sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 settembre e il 30 settembre 2014 (dalla numero 428 alla numero 505)

51) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria.

La pubblicazione di questo mese si deve al contributo di Fabio BuchicchioAzzurra Pellegrini, Marta PolenzaniAlessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 428, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 429, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 430, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014 n. 431, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 432, sul divieto di tenere armi ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1939, n. 773 che è atto discrezionale, poiché fondato su giudizio prognostico di non abuso delle armi che può trovare fondamento anche su elementi di carattere indiziario; sul provvedimento di autorizzazione alla detenzione di armi che può essere rilasciato solo a persone ineccepibili in modo da scongiurare ogni perplessità sul possibile abuso a tutela dell’ordine pubblico; sull’urgenza del provvedimento che esonera l’Amministrazione dall’onere di avviso di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 L. 7 agosto 1990 n. 241;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 433, sul divieto di tenere armi ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1939, n. 773 che è atto discrezionale, poiché fondato su giudizio prognostico di non abuso delle armi che può trovare fondamento anche su elementi di carattere indiziario; sul provvedimento di autorizzazione alla detenzione di armi che può essere rilasciato solo a persone ineccepibili in modo da scongiurare ogni perplessità sul possibile abuso a tutela dell’ordine pubblico; sulla non configurabilità del ritiro della denuncia penale come fatto ostativo alla valutazione dei fatti nella stessa evidenziati ai fini della configurazione di un quadro indiziario deponente per il ritiro del titolo per la detenzione delle armi;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 434, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 435, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 436, sulla competenza del Sindaco ad emanare provvedimenti di autorizzazione per adozione di cani randagi ricoverati presso il canile comunale; sul valore della sottoscrizione di una determina  dirigenziale anche da parte del Sindaco; sulla ratifica che, pur avendo efficacia retroattiva così da sostituire l’atto viziato, non si estrinseca in una semplice appropriazione da parte dell’organo competente all’adozione del provvedimento, ma impone l’esternazione delle ragioni di pubblico interesse giustificatrici dell’intervento sostitutivo con specificazione dell’animus convalidandi; sul vizio di incompetenza che comporta, in base ad un’interpretazione dell’art. 34, comma 2 C.P.A., l’annullamento del provvedimento e l’assorbimento delle altre censure;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 437, sull’accordo stipulato ai sensi dell’art. 15, comma 4 della L.R.U. n. 11 del 2009 in tema di gestione integrata dei rifiuti che è riconducibile nel genus degli accordi tra Amministrazioni previsti dall’art. 15, L. 7 agosto 1990 n. 241, con la conseguenza che le controversie relative all’esecuzione (dei medesimi) rientrano nella giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo ex art. 133, comma 1, lett. a), n. 2 C.P.A.; sulle controversie in materia di concessioni di servizi pubblici che rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, escluse quelle concernenti, canoni ed altri corrispettivi, come stabilito dall’art. 133, comma 1, lett. c) C.P.A. (declina la giurisdizione a favore del Giudice Ordinario, atteso che la controversia, relativa ad un accordo in tema di rifiuti, attiene alle indennità o comunque al pagamento del corrispettivo della concessione;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 438, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 439, sul principio di alternatività tra ricorso straordinario e ricorso giurisdizionale e sulla inammissibilità di questo ove la domanda in tale sede proposta sia stata in precedenza proposta in sede straordinaria; sulla riconducibilità della decisione del ricorso straordinario ai provvedimenti ex art. 112, comma 2, lett. b) C.P.A., e sulla conseguente preclusione da giudicato che in ossequio al principio del ne bis in idem impedisce la riproposizione del medesimo ricorso in sede giurisdizionale;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 440, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 441, sulla realizzazione a cielo aperto di deposito merci o di altri materiali che comporta, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), n. 7, L. R. U. 18 febbraio 2004 n. 1, la trasformazione permanente del suolo inedificato; sul carattere temporaneo di un deposito a cielo aperto che non richiede titolo abilitativo solo quando, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lett. b) L.R.U. n. 1/2004 cit., non sia superiore a gg. 90; sul c.d. “potere di soccorso” il cui ambito di applicazione, ai sensi dell’art. 6 L. n. 7 agosto 1990 n. 241, è limitato alle integrazioni documentali utili alla più completa istruttoria procedimentale, e comunque condizionato al c.d. limite degli elementi essenziali della domanda, non potendo spingersi alla segnalazione di percorsi amministrativi ulteriori (motiva in fatto sulla legittimità di un’ordinanza con la quale si è ordinato al ricorrente di rimuovere alcune opere);

