Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2016 (dalla n. 579 alla n. 630)

 74) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 579, sulla funzione dell’integrazione del contraddittorio nel processo amministrativo che è quella di permettere ai soggetti interessati di poter partecipare con piena cognizione all’eventuale attività processuale, con la conseguenza che la suddetta integrazione va disposta nelle sole ipotesi in cui possa difettare la cognizione della controversia nella sua globalità e non anche in casi in cui un organismo abbia svolto, in seno alla vicenda procedimentale, una funzione soltanto istruttoria o consultiva; sull’intervento ad adiuvandum, strumento attraverso il quale non è consentito ampliare il thema decidendum fissato dal ricorrente nell’atto introduttivo del giudizio, ma solo meglio illustrarne le ragioni; sul principio c.d. dell’apparenza del diritto – riconducibile a quello più generale della tutela dell’affidamento incolpevole – che può essere invocato con riguardo alla rappresentanza allorché, indipendentemente dalla richiesta di giustificazione dei poteri del rappresentante a norma dell’art. 1393 c.c., il rappresentato abbia tenuto un comportamento colposo tale da ingenerare nel terzo il ragionevole convincimento che al rappresentante apparente fosse stato effettivamente conferito il relativo potere e che il terzo abbia in buona fede fatto affidamento sulla esistenza di detto potere;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 580, sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo in caso di provvedimento sanzionatorio avente ad oggetto principale una misura ripristinatoria – la quale per definizione tende a realizzare direttamente l'interesse pubblico leso dall’atto illecito – e solo in subordine la misura pecuniaria; sul requisito della regolarità della posizione del coltivatore rispetto a quanto previsto nella normativa vitivinicola nazionale e comunitaria, posto come condizione per l’acquisto di diritti di reimpianto, che secondo l’interpretazione prevalente dei regolamenti comunitari data dalla giurisprudenza, nulla vieta che si acquisito anche successivamente all’impianto in via di sanatoria;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 581, sui requisiti che debbono essere cumulativamente posseduti affinché i Comitati cittadini per la tutela del territorio possano essere ammessi alla legittimazione a ricorrere che, secondo giurisprudenza maggioritaria sono: a) finalità ambientale da tutelare e che deve essere presente a livello statutario; b) consistenza organizzativa e adeguata rappresentatività dell’ente stesso (dunque: stabilità organizzativa ed associativa); c) stabilità territoriale, consistente nel collegamento effettivo tra l’associazione e l’area che si intende tutelare; d) stabilità temporale, consistente per l’appunto nello svolgimento della ridetta attività in via protratta nel tempo, con preesistenza in ogni caso – giova ripetere – rispetto all’iniziativa che si intende contrastare (il Collegio si distacca dall’orientamento maggioritario, ritenendo non necessario, secondo l’interpretazione delle norme nazionali ed internazionali in materie, il requisito della stabilità temporale); sulla legittimità della procedura di autorizzazione, anche in forza di esclusione dal procedimento VAS (valutazione ambientale strategica), di un polo commerciale in variante al piano regolatore generale;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 582, sulla natura altamente discrezionale dei poteri del Prefetto in materia di valutazione dei fatti presupposti all’emanazione della c.d. interdittiva antimafia; sulla censurabilità di dette valutazioni solamente nei limiti di evidenti vizi di eccesso di potere per manifesta illogicità ed erronea e travisata valutazione dei presupposti; sulla funzione della c.d. interdittiva antimafia di realizzare la massima anticipazione della soglia di tutela di interessi pubblici primari, con conseguente sufficienza, ai fini della sua adozione, di un quadro indiziario che lasci presumere od induca a ritenere “non improbabile” il rischio di coinvolgimento associativo con la criminalità organizzata da parte dell’impresa che è destinataria del provvedimento; sull’utilizzabilità a tal fine di elementi di fatto risalenti nel tempo e delle risultanze di procedimenti penali in corso; sulla ragionevolezza del provvedimento di diniego di annullamento in autotutela della c.d. interdittiva antimafia che faccia riferimento alla marginalità delle azioni intraprese dall’impresa destinataria al fine di eliminare il rischio di infiltrazione; sulla ragionevolezza della scelta di sottoporre a commissariamento la società destinataria della c.d. interdittiva antimafia nell’ipotesi in cui tale scelta sia individuata come la più idonea a garantire una corretta gestione degli appalti in atto; sulla corretta interpretazione della disposizione di cui all’art. 85, comma 2, lett. c), del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, che individua nella sostanza una presunzione (quantomeno) iuris tantum di diretta influenza del socio unico nei confronti della società controllata;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 583, sulla natura altamente discrezionale dei poteri del Prefetto in materia di valutazione dei fatti presupposti all’emanazione della c.d. interdittiva antimafia; sulla censurabilità di dette valutazioni solamente nei limiti di evidenti vizi di eccesso di potere per manifesta illogicità ed erronea e travisata valutazione dei presupposti; sulla funzione della c.d. interdittiva antimafia di realizzare la massima anticipazione della soglia di tutela di interessi pubblici primari, con conseguente sufficienza, ai