sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre e il 30 novembre 2013 (dalla numero 511 alla numero 547)

41) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro BovariSerena Briganti, Fabio Buchicchio, Maria Di PaoloGiulia Gambuli,  Azzurra PellegriniMarta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 511 (ordinanza), dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 512,sulla portata di talune disposizioni contenute all’art. 2 del regolamento r. 6 giugno 2006, n. 6, come modificato dall’art. 1 del regolamento r. 11 aprile 2012, n. 6, in materia di modalità di applicazione da parte dei Consorzi di bonifica dei contributi a carico dei consorziati; sulle ragioni per cui occorre riconoscere alla Regione Umbria il potere di determinare i minimi per la riscossione e i tempi per l’emanazione dei relatvi atti; sulla necessità che l’esercizio della potestà in ordine ai prelievi spettanti alle proprietà consorziate per il raggiungimento dei fini istituzionali ai sensi dell’art. 56 del R.D. n. 215 del 1993 sia improntato - stante l’inerenza al principio della capacità contributiva ex art. 53 Cost. - a criteri di proporzionalità e razionalità; sul contrasto rispetto a tali criteri dell’emanazione di cartelle nelle quali l’importo da recuperare connesso all’effettivo beneficio dell’immobile sia esiguo rispetto alle spese generali e a quelle esattoriali necessarie per il recupero; sulla funzione di tutela dell’ambiente e di difesa del suolo e di tutela della risorsa idrica, disancorata dalle pregresse emergenze igienico - sanitarie nonché dalla necessità di ovviare a situazioni di deficienza idrica, che occorre oggi riconoscere alla bonifica, e sulle conseguenze che ne derivano;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 513, sulla necessità che nell’ambito della disciplina paesaggistica la nozione di terreno coperto da bosco sia ricavata non solo in senso naturalistico ma anche normativo, e sulle conseguenze che ne discendono in ordine alla relativa perimetrazione; sul contenuto della verifica della compatibilità paesaggistica di un intervento ricadente in tale ambito alla luce del concetto eco-sistemico di bosco;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 514, sulla natura ordinatoria del termine previsto per l’adozione del P.R.G. dall’art. 7 della legge r. n. 31 del 1997 come modificato dall’art. 1 della legge r. 30 agosto 2004, n. 34; sulla impossibilità di riconoscere alla direttiva 2001/42/CE in materia di V.A.S. natura self-executing e sulle conseguenze che ne discendono; sulle (limitate) conseguenze che discendono dalla violazione da parte della Provincia del termine perentorio previsto dall’art. 9, comma 5, della legge r. n. 31 del 1997 per l’esercizio dei poteri ivi indicati; sulla natura di apporto collaborativo che occorre riconoscere alle osservazioni proposte dall’interessato a seguito dell’adozione del P.R.G. e sul circoscritto onere di motivazione del provvedimento che le rigetta;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 515, sulla natura non provvedimentale del preavviso di diniego e sulle conseguenze che ne discendono in tema di autonoma impugnazione; sulla portata della disciplina contenuta nella direttiva europea n. 92/43 CEE del 21 maggio 1993 (c.d. “direttiva habitat”) e del D.p.r. 8 settembre 1997, n. 357, come modificato dal D.p.r. 12 marzo 2003, n. 120; sulla necessità che alla luce delle “Linee Guida” approvate con Deliberazione della G.R. n. 1274 del 2008 prima di rigettare la proposta progettuale avanzata dagli interessati disponga gli approfondimenti necessari ad esaminare la possibilità di soluzioni alternative suggerite dalle stesse “Linee Guida, e prendere in considerazione le misure di mitigazione indicate dal proponente, motivando la non realizzazione sulla base delle misure stesse;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 516, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.; il Tribunale nel contempo respinge perché infondate le connesse domande di ulteriore condanna dell’Amministrazione perché domande non proponibili nell’ambito del giudizio di ottemperanza);

 

Tar Umbria, 7 novembre 2013, n. 517, sulla portata della presunzione di corrispondenza delle risultanze anagrafiche alla realtà effettiva riguardo alla residenza di una persona fisica e sulla natura delle prove e degli elementi attraverso i quali può addivenirsi al superamento; sui presupposti necessari per l’adozione da parte del Questore del provvedimento di rimpatrio con foglio di via obbligatorio;

