sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre e il 30 novembre 2014 (dalla numero 526 alla numero 583)

53) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria. La pubblicazione di questo mese si deve al contributo di Azzurra Pellegrini, Marta Polenzani,  Alessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 526, sulla esclusione dalla gara preordinata alla concessione di una farmacia comunale indetta ai sensi dell’art. 30 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, della società il cui oggetto sociale è incompatibile con la gestione di una farmacia; sulla portata dell’art. 9 della legge 2 aprile 1968, n. 475, nel testo novellato dalla legge 8 novembre 1991, n. 362, che nessun riferimento contiene alla circostanza che la direzione della farmacia comunale debba essere affidata a un socio della società concessionaria;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 527, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 528, sulla legittimità – alla luce del criterio comunitario “chi inquina paga” – della delibera con cui un A.T.I – Ambito Territoriale Integrato, al fine di regolamentare il fenomeno del conferimento in discarica, da parte del gestore, di rifiuti speciali non pericolosi (in aggiunta ai rifiuti urbani), inserisce nel prezzo di conferimento “un ulteriore quoziente a favore dell’A.t.i.”, risolvendosi questo non in un onere supplementare, bensì in una voce di costo gravante sui rifiuti speciali da ricondurre alla tariffa di conferimento disciplinata dagli artt. 49 e 41 della legge r. n. 11 del 2009, trattandosi di conferimento che riduce proporzionalmente il volume disponibile in discarica per i rifiuti urbani, determinando una perdita di potenzialità della discarica stessa;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 529, sulla legittimità – alla luce del criterio comunitario “chi inquina paga” – della delibera con cui un A.T.I – Ambito Territoriale Integrato, al fine di regolamentare il fenomeno del conferimento in discarica da parte del gestore di rifiuti speciali non pericolosi (in aggiunta ai rifiuti urbani), inserisce nel prezzo di conferimento “un ulteriore quoziente a favore dell’A.t.i.”, risolvendosi questo non in un onere supplementare, bensì in una voce di costo gravante sui rifiuti speciali da ricondurre alla tariffa di conferimento disciplinata dagli artt. 49 e 41 della legge r. n. 11 del 2009, in considerazione del fatto che il conferimento di tali rifiuti speciali riduce proporzionalmente il volume disponibile in discarica per i rifiuti urbani, determinando una perdita di potenzialità;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 530, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 531, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 532, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 533, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 novembre 2014, n. 534, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 5 novembre 2014, n. 535, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 5 novembre 2014, n. 536, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 5 novembre 2014, n. 537, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 5 novembre 2014, n. 538, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 539, sulla portata della regola, codificata dall’art. 84, comma 12, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, secondo la quale a seguito di annullamento dell’aggiudicazione, o a seguito  dell’annullamento dell’esclusione di taluno dei concorrenti, la Stazione appaltante non è tenuta senz’altro a riconvocare la medesima commissione, potendo optare per la nomina di un nuovo organo valutativo, sussistendo al riguardo una discrezionalità amministrativa sindacabile ab externo dal G.A.; sui criteri di ammissibilità della motivazione postuma; sui casi in cui nella scelta dei commissari di gara d’appalto può farsi ricorso all’”outsourcing”; sul contenuto del requisito dell’esperienza nello specifico settore oggetto dell’appalto, ex art. 84 comma 2, del decreto legislativo n. 163 del 2006, richiesto ai commissari di gara singolarmente considerati;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 540, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 541, sul requisito della specialità richiesto per il trasferimento a seguito di appello straordinario di un vice ispettore del Corpo Forestale dello Stato presso il Centro Operativo Aereo del Corpo e sulla legittimità del diniego opposto in caso di difetto del requisito;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 542, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 543, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 544, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 7 novembre 2014, n. 545, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 546 (Sentenza non definitiva) sulla natura degli atti emanati successivamente al passaggio in giudicato della sentenza che possono considerarsi emessi in violazione del giudicato solo allorché da quest’ultimo derivi un obbligo talmente puntuale che la sua esecuzione debba concretarsi nell’adozione di un atto il cui contenuto sia integralmente desumibile dalla sentenza; sulla violazione od elusione del giudicato che ricorre quando  l’Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica, già illegittimamente esercitata, in contrasto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo, oppure cerchi di realizzare il medesimo risultato con un’azione connotata da un manifesto sviamento di potere; sull’inammissibilità del ricorso per ottemperanza e sulla conversione del rito in ordinario nei casi in cui sia stata proposta cumulativamente anche l’azione di annullamento;

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 547 (Sentenza non definitiva), sulla idoneità nel giudizio amministrativo della procura rilasciata al difensore per la tutela dei diritti dinanzi al giudice ordinario a manifestare la volontà del titolare del potere rappresentativo di interporre gravame nei confronti di un comportamento altrui (persona fisica o giuridica) e di affermare la violazione di una posizione tutelata dall’ordinamento, a prescindere dai meccanismi processuali; dispone la verificazione;