fini della sua adozione, di un quadro indiziario che lasci presumere od induca a ritenere “non improbabile” il rischio di coinvolgimento associativo con la criminalità organizzata da parte dell’impresa che è destinataria del provvedimento; sull’utilizzabilità a tal fine di elementi di fatto risalenti nel tempo e delle risultanze di procedimenti penali in corso; sulla ragionevolezza del provvedimento di diniego di annullamento in autotutela della c.d. interdittiva antimafia che faccia riferimento alla marginalità delle azioni intraprese dall’impresa destinataria al fine di eliminare il rischio di infiltrazione; sulla ragionevolezza della scelta di sottoporre a commissariamento la società destinataria della c.d. interdittiva antimafia nell’ipotesi in cui tale scelta sia individuata come la più idonea a garantire una corretta gestione degli appalti in atto; sulla corretta interpretazione della disposizione di cui all’art. 85, comma 2, lett. c), del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, che individua nella sostanza una presunzione (quantomeno) iuris tantum di diretta influenza del socio unico nei confronti della società controllata;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 585, sui presupposti per l’esercizio del potere di revoca del provvedimento amministrativo ai sensi dell’art. 21-quinquies, L. 7 agosto 1990, n. 241, anche in relazione al principio di affidamento ingenerato in capo al privato; sulla nullità di una clausola relativa ad un atto convenzionale stipulato con l’Ente, per violazione della disposizione imperativa di cui al punto 13.4 delle linee guida ministeriali in data 10 settembre 2010, a norma del quale “Le Regioni o le Province delegate non possono subordinare la ricevibilità, la procedibilità dell'istanza o la conclusione del procedimento alla presentazione di previe convenzioni ovvero atti di assenso o gradimento, da parte dei comuni il cui territorio è interessato dal progetto”;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016 n. 586, sulla necessità che, nel giudizio di ottemperanza, da un lato (requisito soggettivo) le parti conservino la stessa posizione processuale (attore o convenuto) che avevano nel giudizio terminato con la decisione da ottemperare, dall’altro (requisito oggettivo) che la pronunzia richiesta in sede di ottemperanza non sia disallineata rispetto alla pronunzia da eseguire; sull’inammissibilità della conversione ex art. 32 c.p.a. dell’azione proposta dinanzi al G. A. laddove la domanda proposta sia finalizzata a far valere il diritto soggettivo all’assunzione e, come tale, devoluta alla cognizione del G. O.;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016 n. 587, sulla legittimità dell’ordinanza di sospensione dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera di cui all’art. 278 del d.lgs. n. 3 aprile 2006 n. 152 a condizione che sia violata una specifica diffida e che siano stati accertati in concreto gli effetti sulla  salute  pubblica e sull’ambiente connessi al superamento dei limiti previsti dalle specifiche disposizioni normative; sull’illegittimità dell’ordinanza di sospensione che sia stata motivata unicamente in virtù del mero superamento dei valori soglia; sull’ulteriore illegittimità di tale ordinanza laddove non sia stato indicato espressamente, a tutela dell’interesse pubblico, il termine di durata della sospensione;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016 n. 588, sulla necessità di una congrua motivazione ove l’Amministrazione abbia richiesto un parere facoltativo ex art. 16, comma 1, della L. 7 agosto 1990 n. 241 e nel caso se ne voglia discostare ai fini dell’adozione del provvedimento definitivo; sulla sussistenza di un principio generale per cui, in materia di disaggregazione del patentino (autorizzazione alla vendita di tabacchi lavorati complementare a quella svolta dalle rivendite ordinarie), l’applicazione del criterio della vicinanza non richiede alcuna motivazione; sulla necessità di una congrua motivazione ove, ai fini del provvedimento definitivo, l’Amministrazione decida di adottare il criterio, eccezionale, dell’assetto delle vendite;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016 n. 590, sull’illegittimità di una pluralità di dinieghi di condono edilizio motivati, da un lato con la mancanza del parere di un’Autorità terza (atteso che costituisce onere dell’Amministrazione procedente acquisire i suddetti pareri utilizzando gli strumenti previsti dall’ordinamento e, in particolare, la Conferenza di Servizi), dall’altro, con il generico riferimento ad un medesimo presupposto per tutte le domande;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016 n. 591, sulla sussistenza della giurisdizione del G. A. laddove si controverta della revisione dei prezzi dei materiali impiegati in un appalto di opere pubbliche, ai sensi dell’art. 133, comma 6, del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e dell’art. 133, comma 1, lett. e), c.p.a.; sulla legittimità, in caso di aumento dei materiali, della speciale riduzione di cui all’art. 4, comma 2, lett. d), del D.L. 13 maggio 2011, n. 70 (che ha sostituito l’originaria formulazione dell’art. 133 del d. lgs. n. 163/2006) anche ai contratti d’appalto di opere pubbliche che siano stati stipulati in data anteriore all’entrata in vigore della suddetta disposizione;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 592, sulla genericità della censura proposta in assenza della deduzione di qualsivoglia vizio di legittimità in relazione al provvedimento impugnato; sulla natura civilistica delle questioni inerenti al rispetto delle distanze tra fabbricati e sulla non sussistenza della giurisdizione amministrativa in merito a tale problematica;

