Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 novembre e il 30 novembre 2017 (dalla n. 669 alla n. 744)

 87) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

 

Tar Umbria, 3 novembre 2017, n. 669, sull’atto conclusivo dei lavori della conferenza di servizi relativa ad un procedimento di Procedura Abilitativa Semplificata (P.A.S.), atto istruttorio endo-procedimentale a contenuto consultivo, che assume le vesti di provvedimento finale con cui l’Amministrazione c.d. "procedente" decide a seguito di una valutazione complessiva, ed è contro di esso, in quanto atto direttamente e immediatamente lesivo, che deve dirigersi l’impugnazione; sul presupposto per l’avvio della PAS che è rappresentato dalla proprietà del fondo o comunque dalla disponibilità giuridica del fondo su cui si intende realizzare l’impianto, non diversamente invero da quanto prescrive la disciplina in tema di rilascio di titoli abilitativi edilizi di cui agli artt. 11 c. 1 e 23 c. 1, del vigente d. P.R. n. 380 del 2001 per la quale l’interessato deve risultare titolare del diritto di proprietà o altri diritti reali o obbligatori che accordino al richiedente la disponibilità dell’area; sulla disciplina per il conferimento di funzioni dirigenziali negli enti locali per cui nei Comuni con meno di 5.000 abitanti, privi di dirigenti, in virtù dell’art. 109 comma 2 T.U.E.L., il diploma di laurea può non essere indispensabile e surrogabile da diploma di scuola superiore unitamente ad adeguata esperienza professionale;

Tar Umbria, 3 novembre 2017, n. 684, declina la propria giurisdizione in favore del Giudice Ordinario, con riferimento all’impugnazione del provvedimento con cui un Comune ha intimato il rilascio di una struttura ricettiva (campeggio) a fronte della scadenza della non rinnovata concessione precaria, trattandosi di controversia concernente rapporto di matrice negoziale, da cui derivano in capo ai contraenti posizioni giuridiche paritetiche qualificabili in termini di diritto soggettivo, nel cui ambito l’Amministrazione agisce “iure privatorum” – al di fuori cioè dell’esplicazione di qualsivoglia potestà pubblicistica attribuitale, dall’art. 823 c.c., esclusivamente in relazione ai beni demaniali e a quelli patrimoniali indisponibili degli enti pubblici;

Tar Umbria, 3 novembre 2017, n. 685,  sulla necessità di notifica ad almeno un controinteressato che non si ravvisa nel caso di impugnazione di un bando di concorso, rispetto al quale fino all’approvazione della graduatoria definitiva non si ravvisano controinteressati in senso tecnico, ovvero soggetti che possano ricavare da esso un beneficio diretto ed immediato; sull’obbligo per l’Amministrazione previsto dall’art. 3, comma 5-ter del decreto legge n. 90/2014, convertito in legge n. 114/2014, di attingere prioritariamente alla graduatoria, ancora valida ed efficace, prima di procedere alla pubblicazione di un bando per l’assunzione delle figure professionali corrispondenti;

Tar Umbria, 10 novembre 2017, n. 687, sul provvedimento governativo di alta amministrazione che è sempre sindacabile sotto il profilo della sussistenza dei presupposti previsti dalla legge nonché della manifesta carenza di istruttoria ed irragionevolezza della scelta in concreto operata; sul provvedimento che conclude la fase di valutazione del processo di VIA che, ai sensi dell’art. 5 comma 1, lett. o), d.lgs. n. 152 del 2006, ha carattere vincolante per tutte le autorizzazioni e atti di assenso comunque denominati in materia ambientale; sull’art. 2-bis l. n. 241 del 1990 che, disponendo il danno derivante dall’inosservanza dolosa o colposa del termine per la conclusione del procedimento, tutela in sé il bene della vita inerente alla certezza, quanto al fattore tempo, dei rapporti giuridici che vedono come parte la pubblica amministrazione, stante la ricaduta che il ritardo a provvedere può avere sullo svolgimento di attività ed iniziative economiche condizionate alla valutazione positiva della pubblica amministrazione, ovvero alla rimozione di limiti di rilievo pubblico al loro espletamento; sull’ampio dibattito giurisprudenziale sorto sul tema del danno da ritardo; sull’applicabilità della tutela indennitaria di cui all’art. 28 del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 98, per la quale nei procedimenti ad istanza di parte è prevista la corresponsione da parte dell’Amministrazione di un indennizzo forfettariamente determinato in una somma pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo con decorrenza dalla data di scadenza del termine di conclusione del procedimento;

