Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 marzo 2015 e il 31 marzo 2015 (dalla n. 93 alla n. 151)

57) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria.

 

Si segnala che a partire dal mese di gennaio 2015 le decisioni in materia di c.d. Legge Pinto e quelle di mero rito non verranno sommariate, ma unicamente riportate in calce.

 

Tar Umbria, 9 marzo 2015, n. 93, sulla dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare, rispetto alla quale è necessario che i controlli da parte dell'Autorità, tesi ad accertare la esistenza del rapporto di lavoro, siano rivolti efficacemente a dimostrare la reale presenza del lavoratore presso gli effettivi luoghi di lavoro, mediante idonea attività istruttoria ed investigativa; sull'onere della prova della dimostrazione della presenza del lavoratore  sul territorio nazionale, che grava sul datore di lavoro, il quale deve provvedervi, unitamente alla dichiarazione di emersione dal lavoro, mediante il deposito di idonea documentazione, recante data antecedente al 31.12.2011 e proveniente da organismi pubblici;

 

Tar Umbria, 9 marzo 2015, n. 95, sul principio generale secondo cui le censure inerenti il procedimento di VAS sono ammissibili nei limiti in cui la parte istante specifichi quale concreta lesione alla sua proprietà sia derivata dall’inosservanza delle norme sul procedimento (e cioè non meramente strumentali); sulla non applicabilità di tale principio nell’eventualità in cui si lamenti la totale omissione del procedimento, con conseguente impossibilità di preconizzarne con certezza l’esito; sul conseguente interesse del ricorrente a contestare la mancanza del procedimento di VAS nell’ambito del procedimento di formazione del PRG - Parte strutturale a prescindere, sia dalla prevedibilità o meno che l'esito della valutazione possa risolversi con l’applicazione di misure più stringenti rispetto a quelle dello stesso atto pianificatorio, sia dall’allegazione della lesione che deriverebbe dall’emissione della VAS stessa; sul carattere non provvedimentale, ma endoprocedimentale degli atti con i quali il Comune controdeduce alle osservazioni al PRG; sull’insussistenza dell’obbligo di esperimento della Valutazione Ambientale Strategica relativamente ai  procedimenti di pianificazione con atto di adozione assentito prima del 21 luglio 2004 (data entro la quale doveva essere data attuazione alla direttiva comunitaria n. 2001/42/CE),  sia alla luce della disciplina transitoria di cui all’art. 13 della Direttiva stessa - secondo cui l’obbligo di effettuare la VAS, si applica ai piani  il cui  primo atto preparatorio formale è successivo alla data del 21 luglio 2004 – sia in virtù dell’art. 4 per cui la VAS deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano ed anteriormente alla sua adozione; sulla sussistenza di un orientamento contrario nella giurisprudenza amministrativa, anche del Giudice dell’Appello, da cui il Tribunale motivatamente si discosta; sulla valutazione di incidenza di cui al D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357, che non può essere considerata equipollente alla valutazione ambientale strategica, avendo la prima nel sistema previgente l’entrata in vigore del D.Lgs. 16 gennaio 2008 n. 4 un rilievo settoriale, destinato alla particolare protezione di siti di importanza comunitaria;

 

Tar Umbria, 9 marzo 2015, n. 96, sulla riparametrazione delle offerte tecniche, nell’appalto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevista dall’allegato P del Regolamento attuativo approvato con D.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207, la cui applicazione è doverosa in presenza di rinvio negli atti di gara all'applicazione (incondizionata) dell'art. 83 del Codice contratti pubblici, il quale postula un rinvio allo stesso allegato P del Regolamento attuativo;  sulla metodologia di calcolo della riparametrazione, da compiersi non sul punteggio complessivo ottenuto dall’offerta tecnica bensì sul valore attribuito a ciascun elemento di valutazione dell'offerta medesima, al fine di  mantenere il rapporto ponderale dei punteggi relativi alla qualità rispetto al prezzo, come prestabilito nel bando, in base al principio di preponderanza dell'offerta tecnica su quella economica; sulla legittimità, anche in sede di aggiudicazione definitiva, della rettifica degli errori materiali e di calcolo riscontrati da parte della commissione nella fase di aggiudicazione provvisoria;

