Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2015 (dalla n. 356 alla n. 439)

63) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 4 settembre 2015 n. 357, sulla natura non essenziale, né falsa, dell’irregolarità consistente nella mancata dichiarazione delle condanne penali riportate dagli amministratori cessati, laddove la stessa sia derivata dall’errata barratura di una casella; sull’irrilevanza della modifica, in sede di procedura di gara, della ragione sociale senza che la stessa sia stata comunicata alla stazione appaltante; sulla legittimità della verifica di anomalia dell’offerta eseguita dal responsabile unico del procedimento;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2015 n. 358, sull’illegittimità dell’ordinanza di demolizione di una veranda in legno laddove non sia dimostrato che l’opera sia stabilmente infissa al suolo e destinata ad un utilizzo non meramente occasionale;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2015 n. 359, sull’applicazione del principio di non contestazione o di argomenti di prova sfavorevoli nel processo amministrativo;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2015 n. 360; sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo nelle controversie insorte tra datore di lavoro ed INPS in relazione ai provvedimenti con i quali è stata rifiutata la cassa integrazione guadagni (ordinaria o straordinaria); sulla legittimità del provvedimento di rigetto della domanda di CIG laddove sia stato superato il limite massimo del periodo entro cui il beneficio può essere concesso;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2015 n. 361, sull’insussistenza della nullità del verbale di accertamento di infrazione, in base al quale è stata poi irrogata una sanzione amministrativa, che è stato sottoscritto da soggetti non coinvolti nell’evento a distanza di alcuni giorni dalla sua verificazione; sul valore probatorio del verbale e sui suoi diversi livelli di attendibilità ai fini della prova; sull’insussistenza dell’obbligo del Questore, in sede di adozione del provvedimento di sospensione di una licenza di porto di fucile, di una rivalutazione dei fatti esposti nel verbale redatto da altra Amministrazione, tranne che nei casi di manifesta abnormità; sulla legittimità del provvedimento di sospensione della licenza di porto di fucile fino alla definizione del provvedimento giudiziale;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2015 n. 362, sull’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso proposto avverso l’ordinanza di demolizione laddove sia stata nelle more presentata domanda di accertamento di conformità; sulla natura di provvedimento plurimo, a carattere scindibile, della deliberazione del consiglio comunale con la quale è stata approvata la variante urbanistica diretta, tra l’altro, all’individuazione e catalogazione dei beni culturali “sparsi” nel territorio comunale e sulla conseguente necessità, ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione, della notifica individuale, non essendo all’uopo sufficiente la mera pubblicazione della variante urbanistica secondo la disciplina vigente; sulla necessità della sussistenza della conformità delle opere edilizie allo strumento urbanistico generale tanto al momento della loro realizzazione quanto a quello di presentazione della domanda (cd. doppia conformità) per l’accoglimento della domanda di accertamento di conformità;

 

Tar Umbria, 10 settembre 2015, n. 363, sulla giurisdizione di legittimità del G.a. con riferimento alle controversie aventi ad oggetto l’annullamento di provvedimenti e/o atti adottati dal commissario liquidatore di una cooperativa sociale posta in liquidazione coatta amministrativa stante la natura autoritativa dei medesimi; sulla superfluità in caso di provvedimento amministrativo basato su una motivazione plurima di esaminare la fondatezza delle censure addotte dal ricorrente avverso gli ulteriori motivi posti a fondamento del provvedimento impugnato, una volta accertata la legittimità anche di uno solo dei motivi posti a fondamento del medesimo.

 

Tar Umbria, 10 settembre 2015, n. 364, sulla legittimità della pronuncia di decadenza dall’aggiudicazione in caso di incompletezza dei dati contenuti nella documentazione forbita da un’impresa concorrente in una procedura ad evidenza pubblica per dimostrare l’esistenza dei requisiti; sulla conformità dell’assorbimento dei motivi di gravame per ragioni di economia del giudizio rispetto al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato nel giudizio impugnatorio di primo grado. 

