state emanate anche una sentenza dichiarativa dell’estinzione per rinuncia al ricorso (n. 568) ed un’ordinanza collegiale di liquidazione del compenso al verificatore (n. 574).

 

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 541, 548, 562572  e 575


per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2016

clicca qui

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2016

clicca qui

 

per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015 - 2016

clicca qui

 

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

clicca qui

 

 

 

 

Visualizzazioni: 73

Commento

Devi essere membro di Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria per aggiungere commenti!

Partecipa a Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria

© 2021   Creato da Osservatorio degli A.A.U..   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio