sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile e il 30 aprile 2013 (dalla numero 217 alla numero 256)

 34) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.

Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar - Ufficio pubblicazione, è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria” della quale fanno parte Alessandro Bovari, Serena Briganti, Maria Di Paolo, Giulia Gambuli,  Azzurra Pellegrini, Marta Polenzani, Alessio Tomassucci e Angelo Velatta.

 

Tar Umbria, 4 aprile 2013, n. 217, sula necessità di tener distinta la pretesa riguardante l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva da quella con cui ci si duole del mancato esercizio della potestà di autotutela in ordine all’aggiudicazione stessa e sull’ammissibilità del ricorso avverso il diniego di autotutela; sul termine per proporre ricorso nei confronti dell’aggiudicazione definitiva di gara di appalto e sulla individuazione del relativo  dies a quo nel caso in cui l’Amministrazione non abbia dimostrato in giudizio di essere stata autorizzata all’utilizzo del telefax; sul difetto di interesse, in capo al soggetto rimasto estraneo al giudizio di impugnazione dell’aggiudicazione definitiva, a valersi del giudicato formatosi in tale giudizio in ordine all’assenza dei requisiti di partecipazione alla gara in capo ai soggetti qualificatesi in posizione poziore, ai fini dello scorrimento della graduatoria; sull’assenza di un obbligo dell’Amministrazione allo scorrimento della graduatoria nelle ipotesi diverse da quella dell’esecuzione in forma specifica di una sentenza di annullamento; sull’inammissibilità di un interesse “oggettivo” alla legittimità degli atti della P.A.; sulla possibilità o meno di individuare una posizione giuridica qualificata in capo a chi è portatore dell’interesse alla rimozione del pregiudizio derivante dalla mancata aggiudicazione e non abbia svolto alcuna specifica censura nella debita sede;

 

Tar Umbria, 4 aprile 2013, n. 218, sulla sostanziale differenza tra condizioni di ammissibilità e criteri di valutazione dell’offerta nelle gare di appalto nell’ipotesi in cui il bando di gara, pur in relazione ai medesimi presupposti, individui una griglia di valutazione organizzata in criteri e sub criteri; sulla necessità che la commissione di gara motivi compiutamente in ordine alle ragioni che l’hanno spinta ad agire in autotutela; sulla portata della disposizione contenuta all’art. 1, comma 1, lett. u), del D.Lgs. n. 152/2008  e sulla possibilità o meno di farne applicazione allorché in sede di autotutela la commissione provveda a motivatamente giustificare il proprio operato e i punteggi attribuiti;

 

Tar Umbria, 5 aprile 2013, n. 219  (sentenza non definitiva), prendendo atto in sede di ottemperanza del mancato raggiungimento tra le parti di un accordo sulla sentenza di merito che aveva dettato i criteri di risarcimento del danno ex art. 34, comma 4, C.P.A., nomina un commissario ad acta perché provveda alla determinazione delle somme dovute;

 