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 365, sulla sufficienza della motivazione consistente in un punteggio numerico assegnato agli elementi di valutazione presi in considerazione dalla Commissione di gara, a condizione che i criteri di valutazione siano chiaramente ed adeguatamente prefissati, mediante la previsione di punteggi minimi e massimi; sulla facoltà della Commissione di gara di esplicitare le ragioni dell’attribuzione del punteggio numerico per supplire al deficit motivazionale configurabile nel caso in cui il punteggio numerico sia abbinato a criteri di valutazione non sufficientemente dettagliati; sul divieto di utilizzare le difese in sede giudiziaria per integrare i provvedimenti amministrativi impugnati;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2015, n. 368, sulla etrointegrazione del bando di una procedura concorsuale tramite norme imperative c.d. auto esecutive poste a tutela dell’ordine pubblico in vigore alla pubblicazione de bando; sul dovere della P.A. di garantire il rispetto dei parametri dell’azione amministrativa di cui alla L. n. 241/1990 ogni qual volta il privato entri in contatto con la stessa, stante il c.d. “contatto sociale qualificato” caratterizzante il rapporto procedimentale; sulla responsabilità precontrattuale della P.A. per scorretta gestione del procedimenti di gara in caso di lesione in capo al concorrente di una posizione di affidamento incolpevole in merito all’aggiudicazione o, quantomeno, in merito alla conclusione della gara;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2015, n. 367, sulla necessità di ravvisare un interesse pubblico alla base di qualsiasi elargizione di denaro ai privati da parte della P.A. in modo da giustificare la condizione particolare del beneficiario rispetto agli altri componenti della collettività;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 369, sulla piena conoscenza del provvedimento di aggiudicazione provvisoria ed aggiudicazione definitiva dell’affidamento in concessione notificato a mezzo PEC, in quanto questa costituisce una modalità di comunicazione espressamente prevista dall’art. 79 D. Lgs. n. 163/2016; sulla riconducibilità dell’affidamento in concessione nella nozione di “contratti di appalto”  di cui all’art. 3 D. Lgs. n. 163/2006, con conseguente applicazione del rito speciale di cui all’art. 120 C.p.a. relativo all’impugnazione di provvedimenti delle procedure di affidamento relative a pubblici lavori, servizi o forniture; sulla configurabilità dell’errore scusabile nel processo amministrativo soltanto in caso di oscurità della normativa ovvero di oscillazioni giurisprudenziali ovvero ancora in presenza di ambiguità nel comportamento della P.A.;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 371, sulla essenzialità della regolarizzazione della posizione retributiva, contributiva e fiscale da parte del datore di lavoro dello straniero occupato irregolarmente affinché lo sportello unico per l’immigrazione possa rilasciare il permesso di soggiorno per attesa occupazione ex art. 5 D.Lgs. n. 109/2012;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 372, sulla c.d. “white list” che per le attività imprenditoriali definite come maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa dall’art. 1, comma 53, Legge 6 novembre 2012, n. 190, consiste in un elenco istituito presso ogni prefettura, nel quale è disposta l’iscrizione dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori operanti nei medesimi settori ad opera della Prefettura della Provincia in cui il soggetto richiedente ha la propria sede; sul quadro normativo generale in materia di “white list” e sui presupposti per la richiesta d’iscrizione; sul rapporto tra iscrizione in una “white list” e l’informativa interdittiva antimafia; sulle differenze tra banca dati nazionale unica della documentazione antimafia e “white list”; sul potere di ciascuna Prefettura di effettuare verifiche periodiche sulla perdurante insussistenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa le cui situazioni a norma dell’art. 84, D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 sono desunte, in parte da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, in parte da comportamenti degli stessi richiedenti ed in parte da accertamenti che compie il Prefetto anche avvalendosi dei poteri delegati dal Ministero dell’Interno, ovvero facendo uso del Gruppo interforze; sul legame familiare come presupposto per l’adozione di un provvedimento interdittivo antimafia (motiva in fatto sulla legittimità di una revoca della informativa liberatoria rilasciata per l’iscrizione in una “white list”);

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 375, sul Piano per Insediamenti Produttivi (P.I.P.) di cui all'art. 27, Legge 22 ottobre 1971 n. 865 che è uno strumento urbanistico di natura attuativa, dotato di efficacia decennale dalla data di approvazione ed avente valore di piano particolareggiato di esecuzione, la cui funzione è quella di incentivare le imprese, offrendo ad un prezzo politico le aree occorrenti per il loro impianto ed espansione; sul termine di efficacia di dieci anni del piano, trascorso il quale, l’Amministrazione non può disporre alcuna proroga dello stesso, in quanto l’approvazione comporta una dichiarazione di pubblica utilità delle opere nello stesso previste, nonché il vincolo preordinato all’espropriazione, conseguenze, queste, che possono discendere solo da atti previsti dalla Legge (art. 12 D.P.R. 8 giungo 2001 n. 327; annulla una variante al P.A.I.P. attinente ad aree coincidenti con aree già oggetto di precedenti varianti parziali al PRG ed al P.A.I.P. stesso);

