sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 maggio e il 31 maggio 2013 (dalla n. 257 alla n. 321)

 35) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.

Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar - Ufficio pubblicazione, è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro Bovari, Serena Briganti, Maria Di Paolo, Giulia Gambuli,  Azzurra Pellegrini, Marta Polenzani, Alessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 2 maggio 2013, n. 257, sulla portata dell’art. 13, comma 3, della legge  27 luglio 2000 n. 212 e dell’art. 4,  comma 36 e comma  37 della legge 12 novembre 2011 n. 183 in tema di nomina a Garante del Contribuente (la sentenza dichiara inammissibile la questione di l. c. sollevata dal ricorrente riguardando questione non rilevante ai fini della decisione);

 

Tar Umbria, 2 maggio 2013, n. 258, sulla portata dell’art. 13, comma 3, della legge  27 luglio 2000 n. 212 e dell’art. 4,  comma 36 e comma  37 della legge 12 novembre 2011 n. 183 in tema di nomina a Garante del Contribuente; 

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 259, da atto della rinuncia;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 260, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 261, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 262, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 263, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 264, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 265, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 266, sulla sussistenza in re ipsa dell’urgenza di provvedere nei procedimenti volti a vietare la detenzione di armi e munizioni e sulla conseguente inapplicabilità dell’art. 7 L. 7 agosto 1990, n. 241; sul potere discrezionale riconosciuto al Prefetto ed al Questore di vietare la detenzione di armi ed il porto d’armi allorché riguardino soggetti ritenuti capaci di abusarne; sull’obbligo dell’Amministrazione di esternare non solo il presupposto di fatto della potestà esercitata, ma anche le ragioni in forza delle quali si è ritenuto che l’interessato sia capace di abusare di armi e munizioni;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 267, sulla natura vincolante della lex specialis e sulla intangibilità delle relative previsioni; sulla rilevanza o meno nella materia dei concorsi pubblici del principio del tempus regit actum; sull’applicabilità delle norme e dei regolamenti vigenti al momento dell’indizione della procedura anche se non espressamente richiamate dal bando e sulla irrilevanza nei concorsi già banditi delle norme sopravvenute salvo che non sia diversamente stabilito dalle norme stesse; sull’inapplicabilità dell’art. 7 del D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, ai casi di procedura selettiva per progressione verticale;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 268, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 269, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 270, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 271, sulla necessità che, ai fini della concessione del contributo per il restauro ed il risanamento conservativo di edifici a valere sulle risorse del Programma di Sviluppo Rurale - P.S.R. 2007/2013 - Asse 3 - Misura 3.2.2 “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi” della Regione Umbria, il richiedente sia proprietario dell’intero edificio oggetto dell’intervento e non solo di una porzione dello stesso; sulla possibilità o meno di riconoscere in capo al concorrente escluso da una procedura di valutazione comparativa una situazione sostanziale che lo abiliti ad impugnare gli esiti della procedura; sull’inconfigurabilità del danno da ritardo occorso nella conclusione del procedimento amministrativo in caso di accertata legittimità dell’esclusione;

 

Tar Umbria, 3 maggio 2013, n. 272, sulla rilevanza o meno di talune esperienze professionali ai fini della valutazione comparativa per la copertura di un posto da istruttore direttivo contabile-D1; sull’improcedibilità del ricorso incidentale in caso di reiezione dei motivi aggiunti al ricorso principale; sui casi in cui la trattazione del ricorso incidentale deve precedere quella del ricorso principale;

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 273, sul procedimento di verifica dell’anomalia e sulla necessità che in tale sede sia rispettato il principio del contradittorio; sulla portata del divieto di integrazione della motivazione in sede giurisdizionale del provvedimento gravato; sullo scopo della verifica dell’anomalia e sulla necessità che nell’ambito della stessa si tenga conto di tutti gli elementi in gioco, sia quelli a favore sia quelli sfavore dell’attendibilità dell’offerta nel suo insieme; sull’immodificabilità dell’offerta una volta che sia stata presentata e sull’inammissibilità di aggiustamenti in itinere; sul rilievo delle linee guida in tema di trattamenti salariali minimi previsti dalla legge r. n. 3 del 2010 ai fini della formulazione dell’offerta economica; sulle conseguenze che l’illegittimità del provvedimento di esclusione determina sul provvedimento di aggiudicazione definitiva; sull’esclusione del risarcimento per equivalente in caso di annullamento dell’aggiudicazione;

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 274, sulla portata dell’art. 4, comma 5, della legge r. 22 febbraio 2005, n. 11, e sulla individuazione degli obblighi che il PRG - parte operativa può in forza di tale disposizione porre a carico del soggetto attuatore di un intervento di edilizio; sulla necessità di tener distinti tali obblighi da quelli per urbanizzazione primaria e secondaria ex art. 28 legge u. e sulle conseguenze che da tale distinzione discendono;