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 442, sui presupposti dell’ammissibilità dell’azione risarcitoria nei confronti della P.A. per la proposizione della quale non è sufficiente l’annullamento del provvedimento lesivo, ovvero la sola riscontrata ingiustificata inerzia dell’Amministrazione, ma è necessario accertare anche se la mancata o ritardata adozione del provvedimento sia conseguenza di grave violazione delle regole di imparzialità, correttezza e buona fede, alle quali deve essere costantemente ispirato l’esercizio della funzione, e se si sia verificata in un contesto di fatto ed in un quadro di riferimento normativo tale da palesare la negligenza ed imperizia degli uffici o degli organi dell’amministrazione, ovvero se la predetta violazione sia ascrivibile ad errore scusabile, per la ricorrenza di contrasti giurisprudenziali, per l’incertezza del quadro normativo o per la complessità della situazione di fatto; sulla risarcibilità del danno che si ha quando questo è certo e non meramente probabile o, comunque, quando vi sia una rilevante probabilità del risultato utile, elemento questo che distingue la chance risarcibile dalla mera astratta possibilità del risultato utile; sul danno esistenziale che è ammissibile, salvo i casi previsti dalla legge, allorché vi sia violazione di un diritto della persona costituzionalmente garantito, sempre a condizione che la violazione sia stata grave e che le conseguenze non siano state futili;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 443, sulla portata dell’art. 49, comma 3, C.P.A., il quale sanziona la non tempestività della notifica e del deposito dell’atto di integrazione del contraddittorio con l’improcedibilità ex art. 35 C.P.A.; sulla configurabilità dell’errore scusabile ex art. 37 C.P.A. e sulla conseguente riconoscibilità del beneficio della rimessione in termini nel caso di deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio avvenuto solo successivamente al termine unico assegnato dal Collegio nell'ordinanza che ha disposto l'incombente, ma pur sempre nel rispetto del termine generale per il deposito degli atti processuali previsto dall'art. 45 C.P.A.; sulla sussistenza dell'interesse al ricorso finalizzato al conseguimento della migliore posizione in graduatoria anche in caso di sopravvenuto divieto per le Amministrazioni provinciali di procedere ad assunzioni; sull’equipollenza tra la laurea in ingegneria elettronica conseguita nell'ambito del c.d. vecchio ordinamento e la laurea in ingegneria informatica ai fini della partecipazione ad un pubblico concorso; sul voto espresso in forma numerica che, secondo la prevalente giurisprudenza esprime e sintetizza il giudizio tecnico-discrezionale della Commissione, contenendo in sé la sua motivazione; sulla necessità che la prova orale si svolga in seduta completamente pubblica, senza limitazione all'acceso dei candidati che non hanno ancora sostenuto la prova, affinché sia garantita la pubblicità della stessa; sull’inapplicabilità dell’art. 12, D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487 agli Enti Locali, soprattutto quando questi si siano dotati di regolamentazione propria; sulla legittimità Regolamento Provinciale, il quale al suo interno non prevede l’estrazione a sorte delle domande da formulare ai candidati per la prova orale; sulla predeterminazione delle domande da parte dell’Amministrazione Provinciale che costituisce elemento sufficiente a garantire un’adeguata tutela dell’imparzialità nello svolgimento delle prove;

 

Tar Umbria, 4 settembre 2014, n. 444, sulla portata dell’art. 49, comma 3, C.P.A., il quale sanziona la non tempestività della notifica e del deposito dell’atto di integrazione del contraddittorio con l’improcedibilità ex art. 35 C.P.A.; sulla configurabilità dell’errore scusabile ex art. 37 C.P.A. e sulla conseguente riconoscibilità del beneficio della rimessione in termini nel caso di deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio, avvenuto solo successivamente al termine unico assegnato dal Collegio nell'ordinanza che ha disposto l'incombente, ma pur sempre nel rispetto del termine generale per il deposito degli atti processuali previsto dall'art. 45 C.P.A.; sulla sussistenza dell'interesse al ricorso finalizzato al conseguimento della migliore posizione in graduatoria anche in caso di sopravvenuto divieto per le Amministrazioni provinciali di procedere ad assunzioni; sul principio di alternatività tra il ricorso giurisdizionale e quello straordinario nel caso di due impugnative proposte da due soggetti diversi avverso il medesimo provvedimento; sull’equipollenza tra la laurea in ingegneria elettronica conseguita nell'ambito del c.d. vecchio ordinamento e la laurea in ingegneria informatica ai fini della partecipazione ad un pubblico concorso; sull’inapplicabilità dell’art. 12, D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487 agli Enti Locali, soprattutto quando questi si siano dotati di regolamentazione propria; sulla legittimità Regolamento Provinciale, il quale al suo interno non prevede l’estrazione a sorte delle domande da formulare ai candidati per la prova orale; sulla predeterminazione delle domande da parte dell’Amministrazione Provinciale che costituisce elemento sufficiente a garantire un’adeguata tutela dell’imparzialità nello svolgimento delle prove; sulla necessità che la prova orale si svolga in seduta completamente pubblica, senza limitazione all'acceso dei candidati che non hanno ancora sostenuto la prova, affinché sia garantita la pubblicità della stessa;

 

Tar Umbria, 8 settembre 2014, n. 445, sull’inammissibilità del ricorso per sopravvenuta inefficacia dell'impugnata ordinanza di sospensione dei lavori in corso che in quanto provvedimento cautelare e temporaneo perde valore ove l'Amministrazione non provveda ad emanare entro il termine di 45 giorni la sanzione definitiva;

 

Tar Umbria, 8 settembre 2014, n. 446, sull’inammissibilità del ricorso per sopravvenuta inefficacia dell'impugnata ordinanza di sospensione dei lavori in corso che perde valore ove l'Amministrazione non provveda ad emanare entro il termine i provvedimenti definitivi provvedimenti della cui adozione il comune conserva il potere pur dopo il decorso del termine dell'art. 4, L. n. 47/1985, la cui scadenza non influisce sul relativo potere; sulla carattere meramente soprassessorio dell’atto con cui l'Amministrazione comunica di non prendere in considerazione la D.I.A. presentata dall'istante ed invita lo stesso alla presentazione di richiesta di sanatoria per interventi di ristrutturazione oggetto di permesso di costruire; sul principio generale del divieto di aggravamento del procedimento amministrativo avente ad oggetto la domanda di sanatoria per l'accertamento di conformità delle opere di ristrutturazione di un fabbricato rurale e sul relativo onere motivazionale incombente in capo all’Amministrazione comunale;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2014, n. 447, sull’insussistenza dell’obbligo di dichiarare, nella domanda di partecipazione ad un pubblico appalto, le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna; sulla distinzione tra le ipotesi di condanna per reati depenalizzati, che diviene irrilevante “ope legis” e condanne revocate per intervenuta riabilitazione, la quale, invece, impone necessariamente un provvedimento del Giudice Penale ex art. 673 c.p.p.; sull’intervenuta depenalizzazione del reato contravvenzionale di installazione ed esercizio di impianto radioelettrico di telecomunicazioni senza la relativa concessione-autorizzazione e sulla conseguente insussistenza di un obbligo di dichiarazione della condanna stessa; sull’illegittimità dell’esclusione di un concorrente che non ha dichiarato una condanna per un reato depenalizzato; sulla necessità di un’interpretazione “sostanzialistica”, alla quale il Collegio aderisce, dell’art. 38, comma 2, del D. Lgs. 163/2006, in quanto non tutte le dichiarazioni non veritiere e/o incomplete comportano automaticamente l’esclusione dalla gara; sulla necessità di rimeditare l’orientamento “formalistico” alla luce della Direttiva  2014/24/UE, pur se non ancora recepita, di alcuni indirizzi giurisprudenziali, e della previsione di cui al comma 2 bis dell’art. 38, come introdotto dall’art. 39 del D.L. 90/2014, per quanto non applicabile, ratione temporis, alla fattispecie in esame;