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 376, motiva in fatto sull’illegittimità del rigetto della domanda di equo indennizzo richiesta da un dipendente pubblico in conseguenza dell’eventuale riconoscimento della dipendenza da servizio di alcune patologie; 

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 377, sulla responsabilità della conformità delle opere alla normativa urbanistica ed edilizia che, ai sensi dell’art. 5 L.R.U. 3 novembre 2004, n. 21, grava anche sul proprietario del bene; sull’onere della prova circa la data della realizzazione di un’opera abusiva che spetta a chi ha commesso l’abuso, il quale deve allegare concreti elementi a supporto della propria affermazione; sull’idoneità della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà a provare l’esistenza del manufatto antecedentemente al 1967, allorquando tale dichiarazione non venga contestata (come nel caso in oggetto) dal Comune;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 378, sul diritto di accesso che deve essere garantito ai richiedenti alla documentazione amministrativa, la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici come previsto dall’art. 24, comma 7, Legge 7 agosto 1990, n. 241; sulla prevalenza di tale disposizione su ogni ipotesi di esclusione dell’accesso che diviene recessiva a fronte dell’esigenza contrapposta di tutela della difesa degli interessi giuridici del richiedente; sul dovere del Giudice che, nel caso l'accesso venga invocato per la cura o difesa degli interessi giuridici dell’istante, non può che compiere una valutazione in astratto della necessità difensiva evidenziata e della pertinenza del documento, non potendo giungere sino a sindacare la concreta utilità della documentazione ai fini della vittoriosa conclusione del giudizio;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 379, sulla responsabilità della conformità delle opere alla normativa urbanistica ed edilizia ed alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei piani di settore che grava sul il titolare del titolo abilitativo, sul proprietario, sul committente e sul costruttore, mentre differente è, invece, la posizione del direttore dei lavori, il quale risponde della conformità delle opere alle previsioni del titolo abilitativo ed alle modalità esecutive o prescrizioni stabilite dal medesimo; sul procedimento previsto dall’art. 12 della L.R.U. 3 novembre 2004, n. 21 “Interventi eseguiti in base a titolo abilitativo annullato” e sulla sua non sovrapponibilità con quello previsto dall’art. 18 della stessa Legge; sul principio del tempus regit actum che presidia l’azione amministrativa ed in ragione del quale la legittimità di un provvedimento non può essere sindacata alla stregua dello ius superveniens; sulla determinazione del costo di costruzione con riferimento all’intero compendio immobiliare realizzato nell’ambito di un intervento di demolizione e nuova ricostruzione, sottoposto al procedimento di cui all’art. 12 L.R.U. n. 21/2004 cit.;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 380, sulla procedibilità o meno del ricorso avverso l'ordinanza di demolizione per sopravvenuta carenza di interesse, in seguito alla presentazione dell'istanza di sanatoria; sulle conseguenze in ordine alla mancata comunicazione dell’ordine di demolizione all’Amministrazione preposta alla gestione del vincolo paesaggistico e sulla Amministrazione competente a ricevere tale comunicazione; sull'idoneità o meno del decorso del tempo a fondare un legittimo affidamento in capo al privato che abbia realizzato manufatti abusivi e sulla natura vincolata dell’ordinanza di demolizione in ordine alla valutazione delle ragioni di interesse pubblico alla rimozione dell'abuso;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 381, sulla natura tecnico-discrezionale del provvedimento autorizzatorio per l’esecuzione di opere o lavori su beni culturali ai sensi degli artt. 21 e 22 del d.lgs. n. 42 del 2004; sulle conseguenze dell'apposizione del vincolo di bene culturale in capo ad un manufatto abusivo e sulla possibilità di demolizione dello stesso;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 382, sulla mancata formazione del giudicato in relazione a capi di sentenza relativi a motivi di ricorso non esaminati, in quanto assorbiti, ovvero dichiarati improcedibili; sulle condizioni legittimanti l’applicazione della sanzione pecuniaria, ai sensi dell’art. 12 della l.r. n. 21 del 2004, in luogo della sanzione