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 518, sulla giurisdizione esclusiva del g.a. ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c) (servizi pubblici) c.p.a. in ordine alla domanda avente ad oggetto il servizio di sostegno scolastico ai minori portatori di handicap e sulla estensione della stessa; sull’impossibilità (nonostante Corte Costituzionale n. 80 del 2010) di attribuire carattere di assolutezza al diritto dell’alunno disabile all’istruzione con tutti i mezzi necessari all’apprendimento e all’integrazione, e sulle conseguenze che ne discendono in ordine al dimensionamento del “monte ore” del servizio; sul carattere dinamico, insuscettibile di essere cristallizzato in una formula unica ed immutabile, del concreto esercizio del diritto alla quantificazione delle ore di sostegno;

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 519, sulla giurisdizione esclusiva del g.a. ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c) (servizi pubblici) c.p.a. in ordine alla domanda avente ad oggetto il servizio di sostegno scolastico ai minori portatori di handicap e sulla estensione della stessa; sull’impossibilità (nonostante Corte Costituzionale n. 80 del 2010) di attribuire carattere di assolutezza al diritto dell’alunno disabile all’istruzione con tutti i mezzi necessari all’apprendimento e all’integrazione, e sulle conseguenze che ne discendono in ordine al dimensionamento del “monte ore” del servizio; sul carattere dinamico, insuscettibile di essere cristallizzato in una formula unica ed immutabile, del concreto esercizio del diritto alla quantificazione delle ore di sostegno;

 

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 520, dà atto della rinuncia.

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 521, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 522, sulla non necessità della formazione di una graduatoria regionale di merito in applicazione dei criteri selettivi di cui all’Allegato 4 del D.M. n. 457/2009 in materia di contributi comunitari concernenti le attività del settore oleicolo; sulla natura di mero parere di ammissibilità al finanziamento dell’atto di competenza regionale che si inserisce nel procedimento di concessione di detti contributi; sulla non necessità di operare una selezione tra i contributi ammessi in ipotesi di incapienza dei fondi disponibili a coprire tutte le richieste ammissibili; sulla rispondenza ai principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento della riduzione proporzionale della quota di finanziamento assegnata in ragione della insufficienza dei fondi; sulla non sussistenza di un particolare obbligo motivazionale in capo all’Amministrazione.

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 523, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 524, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 525, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 526, sulla prevalenza del diritto di accesso sulla tutela della riservatezza del terzo coinvolto, anche in materia di dati c.d. super sensibili, qualora la conoscenza del documento costituisca elemento decisivo in ordine alla proposizione di un’azione giudiziaria; sulla prevalenza del diritto alla riservatezza nell’ipotesi in cui la conoscenza dei dati personali non sia funzionale alla vittoria in giudizio od alla corretta integrazione del contraddittorio, ma sia diretta ad un controllo sugli effetti materiali dei provvedimenti impugnati.

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 527, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

 

Tar Umbria, 8 novembre 2013, n. 528, sulla non decadenza del vincolo pubblicistico imposto ad aree a parcheggio da un Piano di recupero ormai scaduto, nell’ipotesi in cui la concessione edilizia rilasciata in relazione a detto piano presupponga necessariamente la destinazione pubblicistica dei posti auto; sulla non sufficienza della prova dell’avvenuto pagamento dei contributi concessori in relazione alla costruzione di detti parcheggi e del versamento dell’I.C.I. al fine di dimostrare l’inesistenza della servitù di uso pubblico sull’area; sulla non rilevanza della mancata trascrizione del vincolo da parte della P.A., in quanto idonea unicamente a fondare la non opponibilità del vincolo medesimo a terzi; sulla non risarcibilità del danno derivante dalla mancata stipula della convenzione regolante le modalità di gestione dei parcheggi, nell’ipotesi in cui tale inadempimento sia imputabile in parti uguali ad entrambe le parti, in forza del combinato disposto dell’art. 30, comma 3, c.p.a. e dell’art. 1227 c.c.