 

Tar Umbria, 9 settembre 2014, n. 448, sulla non sufficienza ai fini della piena conoscenza degli atti di gara da parte di un'impresa, in tema di appalti pubblici, dell’informativa di cui all’art. 79 D.L.vo 12 aprile 2006 n. 163, occorrendo spesso procedere all’accesso postumo alla documentazione di gara al fine della percezione della concreta lesività del procedimento di aggiudicazione; sulla rilevanza della circostanza che la prassi dei ricorsi c.d. al buio, con conseguente proposizione di motivi aggiunti, espone il ricorrente al rischio di coltivare un’azione manifestamente infondata, con il rischio di subire una condanna per lite temeraria ai sensi dell’art. 26 comma 2 Cod. proc. amm.; sulla sussistenza dell’onere dell’interessato di richiedere la ostensione informale (non essendo sufficiente la presentazione di istanza di accesso formale) nel termine di dieci giorni, ai sensi dell’art. 79 comma 5-quater citato D.Lgs. n. 163; sulla regola comunitaria vigente in materia di risarcimento del danno per illegittimità accertate in materia di appalti pubblici, la quale configura una responsabilità della pubblica amministrazione non avente natura né contrattuale né extracontrattuale ma oggettiva, sottratta ad ogni possibile esimente, poiché derivante dal principio generale funzionale a garantire la piena ed effettiva tutela degli interessi delle imprese, a protezione della concorrenza, nel settore de quo; sulla risarcibilità del danno emergente (spese e costi di partecipazione alla gara) solamente in caso di illegittima esclusione e non anche quando ci si duole della mancata aggiudicazione; sulla risarcibilità del lucro cessante (mancato utile) nel caso in cui l'impresa ricorrente dia la prova della percentuale di utile effettivo che avrebbe conseguito se fosse risultata aggiudicataria dell'appalto (prova desumibile in via principale dall'esibizione dell'offerta economica presentata al seggio di gara), con la precisazione che l'impresa illegittimamente privata dell'esecuzione di un appalto può rivendicare anche la perdita della possibilità di arricchire il proprio curriculum professionale (c.d. danno curriculare);

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 449, sulla forma di pubblicità rilevante ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione dell’atto di adozione di un P.R.G.; sul rilievo endoprocedimentale dell’atto comunale di controdeduzione alle osservazioni e sulla conseguente inammissibilità della relativa impugnazione;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 450, sulla legittimazione delle associazioni ambientaliste all’impugnazione degli atti in materia di protezione della fauna selvatica e di identificazione delle specie selvatiche escluse dalla caccia; sulla natura dell’I.S.P.R.A. quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Provincie la cui funzione istituzionale è quella esclusivamente sul piano del supporto tecnico, senza alcun potere di sostituzione alle Amministrazioni competenti nel compimento delle scelte in materia di caccia; sull’onere dell’Amministrazione di adeguatamente motivare la propria scelta nell’ipotesi in cui intenda discostarsi dal parere obbligatorio reso dal succitato organo; sulla natura obbligatoria del parere reso dall’I.S.P.R.A. in materia di piani di controllo delle specie della fauna selvatica ai sensi dell’art. 19 della L. n. 157/1992; sulla non esclusività dell’utilizzo di metodi ecologici per l’attuazione dei piani di controllo;  

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 451, sulla nozione di abuso del processo quale applicazione del divieto di abuso del diritto inteso come espressione del principio costituzionale di solidarietà; sulla conseguente necessità che ogni soggetto di diritto non eserciti un’azione con modalità che esulino dal piano funzionale dal potere della parte di scegliere la più conveniente strategia difensiva (tra le quali - ad esempio - il comportamento emulativo in relazione a procedimenti rivolti nei suoi riguardi);