Tar Umbria, 8 aprile 2013, n. 220, (decreto), liquida le spese di giudizio a favore del ricorrente ammesso al gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 221, sulla portata del novellato art. 105, comma 3, C.P.A. nel caso l’udienza pubblica di discussione alla data di entrata in vigore del secondo correttivo al C.P.A.  fosse già stata fissata d’ufficio a seguito della restituzione degli atti da parte del Consiglio di Stato; sulla necessità che il decreto di apposizione di vincolo ai sensi della L. n. 1089 del 1939 contenga il richiamo espresso a tutti i locali facenti parte del bene e l’indicazione delle ragioni di ordine storico architettonico che giustificano la tutela; sugli effetti dell’omessa denuncia del negozio traslativo e sulle conseguenze che ne discendono in ordine all’esercizio della prelazione ex artt. 31 e 31 della L. n. 1089 del 1939; sulla natura recettizia (attenuata) del provvedimento con cui viene esercitata la prelazione; sulla individuazione dell’organo competente in caso di esercizio della prelazione da parte Comune;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 222, sulla natura di rimedio ordinario dell’ordinanza sindacale ex art. 9 della L. n. 447/1995; sulla possibilità di adottare tale ordinanza anche nell’ipotesi in cui l’inquinamento acustico, costituente un pericolo per la salute umana, coinvolga non l’intera collettività, ma un numero limitato di cittadini o anche una sola persona; sulla necessità che l’Amministrazione svolga adeguata istruttoria in relazione alle condizioni di agibilità dell’immobile di proprietà del soggetto denunciante; sulla necessità che la classe attribuita nel piano di classificazione acustica sia corrispondente alla destinazione urbanistica della zona, in ossequio agli artt. 1, 4 e 5 della L.R. n. 1/2004;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 223, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 224, sull’inammissibilità del ricorso volto all’annullamento di atto a contenuto interlocutorio;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 225, sulla sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione dell’ordinanza di demolizione in conseguenza della proposizione di istanza di sanatoria; sulla sufficienza ai fini della legittimità di un atto amministrativo fondato su pluralità di motivi autonomi che uno solo di essi sia riconosciuto idoneo a sorreggerlo, anche quando sia illegittimo per gli altri;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 226, sulla natura ampiamente discrezionale del potere valutativo riconosciuto all’Amministrazione nell’apprezzamento della sussistenza dei presupposti per l’emanazione del decreto di ammonimento di cui all’art. 8 del D.L. n. 11/2009 in materia di stalking; sulla necessità o meno di acquisire prova del fatto penalmente rilevante punito dall’art. 612 bis C.P.; sulla sufficienza di un quadro indiziario che renda verosimile, secondo collaudate massime di esperienza, l’avvenuto compimento di atti persecutori; sui limiti in tali casi di applicazione del principio del contraddittorio e di rispetto dell’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 227, dichiara il sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 10 aprile 2013, n. 228, sulla applicabilità o meno della disposizione contenuta all’art. 72, comma 11, del D.L. n. 112/2008 ai dipendenti che non abbiano maturato il requisito di anzianità contributiva ivi previsto entro il 31 dicembre 2011; sulla necessità di applicare a tali dipendenti i requisiti di accesso al pensionamento così come rideterminati, a decorrere dal 1 gennaio 2012, dall’art. 24, comma 20, del D.L. n. 201/2011;

 

Tar Umbria, 11 aprile 2013, n. 229 (ordinanza), solleva con riferimento agli artt. 3, 36 e 38 Cost. questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 1032/1973, nella parte in cui richiede per la maturazione della buonuscita “almeno un anno di iscrizione al “Fondo Opera di Previdenza” ivi previsto, e dell’art. 9, comma 1, del D.Lgs. C.P.S. 4 aprile 1947 n. 207, nella parte in cui subordina il diritto all’indennità di fine rapporto “ad almeno un anno di servizio continuativo”;

 

Tar Umbria, 11 aprile 2013, n. 230, sulle modalità di calcolo della soglia di anomalia nelle gare di importo inferiore o pari a un milione di euro da aggiudicare con il criterio del prezzo più basso con offerte ammesse superiori a dieci; sulla possibilità di superare il tenore letterale dell’art. 86, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, il quale si riferisce alle offerte e non al loro valore; sulla necessità di considerare le offerte identiche come un’unica offerta anche nell’ipotesi in cui queste non si trovino “a cavallo” delle ali, ma siano “interne” alle ali, essendo comune ad entrambe la finalità di evitare che i ribassi identici limitino l’utilità dell’accantonamento e amplino eccessivamente la base di calcolo della media aritmetica e dello scarto medio aritmetico, rendendo inaffidabili i risultati; accoglie il ricorso;

 

Tar Umbria, 11 aprile 20913, n. 231, dichiara la cessazione della materia del contendere;

 

Tar Umbria, 11 aprile 2013, n. 232, sulla natura della indennità prevista dall’art. 167 del Codice del paesaggio per l’ipotesi di abusi edilizi in zone soggette a vincoli paesaggistici; sulla necessità che il soggetto obbligato alla corresponsione coincida con quello a favore del quale viene rilasciato il titolo a sanatoria, indipendentemente dalla circostanza che la relativa istanza sia stata proposta da altri; sulla irrilevanza ai fini della applicazione della sanzione che l’apposizione del vincolo sia sopravvenuta all’abuso; sui presupposti perché sull’istanza di condono edilizio si formi il silenzio assenso ex art. 35 della legge n. 47 del 1985;

 

