Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2017 (dalla n. 556 alla n. 616)

 85) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.
 Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria

 

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 556, sull’annullamento di un provvedimento amministrativo per vizi “formali” o, comunque, non comportanti un giudizio definitivo in ordine alla spettanza o meno del bene da conseguire che non solo non esclude, ma, anzi, consente il riesercizio del potere da parte dell’Amministrazione; sui beni costituenti bellezze naturali che possono formare oggetto di distinte forme di tutela ambientale, anche in via cumulativa, a seconda del profilo considerato, con la duplice conseguenza che la tutela paesaggistica è perfettamente compatibile con quella urbanistica o ecologica, trattandosi di forme complementari di protezione, preordinate a curare, con diversi strumenti, distinti interessi pubblici; sulla titolarità del Comune del potere, nella sua attività pianificatoria generale, di introdurre vincoli o prescrizioni preordinati al soddisfacimento di interessi paesaggistici; sull’apposizione del vincolo paesistico che non è in alcun modo subordinata alla preesistenza di un vincolo archeologico atteso che ambedue i vincoli sono funzionali all’attuazione di un diverso tipo di tutela; sulla “liberalizzazione” del sistema di distribuzione dei carburanti per effetto dell’art. 1, comma 2, d.lgs. n. 32/1998 (la quale rende possibile in linea di principio la localizzazione degli impianti su tutto il territorio comunale ivi comprese le zone agricole) che non opera per le zone sottoposte dal P.R.G. a vincoli paesaggistici, ambientali ovvero monumentali oltre che per le zone omogenee “A”; sull’esercizio del potere cautelate previsto dall’art. 28, d.lgs. n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali) che può avere ad oggetto anche cose che non siano state ancora sottoposte a tutela ma che, a giudizio dell’Amministrazione Culturale, siano comunque riconducibili all’elenco di cui all’art. 10; sull’’indennizzo previsto dall’art. 88, comma 3, d.lgs. 42 del 2004 che risulta del tutto autonomo rispetto a quello derivante dall’occupazione preordinata all’espropriazione per pubblica utilità; sull’obbligo indefettibile di motivazione da parte dell’Amministrazione che, in caso di apposizione di vincolo indiretto di un interesse archeologico e storico-artistico, deve specificare i presupposti di fatto che ne giustifichino l’imposizione tali da consentire di individuare la correlazione tra estensione del bene archeologico tutelato ed estensione dell’immobile di proprietà privata oggetto del vincolo;

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 557, sull’onere della prova in merito alla piena conoscenza da parte del ricorrente del provvedimento di aggiudicazione che spetta al controinteressato che solleva eccezione di tardività; sui limiti del giudicato esterno;

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 558, sul dovere giuridico della P.A. di adempiere agli incombenti istruttori disposti dal Giudice Amministrativo, in quanto l’ordine istruttorio viene diretto all’Amministrazione non in qualità di parte processuale, bensì in quanto autorità pubblica che deve collaborare con il giudice al fine di accertare la verità dei fatti; sulla mancata ottemperanza da parte dell’Amministrazione alla richiesta rivoltagli dal giudice in sede istruttoria di fornire documentati chiarimenti che rileva come comportamento omissivo del tutto ingiustificato e pertanto tale da indurre a far applicazione del disposto dell’art. 2697 c.c. e dell’art. 64, comma 4, c.p.a. che autorizza il Giudice a desumere argomenti di prova dal contegno processuale delle parti;

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 559, motiva in fatto con riferimento all’illegittimità del decreto di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno (impugnato dal ricorrente);

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 560, sulla legittimità del decreto di occupazione temporanea d’urgenza a seguito degli eventi sismici del 2016„ emanato previa generale ricognizione del territorio comunale ed accertamento delle reali esigenze dei richiedenti, nonché in considerazione della conformazione morfologica, dell’estensione, della posizione strategica e della vicinanza al centro storico dell’area occupata;

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 561, sulla sufficienza della contestazione del fatto reato ai fini della sospensione cautelare dal servizio; sulla sussistenza dei presupposti di cui all’art. 91, comma 1, del d.P.R. n. 3 del 1957 ove le condotte siano commesse in occasione del servizio ed abusando della propria qualità;

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 562, sulla legittimità dell’esclusione da gara di appalto per collegamento sostanziale, quando da una serie di elementi univoci risulta che le offerte presentate sono riconducibili ad un unico centro di interesse, che causa o può causare la vanificazione dei principi di par condicio, segretezza delle offerte e trasparenza della competizione;

 