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 452, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 453, sulla legittimità della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, ex art. 10-bis L. n. 241/1990, anziché dei provvedimenti in autotutela ex art. 21-nonies della medesima legge, nell’ipotesi in cui l’Amministrazione non abbia mai emanato provvedimenti definitivi sull’istanza presentata dal privato; sulla necessità che sia il privato istante a fornire la prova incontestabile dell’ultimazione dei lavori in data utile per l’ottenimento del c.d. condono;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 454, sulla portata dell’art. 48, comma 29, del D.L. 269/2003, regolante il conferimento delle sedi farmaceutiche vacanti mediante l’utilizzazione di apposita graduatoria; sulla rilevanza ai fini del rispetto del termine di durata della validità della graduatoria dal momento in cui è stata formalizzata l’istituzione (o la vacanza) della sede da assegnare; sull’applicabilità di una graduatoria formata per la copertura di sedi farmaceutiche disponibili prima del relativo concorso a sedi istituite o resesi disponibili dopo l’approvazione della graduatoria, così derogando all’onere di bandire un nuovo concorso alla scadenza del quadriennio; sull’applicabilità dell’art. 1, comma 2, L. 48/1990 che evidenzia come la regola dell’assegnazione di sedi farmaceutiche di nuova istituzione sia prerogativa (in via eccezionale) del legislatore e non dell’amministrazione in ordine alle gestioni provvisorie di farmacie urbane o rurali verificatesi dopo l’espletamento del concorso; sull’impossibilità di assegnare la gestione di una farmacia vacante o di nuova istituzione agli idonei di un concorso per l’assegnazione di farmacie una volta esauritasi l’efficacia della graduatoria per decorso del quadriennio, se non dalla data del bando, quantomeno dalla data della sua approvazione; sull’illegittimità, dopo l’annullamento dell’affidamento della gestione provvisoria della farmacia succursale (sentenza TAR Umbria 24/2012) del procedimento per l’assegnazione (definitiva) della sede con utilizzo (ancora) della graduatoria i cui effetti sono ormai esauriti per decorso del quadriennio;

 

Tar Umbria, 11 settembre 2014, n. 455, sulla inammissibilità del ricorso proposto avverso l’atto di proclamazione degli eletti al consiglio comunale allorché la illegittimità delle operazioni dedotta in giudizio non sia rinvenibile nel verbale della Sezione elettorale;

 