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 548 (Sentenza non definitiva), dispone la verificazione;

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 549, sulla giurisdizione del G.A. in ordine alla domanda di annullamento dei provvedimenti  inerenti il diniego ad istanza di proroga all’uso temporaneo di immobili di proprietà del Comune necessari per l’esercizio dell’attività di campeggio ai sensi dell’art. 133 comma 1, lett. b) C.p.a. (atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione pubblica); sulla necessità di indire un procedimento di evidenza pubblica per la concessione di terreni di proprietà comunale dal momento che da tale concessione il Comune ricava un’entrata ed il soggetto privato che utilizza il bene pubblico ne consegue un guadagno, ciò in applicazione dei principi di trasparenza, eguaglianza e non discriminazione; sulla posizione del gestore c.d. uscente aspirante al rinnovo o proroga di un rapporto contrattuale pubblico in scadenza che presenta carattere del tutto recessivo rispetto alla scelta dell’Amministrazione di indire una gara per la scelta del contraente, anche laddove una limitata possibilità di proroga dell’affidamento in scadenza sia consentita da lex specialis o in ragione di circostanze eccezionali non imputabili all’Amministrazione, potendo quest’ultima comunque liberamente optare per l’indizione della gara, senza onere di particolare motivazione; sulla giurisdizione del G.O. in riferimento alla domanda di annullamento di provvedimenti inerenti ordine di rilascio di struttura ricettiva dal momento che si tratta di intimazione al rilascio di immobile appartenente al patrimonio comunale disponibile nei confronti del quale il Comune è sfornito di potestà autoritativa, essendo il potere di autotutela pubblicistica (c.d. polizia demaniale) di cui all’art. 823 c.c. circoscritto alla tutela dei beni appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile;

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 550, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 551, sull’assenza di elusione del giudicato in un giudizio di ottemperanza nel caso in cui la sentenza prospetti una vera e propria obbligazione alternativa che, ai sensi dell’art. 1285 c.c., implica l’originario concorso di due o più prestazioni poste in posizione di reciproca parità e dedotte in modo disgiuntivo, nessuna delle quali può essere adempiuta prima dell’indispensabile scelta di una di esse, rimessa alla volontà di una delle parti;  

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 552, (sentenza non definitiva) sulla portata della sanzione pecuniaria sostitutiva di cui all’art. 9 della L.R. n. 21/2004; sulla prevalenza dell’interesse del terzo leso dall’opera abusiva al ripristino dello stato dei luoghi; sulla necessità che, affinché la sanzione sostituisca il ripristino, sia accertata l’impossibilità obiettiva sotto l’aspetto tecnico e amministrativo di quest’ultimo, con particolare riferimento alla compromissione strutturale, dal punto di vista statico e sismico, delle parti conformi dell’edificio; sulla necessità che la valutazione dell’Amministrazione, caratterizzata da discrezionalità tecnica, avvenga a seguito di una istruttoria ulteriore rispetto alla mera adesione alle conclusioni del consulente di parte istante (dispone verificazione tecnica);

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 553, sull’inidoneità della mera “presa visione” dei provvedimenti impugnati a far decorrere il termine decadenziale, in quanto non sufficiente a fondare una piena percezione della portata lesiva degli stessi, nonché a rendere possibile l’articolazione di idonee censure; sulla imputabilità delle decisioni emesse dagli organi collegiali unicamente all’ente da cui proviene la deliberazione e non anche ai soggetti istituzionali negli stessi rappresentati; sulla non riconducibilità dell’affitto di ramo d’azienda, qualificabile come universalità di beni mobili, alle fattispecie dei c.d. contratti esclusi di cui all’art. 19 del d.lgs. n. 163/2006; sulla necessità che, ai sensi dell’art. 27 del d.lgs. n. 163/2006 (applicabile anche ai contratti esclusi) l’affidamento avvenga comunque all’esito di una procedura informale caratterizzata dall’invito rivolto ad almeno cinque concorrenti; sull’idoneità dell’offerta mancante di sottoscrizione ad integrare un’altra “candidatura” ai sensi dell’art. 57, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 163/2006, con conseguente necessità di ripetere le operazioni di gara in ipotesi di decadenza dell’affidataria e divieto di procedere a trattativa privata senza bando; sul divieto sancito dall’art. 57, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 163/2006 di modificare le condizioni iniziali di contratto nella procedura negoziata, rispetto a quelle previste nella procedura concorsuale non andata a buon fine; sulla necessità che l’Amministrazione dia conto dell’urgenza estrema, dovuta ad eventi imprevedibili, ovvero incompatibile con i termini imposti dalle procedure per giustificare il ricorso alla procedura negoziata di cui all’art. 57, comma 2, lett. c) del d.lgs. n. 163/2006; sull’idoneità dell’invito ad essere interpellata per la trattativa privata, rivolto dalla ricorrente all’Amministrazione, a fondare la legittimazione al ricorso, unitamente al generale interesse strumentale alla ripetizione della gara, previo annullamento dell’illegittimo affidamento; sulla sussistenza in capo al Giudice, ai sensi degli artt. 121 e 122 c.p.a., del potere di valutare l’opportunità della dichiarazione di inefficacia del contratto, pur in presenza di un illegittimo affidamento mediante procedura negoziata senza bando, in ragione dell’interesse generale al mantenimento del contratto in essere; sulla possibilità, in tal caso, di liquidare il danno subito dalla ricorrente in via equitativa ex art. 34, comma 4, c.p.a.;