demolitoria della costruzione realizzata in violazione delle norme urbanistiche in materia di distacchi; sull'onere probatorio che incombe in capo al danneggiato in ordine quantificazione della domanda di risarcimento del danno proposta;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 384 (ordinanza), sulla competenza territoriale del T.A.R. Lazio, sede di Roma, in ordine alle controversie aventi ad oggetto una circolare emanata da un organo statale centrale ed impugnata come atto presupposto, la quale risulta idonea ad attrarre per connessione anche la competenza territoriale relativa ai successivi atti applicativi, ai sensi dell’art. 13, comma 4-bis, del C.P.A.;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 386, sulle condizioni legittimanti l’applicazione della sanzione pecuniaria, ai sensi dell’art. 12 della l.r. n. 21 del 2004, in luogo della sanzione demolitoria della costruzione realizzata in violazione delle norme urbanistiche; sul principio del tempus regist actum che presidia l’azione amministrativa e sulla insindacabilità del provvedimento alla stregua dello ius superveniens (ed in particolare del d.l. 21 giugno 2013, n. 69, che ha introdotto una più ampia nozione di “ristrutturazione edilizia”); sulla modalità di calcolo della sanzione pecuniaria di cui all’art. 12 della l.r. n. 21 del 2004 ed in particolare sui parametri da seguire per determinare l’importo del costo di costruzione dell'edificato;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 400, sulla necessità dell'autorizzazione soprintendentizia ex art. 21 c. 4, D.lgs. 42/2004 con riguardo all'edificazione di opere realizzate “in aderenza o appoggio” di un edificio vincolato e tutelato in via diretta; sulla necessaria acquisizione del parere soprintendentizio anche con riferimento ai vincoli imposti dopo la realizzazione del fabbricato abusivo, e nelle more della definizione della domanda di condono presentata; sulla applicabilità della sanzione pecuniaria sostitutiva in luogo di quella ripristinatoria ai sensi dell'art. 38, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, nonché dell’omologo art. 12 della L.R. Umbria n. 21/2004; sul necessario accertamento d'ufficio da parte dell'Amministrazione procedente in ordine all'effettiva possibilità di rimessione in pristino dell'edificato nelle ipotesi di intervento edilizio realizzato in forza di titolo abilitativo poi annullato;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 401, sull’improcedibilità del ricorso principale per sopravvenuta carenza di interesse nel caso in cui venga presentata istanza di sanatoria successivamente all’impugnazione dell’ordinanza di demolizione che rende inefficace tale provvedimento dovendo essere sostituito o dalla concessione in sanatoria o da un nuovo provvedimento sanzionatorio; (motivi aggiunti) sulla riconducibilità delle recinzioni realizzate senza opere murarie alla categoria delle opere edilizie libere in quanto, entro tali limiti, la recinzione rientra tra le manifestazioni del diritto di proprietà che comprende lo ius excludendi alios o comunque la delimitazione e l’assetto delle singole proprietà;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 402, sull’insussistenza di una posizione di aspettativa qualificata al mantenimento della più favorevole destinazione urbanistica impressa da un precedente Piano (Programma di Fabbricazione) non essendo all’uopo sufficiente la mera presentazione di un piano di lottizzazione in vigenza del suddetto Piano dal momento che esso è stato proposto all’Amministrazione comunale successivamente all’adozione del nuovo strumento urbanistico generale del tutto incompatibile con la realizzazione del progetto di lottizzazione; sull’ampio potere discrezionale dell’Amministrazione in merito alla programmazione dell’assetto del territorio che è soggetto ad obbligo di motivazione puntuale e specifico (in deroga al disposto di cui all’art. 13 comma 1 L. 241/1990) soltanto laddove sussista nei confronti del privato direttamente interessato dalle scelte urbanistiche una posizione di aspettativa qualificata, come quella discendente da una lottizzazione “approvata e convenzionata” o da un giudicato di annullamento del diniego di concessione edilizia o dalla reiterazione di un vincolo scaduto; sulla mancanza di tutela dell’aspettativa generica alla reformatio in melius della destinazione di zona in quanto cedevole dinanzi alla discrezionalità del potere pubblico di pianificazione urbanistica; 

