Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre e il 30 novembre 2016 (dalla n. 690 alla n. 745)

 76) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 7 novembre 2016, n. 690, sulla perimetrazione di un centro abitato che ai sensi del combinato disposto degli artt. 4 e 3, comma 1, n. 8, del nuovo codice della strada avviene, per espressa previsione normativa, ai soli fini dell’attuazione della disciplina della circolazione stradale e non può dunque assumere rilievo ai fini della classificazione delle farmacie rurali, eventualmente più sensibile alla disciplina urbanistico-edilizia e, comunque, soprattutto affidata ad un criterio fattuale; sulla determinazione dell’indennità di residenza per la quale deve tenersi conto della popolazione della località od agglomerato rurale in cui è ubicata la farmacia, prescindendo dalla popolazione della sede farmaceutica prevista dalla pianta organica, come stabilito dalla disposizione di interpretazione autentica di cui all’articolo unico della Legge 5 marzo 1973, n. 40;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2016, n. 691, sul dies a quo per l’impugnazione delle disposizioni contenute in strumenti urbanistici generali, che va individuato nella scadenza del termine di pubblicazione dell’avviso di deposito degli atti presso gli Uffici comunali, applicandosi cioè la disciplina urbanistica regolatrice delle fasi di adozione ed approvazione degli strumenti urbanistici; sul contrasto giurisprudenziale formatosi relativamente alla natura del potere di riesame straordinario regionale contemplato dall’art. 27 della L. 17 agosto 1942, n. 1150/1942 ed oggi dall’art. 39 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (nonché dall’omologo art. 11 della L.R.U. 3 novembre 2004, n. 21, applicabile ratione temporis); sulla stabilizzazione della posizione del soggetto destinatario dell’autorizzazione (e quindi anche del permesso di costruire quale tipico atto autorizzatorio) che alla luce delle recenti modifiche apportate all’art. 21-nonies L. 7 agosto 1990, n. 241 dalla Legge 7 agosto 2015, n. 124, può ora confidare nella solidità del rapporto giuridico una volta decorso il termine perentorio fissato dalla Legge in 18 mesi;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2016, n. 704, sulla giurisdizione del Giudice Ordinario relativamente all’impugnazione della deliberazione direttoriale dell’Azienda Ospedaliera istituente un’Unità di Degenza Infermieristica – e, quindi, un nuovo reparto – che in quanto “atto aziendale di diritto privato” così definito dalla Legge non rientra fra i poteri idonei ad incardinare la giurisdizione del Giudice Amministrativo, coerentemente con il principio generale secondo cui, al fine di individuare la giurisdizione, occorre avere riguardo alla natura del potere esercitato; sulla legittimazione a ricorrere delle associazioni sindacali a tutela di un interesse collettivo (non frazionabile e dunque non tutelabile singolarmente) di cui siano istituzionalmente portatrici in via esclusiva per far valere gli interessi dell’intero gruppo rappresentato;

 

Tar Umbria, 7 novembre 2016, n. 705, sui rimedi esperibili contro l’irragionevole durata del processo in violazione dell’art. 6 della CEDU per equa riparazione; sulla disciplina in tema di commissario ad acta secondo cui lo stesso deve offrire completa garanzia di legalità e di imparzialità per l’espletamento di un’attività che, pur essendo la medesima che avrebbe dovuto essere prestata dall’amministrazione, ne differisce, tuttavia, giuridicamente, perché si fonda sull’ordine contenuto nella decisione del giudice amministrativo; sul potere ampiamente discrezionale di nomina del medesimo commissario in capo al Giudice Amministrativo (sulla base di tali principi solleva questione di legittimità costituzionale - per violazione degli articoli 3, 24, 104 e 108 della Costituzione - dell’art. 5-quinquies, comma 8, della Legge 24 marzo 2001, n. 89, come introdotto dall’art. 1, comma 777, lettera l), della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 secondo cui: “Qualora i creditori di somme liquidate a norma della presente legge propongano l’azione di ottemperanza di cui al titolo I del libro quarto del codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il giudice amministrativo nomina, ove occorra, commissario ad acta un dirigente dell’amministrazione soccombente, con esclusione dei titolari di incarichi di Governo, dei capi dipartimento e di coloro che ricoprono incarichi dirigenziali generali. I compensi riconosciuti al commissario ad acta rientrano nell’onnicomprensività della retribuzione dei dirigenti”);