 

Tar Umbria, 2 settembre 2016, n. 593, sulla inammissibilità del ricorso, per assenza di legittimazione e difetto di interesse, nel caso di impugnazione degli atti di una gara d’appalto da parte di un’impresa che non abbia presentato domanda di partecipazione alla medesima gara; sulle ipotesi eccezionali che consentono l’impugnazione degli atti di gara anche all’impresa che non abbia presentato domanda di partecipazione alla procedura in questione; sulla congruità e proporzionalità del termine di presentazione delle domande di partecipazione concesso agli operatori economici nel caso di procedura ristretta per l’affidamento di una concessione di servizi;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2016, n. 597, sulla legittimità o meno del provvedimento di rigetto dell’istanza di rinnovo della concessione degli accessi finalizzata all’esercizio di un impianto di carburanti; sulla irrilevanza, per difetto di interesse, delle censure opposte dal ricorrente nei confronti di parti della motivazione ultronee od erronee, ove l’atto impugnato sia legittimamente fondato su di una ragione di per sé sufficiente a sorreggerlo; sulla non configurabilità di un legittimo affidamento ingeneratosi sulla base della mera protrazione del rapporto concessorio;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2016, n. 603, sulla legittimità del provvedimento di rigetto dell’istanza tesa ad ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, il quale presuppone la titolarità di un permesso di soggiorno per lavoro non ancora scaduto, ai sensi dell’art. 22 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286; sulla valutabilità di elementi sopraggiunti idonei, alla stregua di ragioni di forza maggiore, a giustificare la presentazione di una istanza di rinnovo del permesso di soggiorno scaduto da oltre sessanta giorni;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2016, n. 608, sulla legittimità o meno del provvedimento di rinnovo di una autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’esercizio di una discarica per rifiuti non pericolosi; sulla decorrenza del termine di impugnazione dell’atto amministrativo da parte dei soggetti direttamente contemplati da esso o direttamente incisi dai suoi effetti, anche se non contemplati nell’atto, e sulla diversa ipotesi di decorrenza del termine nel caso di impugnazione dell’atto da parte di soggetti non direttamente contemplati né immediatamente incisi dai suoi effetti; sulle modalità di attuazione delle garanzie partecipative inerenti al procedimento di valutazione di assoggettabilità a VIA del progetto di consolidamento e ampliamento di una discarica; sull’onere motivazionale necessario in ordine alle valutazioni circa l’assenza o meno di potenziali impatti per l’ambiente per la legittima esclusione del progetto dalla sottoposizione a VIA; sulla necessità di ricorso a VIA nei casi di incertezza o di impatto ambientale anche solo potenziale del progetto considerato; sulla illegittimità del provvedimento di autotutela non rispettoso del principio di valutazione del preminente interesse pubblico alla rimozione dell’atto e del criterio c.d. del “contrarius actus”; sulla violazione degli obblighi di pubblicazione previsti dall’art. 20 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2016, n. 609, sulla legittimità o meno di atti amministrativi riguardanti il procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA; sulla decorrenza del termine di impugnazione dell’atto amministrativo da parte dei soggetti direttamente contemplati da esso o direttamente incisi dai suoi effetti, anche se non contemplati nell’atto, e sulla diversa ipotesi di decorrenza del termine nel caso di impugnazione dell’atto da parte di soggetti non direttamente contemplati né immediatamente incisi dai suoi effetti; sulle modalità di attuazione delle garanzie partecipative inerenti al procedimento di valutazione di assoggettabilità a VIA del progetto di consolidamento e ampliamento di una discarica; sull’onere motivazionale necessario in ordine alle valutazioni circa l’assenza o meno di potenziali impatti per l’ambiente per la legittima esclusione del progetto dalla sottoposizione a VIA; sulla necessità di ricorso a VIA nei casi di incertezza o di impatto ambientale anche solo potenziale del progetto considerato; sulla illegittimità del provvedimento di autotutela non rispettoso del principio di valutazione del preminente interesse pubblico alla rimozione dell’atto e del criterio c.d. del “contrarius actus”; sulla violazione degli obblighi di pubblicazione previsti dall’art. 20 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2016, n. 610, sulla competenza della Giunta Regionale a disporre l’acquisizione sanante di un immobile ai sensi dell’art. 70 dello Statuto della Regione Umbria, approvato con L.R. Umbria n. 21 del 2005 e dell’art. 11, comma 1 della L.R. Umbria n. 14 del 1997 (sostituita dalla L.R. Umbria n. 9 del 2003); sulla natura della procedura di cui all’art. 42-bis D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, il cui provvedimento finale assorbe sia la dichiarazione di pubblica utilità sia il decreto di esproprio; sulla giurisdizione del G.O. per le controversie concernenti la quantificazione dell’indennizzo dovuto dalla P.A. in sede di emissione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis D.P.R. 327 del 2001, poiché tale ristoro ha natura indennitaria e non risarcitoria;

