Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2016 (dalla n. 631 alla n. 689)

 75) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 14 ottobre 2016, n. 633, sulla rinuncia al ricorso che - specie nei giudizi di carattere non impugnatorio - non costituisce esercizio di un diritto potestativo in capo alla parte ricorrente, essendosi invece espressamente prevista la facoltà di opposizione delle controparti, laddove sussista il relativo interesse sostanziale alla definizione nel merito;

 

Tar Umbria, 19 ottobre 2016, n. 642, sulla qualifica di erede designato che rappresenta, ex art. 24, comma 7, della Legge 7 agosto 1990, n. 241 una situazione giuridicamente rilevante che legittima a pretendere l’esibizione di atti potenzialmente capaci di giovare alla salvaguardia della posizione ereditaria dell’istante, qualora la porzione di patrimonio a quest’ultimo destinata in forza di atto di ultime volontà sia stata successivamente trasferita dallo stesso testatore con atto inter vivos; sull’insussistenza di un interesse giuridicamente tutelabile all’accesso agli atti in qualità di erede designato laddove il testamento pubblico su cui si basa tale aspirazione risulta essere revocato;  sulla mancanza di interesse al diritto di accesso agli atti sulla salute del testatore da parte del ricorrente che ha perduto la qualifica di erede designato basata sul prospettato esercizio dell’azione di nullità di un atto di compravendita;

 

Tar Umbria, 19 ottobre 2016, n. 643, sul rispetto delle garanzie partecipative in un procedimento concernente l’espropriazione e l’occupazione in via d’urgenza laddove l’Amministrazione abbia provveduto alla pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento di esproprio nelle forme di pubblicità-notizia di cui all’art. 224, comma 6, della Legge Regionale 25 gennaio 2015, n. 1 nel caso in cui i destinatari siano un numero di soggetti superiore a quello massimo previsto per le comunicazioni individuali unitamente alla possibilità per gli espropriati di visionare i progetti relativi con specificazione delle particelle da espropriare;

 

Tar Umbria, 19 ottobre 2016, n. 653, sull’onere di immediata impugnazione delle clausole di un bando di gara pubblica che impediscono la partecipazione o impongono oneri manifestamente incomprensibili o del tutto sproporzionati ovvero che rendano impossibile la stessa formulazione dell’offerta; sull’interesse al ricorso che nasce per le altre previsioni di un bando, comprese quelle concernenti i criteri di valutazione e attribuzione dei punteggi, con gli atti che ne facciano applicazione quali l’esclusione o l’aggiudicazione definitiva a terzi, in quanto effettivamente lesivi della situazione giuridica tutelata;  sulla riconduzione dell’affidamento di un servizio di gestione di distributori automatici di snack e bevande nell’ambito della concessione di servizi; sulla nozione di concessione di servizi che si differenzia rispetto all’appalto di servizi in quanto il corrispettivo della fornitura consiste unicamente nel diritto di gestire i servizi o in tale diritto accompagnato da un prezzo; sulla necessità in materia di concessioni che l’offerta contenga, ai sensi dell’art. 30 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 e dell’art. 143, comma 7, il piano economico-finanziario della gestione per tutto l’arco temporale prescelto al fine di individuare anche nell’interesse della stazione appaltante un canone minimo congruo, ottenendo la migliore gestione del servizio possibile con ottimale impiego delle risorse; sulla nozione di importo totale pagabile che ai sensi dell’art. 29, comma 1, d.lgs. n. 163/2006 ricomprende il flusso dei corrispettivi pagati dagli utenti per i servizi in concessione; sulla nozione di equilibrio economico finanziario (la capacità che i flussi di corrispettivi stimati dall’Amministrazione consentano durante la durata del contratto il rientro dagli investimenti) che costituisce;

 

Tar Umbria, 19 ottobre 2016, n. 658, sulla legittimità o meno del diniego di un piano attuativo finalizzato al recupero a fini abitativi di un annesso rurale; sui rapporti tra il piano di recupero abitativo e la pregressa sanatoria delle opere in questione; sull’applicabilità del principio della c.d. “doppia conformità” anche all’ipotesi di piano di recupero abitativo finalizzato alla regolarizzazione postuma del cambio di destinazione d’uso già di fatto intervenuto sul manufatto;

 

Tar Umbria, 25 ottobre 2016, n. 660, sulla legittimità o meno della concessione temporanea di occupazione di suolo pubblico per l’esercizio di attività di somministrazione di alimenti e bevande; sulla inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione a ricorrere, ai sensi dell’art. 35 c. 1, lett. b) del c.p.a.; sul rapporto tra il c.d. “diritto di insistenza” ed il principio comunitario di libera concorrenza con riguardo alla concessione di beni demaniali; sulla non annullabilità del provvedimento affetto da vizio meramente formale in applicazione dell’art. 21-octies, comma secondo, ultimo capoverso, della legge n. 241 del 1990;

 

Tar Umbria, 28 ottobre 2016, n. 672, sulla disciplina delle espropriazioni forzate per causa di pubblica utilità ed in particolare sui termini entro i quali devono cominciarsi e compiersi le espropriazioni ed i lavori che, ai sensi dell’art. 13 della L. 25 giugno 1865, n. 2365 (applicabile ratione temporis), devono essere indicati nell’atto con cui si dichiara un’opera di pubblica utilità e, trascorsi i quali, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace e non potrà procedersi alle espropriazioni se non in forza di una nuova dichiarazione;

 

Tar Umbria, 28 ottobre 2016, n. 674, sulla comunicazione di avvio del procedimento amministrativo ex art 7, L. 7 agosto 1990, che in caso di ordinanza di demolizione costituisce una comunicazione superflua posto che provvedimento non avrebbe potuto avere un contenuto diverso da quello in concreto adottato; sull’obbligo di titolo edilizio per serre non precarie destinate ad attività florovivaistica; 

 

Tar Umbria, 28 ottobre 2016, n. 677, sulla permanenza della giurisdizione in capo al G.A., anche quando la materia del contendere verte sulla pretesa dell’appaltatore all’effettuazione di lavori aggiuntivi in variante collocandosi nella fase strettamente esecutiva del contratto, poiché l’approvazione della variante involge aspetti inerenti l’affidamento di lavori pubblici nella forma di atti di sottomissione ovvero di contratti accessori al contratto di appalto, con conseguente attrazione nella giurisdizione esclusiva del G.A. ai sensi dell’art. 133, c. 1, lett. e), 1 c.p.a.; sui presupposti per l’applicazione da parte della Stazione Appaltante delle varianti di cui all’art. 132 del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163; sugli oneri dell’appaltatore che è tenuto, nei limiti del c.d. “quinto d’obbligo”, all’esecuzione alle medesime condizioni del contratto dei lavori aggiuntivi, potendo oltre tale importo chiedere la risoluzione del rapporto ai sensi dell’art. 161, comma 12, D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, mentre il soggetto aggiudicatore procede alla risoluzione del contratto e indice una nuova gara soltanto in caso di varianti di cui al comma 1, lett. e), “errori di progettazione”, dell’art. 132, d.lgs. n. 163/2006, eccedenti il quinto dell’importo originario del contratto; sulle variazioni ordinate dal committente che, ai sensi dell’art. 1661 c.c. e 161 del Regolamento, non debbono comportare notevoli modificazioni della natura dell’opera o dei quantitativi nelle singole categorie di lavori, con conseguente rilevanza ai fini della natura sostanziale o meno della variante, non solo della attinenza rispetto a quelli contrattuali ma anche dell’importanza del contratto, ovvero dell’importo;

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di ottobre 2016 sono: dalla n. 634 alla n. 641, n. 644, dalla n. 647 alla n. 652, dalla 654 alla 657, n. 659, dalla 661 alla 671, n. dalla 678 alla 689;  

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: 645, n. 646, n. 673, n. 675, n. 676;

 

infine, sono state emanate anche due ordinanze interlocutorie (n. 631, n. 632), un’ordinanza di i sentenza dichiarativa dell’estinzione (n. 600), due ordinanze interlocutorie (n. 594, n. 625), due ordinanze collegiali ed un decreto di liquidazione del compenso (n. 621, n. 622, n. 623) e due sentenze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di provvedimenti del G.O. (n. 626, n. 627).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 653 e 671


per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2016

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