 

Tar Umbria, 17 novembre 2016, n. 708, sulla legittimazione processuale delle associazioni non riconosciute; sulla sussistenza dell’interesse delle stesse ad impugnare l’atto che dispone il proprio scioglimento; sulla natura del diritto di partecipazione al procedimento amministrativo, anche in virtù della valenza cogente dell’art. 41 della Carta di Nizza;

 

Tar Umbria, 17 novembre 2016, n. 710, sulla sussistenza della giurisdizione del g.o. nelle controversie in materia di revoca di contribuiti pubblici a seguito dell’inadempimento del beneficiario;

 

Tar Umbria, 17 novembre 2016, n. 711, sulla natura dell’intervento di nuova costruzione subordinato al rilascio di permesso di costruire, riconoscibile in presenza di opere che comportino l’avvenuta trasformazione del territorio urbanisticamente rilevante; sulla natura delle opere precarie, che deve essere indagata con riferimento alla loro obiettiva ed intrinseca destinazione, essendo irrilevante l’uso a cui sono adibite dal proprietario;

 

Tar Umbria, 17 novembre 2016, n. 722, sulla permanenza in vigore dell’art. 1 della L. n. 403/1971 e della figura professionale del massofisioterapista e, conseguentemente, del relativo corso di formazione professionale;

 

Tar Umbria, 17 novembre 2016, n. 728, sull’illegittimità del silenzio serbato nei confronti dell’istanza di annullamento in autotutela di s.c.i.a. per la modifica di destinazione d’uso di locale sito a piano terra privo di requisiti di cui alla L.R. n. 1/2004; sull’illegittimità del diniego di annullamento in autotutela dell’autorizzazione sanitaria in difetto dei suoi presupposti; sulla sussistenza di un potere discrezionale dell’amministrazione in materia di autorizzazione del cambio di destinazione d’uso e di autorizzazione sanitaria, con conseguente impossibilità del g.a. di pronunciarsi in merito alla pretesa sostanziale dedotta in giudizio;

 

Tar Umbria, 28 novembre 2016 n. 729; sull’irrilevanza della mancata impugnativa della deliberazione del Consiglio Comunale di individuazione delle nuove sedi farmaceutiche (ai sensi dell’art. 11 del D.L. 1/2012, conv con L. 27/2012, cd decreto Cresci Italia) ai fini dell’impugnazione del successivo provvedimento del Consiglio Comunale di modifica del perimetro territoriale delle sedi farmaceutiche; sugli effetti e sugli obiettivi della riforma del servizio farmaceutico di cui al predetto D.L. n. 1/2012 (in particolare, alla  luce dell’evoluzione giurisprudenziale nel frattempo intervenuta, il Collegio evidenzia che la riforma non ha operato alcuna liberalizzazione, ma ha lasciato inalterato il potere autoritativo e di pianificazione e contingentamento delle sedi farmaceutiche, altresì garantendo l’aumento delle farmacie esistenti al fine di favorire l’istituzione di nuove sedi nelle aree scarsamente abitate; sul carattere assorbente del vizio di incompetenza ex art. 34 C.P.A.; sulla necessità, melius re perpensa, di riesaminare il prevalente orientamento della giurisprudenza, seguito anche dal Tar dell’Umbria, secondo cui, per effetto della riforma, il potere di localizzazione delle sedi farmaceutiche sarebbe stato attribuito ai Comuni; sulla sussistenza, anche alla luce di un’interpretazione costituzionalmente orientata (Corte Costituzionale, n. 255/2013), del perdurante potere delle Regioni di istituzione delle nuove sedi farmaceutiche nell’ambito del procedimento ordinario di revisione della pianta organica in quanto: a) l’art. 5 della Legge 362/1991, che appunto assegna alle Regioni la competenza all’approvazione e revisione della pianta organica, non è stato abrogato, al pari dell’art. 15 della L.R.U. 46/1992; b) l’allocazione, in capo ad enti diversi, del potere di istituzione delle nuove sedi e di individuazione delle zone è necessaria per la salvaguardia dell’imparzialità del potere di regolazione; c) l’applicazione dei principi di sussidarietà, differenziazione ed adeguatezza ex art. 118, comma 2 Cost. rende necessario allocare il potere di individuazione delle zone a livello sovracomunale, tenuto altresì conto che, nel settore, i Comuni sono abilitati ad esercitare attività economica e va pertanto garantita la libertà di iniziativa economica assicurata dall’art. 41 Cost.; d) ai sensi dell’art. 6 bis della Legge n. 241/1990 è rilevante il conflitto di interessi, anche solo potenziale, mentre, nel caso di specie, il conflitto di interessi è attuale e concreto, essendo il Comune titolare di 9 sedi farmaceutiche su 34;