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 613, sui presupposti per il rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di studio ex art. 46 D.P.R. 31 agosto 1999 n. 394; sulla necessità ai fini del rinnovo del premesso di soggiorno che gli studenti nel corso del primo anno abbiano sostenuto almeno una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche, potendo derogare a tale disciplina esclusivamente per gravi motivi di salute o forza maggiore debitamente documentati e all’esito del superamento almeno di una verifica di profitto;

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 614, richiama la sentenza n. 168 del 2014 con la quale è stato annullato il decreto del Direttore Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria con cui sono stati sottoposti a tutela indiretta alcuni terreni di un Comune;

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 615, sulla potestà delle Regioni di stabilire, ai sensi del D.M. 27 agosto 1999 n. 332, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, i prezzi massimi di remunerazione dei dispositivi sanitari in favore dei soggetti erogatori; sull’esercizio del predetto potere anche da parte della Giunta Regionale non essendo necessario un atto normativo del Consiglio; sull’infondatezza del divieto per le società fornitrici di modificare in peius le tariffe per le prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale; sulla possibilità delle Regioni di intervenire sul nomenclatore tariffario (documento relativo alle tariffe dei presidi sanitari);

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 616, sulla potestà delle Regioni di stabilire, ai sensi del D.M.  27 agosto 1999 n. 332, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, i prezzi massimi di remunerazione dei dispositivi sanitari in favore dei soggetti erogatori; sull’esercizio del predetto potere anche da parte della Giunta regionale non essendo necessario un atto normativo del Consiglio; sull’infondatezza del divieto per le società fornitrici di modificare in peius le tariffe per le prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale; sulla possibilità delle Regioni di intervenire sul nomenclatore tariffario (documento relativo alle tariffe dei presidi sanitari);

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 617, sul limite all’identità di volumetria, sagoma e area di sedime preesistenti, richiesto dall’art. 3, comma 1, lett. d), L.R.U. 18 febbraio 2004, n. 1, affinché l’intervento sia assentibile con D.I.A. e non con permesso di costruire, sebbene consistente nella demolizione e ricostruzione relative ad innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per gli interventi di prevenzione sismica e per l’installazione di impianti tecnologici; sulla necessità di subordinare a permesso di costruire ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. c) L.R.U. n. 1 del 2004 in quanto costituisce trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio al pari della nuova costruzione e della ristrutturazione urbanistica, la ristrutturazione edilizia che comprenda anche modifiche del volume, della sagoma e dell’area di sedime; 