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 403, sull’eccezione di incostituzionalità dell’art. 120 C.d.S. per contrasto con gli artt. 3, 16, 27 comma 3, 41 e 97 comma 2 Cost. per l’automatismo della completa revoca della patente in conseguenza dell’intervenuta condanna definitiva ai sensi dell’art. 444 c.p. per i reati di cui all’art. 73 d.P.R. 309/1990; sulla natura della revoca della patente di guida ai sensi dell’art. 120, comma 2, C.d.S. che non si configura come sanzione amministrativa ma consegue alla constatazione dell’insussistenza sopravvenuta dei requisiti morali prescritti per il conseguimento del titolo di abilitazione alla guida;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 404, sulla notifica tramite pec di un’ordinanza sindacale contingibile e urgente adottata ai sensi dell’art. 54 T.U.E.L. e sulla decorrenza dei termini per proporre impugnativa; sulla validità ed efficacia delle comunicazioni tramite posta elettronica certificata che possono essere contestate solo adducendo un difetto di funzionamento del sistema informatico o una causa di forza maggiore non imputabile al destinatario, ciò in quanto la comunicazione del documento informatico per via telematica risulta assistita, sul piano tecnico, dall’utilizzo di protocolli di trasmissione che ne assicurano l’assoluta affidabilità in ordine all’indirizzo del mittente, a quello del destinatario, al contenuto della comunicazione e all’avvenuto recapito del messaggio, tanto che l’art. 48, comma 2 D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale) equipara tale comunicazione alla notificazione per mezzo di posta ordinaria; sulla irricevibilità del ricorso notificato tardivamente rispetto alla data di notifica tramite posta elettronica certificata dell’ordinanza impugnata;  

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 407, sulla differenza tra consorzio di imprese artigiane ex art. 34, comma 1 lett. b) D.Lgs. 163/2006 e società cooperativa ex art 34, comma 1, lett. a) visto che in questa seconda ipotesi non risulta applicabile l’art. 35, D.Lgs. 163/2006 che consente di cumulare le attrezzature, il personale e i mezzi d’opera delle consorziate ai consorzi tra imprese artigiane (e ai consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro nonché ai consorzi stabili, anche in forma di società consortili) ma non alle cooperative; sulle caratteristiche  e sulla definizione di consorzio quale frazionamento dell’attività di impresa in una pluralità di fasi autonome ciascuna delle quali fa capo ad un distinto soggetto di diritto e dà luogo a separati rapporti giuridici  dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse; sull’utilizzo da parte di un consorzio fra società di cooperative di produzione e di lavoro per la partecipazione ad una procedura di gara dei requisiti suoi propri e nel novero di questi, facendo valere i mezzi nella disponibilità delle cooperative che costituiscono articolazioni organiche del soggetto collettivo, ossi suoi interna corporis; sul rapporto organico che lega le cooperative consoziate tale che l’attività compiuta dalle stesse è imputata organicamente al consorzio, come unico ed autonomo centro di riferimento di interessi; sui requisiti per la partecipazione alle gare dei consorzi tra imprese artigiane di cui alla legge 443/1985 che considera la peculiarità delle imprese artigiane solo per i limiti dimensionali e le restrizioni di talune attività ma per il resto nulla deroga alle caratteristiche dei consorzi; sull’onere del consorzio ex art. 35 D.Lgs. 163/2006 di dimostrare i requisiti di idoneità tecnica e finanziaria (salvo il cumulo di quelli posseduti dalle singole imprese consorziate per le attrezzature, i mezzi d’opera e l’organico medio annuo) che tutela l’amministrazione dall’inadempimento dell’aggiudicatario in quanto la responsabilità per gli obblighi contrattuali nei confronti della p.a. si appunta esclusivamente in capo al consorzio a prescindere dai segmenti di attività delle impresa consorziante, il consorzio risponde in proprio salvo che per i requisiti attinenti al cd. cumulo alla rinfusa; sull’interpretazione estensiva dell’art. 35 D.Lgs. 163/2006 sulle attrezzature, mezzi d’opera e organico nei confronti del criterio del cumulo alla rinfusa; sulla ratio dell’interpretazione estensiva di dare maggiori possibilità di sviluppo alle imprese sprovviste di sufficienti requisiti per accedere a determinate gare attraverso l’accrescimento delle facoltà operative, ottenibile non imponendo i requisiti in proprio né prescrivendo quote minime in capo alle consorziate; sull’impossibilità di estendere il concetto di consorzio stabile sino a comprendere le cooperative dato il collegamento genetico e funzionale del rapporto di scambio mutualistico con quello associativo;    