 

 Tar Umbria, 9 marzo 2015, n. 99, sulla classificazione dei terreni inseriti come rientranti in “insediamenti residenziali di completamento”, per i quali è necessaria la sussistenza del requisito minimo di "zona parzialmente edificata", rappresentato dalla superficie coperta dagli edifici esistenti in misura di un ottavo dell’intera zona in cui i terreni sono inseriti, ai sensi dell’art. 2, lett. B, del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444; sullo sviamento di potere, che consiste nell’effettiva e comprovata divergenza tra l’atto e la sua funzione tipica, ovvero nell’esercizio del potere per finalità diverse da quelle enunciate dal legislatore con la norma attributiva del potere stesso, e che deve essere provato attraverso precisi e concordanti elementi di prova; 

Tar Umbria, 9 marzo 2015 n. 100, sui presupposti per l’esecuzione della S.C.I.A., anche in sanatoria; sulla necessità di un titolo edilizio per la realizzazione di una recinzione che contempli opere in cemento armato in quanto finalizzata alla trasformazione del territorio; sulla non compatibilità tra l’edificazione di una recinzione e lo strumento urbanistico, che prevede la destinazione dell’area a parcheggio pubblico; sulla qualificazione come “vincolo conformativo” e non “espropriativo” della destinazione di zona a parcheggio pubblico;

 

Tar Umbria, 12 marzo 2015 n. 106, sull’onere di valutare con minor rigore il principio di specificità dei motivi nei ricorsi in materia elettorale; sulla possibilità, da parte del Giudice, di considerare le dichiarazioni sostitutive di notorietà come principio di prova idoneo a giustificare la richiesta di acquisizioni istruttorie a cura del Tribunale; sulla qualificazione come parti necessarie del giudizio elettorale dell’ente a cui si riferiscono le elezione e dei candidati;

 

Tar Umbria, 14 marzo 2015 n. 113, sull’inderogabilità della previsione normativa che, in materia di appalti pubblici, l’apertura dei plichi contenenti la documentazione di gara e l’offerta economica avvenga in seduta pubblica; sull’applicazione di tale principio alle concessioni di pubblico servizio; sull’inefficacia, in ogni caso ed a prescindere da qualsiasi valutazione comparativa, del contratto stipulato con l’aggiudicatario laddove sia annullata l’intera gara e sia disposta la sua integrale rinnovazione;

 

Tar Umbria, 14 marzo 2015 n. 114, sui criteri che il Giudice deve seguire nell’esame delle censure proposte nelle controversie relative ad appalti pubblici; sulla necessità, in tema di verifiche dell’anomalia delle offerte, di un puntuale ed analitico onere di motivazione da parte della stazione appaltante solo laddove la stessa esprima un giudizio negativo sulle giustificazioni; sulla necessità che la verifica dell’anomalia venga effettuata in maniera globale in relazione a tutte le voci, essendo irrilevante l’eventuale scostamento di singole voci; sul divieto assoluto, da parte della commissione di gara, di introdurre, ai sensi dell’art. 83, comma 4, del codice dei contratti pubblici, dei criteri di valutazione delle offerte non previsti dalla lex specialis della selezione; sull’applicabilità di tale divieto, ai sensi dell’art. 27 del codice ed in quanto espressione del principio di imparzialità, anche agli appalti di cui ai settori esclusi ex allegato II B al codice (nel caso di specie si trattava di servizi socio sanitari);

 

Tar Umbria, 14 marzo 2015, n. 121, sul giudizio prognostico di pericolosità sociale per l’ordine pubblico effettuato dall’Amministrazione sulla base di considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di “fumus” ai fini della revoca dell’autorizzazione del porto d’armi; sulla configurabilità del porto d’armi non come diritto assoluto ma come eccezione al divieto di portare armi sancito dall’art. 669 C.p. e dall’art. 4, comma 1, L. n. 110/1975; sulla sufficienza di una semplice denuncia di reato all’autorità giudiziaria per giustificare il giudizio di complessiva inaffidabilità del soggetto munito di porto d’armi in presenza di fatti di reato di estrema gravità.