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 618, sulla distinzione, ai fini dell’individuazione della corretta procedura per l’affidamento di una concessione, fra servizi di trasporto sanitario e non sanitario che più che nell’Allegato II al Codice dei contratti pubblici, trova sostegno nell’elenco dei servizi di cui all’art. 58, comma 3, L.R.U. 12 novembre 2012, n. 18 come attuata dal R.R.U. 7 aprile 2015, n. 3; 

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 619, sulla legittimazione attiva di un operatore del settore a cui è stata preclusa la possibilità di concorrere all’affidamento del servizio di trasporto sanitario e prevalentemente sanitario ordinario; sulle convenzioni stipulate con le associazioni di volontariato e gli organismi a scopo non lucrativo ex art. 1, comma 18, d.lgs. 30 dicembre 1992 n. 502, che precedono nella priorità stabilita dall’art. 58, comma 4, L.R.U. 12 novembre 2012, n. 18 i contratti a titolo oneroso stipulati nel rispetto della normativa statale ed europea in materia di contratti pubblici di servizi; sulle modalità di affidamento dei servizi di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza sia in relazione al quadro normativo europeo, sia in relazione alle norme nazionali - e, conseguentemente regionali – con cui si disciplina l’attribuzione o meno in via prioritaria dei servizi alle associazioni di volontariato convenzionate e la conseguente individuazione del criterio discretivo;

 

Tar Umbria, 19 settembre 2016, n. 620, sull’istituto dell’avvalimento che, poiché finalizzato a consentire la più ampia partecipazione alle gare pubbliche d’appalto, consentendo a soggetti che ne siano privi di concorrere ricorrendo ai requisiti di altri soggetti, deve ritenersi applicabile anche per l’incremento della classifica di riferimento previsto dall’art. 61, comma 2, del Regolamento di esecuzione del codice dei contratti pubblici (D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207), atteso che tutti i requisiti di capacità tecnico, economica e professionale devono essere sussunti nella categoria dei requisiti che possono essere oggetto di avvalimento;

 

Tar Umbria, 29 settembre 2016, n. 629, sul diritto di accesso agli atti amministrativi che, ai sensi degli artt. 22 e ss. L. 7 agosto 1990 n. 241, si configura quale situazione soggettiva caratterizzata per il fatto di offrire al titolare dell’interesse poteri di natura procedimentale volti in senso strumentale alla tutela di un interesse giuridicamente rilevante, come stabilito anche dalla giurisprudenza prevalente; sulla tutela giurisdizionale dell’accesso che è volta ad assicurare la protezione di detto interesse nonché, al contempo, l’esigenza di stabilità delle situazioni giuridiche e di certezza delle posizioni dei controinteressati che sono pertinenti ai rapporti amministrativi scaturenti dai principi di pubblicità e trasparenza dell’azione amministrativa;

 

Tar Umbria, 29 settembre 2016, n. 630, (sentenza parzialmente oscurata ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196), sul diritto di accesso agli atti amministrativi che, ai sensi degli artt. 22 e ss. L. 7 agosto 1990 n. 241, si configura quale situazione soggettiva caratterizzata per il fatto di offrire al titolare dell’interesse poteri di natura procedimentale volti in senso strumentale alla tutela di un interesse giuridicamente rilevante, come stabilito anche dalla giurisprudenza prevalente; sulla prevalenza del diritto di accesso a dati particolarmente sensibili (purché preordinato alla tutela giudiziale di interessi aventi pari dignità costituzionale) ogni qualvolta venga in rilievo la cura di interessi giuridici del richiedente;

*   *   *

Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nei mesi di settembre 2016 sono: n. 595, n. 598, n. 601, n. 611, n. 612;  

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 584, n. 589, n. 596, n. 599, n. 602, n. 604, n. 607, n. 628;

 

infine, sono state emanate anche una sentenza dichiarativa dell’estinzione (n. 600), due ordinanze interlocutorie (n. 594, n. 625), due ordinanze collegiali ed un decreto di liquidazione del compenso (n. 621, n. 622, n. 623) e due sentenze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di provvedimenti del G.O. (n. 626, n. 627).

 

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 579, 581, 582, e 583


per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 agosto 2016

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2016

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015 - 2016

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