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 416, sul difetto di giurisdizione del G.A in favore del G.O. dei provvedimenti regionali sulle modalità di utilizzazione dei contributi che involgono posizioni di diritto soggettivo relative alla conservazione del finanziamento; sul criterio di riparto della giurisdizione  sui provvedimenti incidenti su contributi, finanziamenti e sovvenzioni erogate dalle amministrazioni che è fondato sul segmento procedurale interessato dal provvedimento oggetto  di vaglio giurisdizionale e sulla causale della contestata iniziativa dell’amministrazione distinguendo il momento statico della concessione del contributo da quello dinamico individuabile nell’impiego del contributo medesimo: al primo segmento spettante alla giurisdizione del giudice amministrativo, appartengono i provvedimenti comunque denominati di ritiro del contributo, anche susseguenti all’erogazione, ove costituiscano manifestazione del potere di autotutela amministrativa essendo ogni altra fattispecie di competenza del giudice ordinario; sulla materia delle sovvenzioni da parte della Pubblica Amministrazione la posizione del privato nella fase successiva all’attribuzione del beneficio assume il carattere del diritto soggettivo ogni volta che insorga controversia circa la conservazione della disponibilità della somma percepita di fronte alla contraria posizione assunta dalla Pubblica Amministrazione con provvedimenti variamente definiti (revoca, decadenza ecc.) emanati in funzione dell’attuazione del fine che si è voluto agevolare; sull’attrazione alla giurisdizione amministrativa delle controversie inerenti l’impugnazione dei soli atti di esercizio del potere di autotutela pubblicistica fondato sul riesame della legittimità o dell’opportunità dell’iniziale provvedimento di attribuzione del contributo e sulla valutazione dell’iniziale provvedimento di attribuzione del contributo e sulla valutazione dell’interesse pubblico, diversamente dagli atti variamente nominati espressione invece dello speciale potere di autotutela privatistica dell’Amministrazione con il quale, nell’ambito di un rapporto ormai paritetico l’Amministrazione fa valere le conseguenze derivanti dall’inadempimento del provato alle obbligazioni assunte per ottenere la sovvenzione, devolute alla giurisdizione dell’A.G.O.;

 

TAR Umbria, 11 Settembre 2015, n. 417, sull’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del G.A., sussistendo la giurisdizione ordinaria nelle controversie in materia di risarcimento danni da lesioni patite dal pubblico dipendente qualora sia stata addebitata alla Pubblica Amministrazione una condotta la cui capacità lesiva possa indifferentemente esplicarsi sia nei confronti dei dipendenti che degli estranei; sulla sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo limitatamente ai casi in cui sia stata denunciata una condotta tale da escludere qualsiasi rilevanza nei confronti dei soggetti non legati all'Amministrazione da un rapporto di pubblico impiego;

 

TAR Umbria, 11 Settembre 2015, n. 418, sull’infondatezza del ricorso con il quale è stato impugnato il “rapporto informativo relativo agli anni 2006, 2007, 2008, 2009” del Ministero dell’Interno con il quale è stato attribuito, per ciascuna annualità, giudizio “mediocre” ad un agente di Polizia, nonostante il procedimento penale a cui era stato sottoposto si sia concluso con sentenza di non luogo a procedere per prescrizione dei reati; sull’irrilevanza della sentenza di estinzione di reati per prescrizione, non essendo emersi, nel corso del dibattimento, elementi tali da legittimare una assoluzione nel merito del dipendente, rilevando, invece, la difformità della condotta tenuta rispetto a quella richiesta ad un operatore di polizia; sulla portata del principio per cui nei confronti del dipendente assolto dal reato contestato solo per intervenuta prescrizione, la P.A. ben può procedere ad una valutazione della gravità dei fatti che hanno determinato il giudizio penale e tenerne conto in sede di giudizio complessivo;

 