Tar Umbria, 12 settembre 2014, n. 456, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 12 settembre 2014, n. 457, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 12 settembre 2014, n. 458, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 459, sulla legittimità, in forza del titolo edilizio di cui al (previgente) art. 13, comma 1, lett. c), della L.R. n. 1/20014, c.d. ristrutturazione pesante, della realizzazione di un corpo di fabbrica sostanzialmente nuovo e diverso rispetto a quello demolito, con diversa volumetria, sagoma ed area di sedime; sulla natura derogatoria della richiamata norma regionale rispetto alle disposizioni delle N.T.A. al P.R.G. che prevedano interventi di demolizione e ricostruzione con la medesima volumetria;  sulla necessità che il ricorrente fornisca la prova, anche indiziaria, che l’opera autorizzata comporti un mutamento dell’assetto urbanistico dell’intera zona, al fine di poter considerare l’intervento come ristrutturazione urbanistica; sulla ricomprensione della destinazione d’uso ad asilo e scuola e di quella direzionale-commerciale nel tipo “impianti di interesse comune”, con conseguenze insussistenza del mutamento di destinazione d’uso “prevalente” nell’ipotesi di successione delle suddette destinazioni; sulla legittimità costituzionale dell’art. 13, comma 1, lett. c), della L.R. n. 1/2004, in relazione all’art. 3, comma 1, lett. d), del D.P.R. n. 380/2001, nella parte in cui autorizza modifiche alla sagoma del fabbricato, in quanto espressione del potere normativo concorrente riconosciuto alle regioni in siffatta materia; sull’inammissibilità delle censure avverso il titolo edilizio proposte in via derivata dall’illegittimità del P.R.G., impugnato dal medesimo ricorrente con ricorso straordinario al Capo dello Stato, in forza del principio di alternatività; sul difetto di interesse alla proposizione censura volta a dimostrare l’interesse dell’Amministrazione alla conservazione di edificio già demolito; sulla legittimità delle norme del P.R.G. che, in deroga all’art. 6, L.R. n. 12/2008, autorizzino la realizzazione di interventi nei centri storici in assenza di piano attuativo;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 460, sulla sussistenza della legittimazione, in capo ai Consiglieri comunali, all’impugnazione delle deliberazioni del Consiglio comunale incidenti sulla loro possibilità di esercitare adeguatamente il mandato, ossia lesivi dello ius ad officium; sulla non necessità del rispetto del principio di garanzia delle minoranze consiliari e del pluralismo politico nella nomina di membri del C.d.A. di fondazione privata; sull’applicabilità dell’art. 44 del D.Lgs. n. 267/2000 alle sole nomine dei membri delle commissioni consiliari aventi funzioni di controllo o garanzia; sull’inidoneità della prassi propter o contra legem a fondare un affidamento meritevole di tutela; sulla natura della prassi amministrativa, la quale, contrariamente agli usi, non ha efficacia erga omnes, né carattere di generalità;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 461, sulla portata dell’indirizzo giurisprudenziale per il quale nel processo amministrativo l’individuazione degli atti impugnati deve essere operata non con riferimento alla sola epigrafe del ricorso, ma in relazione all’effettiva volontà del ricorrente, quale desumibile dal tenore complessivo dell’impugnazione ed in particolare dal contenuto delle censure dedotte; sulla facoltà che occorre riconoscere all’interessato di differire l’impugnazione del parere vincolante negativo della Soprintendenza in ordine al rilascio di un’autorizzazione paesaggistica al momento della impugnazione del diniego comunale; sulla necessità che l’autorizzazione paesaggistica di competenza del Comune sia preceduta dal parere vincolante della Soprintendenza anche nei casi si tratti di intervento facente parte di un piano attuativo la cui approvazione è stata preceduta dal parere  di contenuto paesaggistico di competenza della Provincia ex art. 24 della legge r. n. 11 del 2005;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 462, sulla sussistenza della giurisdizione dell’A.G.O. nelle controversie relative al provvedimento di revoca di un contributo pubblico in ragione dell’inadempimento degli obblighi assunti dal beneficiario in sede di concessione, trattandosi in tal caso di atto di ritiro e non di revoca in senso proprio (Ad. Plen., 14 gennaio 2014, n. 6); sulla inidoneità della presenza di questioni tra loro connesse ad escludere la giurisdizione del G.A. anche in relazione all’impugnazione dell’atto amministrativo presupposto, in forza del principio generale di inderogabilità della giurisdizione; sui limiti in cui il Giudice A. può sindacare le valutazioni tecniche della Soprintendenza; 

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 463, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 464, sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione emanata in assenza di ordine di sospensione dei lavori, in quanto espressione di un potere ontologicamente diverso rispetto a quello posto alla base delle misure cautelari; sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione emanata in assenza di comunicazione di avvio del procedimento, anche in forza dell’art. 21-octies della L. n. 241/1990,  in quanto atto vincolato; sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione notificata al proprietario, quantunque non responsabile degli abusi, in quanto soggetto che si trova nella materiale disponibilità di adempiere all’ordine; sulla inidoneità della mancata esatta individuazione dell’area da acquisire al patrimonio comunale a determinare l’invalidità dell’ordinanza di demolizione, stante la chiara distinzione tra atto di demolizione e atto di acquisizione;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 465, sul divieto di tenere armi ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1939, n. 773 che è atto discrezionale, poiché fondato su giudizio prognostico di non abuso delle armi che può trovare fondamento anche su elementi di carattere indiziario; sul provvedimento di autorizzazione alla detenzione di armi che può essere rilasciato solo a persone ineccepibili in modo da scongiurare ogni perplessità sul possibile abuso a tutela dell’ordine pubblico; sull’urgenza del provvedimento che esonera l’Amministrazione dall’onere di avviso di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 L. 7 agosto 1990 n. 241;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 466, sull’irricevibilità del ricorso avverso provvedimenti autorizzatori di opere edilizie comportanti il restringimento di strada vicinale a distanza di anni dal completamento delle opere; sull’onere gravante sul proprietario di fondo finitimo di attivarsi al fine di svolgere tutti gli accertamenti del caso ed impugnare il provvedimento lesivo in seguito al completamento delle opere asseritamente abusive; sull’inammissibilità del ricorso proposto dal singolo privato e volto a tutelare l’interesse pubblico al ripristino della strada vicinale; sulla sussistenza della giurisdizione dell’A.G.O. in materia di tutela del possesso;