Tar Umbria, 1 settembre 2017, n. 563, sulla legittimità dell’esclusione da gara di appalto disposta per difformità dell’offerta tecnica che rivelino inadeguatezza del progetto proposto, in quanto ciò determina la mancanza di un elemento essenziale per la formazione dell’accordo necessario per la stipula del contratto; sull’inapplicabilità del divieto di affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione dei lavori di cui all’art. 59 del d.Lgs. n. 50/2016 ove i lavori siano solo una componente accessoria dell’appalto;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2017, n. 566, dichiara l’inammissibilità di un ricorso per sopravvenuto difetto di interesse poiché, in ipotesi di accoglimento dello stesso, ne rimarrebbe fermo l’onere di demolizione delle opere derivante da un precedente provvedimento del Comune relativo alle medesime opere impugnato con autonomo ricorso dichiarato perento;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2017, n. 567, sulla vincolatività del potere del Comune in ordine al rilascio dell’attestazione di abitabilità dei locali che non può essere ritardato, dilazionato o condizionato a fattori diversi dalla conformità del manufatto realizzato al progetto assentito e alle regole tecniche edilizie; sulla attestazione, ai sensi dell’art. 29, L.R.U. n. 1/2004, del certificato di agibilità in ordine alla corrispondenza al progetto assentito dal punto di vista dimensionale, della destinazione d’uso e delle eventuali prescrizioni contenute nel titolo abilitativo o negli atti di assenso o autorizzazioni rilasciate, nonché alla sussistenza della condizioni di sicurezza, igiene, salubrità degli edifici, di risparmio energetico e di sicurezza degli impianti negli stessi installati; sul rigetto della domanda risarcitoria (in relazione ai pregiudizi sofferti per l’incommerciabilità dell’immobile), nonostante il diniego illegittimo di rilascio dell’attestazione di abitabilità, in considerazione dell’inadempimento del ricorrente agli oneri convenzionalmente assunti trovando applicazione la regola inadimplenti non est aiemplendum;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2017, n. 568, sul difetto di proporzionalità di un provvedimento di revoca della patente di guida con divieto di conseguirne una nuova prima di tre anni per condanna ex art. 37 d.p.r. n. 309 /1990, ove la modestia del fatto (art. 73, comma 5, D.P.R. n. 309/1990) denoti elementi sufficienti a ritenere superato l’automatismo di cui all’art. 120 C.d.S., in ragione delle modifiche legislative in materia di stupefacenti e della sentenza della Corte Costituzionale n. 32/2014; sulla necessità, per la Prefettura, in assenza dell’automatismo della revoca, di valutare in concreto la posizione dell’interessato, tenendo conto non solo delle condanne penali, ma anche della condotta successiva e delle prospettive di reinserimento sociale;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2017, n. 569, sulla facoltà della commissione incaricata della verifica delle offerte anomale nel caso di affidamento di lavori con il criterio del prezzo più basso, mediante offerta a prezzi unitari ex art. 82 d.lgs. n. 163/2006, di effettuare l’esame delle offerte “a blocchi di cinque”; sull’assenza di tempistica entro la quale la commissione può richiedere i giustificativi delle offerte ulteriori alla quinta, non essendo stabilito nulla in merito nella lex specialis e nell’art. 88, comma 7, d.lgs. n. 163/2006;

 

Tar Umbria, 4 Settembre 2017, n. 571, sulla sussistenza della giurisdizione del G.O. nelle controversie in materia di revoca di un contributo pubblico, o di decadenza dal medesimo, o di ripetizione degli importi già erogati, per inadempimento delle obbligazioni assunte per ottenere la sovvenzione;

 

Tar Umbria, 4 Settembre 2017, n. 572, sulla sussistenza della giurisdizione del G.O. nelle controversie in materia di revoca di un contributo pubblico, di decadenza dal medesimo, o di ripetizione degli importi già erogati, per inadempimento delle obbligazioni assunte per ottenere la sovvenzione;

 

Tar Umbria, 21 Settembre 2017, n. 592, sul concetto di piena conoscenza del provvedimento amministrativo - il verificarsi della quale determina il dies a quo per il computo del termine decadenziale per la proposizione del ricorso giurisdizionale - che si verifica con la percezione dell’esistenza dello stesso e degli aspetti che ne rendono evidente la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente;

 

Tar Umbria, 21 Settembre 2017, n. 596, sull’inammissibilità per genericità del ricorso, ove non sia possibile evincere dal contesto dell’intero atto di ricorso i necessari elementi di diritto a supporto dell’azione di annullamento (nel caso di specie il ricorrente non ha mosso alcuna doglianza nei confronti dell’unico motivo a supporto del diniego impugnato);

 

Tar Umbria, 25 Settembre 2017, n. 597, sull’inammissibilità dell’intervento adesivo autonomo del soggetto cointeressato e quindi legittimato a proporre ricorso autonomo; sull’inammissibilità degli atti di intervento non notificati alle controparti; sull’inapplicabilità delle norme  ordinanza contingibili ed urgenti, anche in ragione della perdurante attualità dello stato di pericolo, che può aggravarsi con il trascorrere del tempo;

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Si segnala che le sentenze e/o ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di Appello in materia di Equa Riparazione nel mese di settembre 2017 sono: dalla n. 578 alla n. 591; dalla n. 593 alla n. 595; dalla n. 598 alla n. 609;

 

si segnala, inoltre, che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 564, n. 612;

 

si segnala, infine, che sono stati emanati anche i seguenti ulteriori provvedimenti: tre decreti/ordinanze di liquidazione del compenso (n. 565, n. 610, n. 613), due sentenze per ottemperanza su sentenza Trib. Penale e Trib. Civile, Sez. Lavoro (n. 573, n. 574), 4 sentenze interlocutorie (n. 570, n. 575, n. 576, n. 577) e quattro ordinanze dichiarative dell’interruzione del giudizio (n. 611, n. 614, n. 615, n. 616).

Si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numero 556563 e 568

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 luglio e il 31 agosto 2017

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per l'elenco delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2017

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