 

Tar Umbria, 20 novembre 2013, n. 529, sulla sussistenza dell’interesse ad impugnare, da parte di terzi, una previsione di piano attuativo che faccia intravedere la possibilità di una meno agevole viabilità di accesso agli edifici commerciali di loro proprietà, incidendo la stessa in via immediata sul valore degli immobili; sull’inammissibilità per genericità della doglianza con cui si lamenti il ridimensionamento di una strada senza indicare né la previsione di piano attuativo, né l’elaborato progettuale che determinerebbero tale ridimensionamento; sull’inammissibilità per difetto di interesse di censure sulla non conformità urbanistica del piano attuativo, nell’ipotesi in cui il ricorrente non dimostri che dette difformità incidano i via diretta sulla propria posizione giuridica soggettiva; sulla sufficienza dell’autenticazione della procura da parte di uno solo dei difensori investiti di mandato difensivo con carattere disgiuntivo; sulla insussistenza di un onere di impugnativa delle previsioni di P.R.G. aventi contenuto programmatorio generale ed astratto; sulla illegittimità di una disposizione di piano attuativo che abroghi, implicitamente, la disciplina del P.R.G. per contrasto con il principio fondamentale di gerarchia delle fonti normative; sulla natura di condizione meramente potestativa della previsione di piano attuativo che consenta al soggetto attuatore la scelta se mantenere o meno una strada di accesso al comparto nell’ipotesi in cui, a distanza di un anno dalla stipula della convenzione di urbanizzazione, non fosse stata eseguita dal Comune la nuova strada prevista dal P.R.G.; sulla sua illegittimità per illogicità ed irrazionalità; sull’irrilevanza della mancanza di segnaletica e bitumatura e di iscrizione negli elenchi delle strade comunali e vicinali ai fini del riconoscimento dell’esistenza di una strada; sulla non applicabilità dei termini dimidati di cui all’art. 119 c.p.a. nell’ipotesi di proposizione di motivi aggiunti aventi ad oggetto atti ivi contemplati in un giudizio di impugnazione ordinario, attesa la similitudine ontologica tra tali motivi ed il ricorso principale; sulla sufficienza della vicinitas a fondare l’interesse all’impugnazione degli atti relativi ad una procedura di affidamento diretto, pure nell’ipotesi in cui il ricorrente non sia operatore del settore e non abbia partecipato alla procedura, in forza della stretta pregiudizialità esistente tra l’alienazione del terreno ed il suo successivo formare oggetto di un piano attuativo; sulla decorrenza del termine di impugnazione degli atti previsti dall’art. 124 d.lgs. 267/2000 dall’ultimo giorno della loro pubblicazione; sulla possibilità riconosciuta al Giudice di qualificare una doglianza in termini di nullità, anziché di illegittimità, in quanto tale riqualificazione non è idonea a spostare i termini della controversia, né ad ampliare il thema decidendum; sull’applicabilità del termine di prescrizione decennale all’azione di nullità proposta nei confronti di atti emanati antecedentemente all’entrata in vigore del c.p.a., ai sensi della disciplina transitoria dettata dall’art. 2 dell’allegato 3 al codice; sulla sussistenza della giurisdizione del G.A. anche in relazione alla nullità dei provvedimenti adottati in materia urbanistica, in quanto esclusiva; sull’inammissibilità di domande risarcitorie formulate con una semplice memoria.

 

Tar Umbria, 19 novembre 2013, n. 530, sull'ipotesi di cumulo e di conversione obbligatoria del rito speciale in rito ordinario ai sensi dell'art. 117, comma 5 c.p.a., allorché in sede di giudizio avverso il silenzio sopravvenga provvedimento espresso o un atto connesso con l'oggetto della controversia; sull'attribuzione della competenza processuale in base al rapporto che intercorre fra il criterio della sede e quello dell'efficacia spaziale secondo una logica di complementarietà e di reciproca integrazione ai sensi dell'art. 13 c.p.a.; sulla natura dell'atto politico ex art. 7, comma 1 c.p.a. che non può essere sindacato dal Giudice Amministrativo e sulla necessaria concorrenza del requisito soggettivo e oggettivo ai fini dell'esistenza dello stesso; sulla natura endoprocedimentale della concessione aeroportuale rilasciata in favore di un soggetto privato - non qualificabile come atto politico per insussistenza di libertà nel fine e che impedisce il sindacato di legittimità data la mancanza di un parametro giuridico di riferimento - venendo rilasciata sulla base di una verifica della sussistenza di un interesse pubblico collegato all'idoneità dello stesso a garantire la sicurezza del trasporto aereo nello scalo di interesse ai sensi dell'art. 7 D.M. 12 novembre 1997 n. 52, dell'art. 704 cod. nav. e dall'art. 3, comma 2, D.Lgs. 9 maggio 2005 n. 96; sul trattamento con rito ordinario ai sensi dell'art. 117, comma 6 c.p.a. della domanda risarcitoria (accoglie il ricorso avverso il silenzio per non essere stato portato a conclusione il procedimento amministrativo relativo all'affidamento della gestione di un aeroporto);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2013, n. 531, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2013, n. 532, dichiara la cessazione della materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2013, n. 533, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 20 novembre 2013, n. 534 (sentenza non definitiva), dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse limitatamente ad uno dei ricorrenti;