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 275, sui presupposti del provvedimento di divieto di detenzione delle armi e munizioni e sui criteri di sufficienza della relativa motivazione;

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 276, sulla distinzione tra revocazione “ordinaria” e revocazione “straordinaria”; sui provvedimenti giurisdizionali impugnabili mediante revocazione ai sensi degli artt. 395 e 396 Cod. Proc. Civ.; sul rapporto che nel processo civile intercorre tra revocazione ed appello; sul principio proprio del processo amministrativo per cui ogni doglianza o profilo di illegittimità della sentenza di primo grado deve essere rilevata con il rimedio dell’appello (come confermato dall’art. 106  C.P.A.);

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 277, sulla natura che occorre riconoscere alle controversie inerenti la contestazione degli oneri di urbanizzazione allorché non vengano impugnati atti autoritativi generali presupposti e sulle conseguenze che da tale natura discendono quanto ad individuazione delle azioni che possono essere proposte e ai relativi termini; sulla possibilità o meno di far discendere dall’intervenuto pagamento degli oneri di concessione acquiescienza sulla debenza delle relative somme; sulla possibilità o meno di attribuire all’accatastamento di un immobile rilevanza diversa da quella esclusivamente fiscale; sulla portata dell’art. 33 della legge r. n. 1 del 2004 in tema di mutamento di destinazione d’uso degli immobili e sulla rilevanza sussidiaria degli elementi integrativi da tale disposizione richiamati rispetto alle risultanze degli atti pubblici; sulla portata degli artt. 33, comma 3, e 10, comma 5, della legge r. 21/2004 e dell’art. 9, comma 9, della legge r. n. 13 del 1994, in forza dei quali l’utilizzazione di fabbricati colonici esistenti nell’area agricola da parte di soggetti privi della qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo integra la fattispecie del mutamento di destinazione d’uso oneroso; sulla impossibilità in tale quadro di attribuire autonomo valore e conseguente efficacia alla denuncia di variazione catastale;

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 278, sulla necessità che ai fini del rilascio dell’autorizzazione regionale inerente la realizzazione di una Residenza Protetta ne sia verificata la compatibilità in relazione al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale delle strutture individuate dal Piano Sanitario Regionale; sulla natura vincolata del provvedimento di diniego allorché sia accertato che il fabbisogno stimato in sede di programmazione sia già saturo;

 

Tar Umbria, 9 maggio 2013, n. 279, sulla necessità che il provvedimento di accertamento della compatibilità paesaggistica ex art. 181 del codice del paesaggio sia preceduto da idonea istruttoria (motiva in fatto);