 

Tar Umbria, 19 novembre 2014, n. 554, (sentenza non definitiva) sulla sussistenza della competenza del T.A.R. a conoscere dell’ottemperanza alla sentenza dallo stesso emessa ed integralmente confermata in grado di appello; sulla sussistenza del potere del Giudice di valutare finalità e contenuto della pretesa, con conseguente ammissibilità del ricorso in ottemperanza, ancorché rivolto ad ottenere l’esecuzione della sentenza d’appello integralmente confermativa della decisione di primo grado; sulla possibilità di delibare il provvedimento elusivo del giudicato, alternativamente, sia nel giudizio di ottemperanza che in quello ordinario di cognizione; sulla nullità ex art. 21- septies della L. n. 241/1990 del provvedimento che riconosca un risarcimento e/o indennizzo talmente esiguo da non poter coprire neppure le spese di lite del precedente giudizio cognitorio;  sulla necessità che il cointeressato destinatario della sentenza di cui si chiede l’ottemperanza proponga autonomo ricorso, non essendo ammesso nel processo amministrativo intervento adesivo autonomo; (nomina commissario ad acta);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 555, sulla devoluzione alla giurisdizione ordinaria delle controversie aventi ad oggetto la revoca, intervenuta successivamente all’erogazione, di contributi pubblici in conseguenza dell’inadempimento del beneficiario (dichiara il difetto di giurisdizione);

 

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 556, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 557, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 558, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 559, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 560, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 561, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 562, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 563, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 20 novembre 2014, n. 564, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 21 novembre 2014, n. 565, sulla natura dell’aggiudicazione provvisoria che, in quanto atto endoprocedimentale ed interinale, non è idonea a generare un affidamento qualificato; sulla natura di atto vincolato del provvedimento di riammissione di una concorrente, poiché esclusa sulla base di una clausola del bando nulla per contrasto con il divieto di cui all’art. 46, comma 1-bis, d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163; sull’approvazione per silentium dell’aggiudicazione provvisoria tramite il meccanismo di cui all’art. 12 del d.lgs. n. 163/2006 cit. che non equivale ad aggiudicazione definitiva e non preclude l’esercizio del potere di autotutela esperibile sino alla stipulazione del contratto; sull’obbligo di firma di ogni pagina dell’istanza di ammissione ad una gara che non risponde all’esigenza di sottoscrizione prevista dal Codice ai fini della certezza della provenienza dell’offerta, ma costituisce solo un quid pluris la cui legittimità deve essere valutata sulla base dei principi forniti dall’art. 46, comma 1-bis cit.; sulla possibilità di disapplicare una prescrizione del bando imponente la sottoscrizione di ogni pagina dell’istanza di ammissione alla gara; sull’organo competente ad adottare provvedimenti in autotutela (quale quello di riapertura della gara ai fini della riammissione di un concorrente illegittimamente escluso) che spetta all’Amministrazione e non solo alla Commissione aggiudicatrice; sugli effetti della modifica a più riprese dei componenti della Commissione giudicatrice; sull’inapplicabilità nei confronti del Presidente della Commissione dell’incompatibilità prevista dall’art. 84, comma 4, d.lgs. n. 163/2006 fra l’incarico di componente della commissione ed un precedente incarico tecnico-amministrativo; sul contenuto della comunicazione dell’intervenuta aggiudicazione definitiva di cui all’art. 79, comma 5-bis del Codice;

 

Tar Umbria, 24 novembre 2014, n. 566, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 24 novembre 2014, n. 567,  sugli elementi utili a garantire la specificità dei motivi richiesta dal C.P.A.; sulla natura perentoria dei termini fissati dall’art. 73 C.P.A. per il deposito di documenti e memorie che, se depositati tardivamente, devono considerarsi tamquam non esset; sulla individuazione del soggetto legittimato a proporre istanza di proroga del termine finale dell’autorizzazione e della connessa convenzione per la coltivazione di una cava per l’estrazione della pietra da lavorazione;