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 467, sulla sussistenza della giurisdizione dell’A.G.O. nelle controversie relative al provvedimento di revoca, di decadenza o di ripetizione di un contributo pubblico già erogato in ragione dell’inadempimento degli obblighi assunti dal beneficiario in sede di concessione (Ad. Plen., 14 gennaio 2014, n. 6);

 

Tar Umbria, 15 settembre 2014, n. 468, sul divieto di tenere armi ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1939, n. 773 che è atto discrezionale, poiché fondato su giudizio prognostico di non abuso delle armi che può trovare fondamento anche su elementi di carattere indiziario; sul provvedimento di autorizzazione alla detenzione di armi che può essere rilasciato solo a persone ineccepibili in modo da scongiurare ogni perplessità sul possibile abuso a tutela dell’ordine pubblico; sull’urgenza del provvedimento che esonera l’Amministrazione dall’onere di avviso di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 L. 7 agosto 1990 n. 241;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 469, (ordinanza) dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 470, dà atto della rinuncia (trattasi di giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 471, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 472, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 473, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 474, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 475, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 476, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 477, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 478, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 479, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse (trattasi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in giudizio di E.R.);

 

Tar Umbria, 16 settembre 2014, n. 480, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014 n. 481, sulla permanenza dell’interesse ad impugnare un provvedimento temporaneo ancorché lo stesso abbia esaurito i propri effetti in corso di giudizio ove il medesimo sia per natura ripetitivo; sulla inapplicabilità delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 81 del 2008 concernente la prevenzione degli infortuni sul lavoro alla sicurezza del pubblico in un luogo di pubblico spettacolo, trovando per questa applicazione il decreto del Ministero dell’Interno 19 agosto 1996 recante “approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo”; sul campo di applicazione delle deroghe a taluna delle prescrizioni in tale decreto previste;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014 n. 482, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 483, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 484, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 485, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 486, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 487, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 488, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 489, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 490, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 491, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 492, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 493, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 17 settembre 2014, n. 494, ordina in sede di giudizio di ottemperanza il pagamento delle somme dovute in forza di decreto di riparazione del danno da ritardo giudiziario passato in giudicato, disponendo la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di inadempimento;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 495, sul divieto di tenere armi ai sensi dell’art. 39 R.D. 18 giugno 1939, n. 773 che è atto discrezionale, poiché fondato su giudizio prognostico di non abuso delle armi che può trovare fondamento anche su elementi di carattere indiziario; sul provvedimento di autorizzazione alla detenzione di armi che può essere rilasciato solo a persone ineccepibili in modo da scongiurare ogni perplessità sul possibile abuso a tutela dell’ordine pubblico; sull’urgenza del provvedimento che esonera l’Amministrazione dall’onere di avviso di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 L. 7 agosto 1990 n. 241; sulla legittimità del divieto impartito al titolare delle armi che sia familiare del soggetto nei confronti del quale sussistono fondate ragioni di sospetto su un possibile uso anomalo delle stesse;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 496, (ordinanza) dispone incombenti istruttori;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 497, sulla necessità che il termine per l’impugnazione di un atto recante l’approvazione di un progetto sia fatto decorrere dalla piena conoscenza di questo, che può conseguire alla ostensione documentale, salva la rigorosa dimostrazione, da parte di chi invochi la tardività, della conoscenza aliunde del progetto stesso; sui limiti del sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica il quale, pur estendendosi alla attendibilità delle operazioni tecniche compiute dall’Amministrazione quanto alla correttezza dei criteri utilizzati ed applicati, può riguardare esclusivamente la valutazione che si ponga fuori dell’ambito di opinabilità; sulla inammissibilità dell’impugnazione proposta avverso un atto della Soprintendenza allorchè sia stata notificata presso la sede di questa invece che presso l’Avvocatura;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 498, sulla legittimità del voto numerico attribuito dalla competente Commissione d’esame di un concorso pubblico;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014 n. 499, sull’insussistenza dell’obbligo di una specifica motivazione sull’interesse pubblico concreto ed attuale all’annullamento delle delibere di adozione ed approvazione di un piano attuativo, e dei connessi titoli abilitativi, ancorché intervenuto a distanza di tempo, nonché sull’inesistenza di un affidamento tutelabile, allorquando l’autotutela sia fondata su una non corretta rappresentazione, nella domanda, di volumi e superfici; sull’irrilevanza del carattere, doloso o colposo, di tale errata rappresentazione; sulla possibilità di impugnare, mediante ricorso straordinario al Capo dello Stato, l’ordinanza di demolizione pur essendo pendente in sede giurisdizionale il ricorso avverso gli atti di annullamento dei titoli abilitativi in forza dei quali è stata ingiunta la demolizione; sull’illegittimità di un’ordinanza di demolizione emessa senza la comunicazione di avvio del procedimento, e la conseguente possibilità di partecipazione del destinatario, laddove tale provvedimento consegua all’annullamento del titolo edilizio poiché, in tal caso, ai sensi dell’art. 38 del DPR 380/2001, la demolizione non costituisce un effetto vincolato, ma una possibile opzione, essendo anche possibile l’applicazione di una sanzione pecuniaria;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014 n. 500, sulla sindacabilità solo in punto di legittimità, e non di merito, delle ordinanze contingibili ed urgenti emanate ex artt. 50 e 54 TUEL, non essendo più tali atti ricompresi nel novero delle materie assoggettate alla giurisdizione di merito, come precisate dall’art. 134 del c.p.a.; sulla legittimità delle ordinanze contingibili ed urgenti adottate sulla base di accertamenti tecnici, ancorché sommari, disposti dall’Amministrazione procedente;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 501, dichiara l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, settembre 2014 n. 502, sulla necessità che la conferenza di servizi decisoria (nel caso di specie, per l’approvazione del progetto definitivo di attività estrattiva di cui all’art. 7 della L.R. N. 2/2000) si concluda con un provvedimento espresso; sull’illegittimità del diniego espresso dall’Amministrazione competente a prescindere dalle determinazioni assunte in conferenza di servizi; sull’illegittimità del rigetto di una domanda per attività estrattive motivata in ragione della circostanza che una piccola porzione dell’area destinata alla ricomposizione ambientale è di proprietà di un terzo, senza nemmeno prendere in esame la possibilità di costituzione di un consorzio obbligatorio, se pure di competenza di altro ente (Regione);