Tar Umbria, 10 novembre 2017, n. 689, Sulla corretta interpretazione dell’art. 43, comma 1, T.U.L.P.S. per cui a chi è stato condannato per i reati previsti come preclusivi dalla stessa norma, non può essere rilasciata, e deve essere revocata ove sia stata rilasciata, la licenza di porto d’armi, senza che possa aver alcun rilievo la conseguita riabilitazione, propri in considerazione del carattere speciale della norma (contra, T.A.R. Toscana, sez. II, 17 giugno 2016, n. 1003; T.A.R. Sicilia Catania, sez. IV, 9 giugno 2016, n. 1557; Consiglio di Stato sez. III, 9 novembre 2016, n. 4660);

Tar Umbria, 10 novembre 2017, n. 692, rigetta nel merito il ricorso proposto avvero un provvedimento di rigetto del permesso di soggiorno;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 693, sulla illegittimità del diniego opposto dall’Ateneo alla richiesta del ricorrente di sospensione del corso di Laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria per il tempo necessario alla frequentazione della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo Facciale non rinvenendosi nell’ordinamento statale norme ostative a tale sospensione, mentre esiste semmai un principio opposto evincibile dall’art. 8 della Legge 398/1989 applicabile per analogia, quale norma che lungi dall’avere carattere eccezionale, risulta coerente con il diritto allo studio costituzionalmente garantito;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 695, sulla legittimazione alla proposizione del ricorso per l’annullamento di un titolo abilitativo edilizio che discende dalla c.d. vicinitas, cioè da una situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell’intervento costruttivo autorizzato, senza che occorra effettuare indagini in ordine al concreto pregiudizio che i lavori assentiti siano in grado di produrre per il soggetto che propone l’impugnazione; sull’onere della prova in ordine all’epoca di realizzazione di un abuso edilizio che grava sull’interessato che intende dimostrare la legittimità del proprio operato, e non sul Comune che, in presenza di un’opera edilizia non assistita da un titolo che la legittimi, ha solo il potere-dovere di sanzionarla a norma di legge; sugli elementi indiziari relativi all’epoca di realizzazione di un abuso edilizio che possono consistere in fatture, ricevute relative all’esecuzione dei lavori e/o all’acquisto dei materiali, rilievi aereo fotogrammetrici, mentre la semplice produzione di una dichiarazione sostitutiva non può in alcun modo assurgere al rango di prova, seppure presuntiva, sull’epoca di realizzazione dell’abuso;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 696, sul riesercizio del potere amministrativo a seguito di annullamento giudiziale che, affinché possa dirsi in violazione o elusione del giudicato, occorre che l’attività asseritamente esecutiva dell’Amministrazione risulti contrassegnata da uno sviamento manifesto, diretto ad aggirare le prescrizioni, puntuali, stabilite con il giudicato, dovendosi in caso contrario ravvisare un’eventuale nuova autonoma illegittimità; sulla violazione del giudicato amministrativo che si configura quando il nuovo atto, emanato dall’Amministrazione, contrasta con la sentenza recante un obbligo talmente puntuale che la sua esecuzione deve concretarsi nell’adozione di un atto il cui contenuto sia integralmente desumibile dalla sentenza stessa, ovvero quando il nuovo provvedimento riproduca i medesimi vizi già censurati all’origine; sulla elusione del giudicato amministrativo che si verifica, invece, quando, l’Amministrazione cerca di realizzare il medesimo risultato con un’azione connotata da un manifesto sviamento di potere, e cioè con l’esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa ma in palese carenza dei presupposti che la giustificano al fine di pervenire surrettiziamente al medesimo esito già ritenuto illegittimo;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 697, motiva sul merito con riguardo alla legittimità di provvedimenti di cessione di armi e munizioni e di revoca della licenza di porto di fucile per uso sportivo;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 698, motiva sul merito con riguardo alla legittimità di provvedimenti di cessione di armi e munizioni e di revoca della licenza di porto di fucile per uso sportivo;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 704, sulla decorrenza del termine di 24 ore per la denuncia di rinvenimento di cose di interesse storico o artistico dall’effettiva scoperta e non anche dall’avvenuta piena conoscenza della valenza culturale delle stesse; sulla irrilevanza del momento della percezione della effettiva consistenza materiale del ritrovamento ai fini della decorrenza del termine suddetto;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 707, sulla legittimazione in capo all’imprenditore operante nel medesimo settore all’accesso agli atti dell’amministrazione ampliativi della posizione giuridica di altro operatore concorrente; sull’obbligo dell’Amministrazione di provvedere in ordine ad una istanza di accesso il cui contenuto, ancorché non determinato, sia comunque determinabile, incombendo sull’Amministrazione stessa un dovere di collaborazione con il soggetto istante;