TAR Umbria, 11 Settembre 2015, n. 419, sulla validità della notificazione ai controinteressati cittadini inglesi residenti nel Regno Unito, eseguita ai sensi dell'art. 142 C.p.C. che attribuisce il valore di fonte primaria alle convenzioni internazionali, in difetto delle quali trova applicazione la disciplina sussidiaria interna tra cui quella di cui all’art. 151 C.p.C. in base al quale non sono richieste formalità necessarie nella notificazione e devono garantirsi il diritto di difesa, il principio del contraddittorio e l'esigenza che le forme trovino corrispondenza nello scopo dell'atto (il TAR ha concesso il rinnovo della notificazione in quanto, nonostante la mancata produzione della cartolina di ritorno della raccomandata abbia reso impossibile determinare se e quando il ricorso sia stato conosciuto dai destinatari rendendo la notificazione priva di effetti,i ricorrenti hanno eseguito la notificazione conformemente alle disposizioni dell’art. 142 C.p.C.); sull’inammissibilità del ricorso con il quale è stata impugnata la sanatoria, eccependone la contraddittorietà rispetto al precedente parere del Comune che per il rilascio dell’atto autorizzativo imponeva la conformità del manufatto alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell’abuso, in quanto il manufatto, sia pure diverso da quello originariamente richiesto e inizialmente prospettato dai controinteressati, era, comunque, sanabile e l’effetto abrogativo della sanatoria sulle ordinanze di sospensione e di demolizione delle opere rende l’abuso edilizio non più produttivo di effetti; sul principio di proporzionalità in base al quale lievi difformità fra le opere sanate e quelle a suo tempo assentite non possono dar luogo a provvedimenti ablatori del manufatto;

 

TAR Umbria, 11 Settembre 2015, n. 420, sull’inammissibilità del ricorso con il quale una società con sede legale a Palermo, operante nel settore turistico attraverso la gestione ed il noleggio dei propri automezzi di trasporto, ha chiesto l’annullamento del provvedimento della Regione con il quale, a seguito della comunicazione di notizia di reato inviata dalla Polizia di Stato, è stata revocata l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di trasporto viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente, poiché, durante l’istruttoria, è emerso che la Società non ha “la sede legale o la sede della principale organizzazione aziendale” in Umbria, come invece richiesto dall’art. 3, commi 1 e 2, Lett. b), L.R. n. 15/2004.

 

TAR Umbria, 11 Settembre 2015, n. 421, sulla fondatezza del ricorso con il quale è stato impugnato il provvedimento dell’Amministrazione dei Monopoli che ha rigettato l’istanza di rilascio di una rivendita speciale di tabacchi, presentata dalla titolare di un negozio di tabacchi in vista della nuova più favorevole situazione prospettata in seguito all’ampliamento ed ammodernamento dei locali e per lo sviluppo urbanistico della zona a seguito alla realizzazione di un centro polifunzionale di accoglienza turistica, poiché, in tale materia, l’art. 22, l. n. 1293 del 1957 subordina il rilascio del titolo alla sussistenza degli elementi - illustrati nell’istanza della ricorrente - di particolari esigenze del pubblico ed alla mancanza delle condizioni per istituire una rivendita ordinaria, mentre la P.A., chiamata a garantire l'interesse pubblico alla tutela della concorrenza e dei consumatori, ha fornito una  motivazione insufficiente a sorreggere le ragioni del rigetto ed a dare conto della completezza dell’istruttoria;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 423, (provvedimento oscurato per motivi di privacy) sulla natura di espressione di discrezionalità tecnica dei giudizi resi dalle Commissioni mediche in materia verifica medico legale dell’idoneità al servizio; sulla non sindacabilità nel merito di detti giudizi; sulla sussistenza di un sindacato di legittimità unicamente in ipotesi di evidenti e macroscopici vizi logici, desumibili dalla motivazione degli atti impugnati, nonché in relazione alla verifica dell'attendibilità delle operazioni tecniche compiute dalla p.a. quanto a correttezza dei criteri utilizzati e applicati; sulla non sovrapponibilità ai giudizi espressi dalla Commissione delle valutazioni peritali di parte di segno contrario, a meno che, a carico dei primi, non vengano evidenziati vizi di logicità, contraddittorietà o incompletezza, per quanto concerne l'individuazione degli elementi di fatto rilevanti, la scelta della regola tecnica di riferimento o la sua applicazione;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 425, sulla sussistenza di un obbligo dell’Amministrazione di provvedere espressamente in ordine alla richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari - di protezione sociale ai sensi dell’art. 5, comma 9, del t.u., in combinato disposto con l’art. 2 della legge n. 241 del 1990, con la conseguenza che, ove sia inutilmente decorso il termine (di sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda) per provvedere, deve essere dichiarata l’illegittimità del silenzio serbato dalla P.A.; sulla sussistenza di un residuo margine di discrezionalità in capo all’Amministrazione, con conseguente impossibilità per il Giudice di pronunciarsi in ordine alla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio; sull’inconfigurabilità di un danno da ritardo nella fattispecie di omesso rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari - di protezione sociale, sussistendo invece un danno derivante dalla lesione di diritti soggettivi espressamente riconosciuti dall’ordinamento (rigetta la domanda risarcitoria);