 

Tar Umbria, settembre 2014 n. 503, sull’obbligo del Comune, in sede di rilascio di un titolo edilizio, anche a sanatoria, di verificare l’assenza di diritti di soggetti terzi solo in presenza di limiti privatistici immediatamente conoscibili e/o non contestati, ovvero di formale opposizione; sulla necessità di una verifica effettiva e puntuale dell’asserita destinazione ad uso pubblico di una strada vicinale; sulla necessità che il rigetto della s.c.i.a. sia preceduto dal preavviso di diniego; sull’obbligo che la declaratoria di irricevibilità della domanda di sanatoria sia pronunciata per meri motivi formali di incompletezza della documentazione e non per ragioni sostanziali;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 504, sui criteri di motivazione del provvedimento che rigetta l’istanza di permesso di soggiorno per “attesa occupazione”; sugli effetti della mancata traduzione dell’atto nella lingua madre del destinatario;

 

Tar Umbria, 25 settembre 2014, n. 505, sulla forma di pubblicità rilevante ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione dell’atto di adozione di un P.R.G.; sul rilievo endoprocedimentale dell’atto comunale di controdeduzione alle osservazioni e sulla conseguente inammissibilità della relativa impugnazione; sulla inammissibilità per carenza d’interesse del ricorso avverso l’annullamento di un P.R.G. allorchè i ricorrenti aspirino ad una reformatio in melius e cioè ad una classificazione migliorativa dei terreni di proprietà rispetto ad una destinazione rimasta invariata con riguardo a quanto previsto dalla disciplina di piano previgente.

 

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri  436, 437, 442, 443, 444, 447, 448, 462, 481, 497, 499, 500502, 503, e 505

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 agosto  e il 31 agosto 2014

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 ottobre  e il 31 ottobre 2014

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