 

Tar Umbria, 24 novembre 2014, n. 568, sul dovere per la P.A. di garantire il contraddittorio procedimentale che si traduce nel dare conoscenza della pendenza di un procedimento e che in generale è garantito anche mediante presentazione di memorie e documenti da parte dell’interessato; sulla doverosità dell’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi tale da determinare che i relativi provvedimenti, quali l’ordinanza di demolizione, costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è neppure necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento; sul provvedimento di archiviazione che in quanto atto conclusivo del procedimento deve essere comunicato dalla P.A. in applicazione della regola sancita dall’art. 2 Legge 7 agosto 1990 n. 241, il quale impone la conclusione del procedimento amministrativo tramite un provvedimento espresso;

 

Tar Umbria, 24 novembre 2014, n. 569, sul parere delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo paesaggistico rilasciato ai sensi dell’art. 32 della Legge 28 febbraio 1985 n. 47 che postula la presa in considerazione, puntuale e concreta, del manufatto e delle sue caratteristiche esistenti da rapportare, in riferimento a tutti gli elementi che ne determinano l’impatto paesaggistico (collocazione e visibilità), ai preesistenti valori paesaggistici propri del sito vincolato; sul divieto di motivazione postuma del provvedimento che è incompatibile con il principio di difesa e non rispetta il contraddittorio processuale;

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 570, dichiara l’improcedibilità del ricorso per cessata materia del contendere (fattispecie relativa ad un giudizio per l’Equa Riparazione);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 571, dichiara l’improcedibilità del ricorso per cessata materia del contendere (fattispecie relativa ad un giudizio per l’Equa Riparazione);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 572, dichiara l’improcedibilità del ricorso per cessata materia del contendere (fattispecie relativa ad un giudizio per l’Equa Riparazione);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 573, dichiara l’improcedibilità del ricorso per cessata materia del contendere (fattispecie relativa ad un giudizio per l’Equa Riparazione);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 574, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 575, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 576, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 577, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 578 (sentenza non definitiva), sull’applicazione della sanzione prevista dall’art. 114, comma 4, lett. e), del C.P.A. (astreinte) che non può essere cumulata con la richiesta di nomina di un commissario ad acta;  sul giudizio d’ottemperanza che è esperibile indipendentemente da ogni disposizione concernente l’esecuzione civile, attesa la totale diversità ontologica delle due azioni;

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 579, sull’applicazione della sanzione prevista dall’art. 114, comma 4, lett. e), del C.P.A. (astreinte) che non può essere cumulata con la richiesta di nomina di un commissario ad acta;

 

Tar Umbria, 25 novembre 2014, n. 580, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 26 novembre 2014, n. 581, sulla prioritaria utilizzazione da parte della P.A. delle graduatorie dei concorsi già espletati prima di indire nuove procedure di assunzione; sulla deroga al criterio dello scorrimento delle graduatorie ancora in corso che assume la veste di evenienza eccezionale, ammissibile solo in presenza di dettagliata motivazione o di circostanze obiettive che rendano giustificabile  l’operato dell’Amministrazione;

 

Tar Umbria, 27 novembre 2014, n. 582, sul dovere di comunicazione di avvio del procedimento da parte della P.A. che sussiste anche nel caso di un provvedimento di annullamento di ufficio di un titolo edilizio, poiché avente natura discrezionale e suscettibile di ledere posizioni giuridiche consolidate;

 

Tar Umbria, 27 novembre 2014, n. 583, sui provvedimenti di revoca dell’autorizzazione e di divieto di detenzione delle armi e munizioni per i quali non è necessario un obiettivo ed accertato abuso, ma è sufficiente la sussistenza di circostanze che dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile; sulla discrezionalità di tali provvedimenti inibitori, per i quali non è richiesta una particolare motivazione se non al fine di escludere scelte irrazionali od arbitrarie; sul provvedimento di divieto di detenzione delle armi ex art. 39 r.d. 18 giungo 1931 n. 773 che, in quanto caratterizzato da urgenza, non deve essere preceduto da comunicazione di avvio del procedimento;

 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 526, 528 (e 529), 539,  546, 549, 553, 565, 567, 568, 569 e 581

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre  e il 30 ottobre 2014

clicca qui

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2014

clicca qui

per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 - 2014

clicca qui

 

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

clicca qui

Visualizzazioni: 142

Commento

Devi essere membro di Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria per aggiungere commenti!

Partecipa a Osservatorio degli Avvocati Amministrativisti in Umbria

© 2021   Creato da Osservatorio degli A.A.U..   Tecnologia

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio