sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2014 (dalla numero 506 alla numero 525)

52) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria. La pubblicazione di questo mese si deve al contributo di Alessandro Bovari, Maria Di Paolo, Azzurra Pellegrini, Marta Polenzani e Alessio Tomassucci

 

Tar Umbria, 10 ottobre 2014, n. 506, sulla legittimità o meno del provvedimento di non ammissione all'anno scolastico successivo adottato dall'Amministrazione scolastica nei confronti di un alunno affetto da disturbo specifico dell'apprendimento (D.S.A.); sulla violazione della legge n. 170/2010 per mancata attivazione delle misure compensative dispensate in favore degli alunni affetti da DSA; sui presupposti necessari e sulle modalità di adozione delle misure compensative e dispensative che l'Istituto scolastico ha l'onere di predisporre in favore dell'alunno affetto da disturbo dell'apprendimento;

 

Tar Umbria, 10 ottobre 2014, n. 507, sulla legittimità o meno del provvedimento di non ammissione all'esame di Stato adottato dall'Amministrazione scolastica nei confronti di alunno affetto da disturbo specifico dell'apprendimento (D.S.A.); sulla genericità e lacunosità del piano didattico di apprendimento predisposto dall'Istituto scolastico e previsto dalla legge n. 170/2010 e sulla contraddittorietà dello stesso con la diagnosi clinica dell'alunno; sulle corrette modalità di applicazione delle misure compensative e dispensative nei confronti dell'alunno affetto da disturbi dell'apprendimento e sulla necessità di un continuativo controllo e monitoraggio delle misure predisposte da parte dell'Istituto scolastico;

 

Tar Umbria, 10 ottobre 2014, n. 508, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 10 ottobre 2014, n. 509, sull’illegittimità per difetto di istruttoria dell’ordinanza di demolizione di recinzione asseritamente costruita da una distanza inferiore dal ciglio stradale rispetto a quella indicata nel permesso di costruire (relativo anche ad ulteriori opere) in assenza di una misurazione puntuale della detta distanza; sulla non accoglibilità della richiesta risarcitoria articolata in modo assolutamente generico;

 

Tar Umbria, 10 ottobre 2014, n. 510, sulla legittimità, anche antecedentemente all’entrata in vigore della L.R. n. 8/2011, della ristrutturazione edilizia c.d. pesante, ossia comportante, in ipotesi estrema, la demolizione e ricostruzione del manufatto senza rispettare con assoluta fedeltà le caratteristiche planovolumetriche e la posizione del sedime; sulla possibilità di ottenere la sanatoria di detto manufatto, ai sensi dell’art. 17 della L.R. n. 21/2004, a seguito dell’eliminazione delle opere difformi dalla disciplina urbanistico-edilizia vigente, sia al momento della realizzazione, che al momento della richiesta; sull’applicabilità, nel processo amministrativo, del principio iura novit curia, con conseguente potere del Giudice di individuare, in via interpretativa, ulteriori norme di cui le tesi delle parti comportino una possibile considerazione:

 

Tar Umbria, 10 ottobre 2014, n. 511, sulla necessità del possesso del requisito dell’accreditamento per l’ammissione alla pianificazione della formazione professionalizzante in ambito sanitario e sulla natura di sistema “ organizzativo aperto” della disciplina dell’accreditamento; sulla contraddittorietà, e conseguente inammissibilità  delle relative censure, tra contestazione di contegno omissivo e azione di impugnazione del provvedimento espresso; sulla idoneità della “ relazione di concorrenza” a costituire legittimazione attiva al ricorso ed interesse a ricorrere; sulla non necessità del previo svolgimento di attività formative per raggiungere il c.d “ livello soglia” dell’accreditamento; sulla inapplicabilità dell’art. 120 c.p.a. , e della relativa dimidiazione dei termini, là dove difetti qualsiasi procedimento di valutazione comparativa concorrenziale ( e quindi in materia di accreditamento e pianificazione della formazione professionalizzante); sulla sufficienza della motivazione allorché vi sia preventiva graduazione del punteggio con sostanziale esclusione della discrezionalità valutativa della Amministrazione; sulla appartenenza della formazione professionale alla competenza esclusiva regionale ai sensi dell’art. 117 Costituzione; sulla non applicabilità della sospensione feriale dei termini alla proposizione del ricorso straordinario, nonostante la sua assimilazione, ma non equiparazione,  ad un rimedio giustiziale; sulla idoneità dell’espletamento di attività formative non autorizzate a determinare la decadenza, di natura sanzionatoria, dalla relativa autorizzazione provvisoria e sulla sostanziale equiparazione tra decadenza dell’autorizzazione provvisoria al mancato rilascio dell’autorizzazione stessa;

 

Tar Umbria, 22 ottobre 2014, n. 512, sulla imprescindibile necessitò, alla luce dell’interesse pubblico alla stabilità del risultato elettorale, che il termine per la proposizione dell’azione per la proposizione del ricorso elettorale ex art. 130 c.p.a. decorra dalla proclamazione degli eletti ( essendo stato il ricorso proposto oltre il termine, ne dichiara l’irricevibilità);

 

Tar Umbria, 25 ottobre 2014, n. 513, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 23 ottobre 2014, n. 514, sulla natura delle controversie inerenti la contestazione degli oneri di urbanizzazione allorché non vengano impugnati atti autoritativi generali presupposti e sulle conseguenze che da tale natura discendono quanto ad individuazione delle azioni che possono essere proposte e ai relativi termini; sul diritto dei soggetti interessati di contestare, mediante azione di accertamento, l’erroneità della quantificazione operata dall’Amministrazione secondo i criteri fissati in via normativa o regolamentare, indipendentemente dalla rituale impugnazione degli atti “impositivi” emanati, che si risolvono in mere operazioni materiali; sui presupposti per procedere al ricalcolo della parte di contributo afferente al costo di costruzione poiché va riferito al solo dato oggettivo della realizzazione dell’edificio, diversamente dalla parte attinente agli oneri di urbanizzazione laddove rileva l’eventuale aumento del carico urbanistico indotto dalla nuova destinazione d’uso del manufatto; sul passaggio dalla destinazione produttiva a quella residenziale che implica il passaggio ad una autonoma categoria funzionale, con incremento del carico urbanistico dovuto alla presenza di persone stabilmente residenti nell’immobile; sul dovere di pagare la quota relativa al costo di costruzione anche in presenza di una trasformazione edilizia che indipendentemente dall’esecuzione fisica di opere si rileva produttiva di vantaggi economici ad essa connessi, situazione che si verifica per il mutamento di destinazione o comunque per ogni variazione anche di semplice uso che comporti un passaggio tra due categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico;

 

Tar Umbria, 23 ottobre 2014, n. 515, sulla domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di infermità con concessione dell’equo indennizzo di un dipendente della Polizia di Stato; sui presupposti necessari al fine di ritenere le infermità e le lesioni dipendenti da fatti di servizio; sulla necessità che i fatti di servizio siano stati causa ovvero concausa efficiente (allorchè connotano la genesi della malattia) e determinante (allorchè i fatti di servizio assurgono a ruolo di elementi preponderanti ed idonei ad influire sul determinismo del male, nel senso che in loro difetto questo non sarebbe insorto o non si sarebbe aggravato) con esclusione di circostanze o condizioni del tutto generiche; sulla necessità che, ai fini del riconoscimento della causa di servizio, l’attività lavorativa possa con certezza ritenersi, quantomeno, concausa efficiente e determinante della patologia lamentata, non potendo farsi ricorso a presunzioni di sorta e non trovando applicazione, diversamente dalla materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, la regola contenuta nell’art. 41 c.p., per cui il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell’equivalenza delle condizioni; sul sindacato del giudice amministrativo con riferimento alle valutazioni tecniche inerenti il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una determinata infermità (trattasi di provvedimento discrezionale) che non deve limitare il proprio apprezzamento ad un esame estrinseco della valutazione discrezionale secondo i parametri di logicità, congruità e completezza dell’istruttoria dovendo invece l’oggetto del giudizio estendersi alla esatta valutazione discrezionale secondo i parametri della disciplina nella fattispecie applicabile; sull’applicazione del principio di effettività della tutela delle situazioni soggettive protette rilevanti a livello comunitario (principio imposto anche dall’art. 6 CEDU);   

 

Tar Umbria, 23 ottobre 2014, n. 516, sull’ammissibilità ai sensi dell’art. 32, 1 comma, C.P.A. del ricorso cumulativo proposto avverso più provvedimenti diversi, qualora esistano oggettivi elementi di connessione; sulla rilevanza di una C.T.U. depositata nell’ambito di un procedimento penale pendente e riferita ad una situazione fattuale antecedente rispetto ai fatti di causa; sul contenuto vincolante delle ordinanze con le quali si impone la rimozione di opere edilizie di per sé idoneo ad escludere l’applicabilità dell’art. 7 L. 7 agosto 1990 n. 241; sull’equipollenza dell’ordinanza di sospensione alla comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 cit.; sulla funzione del termine di gg. 45 fissato dall’art. 27, 3 comma, D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 per adottare l’ordinanza di demolizione dopo l’emanazione di quella di sospensione dei lavori; 

 

Tar Umbria, 23 ottobre 2014, n. 517, sulle ordinanze contingibili ed urgenti ex art. 54 T.U.E.L. che, potendo essere adottate dal Sindaco in veste di ufficiale del Governo solamente quando si tratti di affrontare situazioni di carattere eccezionale ed impreviste, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall’Ordinamento, richiedono un’approfondita istruttoria e un’adeguata motivazione; sulla preesistente conoscenza della situazione di grave pericolo che non è preclusiva dell’utilizzo dello strumento extra ordinem, atteso che l’assoluta imprevedibilità della situazione da affrontare non è richiesta dalla norma in oggetto; sull’incompatibilità con lo strumento delle ordinanze contingibili ed urgenti delle regole procedimentali poste a presidio della partecipazione del privato ai sensi dell’art. 7 L. 7 agosto 1990 n. 241; sul diverso campo di applicazione delle ordinanza extra ordinem rispetto ai provvedimenti ex art. 22-bis T.U.E.L. relativamente all’occupazione d’urgenza; sulla competenza della Giunta Comunale ad approvare un progetto di viabilità interna;

 

Tar Umbria, 23 ottobre 2014, n. 518, sul criterio di riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in materia di contributi e sovvenzioni pubbliche; sulla giurisdizione del G.O. in ordine alla revoca dell’ammissione al beneficio laddove, successivamente alla ammissione della propria domanda e la formulazione della graduatoria dei progetti finanziabili, l’Amministrazione contesti il mancato adempimento degli obblighi assunti con la domanda stessa, tra l’altro causativi di responsabilità penale per i beneficiari;

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 519, sull’inapplicabilità per i debiti dell’Amministrazione della regola del pagamento al domicilio del creditore, stabilita dall'art. 1182 c.c. pur in carenza attuale dell’effettivo accredito della somma dovuta; dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (fattispecie relativa ad un giudizio per l’equa riparazione);

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 520, sulla comminatoria delle penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), C.P.A., che è ammissibile per tutte le decisioni di condanna di cui all’art. 113 C.P.A., ivi comprese quelle aventi ad oggetto prestazioni di natura pecuniaria, nonché di corresponsione di indennizzo a titolo di equa riparazione per eccessiva durata del processo di cui alla L. 89/2001 “Pinto”, salvo che il Giudice ravvisi che ciò sia manifestamente iniquo e/o che sussistano altre ragioni ostative; dichiara il ricorso in parte improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ed in parte lo respinge (fattispecie relativa ad un giudizio per l’equa riparazione);

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 521, sulla comminatoria delle penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), C.P.A., che è ammissibile per tutte le decisioni di condanna di cui all’art. 113 C.P.A., ivi comprese quelle aventi ad oggetto prestazioni di natura pecuniaria, nonché di corresponsione di indennizzo a titolo di equa riparazione per eccessiva durata del processo di cui alla L. 89/2001 “Pinto”, salvo che il Giudice ravvisi che ciò sia manifestamente iniquo e/o che sussistano altre ragioni ostative; dichiara il ricorso in parte improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ed in parte lo respinge (fattispecie relativa ad un giudizio per l’equa riparazione);

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 522, dichiara cessata materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 523, dichiara cessata materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 524, dichiara cessata materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 27 ottobre 2014, n. 525 dichiara cessata materia del contendere (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.).

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 506,  507, 510, 511, 512, 516, 517 e 518

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre  e il 30 settembre 2014

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per il sommario delle decisioni pubblicato tra il 1 novembre e il 30 novembre 2014

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 - 2014

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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