Tar Umbria, 14 novembre 2017, n. 708, sulla legittimazione in capo all’imprenditore operante nel medesimo settore all’accesso agli atti dell’amministrazione ampliativi della posizione giuridica di altro operatore concorrente;

Tar Umbria, 20 novembre 2017, n. 715, sull’applicabilità alle concessioni di servizi delle regole fondamentali dei Trattati europei, con la conseguenza che i relativi affidamenti debbono essere comunque disposti previo espletamento di una procedura di evidenza pubblica caratterizzata dalla predeterminazione dei criteri selettivi;

Tar Umbria, 20 novembre 2017, n. 716, sulla proponibilità dell’azione di responsabilità da mancata esecuzione del giudicato in unico grado di fronte al giudice dell’ottemperanza ai sensi dell’art. 112 c.p.a.; sulla applicabilità di sopravvenienza normativa a procedimento oggetto di giudicato che non abbia riconosciuto un diritto puntuale, bensì abbia demandato all’Autorità amministrativa un il riesame della situazione incisa dall'illegittimo esercizio del potere; sulla insussistenza di una elusione del giudicato quando la P.A. in sede di riemanazione dell'atto, non attribuisca al ricorrente vittorioso l'utilità giuridica spettantegli a causa dello ius superveniens, che ha modificato l'assetto dei poteri amministrativi e le modalità d'accesso ad essa; sull’infondatezza dell’azione risarcitoria qualora il danno avrebbe potuto essere evitato, con l’ordinaria diligenza, attraverso la proposizione di azioni demolitorie;

Tar Umbria, 20 novembre 2017, n. 717, sulla proponibilità dell’azione di responsabilità da mancata esecuzione del giudicato in unico grado di fronte al giudice dell’ottemperanza ai sensi dell’art. 112 c.p.a.; sulla applicabilità di sopravvenienza normativa a procedimento oggetto di giudicato che non abbia riconosciuto un diritto puntuale, bensì abbia demandato all’Autorità amministrativa un il riesame della situazione incisa dall'illegittimo esercizio del potere; sulla insussistenza di una elusione del giudicato quando la P.A. in sede di riemanazione dell'atto, non attribuisca al ricorrente vittorioso l'utilità giuridica spettantegli a causa dello ius superveniens, che ha modificato l'assetto dei poteri amministrativi e le modalità d'accesso ad essa; sull’infondatezza dell’azione risarcitoria qualora il danno avrebbe potuto essere evitato, con l’ordinaria diligenza, attraverso la proposizione di azioni demolitorie;

Tar Umbria, 20 novembre 2017, n. 718, sulla proponibilità dell’azione di responsabilità da mancata esecuzione del giudicato in unico grado di fronte al giudice dell’ottemperanza ai sensi dell’art. 112 c.p.a.; sulla applicabilità di sopravvenienza normativa a procedimento oggetto di giudicato che non abbia riconosciuto un diritto puntuale, bensì abbia demandato all’Autorità amministrativa un il riesame della situazione incisa dall'illegittimo esercizio del potere; sulla insussistenza di una elusione del giudicato quando la P.A. in sede di riemanazione dell'atto, non attribuisca al ricorrente vittorioso l'utilità giuridica spettantegli a causa dello ius superveniens, che ha modificato l'assetto dei poteri amministrativi e le modalità d'accesso ad essa; sull’infondatezza dell’azione risarcitoria qualora il danno avrebbe potuto essere evitato, con l’ordinaria diligenza, attraverso la proposizione di azioni demolitorie;

Tar Umbria, 20 novembre 2017, n. 719, sull’inammissibilità dell’azione avverso il silenzio riguardante una domanda di regolarizzazione amministrativa di un intervento edilizio ai sensi degli artt. 36 e 38 T.U. edilizia poiché in tale fattispecie il silenzio serbato dall’amministrazione ha un valore legale tipico di rigetto e, pertanto, tale rigetto deve essere impugnato con l’azione di annullamento nel termine di 60 giorni decorrenti dalla formazione del silenzio-rigetto; sull’inammissibilità del cumulo delle domande di accertamento dell’illegittimità del silenzio rifiuto e di annullamento, non potendosi introdurre due distinti mezzi, disciplinati da differenti riti ed aventi diverso oggetto e contenuto, attesa l’incompatibilità del procedimento camerale in materia di silenzio-rifiuto con quello ordinario di natura impugnatoria anche a seguito dell’introduzione dell’art. 32 c.p.a. alla stregua del quale rimane preclusa la possibilità di cumulo di domande connesse soggette a riti diversi nel caso del rito speciale avverso il silenzio;