 

Tar Umbria, 11 settembre 2015, n. 425, sulla necessità di ottenere l’autorizzazione della competente Soprintendenza anche per le opere che, pur non essendo realizzate su di un immobile sottoposto a vincolo di tutela monumentale, sono eseguite in aderenza al manufatto oggetto di vincolo, sulla base della distinzione tra opere “staccate” dall’edificio sottoposto a vincolo per le quali rilevano le disposizioni riguardanti il vincolo indiretto, ed opere realizzate “in aderenza o appoggio” che incidono direttamente sul bene culturale; sulla sussistenza della competenza della Soprintendenza in ordine al rilascio di parere di compatibilità paesaggistica per beni situati nei centri storici; sulla non necessita di motivazione in ordine alla compatibilità o meno dell'intervento, eseguito in assenza di autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del D.lgs. n. 42/2004, con il regime di tutela paesaggistica della zona, configurandosi di per sé illecita ogni attività che incida sui beni tutelati senza il preventivo assenso dell'Amministrazione; sulla insussistenza di un obbligo dell’Amministrazione di considerare la possibilità di subordinare la denegata sanatoria a opere idonee a ricondurre l’intervento a conformità, non sussistendo in tale ipotesi il requisito della c.d. doppia conformità; sulla sussistenza di un obbligo dell’Amministrazione comunale di verificare, sin dal momento di irrogazione della sanzione, la fattibilità dell’intervento demolitorio di rimessione in pristino ai fini dell’applicabilità delle sanzioni pecuniarie sostitutive nell’ipotesi di impossibilità del ripristino per accertato pregiudizio alle parti conformi;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 429, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’A.G. Com assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 430, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 431, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 432, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 433, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 434, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 435, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 436, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 24 settembre 2015, n. 437, (ordinanza) sulla sussistenza della competenza funzionale inderogabile del T.A.R. del Lazio, ai sensi degli artt. 14 e 135, comma 1, lett. b), c.p.a., sul giudizio di impugnazione di provvedimento emesso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non rilevando - per giurisprudenza oramai consolidata - la maggiore o minore importanza che l’impugnazione dell’atto dell’ A.G.COM. assume nell’economia del ricorso, e cioè che si tratti di impugnazione a titolo subordinato, eventuale o tuzioristico, trattandosi di questione che può essere delibata solamente dal giudice di merito;

 

Tar Umbria, 28 settembre 2015, n. 438 (ordinanza), sulla competenza del TAR del Lazio in materia di provvedimenti di rigetto dell’istanza di concessione di cittadinanza italiana, poiché sono atti di competenza dell’Amministrazione centrale e producono effetti non territorialmente limitati;

 

 

Tar Umbria, 28 settembre 2015, n. 439 (ordinanza), sulla competenza del TAR del Lazio in materia di provvedimenti di rigetto dell’istanza di concessione di cittadinanza italiana, poiché sono atti di competenza dell’Amministrazione centrale e producono effetti non territorialmente limitati.

 

*   *   *

 

le sentenze e ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di settembre 2015 sono le seguenti: n. 373, n. 385, n. 387, n. 388, n. 389, n. 390, n. 391, n. 392, n. 393, n. 394, n. 395, n. 396, n. 397, n. 398, n. 399, n. 408, n. 409, n. 410, n. 411, n. 412, n. 413, n. 414, n. 415.

 

le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e sopravvenuta carenza di interesse pubblicate nel mese di settembre sono le seguenti: n. 356, n. 368, n. 374, n. 383, n. 405, n. 406, n. 422, n. 426.

 

nel mese di settembre sono state altresì pubblicate un’ordinanza interlocutoria (n. 370), un’ordinanza di sospensione del giudizio (n. 424) ed un decreto di liquidazione del compenso (n. 428).

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 372, 375, 379, 380400

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 agosto 2015

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2015

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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