Tar Umbria, 11 aprile 2013, n. 233, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 12 aprile 2013, n. 234 (ordinanza), sulla competenza funzionale del Tar Lazio, sede di Roma, nei giudizi ex art. 135, comma 1, lett. a) C.P.A., in ordine alle controversie riguardanti i magistrati ordinari;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2012, n. 235 (decreto), liquida le spese di giudizio a favore di ricorrente ammesso al gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2012, n. 236 (decreto), liquida le spese di giudizio a favore di ricorrente ammesso al gratuito patrocinio;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2012, n. 237, sui presupposti necessari perché il cittadino straniero possa conseguire il permesso di soggiorno secondo la dichiarazione di emersione del lavoro irregolare ex art. 1-ter della legge 3 agosto 2009, n. 102, alla luce di Corte Cost. n. 172/2012;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2012, n. 238, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2012, n. 239, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2012, n. 240, sui presupposti dei provvedimenti di revoca dell’autorizzazione al porto d’armi e di divieto di detenzione di armi ex art. 39 del T.u.l.p.s. e sulla sufficienza a tal fine di una situazione di potenziale pericolo dell’incolumità pubblica; sul criterio di sufficienza della relativa motivazione; sulla necessità o meno di far precedere tale revoca dalla comunicazione di avvio del procedimento;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2013, n. 241, sulla sussistenza o meno del diritto dei ricercatori universitari di veder riconosciuto ai fini economici e di carriera ai sensi dell’articolo 103, comma 3, del d.p.r. n. 382 del 1980, il servizio pre-ruolo prestato come assegnista di ricerca ai sensi della legge 449/1997;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2013, n. 242, sulla inammissibilità dell’istanza ostensiva proposta al fine di indurre o costringere l’Amministrazione a formare atti nuovi rispetto ai documenti amministrativi già esistenti, ovvero a compiere un’attività di elaborazione di dati e documenti; sulla idoneità a tal fine del giudizio avverso il silenzio;

 

Tar Umbria, 12 aprile 2013, n. 243, sulla giurisdizione dell’A.G.O. in ordine alle controversie relative all’impugnazione di provvedimenti amministrativi riguardanti la demanialità delle strade allorché le stesse si esauriscano nell’indagine sulla titolarità della proprietà, e quindi siano rivolte alla tutela di posizioni di diritto soggettivo senza investire vizi dell’atto amministrativo impugnato;

 

Tar Umbria, 12 Aprile 2013, n. 244, sulla inammissibilità del ricorso proposto avverso un piano attuativo preordinato a consentire il mutamento di destinazione d’uso di un fabbricato precedentemente autorizzato allorché le doglianze proposte siano volte a censurare l’illegittimità dell’originario titolo abilitativo e questo sia rimasto inoppugnato, ovvero siano volte a censurare la natura sanante del piano attuativo pur in presenza di tale inoppugnabilità; sulla inammissibilità dell’impugnazione di un piano attuativo che faccia mera applicazione di una disciplina puntuale di P.R.G. non impugnata tempestivamente; sull’inidoneità della clausola di stile estensiva dell’impugnativa - “…ad ogni altro atto presupposto conseguente o connesso” -, a ricomprendere nel gravame atti non espressamente indicati nell’atto introduttivo;

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 245, sulla corretta interpretazione degli artt. 3 e 4 del R.R. Umbria, 4 maggio 2011, n. 4 (gestione impianti di trattamento reflui da allevamento) anche in relazione al D.M. 7 aprile 2006; sull’assimilazione alla nozione di sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 del digestato utilizzato per scopi agronomici ai sensi dell’art. 4 R.R.U. n. 4/2011 anche non direttamente riconducibile ad attività di allevamento zootecnico; sulla competenza della Provincia (e non dei Comuni) a provvedere sulla richiesta di modifica all’autorizzazione unica in vigenza del regime transitorio previsto dall’art. 6, 10 comma, D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28; 

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 246, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 247, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 248, sulla c.d. “doppia conformità” in materia di sanatoria edilizia e sulle conseguenze che da essa derivano; sulla non sanabilità  di costruzioni precarie e temporanee destinate a durare per un periodo limitato di tempo trattandosi di attività libera in ordine alla quale la sanatoria avrebbe il solo inammissibile effetto di rendere durevoli le opere realizzate;

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 249, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 250, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 251, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 23 aprile 2013, n. 252, accoglie il ricorso per l’ottemperanza a decreto dell’A.G.O. di riparazione del danno da ritardo giudiziario (c.d. “Legge Pinto”);

 

Tar Umbria, 24 aprile 2013, n. 253 (sentenza breve), dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto annullamento in autotutela dei provvedimenti impugnati;

 