Tar Umbria, 23 novembre 2017, n. 720, sull’illegittimità del foglio di via obbligatorio adottato in assenza di opportune verifiche volte ad escludere la sola finalità elusiva dell’invocata tutela del diritto fondamentale della persona alla tutela dell’unità familiare ex art. 8 CEDU, il quale può essere legittimamente limitato solo in forza di una disposizione di legge, nei limiti di quanto imposto per assicurare la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale o la protezione dei diritti e delle libertà altrui e se proporzionate al fine legittimo perseguito;

Tar Umbria, 23 novembre 2017, n. 721, sulla legittimità del provvedimento di revoca del porto di fucile per uso venatorio in caso di condanna penale per lesioni personali e violazione di domicilio ex artt. 582 e 614 c.p., essendo tali reati annoverati tra quelli che ai sensi dell’art. 43 T.U.L.P.S. non lasciano alcuna discrezionalità in capo all’Amministrazione in ordine al rifiuto o alla revoca delle licenza in materia di porto d’armi, anche quando intervenga la riabilitazione o si tratti di condanne risalenti nel tempo; sulla irrilevanza del rinnovo di tale licenza in un momento successivo al verificarsi dei fatti che hanno condotto alla condanna penale;

Tar Umbria, 28 novembre 2017, n. 722, sulla legittimità del provvedimento di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione nel caso in cui lo straniero che abbia perso la propria attività lavorativa abbia già usufruito del termine massimo di un anno previsto dalla normativa di settore per la permanenza sul territorio; sulla legittimità del provvedimento di diniego del permesso di soggiorno nel caso in cui la mancata traduzione di tale provvedimento nella lingua conosciuta dal destinatario extracomunitario non abbia impedito allo straniero di impugnarlo tempestivamente e di svolgere compiutamente le proprie difese, risultando, in tale fattispecie, del tutto ininfluente la relativa violazione formale;

Tar Umbria, 6 ottobre 2017, n. 723, sulla competenza del dirigente e non del sindaco a provvedere alla conservazione dello stato di fatto dei beni demaniali e delle strade comunali ad uso pubblico; sull’illegittimità dell’esercizio del potere di ordinanza in ordine all’uso di un bene di natura non pubblica e neppure soggetto ad una servitù di uso pubblico (nel caso di specie uno “stradello” non al servizio della generalità indifferenziata dei cittadini, quanto piuttosto oggetto di un’utilizzazione continuativa da parte dei soli residenti, per raggiungere i fabbricati ivi ubicati); sulla natura meramente dichiarativa della indicazione di una strada nell’elenco delle strade comunali (o vicinali) e sulla inidoneità di detta inclusione a comprovare di per sé la natura pubblica o privata di una strada; sull’irrilevanza ai fini della qualificazione di una strada quale pubblica della presenza delle reti idriche, del gas e della fognatura, non essendo esse espressione di un pubblico transito, ben potendosi giustificare in relazione all’esigenza di servire le abitazioni e dunque i proprietari ivi esistenti;

Tar Umbria, 6 ottobre 2017, n. 724, sulla tardività del ricorso avverso una concessione cimiteriale ed i relativi lavori di realizzazione di una edicola votiva poiché, analogamente al caso di impugnazione da parte di un terzo di titoli edilizi, il dies a quo per l’impugnazione decorre dalla data di ultimazione dei lavori edili, atteso che solo in quel momento i terzi possono apprezzare le caratteristiche delle opere realizzate e, quindi, avere contezza dell’esistenza e dell’entità dei profili di illegittimità eventualmente ravvisabili; sull’inammissibilità dell’azione di accertamento dell’inerzia serbata dall’amministrazione nell’esercizio dei poteri di inibitoria o di autotutela nei confronti di una S.C.I.A. nel caso in cui l’istanza sollecitatoria del terzo sia stata riscontrata in senso negativo dall’amministrazione non avendo essa ritenuto sussistenti i presupposti per l’esercizio di tali poteri, poiché in tale ipotesi il terzo ha l’onere di proporre immediata impugnazione, trattandosi di provvedimento immediatamente e direttamente lesivo della pretesa azionata, risultando l’azione “contra silentium” inammissibile una volta che l’inerzia dell’Amministrazione sia venuta meno già al momento della stessa proposizione del ricorso; sulla sussistenza per l’esercizio del potere di sollecitazione del terzo del termine decadenziale di sessanta giorni dalla lesività dell’intervento; sulla legittimità della SCIA in sanatoria di un’opera realizzata da un concessionario cimiteriale non applicandosi al caso di sepolcri a terra di modeste dimensioni la disciplina delle distanze tra edifici di cui all’art. 873 c.c. bensì solo quella del rapporto concessorio recata nel Regolamento di Polizia Mortuaria alla stregua del quale le opere realizzate non devono arrecare nocumento alle opere confinanti e ad ogni modo operando in tali ipotesi il principio generale per cui la posizione del concessionario di area demaniale è comunque recessiva rispetto alle esigenze di tutela dell’ordine e buon governo del cimitero anche in ordine alle distanze tra le opere;