 

Tar Umbria, 21 novembre 2013, n. 535 (ordinanza), dispone incombenti istruttori (trattasi di giudizio di ottemperanza);

 

Tar Umbria, 22 novembre 2013, n. 536, (ordinanza), dispone incombenti istruttori mediante richiesta di “chiarimenti”;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 537, sui limiti in cui può trovare riconoscimento la pretesa risarcitoria eziologicamente connessa alla violazione del principio di pubblicità delle sedute di gara; sugli elementi che caratterizzano il danno da perdita di chance e sulla impossibilità che questo possa trovar spazio allorché il contratto cui la gara si riferisce abbia trovato esecuzione; sulla necessità in tal caso di ammettere il risarcimento del danno con riferimento alle spese sostenute per la partecipazione al procedimento di valutazione comparativa concorrenziale;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 538, dà atto della rinuncia;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 539, sui presupposti della revoca dell’autorizzazione del porto d’armi; sulla sufficienza a tal fine di valutazioni della capacità di abuso fondate su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di “fumus, e sulle relative ragioni;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 540, sui presupposti della revoca dell’autorizzazione del porto d’armi; sulla sufficienza a tal fine di valutazioni della capacità di abuso fondate su considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di “fumus”, e sulle relative ragioni;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 541, sui presupposti dell’azione ex art. 117 C.P.A.; sulla individuazione degli atti di impulso procedimentale idonei a soddisfare il generale e fondamentale obbligo di conclusione del procedimento ex art. 2 della legge n. 241 del 1990; sui casi in cui l’atto soprassessorio, rinviando il soddisfacimento dell’interesse pretensivo ad un avvenimento futuro ed incerto nel quando, è impugnabile;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 542, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 543, dichiara la sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di giudizio avente ad oggetto l’annullamento del provvedimento di esclusione di liste studentesche dalla competizione per l’elezione dei rappresentanti nel Consiglio degli studenti d’Ateneo; il Tribunale dà atto che la posizione sostanziale delle liste ammesse alla competizione in dichiarata esecuzione del dictum cautelare ha trovato definitivo consolidamento a seguito della proclamazione degli eletti nel frattempo intervenuta, determinando così l’improcedibilità del ricorso);

 

Tar Umbria, 26 novembre 2013, n. 544, dichiara la sopravvenuta carenza di interesse (trattasi di giudizio avente ad oggetto l’annullamento del provvedimento di esclusione di liste studentesche dalla competizione per l’elezione dei rappresentanti nel Consiglio degli studenti d’Ateneo; il Tribunale dà atto che la posizione sostanziale delle liste ammesse alla competizione in dichiarata esecuzione del dictum cautelare ha trovato definitivo consolidamento a seguito della proclamazione degli eletti nel frattempo intervenuta, determinando così l’improcedibilità del ricorso);

 

Tar Umbria, 27 novembre 2013, n. 545 (ordinanza), dispone l’integrazione del contradittorio;

 

Tar Umbria, 27 novembre 2013, n. 546, sulla delimitazione del diritto di accesso del consigliere comunale enucleata dall’art. 43, comma 2, t.u.e.l.; sulla natura della Fondazione Festival dei Due Mondi e sulla impossibilità di qualificare il medesimo come ente dipendente dal Comune di Spoleto, e sulle relative ragioni;

 

Tar Umbria, 27 novembre 2013, n. 547, sui presupposti del riconoscimento dell’infermità per causa di servizio (motiva in merito).

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 512, 513, 514, 515, 529, 530, 537, 541, 543, 544 e 546.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 31 ottobre 2013

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 e il 31 dicembre 2013

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 clicca qui

 

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