 

Tar Umbria, 14 marzo 2015, n. 122, sulla nullità degli atti emessi dopo il passaggio in giudicato della sentenza per violazione o elusione del giudicato soltanto quando da quest’ultimo derivi un obbligo assolutamente puntuale e vincolato; sulla configurabilità della violazione o elusione del giudicato quando l’Amministrazione esercita nuovamente la potestà pubblica in contrasto con il contenuto precettivo del giudicato ovvero cerca di realizzare il medesimo risultato con un’azione connotata da un manifesto sviamento di potere; sull’ammissibilità del giudizio di ottemperanza quando gli atti emessi dopo il passaggio in giudicato della sentenza siano stati adottati in violazione o elusione del giudicato.

 

Tar Umbria, 14 marzo 2015, n. 123, sul valore dirimente del parere negativo espresso dall’Amministrazione preposta alla tutela del vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/1999; sull’inammissibilità delle censure volte a far valere i vizi di un provvedimento presupposto non impugnato ex art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.; sull’insufficienza della generica estensione dell’impugnativa ad ogni altro atto presupposto, conseguente o connesso, in quanto clausola di stile, come tale non idonea ad estendere l’oggetto del ricorso ad atti non espressamente nominati o comunque individuabili; sull’inammissibilità per carenza di interesse del ricorso proposto da soggetto privo della necessaria autorizzazione paesaggistica avverso il diniego di titolo edilizio in sanatoria a fronte della mancata acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica o della mancata impugnazione della stessa, ove di contenuto negativo.  

 

Tar Umbria, 17 marzo 2015, n. 124, sulla competenza del g.a. ai sensi dell’art. 112, co. 1, lett. c), c.p.a. per i giudizi di ottemperanza alle sentenze del g.o. passate in giudicato, purché trattasi di sentenze di condanna specifica e non generica, non essendo configurabile in capo al g.a. un potere integrativo al riguardo.

 

Tar Umbria, 17 marzo 2015, n. 125, sulla competenza del g.a. ai sensi dell’art. 112, co. 1, lett. c), c.p.a. per l’ottemperanza dei decreti ingiuntivi definitivamente esecutivi, muniti dell’attestato dell’Ufficio Giudiziario di mancata opposizione del debitore intimato; sul diritto del ricorrente in sede di giudizio di ottemperanza ad ottenere le spese relative ad atti accessori, nonché spese e diritti di procuratore relativi all’atto di diffida, in quanto aventi titolo nel provvedimento giudiziale di cui viene domandata l’ottemperanza. 

 

Tar Umbria, 26 marzo 2015, n. 126, sull’obbligatorietà o meno dell’uso di uno dei metodi di calcolo dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’allegato “P” al d.P.R. n. 207 del 2010; sulla necessità che il metodo prescelto per il calcolo sia fondato su parametri numerici; sulla natura del sindacato di legittimità del g.a. in materia di scelta del criterio valutativo da applicare per l’assegnazione del punteggio dell’offerta economica; sulla necessità che il punteggio dell’offerta economicamente più vantaggiosa venga graduato secondo criteri di proporzionalità o di progressività, purché il criterio prescelto sia trasparente ed intelligibile e non pervenga al risultato paradossale di assegnare il maggior punteggio complessivo ad un’offerta economica più elevata di altre; sulla discrezionalità dell’Amministrazione nella scelta della formula da utilizzare nelle gare pubbliche per la valutazione dell’offerta economica, che deve rispettare dei criteri coerenti con le prestazioni oggetto dell’appalto;