Tar Umbria, 28 novembre 2016 n. 730; sull’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso proposto avverso l’ordinanza di demolizione di un manufatto laddove sia stato richiesto il permesso di costruire in sanatoria; sull’onere del ricorrente di fornire la prova della data di edificazione di un manufatto; sull’impossibilità di qualificare come pertinenze (ai fini urbanistici) o volumi tecnici degli immobili aventi una consistenza di circa 10 mq ed un’estensione di 6 mt, aventi natura autonoma e non funzionalmente collegati all’edificio principale;

 

Tar Umbria, 28 novembre 2016 n. 732; sulla legittimità del diniego di condono edilizio - per la violazione dei limiti di ampliamento (mq 100) fissati dall’art. 20, comma 1, lett. a), L.R.U. n. 21/2004 per le unità immobiliari ad uso industriale – disposto in riferimento ad una tettoia di rilevanti dimensioni, con capriate mobili, destinata alla creazione di uno spazio antistante ai capannoni industriali, atteso che le opere comportanti la modifica della sagoma di un edificio preesistente, nonché un aumento di volumetria urbanistica o di superficie utile coperta vanno comunque qualificate  come nuove costruzioni;

Tar Umbria, 28 novembre 2016 n. 745; sull’efficacia decennale dei piani particolareggiati o di lottizzazione e sulla conseguente impossibilità, laddove essi siano rimasti inattuati, di portare ad esecuzione gli espropri preordinati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria; sulla conseguente improcedibilità del ricorso principale e di quello incidentale in via riconvenzionale proposti dalle parti al fine, rispettivamente, di scomputare o conservare gli importi dovuti a titolo di indennità d’esproprio per le ablazioni non realizzate e non più realizzabili alla luce della scadenza del piano particolareggiato e degli obblighi indicati nella convenzione di lottizzazione che accede a quello; sulla responsabilità dell’ente pubblico per l’inadempimento degli obblighi della convenzione in conseguenza dell’emanazione del decreto d’esproprio solo due mesi prima della scadenza del piano particolareggiato,  con conseguente impossibilità, per il lottizzante, di espletare le previste attività progettuali ed esecutive;

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di novembre 2016 sono: dalla n. 693 alla n. 702, dalla n. 705 alla n. 707, dalla 713 alla 721, dalla 724 alla 726, n. dalla 733 alla 744;  

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: 703, n. 709, n. 712, n. 675, n. 676;

 

infine, sono state emanate anche tre ordinanze interlocutorie (n. 723, n. 727 e 731) ed un’ordinanza dichiarativa dell’interruzione del giudizio (n. 692).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 691, 705, 710, 729 e 745


per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2016

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2016

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015 - 2016

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