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 280, sulla esistenza o meno in capo al docente universitario del diritto al riconoscimento a fini economici e di carriera del servizio prestato nella qualità di titolare di assegno di ricerca ex art. 51, comma 6, della legge n. 449/1997;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 281, sull’onere che grava in capo al richiedente il condono di provare l’epoca in cui sono state realizzate le opere abusive e sulla possibilità che a tal fine il medesimo si avvalga di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà; sulla necessità che il Comune ove voglia contestare l’onere della prova così assolto fornisca prova contraria del fatto addotto;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 282, sulla portata dell’art. 40, comma 1, del c.p.a., che pone a carico del ricorrente di indicare distintamente le parti e non già di specificarne la posizione nel processo e sulla sufficienza ai fini dell’ammissibilità del ricorso che lo stesso ai sensi dell’art. 41 del codice sia notificato alla parte indicata nell’atto; sulla competenza dei dirigenti comunali in materia di vigilanza e di repressione degli illeciti riguardanti il governo del territorio ex art. 107, lett. g), del T.U.E.L. e sulla distinzione della relativa potestà da quella che compete al sindaco ex art. 50, comma 3, T.U.E.L.; sull’obbligo che incombe in capo al cavatore, e non in capo al proprietario che allo stesso abbia affittato un terreno da adibire a cava, di apprestare le relative cautele e sulle conseguenze che ne discendono quanto ad individuazione del soggetto destinatario dei provvedimenti assunti in caso di mancato apprestamento;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 284, sul termine di impugnazione degli atti amministrativi soggetti a pubblicazione necessaria per i soggetti che non siano espressamenti nominati o immediatamente rintracciabili;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 284, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 285, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 286, sui casi in cui un atto deve essere qualificato come meramente confermativo; sulla ammissibilità del ricorso avverso il rigetto dell’istanza di accesso che pur facendo seguito ad altro rigetto precedente non impugnato sia rispetto a questo diversamente motivato;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 287, sulla portata dell’art. 22 C.P.A. in tema di difesa tecnica;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 288 (decreto), liquida compenso per gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 10 maggio 2013, n. 289 (decreto), liquida compenso per gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 290, sulla illegittimità dell’ordinanza di rimozione dei rifiuti ex art. 14 del decreto legislativo n. 22 del 1997 rivolta al proprietario incolpevole dell’area sulla quale sono stati abbandonati;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 291, sulla giurisdizione del G.A.  in ordine al provvedimento dell’Ispettorato del lavoro che dispone l’astensione obbligatoria dal lavoro di una dipendente; sulla individuazione dei lavori “faticosi, pericolosi e insalubri” per cui vige il divieto di adibire le lavoratrici gestanti e puerpere ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo n. 151 del 2000 e dell’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1026 del 1976 e sulla necessità di ricomprendere tra i medesimi quelli potenzialmente dannosi non solo per l’incolumità fisica ma anche psichica;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 292, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alle controversie riguardanti il ritiro di contributi successivamente alla loro erogazione; sulla interpretazione di talune clausole del bando relativo alla erogazione di contributi previsti dalla misura 1.2.1. nell’ambito del P.S.R. della Regione Umbria 2007/2013; sulla portata del divieto di integrazione postuma della motivazione provvedimentale;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 293, sulla qualificazione delle opere di recinzione come esercizio del diritto di proprietà e non dello jus aedificandi e sulle conseguenze che da tale qualificazione discendono; sulla necessità di ricondurre il regime sanzionatorio previsto dall’art. 37 T.U.E. per l’assenza di d.i.a. nell’ambito dei principi fondamentali in materia concorrente ai sensi dell’art. 2, comma 1, T.U.E. e sulle conseguenze che ne discendono; sulla individuazione della sanzione prevista dagli art. 9, comma 1, e 20. della legge r. n. 1 del 2004 per le opere di recinzione realizzate in assenza di s.c.i.a. o in difformità da essa; sui casi in cui in materia sanzionatoria edilizia il decorso del tempo trascorso dalla commissione dell’abuso determina nell’interessato affidamento meritevole di tutela;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 294, sulla inammissibilità per carenza d’interesse del ricorso avverso l’aggiudicazione di una gara quando dall’esperimento della c.d. “prova di resistenza” (applicabile in materia d’appalto) risulti con certezza che il ricorrente non sarebbe risultato comunque aggiudicatario, neppure in caso di accoglimento del ricorso;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 295, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 296, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 13 maggio 2013, n. 297, sulla inammissibilità dei ricorso proposto lamentando pregiudizi che non siano direttamente riferibili alla persona del ricorrente e a tutela di un interesse indiretto;

 

Tar Umbria, 21 maggio 2013, n. 298, sulla necessità che l’attività estrattiva di cava pur non essendo subordinata al preventivo rilascio di titolo edilizio si svolga comunque nel rispetto della pianificazione urbanistica comunale; sulla individuazione del regime sanzionatorio che deve trovar applicazione allorché l’attività estrattiva realizzata in assenza dell’autorizzazione prevista dalla specifica disciplina di settore sia stata preceduta dal rilascio di un’autorizzazione riguardante  una diversa attività (nella specie una tartufaia);

 

Tar Umbria, 21 maggio 2013, n. 299, dichiara la sopravvenuta carenza d’interesse;

 

Tar Umbria, 21 maggio 2013, n. 300, sulla natura che occorre riconoscere ai provvedimenti di trasferimento dei militari e sulle conseguenze che ne discendono in ordine ai criteri di sufficienza della motivazione;

 