 

Tar Umbria, 26 marzo 2015, n. 126, sulla prova dell’effettiva e piena conoscenza del titolo edilizio rilasciato ad un terzo che si verifica, in assenza di altri inequivoci elementi, solo con l’ultimazione dei lavori, o quanto meno, allorché i lavori siano giunti ad un punto tale che non si possa avere alcun dubbio in ordine alla consistenza, entità e reale portata dell’intervento edilizio assentito;  sulla legittimazione attiva e sull’interesse ad agire del ricorrente che sia titolare di un fabbricato e di terreni posti a confine o vicino ad un impianto di telefonia; sulla natura delle stazioni radio base di telefonia mobile quali opere di urbanizzazione primaria ai sensi dell’art. 86 D.Lgs. 259 del 2003, dal momento che non sviluppano volumetria o cubatura, con la conseguenza che sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica purché non interferente con un vincolo paesaggistico (nel caso di specie non era stato rilevato alcun vincolo paesaggistico);

 

Tar Umbria, 26 marzo 2015, n. 128, sull’irrilevanza dell’eccezione di tardività con riferimento all’impugnazione di una delibera di adozione del P.R.G. quale atto intermedio del procedimento, nel caso in cui sia tempestiva l’impugnazione con motivi aggiunti della delibera di approvazione (atto conclusivo); sulla violazione dell’art. 30, comma 8, della L.R. Umbria n. 31 del 1997 qualora non venga rispettato il termine perentorio di venti giorni per la trasmissione dell’atto deliberativo di esame delle osservazioni-opposizioni alla Provincia; sulla natura perentoria del termine quando sia espressamente qualificato come tale o quando sia prevista la comminatoria di esclusioni o decadenze, secondo la disciplina di riferimento; sulla non necessità di verificare se siano previste coerenti conseguenze della perentorietà del termine nel caso di inequivoca qualificazione normativa del termine come perentorio; sulla ratio della perentorietà del termine di cui all’art. 30 L.R. 31 del 1997, ovvero sull’esigenza di accelerare un procedimento particolarmente complesso e lungo quale quello urbanistico;

 

Tar Umbria, 27 marzo 2015, n. 129, sulla dichiarazione di improcedibilità per difetto di interesse nel caso in cui il ricorrente, dopo aver impugnato la non ammissione al terzo anno di liceo, a seguito della riammissione allo scrutinio, abbia successivamente superato gli esami di maturità;

 

TAR Umbria, 27 marzo 2015, n. 132 (sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a.), sulla cessazione della materia del contendere nel caso in cui, nel corso del giudizio di annullamento del decreto del Questore di revoca del permesso di soggiorno, conseguente al provvedimento prefettizio di espulsione ai sensi dell’art. 13, co. 2, lett. c), D.Lgs. n. 286/1998, la Questura emetta nei confronti del ricorrente, permesso di soggiorno per motivi di famiglia, quale padre di minore cittadina italiana;

 

TAR Umbria, 30 marzo 2015, n. 144, sulla legittimità della deliberazione della Regione recante “misure per aumentare la prescrizione di farmaci a brevetto scaduto” nella parte in cui impegna i direttori generali delle aziende Sanitarie regionali a conseguire un tasso di utilizzo di farmaci biosimilari, qualora siano disponibili ad un costo inferiore rispetto al farmaco originatore, pari almeno all’incidenza dei pazienti di nuova diagnosi sul totale dei pazienti trattati; sulla possibilità, da parte della Regione - nonostante la competenza esclusiva dello Stato in materia di equivalenza terapeutica dei farmaci biosimilari rispetto a quelli originator (art. 117, c. 2, lett. m) Cost.) - di dettare indirizzi ai direttori generali delle aziende sanitarie regionali per il raggiungimento dell’obiettivo del contenimento della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, esercitando le proprie legittime prerogative in materia di politica sanitaria, nel rispetto dei principi scientifici forniti dall’AIFA, fra i quali la preferenza dei farmaci biosimiliari;