Tar Umbria, 28 novembre 2017, n. 728, sul difetto di competenza territoriale in favore del Tar Lazio nel caso in cui si contesti, anche in via subordinata, la legittimità di un atto a portata generale che consenta la partecipazione dell’operatore economico a livello nazionale a tutte le procedure indette da qualsia pubblica amministrazione operante sul mercato digitale come il provvedimento di abilitazione al M.E.P.A.;

Tar Umbria, 30 novembre 2017, n. 729, sulla natura dell’ordinanza contingibile ed urgente ex art. 54, T.U.E.L. che presuppone una situazione di pericolo effettivo per l’incolumità pubblica per situazioni non tipizzate dalla legge che non possono essere affrontate con alcun altro tipo di provvedimento (nella fattispecie de qua relativa alla rimozione di un autocarro di bombole GPL); sulla competenza dei Vigili del Fuoco alla generale verifica in materia di prevenzione di incendi ai sensi del d.lgs. n. 139 del 2006, non potendosi invece far riferimento a quella descritta nel D.P.R. n. 151 del 2011; sull’inapplicabilità nel caso di specie del d.lgs. 35 del 2011 (A.D.R. 2009) in quanto si tratta di disposizioni inerenti al trasporto di merci pericolose;

Tar Umbria, 30 novembre 2017, n. 730, sul difetto di legittimazione passiva del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel caso di revoca di contributo agricolo comunitario erogato da A.G.E.A., in quanto, quest’ultima, è l’autorità incaricata per Legge alla erogazione del contributo in questione; sull’irrilevanza della mancata comunicazione degli eredi del decesso del de cuius entro il termine di 10 giorni di cui all’art. 72 del reg. CE 796/2004, trattandosi di termine ordinatorio;

Tar Umbria, 30 novembre 2017, n. 743, motiva in fatto in ordine ad un’ordinanza con la quale è stata disposta la rimozione di silobag allocati in area differente da quella oggetto di autorizzazione in relazione all’effettivo proprietario del terreno;

Tar Umbria, 30 novembre 2017, n. 744, sul difetto di motivazione di un provvedimento di diniego uniformato al parere negativo della Soprintendenza nel caso in cui quest’ultimo si basi essenzialmente sul fatto che l’intervento proposto risulterebbe in contrasto con il vincolo indicato nella D.G.R. n. 566 del 1994 e con i canoni di qualità paesaggistica dei luoghi di riferimento senza riportare le concrete ragioni; sulla natura, nel caso di specie di vincolo relativo, anziché assoluto, che postula un puntuale accertamento caso per caso delle caratteristiche dell’intervento illustrando le specifiche lesioni che da esso derivano al bene paesaggistico oggetto di tutela;

*   *   *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di novembre  2017 sono: dalla n. 670 alla n. 683, n. 686, n. 690, n. 691, n. 694, dalla n. 699 alla n. 703, n. 705, n. 711, n. 714, n. 726, dalla n. 731 alla n. 742;

 

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 706, n. 709, n. 710;

 

si segnala, infine, che sono stati emanati anche i seguenti ulteriori provvedimenti: una sentenza dichiarativa dell’estinzione (n. 688), due ordinanze dichiarative dell’interruzione (n. 712, n. 725), una sentenza di ottemperanza su decreto ingiuntivo del Giudice di Pace (n. 713), un’ordinanza interlocutoria (n. 727).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numero 669 e 716.

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2017

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre e il 31 dicembre 2017

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per gli elenchi delle decisioni degli anni dal 2010 al 2017

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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