Tar Umbria, 26 aprile 2013, n. 254, sulla insussistenza, a mente del combinato degli artt. 2 e 73 del codice del processo amministrativo, di un obbligo per la parte di produrre in ogni caso una memoria di conclusione quale presupposto essenziale per depositare la propria successiva memoria di replica (in senso diverso Tar Umbria, 20 aprile 2012, n. 126); sulla indefettibilità del deposito di memorie conclusionali delle controparti quale presupposto per la produzione della sola memoria di replica; sulla legittimità delle clausole di lex specialis di gara in deroga all’istituto del “quinto d’obbligo”, di cui all’art. 311 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, nelle particolari ipotesi di affidamento di fornitura - somministrazione nel settore farmaceutico con Sistema Dinamico di Acquisizione; sulla legittimità o meno della clausola di capitolato speciale che prevede l’accorpamento in unica fornitura di prodotti tra loro disomogenei; sulla competenza statale, ed in particolare dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), circa le valutazioni in merito all’equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti principi attivi; sulla legittimità o meno della clausola di capitolato speciale che riserva alla Commissione Terapeutica Regionale, successivamente all’avvio delle procedure di affidamento delle singole forniture, la facoltà di scelta in ordine alle molecole da utilizzare nelle strutture Regionali del SSN, con particolare riferimento all’art. 11 del D.Lgs. n. 163 del 2006, nonché ai principi fondamentali in materia di evidenza pubblica (parità di trattamento, non discriminazione e pubblicità).

 

Tar Umbria, 26 aprile 2013, n. 255, sulla legittimità delle clausole di lex specialis di gara in deroga all’istituto del “quinto d’obbligo”, di cui all’art. 311 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, nelle particolari ipotesi di affidamento di fornitura -somministrazione nel settore farmaceutico con Sistema Dinamico di Acquisizione; sulla competenza statale, ed in particolare dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), circa le valutazioni in merito all’equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti principi attivi; sulla legittimità o meno della clausola di capitolato speciale che riserva alla Commissione Terapeutica Regionale, successivamente all’avvio delle procedure di affidamento delle singole forniture, la facoltà di scelta in ordine alle molecole da utilizzare nelle strutture Regionali del SSN, con particolare riferimento all’art. 11 del D.Lgs. n. 163 del 2006, nonché ai principi fondamentali in materia di evidenza pubblica (parità di trattamento, non discriminazione e pubblicità); sulla necessità, ai sensi dell’art. 83 del D.lgs. 163 del 2006, che siano determinati a priori nella lex specialis di gara tutti i criteri di comparazione delle offerte presentate nella procedura di affidamento mediante istituzione di Sistema Dinamico di Acquisizione, senza possibilità di integrazione postuma da parte della stazione appaltante dei criteri ivi predeterminati; sui limiti entro cui deve essere circoscritto il potere della stazione appaltante di non procedere all’aggiudicazione del contratto ex art. 81, comma 3, del D.Lgs. n. 163 del 2006;

 

Tar Umbria, 26 aprile 2013, n. 256, sulla insussistenza, a mente del combinato degli artt. 2 e 73 del codice del processo amministrativo, di un obbligo per la parte di produrre in ogni caso una memoria di conclusione quale presupposto essenziale per depositare la propria successiva memoria di replica (in senso diverso Tar Umbria, 20 aprile 2012, n. 126); sulla indefettibilità del deposito di memorie conclusionali delle controparti quale presupposto per la produzione della sola memoria di replica; sulla legittimità delle clausole di lex specialis di gara in deroga all’istituto del “quinto d’obbligo”, di cui all’art. 311 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, nelle particolari ipotesi di affidamento di fornitura - somministrazione nel settore farmaceutico con Sistema Dinamico di Acquisizione; sulla legittimità o meno della clausola di capitolato speciale che prevede l’accorpamento in unica fornitura di prodotti tra loro disomogenei; sulla competenza statale, ed in particolare dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), circa le valutazioni in merito all’equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti differenti principi attivi; sulla legittimità o meno della clausola di capitolato speciale che riserva alla Commissione Terapeutica Regionale, successivamente all’avvio delle procedure di affidamento delle singole forniture, la facoltà di scelta in ordine alle molecole da utilizzare nelle strutture Regionali del SSN, con particolare riferimento all’art. 11 del D.Lgs. n. 163 del 2006, nonché ai principi fondamentali in materia di evidenza pubblica (parità di trattamento, non discriminazione e pubblicità).

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 217, 221222, 230, 232, 243, 244, 245, 248, 254 e 255 (256)

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 marzo e il 31 marzo 2013 clicca qui

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 maggio e il 31 maggio 2013 clicca qui

 

per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a. clicca qui

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