Tar Umbria, 22 maggio 2013, n. 301, sulla portata della “competenza territoriale inderogabile” del Tribunali amministrativi regionali ex art. 13, commi 1, 2, 3 e 4 bis del c.p.a.; sull’ammissione al beneficio dell’errore scusabile allorché l’inosservanza di un termine dipenda da una situazione di obiettiva incertezza determinata da provvedimento giurisdizionale; sulla distinzione che corre - nell’ambito della disciplina vigente in materia di oneri per la sicurezza del lavoro nelle procedure di affidamento degli appalti pubblici - tra oneri volti all’eliminazione da rischi da interferenze ed oneri da “rischio specifico”; sulla possibilità o meno di far discendere dalla omessa quantificazione da parte del concorrente del corrispettivo degli oneri “da rischio specifico” l’esclusione dalla procedura nel caso in cui la indicazione dei medesimi non sia dal bando prevista; sul meccanismo della eterointegrazione dei bandi di gara e sulla portata del medesimo alla luce del principio di certezza del diritto e di tutela dell’affidamento;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 302, sulla nozione di vicinitas che fonda la legittimazione al ricorso riguardante atti amministrativi incidenti sull’ambiente; sulla legittimità o meno di un’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal comune allorchè sia motivata esclusivamente mediante il richiamo al parere favorevole reso dalla competente soprintendenza; sull’onere che incombe in capo alla parte che eccepisce la tardività del ricorso di dimostrare i fatti da cui discende; sulla portata della disposizione contenuta all’art. 66 del P.T.C.P. della Provincia di Terni regolante gli interventi consentiti nelle aree ricadenti all’interno di una zona classificata a medio-alta criticità (MA) idrogeologica;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 303, sui casi in cui va riconosciuta ai comitati spontanei locali la legittimazione al ricorso avverso atti amministrativi incidenti sull’ambiente; sulla sussistenza o meno in capo all’Amministrazione, alla luce degli artt. 7 e 9 della legge n. 241 del 1990, di un obbligo di dare comunicazione individuale dell’avvio del procedimento alle associazione ai comitati esponenziali di interessi diffusi; sulla possibilità o meno - alla luce della disposizione contenuta all’art. 2201 cod. civ. - che sembra ammettere lo svolgimento da parte di un ente pubblico di attività commerciale in via non esclusiva né principale - di riconoscere in capo ad un ente pubblico assistenziale la legittimazione soggettiva a proporre istanze preordinate al rilascio delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione e gestione in proprio di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, e sui limiti che incontra tale attività; sulla natura ampiamente discrezionale che occorre riconoscere alla valutazione mediante la quale l’Amministrazione competente provvede in ordine alla localizzazione di tali impianti sul territorio comunale, comprese le zone classificate agricole, ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo n. 387 del 2003; sulla specialità del regolamento r. n. 7 del 2011 che individua le “aree non idonee” all’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e sulla conseguenze che da essa derivano;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 304, sul riparto di giurisdizione tra G.O. e G. A., in materia di strade vicinali; sulla nozione di strada vicinale di uso pubblico e sugli elementi che la caratterizzano; sulla portata dello jus poenitendi riconosciuto alla P.A. alla luce dell’art. 21 quinques della legge n. 241 del 1990;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 305, sulla portata dell’art. 133, comma 1, lett. g) del c.p.a. che riserva al G.O. la totalità delle controversie inerenti le questioni indennitarie; sui casi (limitati) in cui può estendersi a tali controversie la giurisdizione del G.A.; sulla  indefettibilità del contraddittorio in seno al procedimento ablatorio e sulla necessità che le relative garanzie partecipative siano osservate anche ove l’Amministrazione utilizzi i modelli procedimentali della conferenza di servizi o dell’accordo di programma; sulla possibilità o meno in caso di violazione di tali garanzie di far applicazione della sanatoria prevista dall’art. 21 octies, comma 2, della legge n. 241 del 1990;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 306 (sentenza breve), dichiara il difetto di giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia conseguente all’impugnazione del giudizio medico legale espresso dalla Commissione Medica presso l’Università degli Studi di Firenze nell’ambito della gestione di un rapporto di lavoro con Poste Italiane s.p.a.;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 307 (sentenza breve), dichiara il difetto di giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia conseguente all’impugnazione del giudizio medico legale espresso dalla Commissione Medica presso l’Università degli Studi di Firenze nell’ambito della gestione di un rapporto di lavoro con Poste Italiane s.p.a.;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 308 (sentenza breve), dichiara il difetto di giurisdizione del G.A. in ordine alla controversia conseguente all’impugnazione del giudizio medico legale espresso dalla Commissione Medica presso l’Università degli Studi di Firenze nell’ambito della gestione di un rapporto di lavoro con Poste Italiane s.p.a.;

 

Tar Umbria, 23 maggio 2013, n. 309, sui presupposti del provvedimento di emersione dal lavoro irregolare;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 310 (ordinanza), in un giudizio proposto avverso il silenzio serbato dal Comune sulle diffide con cui il privato aveva chiesto venissero esercitati i poteri di polizia demaniale riguardo una strada pubblica dispone la sospensione del medesimo in attesa della definizione della controversia pendente innanzi all’A.G.O. per l’accertamento del diritto di proprietà dell’area di sedime, evidenziando si tratta di sospensione necessaria ai sensi dell’art. 295 cod. proc. civ., richiamato dall’art. 79 del c.p.a.;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 311 (ordinanza), da atto dell’interruzione del giudizio;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 312, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 313, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 314, dichiara l’irricevibilità del ricorso per tardività della notifica (il ricorrente stava in giudizio personalmente - ex art. 23 c.p.a. - trattandosi di giudizio in materia di accesso);

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 315, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 316, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 317, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 318, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 319, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 320, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 27 maggio 2013, n. 321, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”).

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 257 (e 258), 266, 267, 271, 272, 273, 274, 276, 277, 281, 282, 283, 286, 290, 291, 292, 293,  298, 301, 302, 303, 304, 305

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile e il 30 aprile 2013 clicca qui

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2013 clicca qui

per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 clicca qui

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a. clicca qui

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