 

TAR Umbria, 30 marzo 2015, n. 145, sulla legittimità o meno dell’operato del Comune che, dopo essere venuto a conoscenza del procedimento penale in capo alla ricorrente per falsa dichiarazione della realizzazione dei manufatti in epoca antecedente al 1967,  ha emesso ingiunzione di demolizione delle opere e, ancora prima, annullamento in autotutela dei provvedimenti di autorizzazione ambientale ed edilizia inerenti la realizzazione di intervento di ristrutturazione di un manufatto ad uso rimessa attrezzi, ubicato su area posta all’interno di un parco sottoposta a vincolo paesaggistico - ambientale (D.lgs. n. 42/2004); sull’istituto di creazione pretoria del provvedimento implicito che sussiste allorquando l'amministrazione, pur non adottando formalmente un provvedimento, ne determina univocamente i contenuti sostanziali attraverso un comportamento conseguente, ovvero determinandosi in una direzione con fasi istruttorie a cui non può essere ricondotto altro volere che quello del provvedimento; sull’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, poiché l'istanza di permesso a costruire in sanatoria è stata presentata successivamente all'impugnazione dell'ordinanza di demolizione dell'opera abusivamente realizzata, attivando l'obbligo di riesame dell'abusività dell'opera mediante l'emanazione di un nuovo provvedimento, di accoglimento o rigetto, che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell'impugnativa;

 

TAR Umbria, 30  marzo 2015, n. 146, sulla legittimità della deliberazione della Regione recante “misure per aumentare la prescrizione di farmaci a brevetto scaduto” nella parte in cui impegna i direttori generali delle aziende sanitarie regionali a conseguire un tasso di utilizzo di farmaci biosimilari, qualora siano disponibili ad un costo inferiore rispetto al farmaco originatore, pari almeno all’incidenza dei pazienti di nuova diagnosi sul totale dei pazienti trattati; sulla possibilità, da parte della Regione - nonostante la competenza esclusiva dello Stato in materia di equivalenza terapeutica dei farmaci biosimilari rispetto a quelli originator (art. 117, c. 2, lett. m) Cost.) - di dettare indirizzi ai direttori generali delle aziende sanitarie regionali per il raggiungimento dell’obiettivo del contenimento della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, esercitando le proprie legittime prerogative in materia di politica sanitaria, nel rispetto dei principi scientifici forniti dall’AIFA, fra i quali la preferenza dei farmaci biosimiliari;

 

Tar Umbria, 31 marzo 2015, n. 148, sulla determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della Giustizia, ai sensi dell’art. 9 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, alla stregua del quale per le liquidazioni delle prestazioni svolte a favore di soggetti in gratuito patrocinio, si tiene specifico conto della concreta incidenza degli atti assunti rispetto alla posizione processuale della persona difesa, e gli importi sono di regola ridotti alla metà;

 

si segnala che le sentenze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di marzo sono: n. 97, n. 101, n. 102, n. 103, n. 104, n. 105, n. 107, n. 108, n. 109, n. 110, n. 111, n. 112, n. 115, n. 116, n. 117, n. 118, n. 119, n. 120, n. 134, n. 135, n. 136, n. 137, n. 138, 139, n. 140, n. 141, n. 142, n. 143

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 94, n. 98, n. 131, n. 133

 

si segnala, infine, che nel mese di marzo sono state emanate le seguenti 4 ordinanze interlocutorie: n. 147, n. 149, n. 150, n. 151 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri  126, 128, 129, 144, 145, 146

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio  e il 28 febbraio 2015

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 per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile e il 30 aprile 2015

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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