Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbraio ed il 28 febbraio 2015 (dalla n. 66 alla n. 92)

56) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria.

 

Si segnala che a partire dal mese di gennaio 2015 le decisioni in materia di c.d. Legge Pinto e quelle di mero rito non verranno sommariate, ma unicamente riportate in calce.

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015, n. 66, (ordinanza) ordina la sospensione necessaria del giudizio ai sensi dell’art. 77 c.p.a.;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015, n. 67, sull’inammissibilità dell’azione di annullamento avverso il silenzio significativo serbato dal Comune in materia di S.C.I.A., trattandosi, ai sensi dell’art. 19, comma 6-ter, della L. n. 241/1990, di silenzio inadempimento censurabile unicamente con il rimedio di cui all’art. 31 c.p.a.; sull’ammissibilità dell’azione di accertamento dell’illegittimità dell’inerzia serbata dal Comune sull’istanza del terzo volta a promuovere l’esercizio dei poteri inibitori/repressivi di cui all’art. 19, comma 3, L. n. 241/1990; sull’applicabilità del d.l. n. 223/2006, c.d. decreto Bersani, e della direttiva 2006/123/CE del 12 dicembre 2006, c.d. Bolkestein, all’attività di rivendita di giornali in via esclusiva; sulla non riconducibilità ai motivi imperativi di interesse generale della tutela degli operatori dai rischi derivanti dalla libertà di concorrenza; sull’avvenuta liberalizzazione dell’attività di rivendita di giornali in ossequio ai principi comunitari della concorrenza e della libertà di stabilimento; sulla impossibilità di applicare il principio lex posterior generalis non derogat priori specialis nelle ipotesi in cui dalla lettera e dal contenuto della legge successiva si evince la volontà di abrogare la legge speciale anteriore o allorquando la discordanza tra le due disposizioni sia tale da rendere inconcepibile la coesistenza fra la normativa speciale anteriore e quella generale successiva;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015, n. 68, sulla legittimazione al ricorso del Consorzio di artigiani in forma di società cooperativa, in quanto agente a tutela degli interessi delle imprese consorziate; sulla mancata liberalizzazione dell’attività di noleggio con conducente ad opera del D.Lgs. 26 marzo 2010 n. 59, di recepimento della direttiva 2006/123/CE, e del  D.L. 24 gennaio 2012 n. 1 (c.d. Decreto Monti), convertito in legge n. 27/2012;  sulla sua natura di attività sottoposta ad autorizzazione, vincolata al mero accertamento dei requisiti di legge e normativamente contingentata, ai sensi della L. n. 21/1992 e della L.R. n. 17/1994, stante la limitatezza delle autorizzazioni concedibili in sede locale secondo la regolamentazione comunale;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015 n. 69, sulla qualificazione come concessione di servizio pubblico, ai sensi dell’art. 30 del Codice dei Contratti Pubblici, del servizio di ristorazione-bar effettuato in una scuola a favore dei docenti e degli alunni della stessa; sul rapporto tra la disciplina generale in materia di accesso (art. 22 della L. 241/1990) e quella speciale prevista in materia di appalti pubblici (art. 13 del D. Lgs. 163/2006); sull’applicabilità della disciplina speciale di cui all’art. 13 del Codice alle sole ipotesi in cui l’ostensione sia suscettibile di arrecare pregiudizio alla riservatezza dei partecipanti alle procedure di affidamento, ferma rimanendo l’applicazione della disciplina generale ove tali esigenze non sussistano; sul diritto di accesso di un soggetto che riveste la qualifica di operatore economico del settore ad accedere agli atti di una gara, alla quale lo stesso non è stato invitato ed i cui risultati sono divenuti inoppugnabili, ad accedere agli atti della gara, ai sensi della disciplina generale di cui all’art. 22 della L. 241/1990, in quanto l’istanza non è in conflitto con esigenze di riservatezza di terzi e/o della stazione appaltante; sulla possibile incostituzionalità dell’art. 120, comma 2, del Codice (peraltro non immediatamente rilevante ai fini della decisione della specifica fattispecie);

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015 n. 70, sulla sindacabilità delle sanzioni disciplinari inflitte ai militari unicamente per macroscopici vizi logici, travisamento dei fatti ed evidente disparità di trattamento;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015, n. 78, sulla illegittimità del provvedimento del Comune che dispone la irricevibilità della domanda relativa alla erogazione dei contributi per la riparazione dei danni causati dagli eventi alluvionali del novembre 2012 (ai sensi dell’art. 1, comma 548, L. n. 228/2012 e della normativa citata nel Decreto del Commissario Delegato n. 1/2013), in quanto l’incompletezza della documentazione allegata alla perizia giurata (planimetrie catastali depositate unitamente alla domanda e non - come avrebbero dovuto essere - alla perizia giurata), secondo le prescrizioni del bando, non determina l’irricevibilità della domanda ed il contenuto della perizia asseverata con giuramento, secondo le disposizioni del Decreto, è attestazione del nesso di causalità; sul soccorso istruttorio esperibile dall’Amministrazione tramite accertamento d’ufficio delle informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive ex art. 6, L. n. 241/1990 ed art. 43 D.P.R. n. 445/2000 che, seppur da interpretare in modo restrittivo nelle procedure concorsuali improntate al principio della par condicio fra i partecipanti, consente all’Amministrazione di invitare il concorrente a completare la documentazione o a fornirne chiarimenti;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015 n. 79, sulla illegittimità del provvedimento del Comune che dispone la irricevibilità della S.C.I.A. presentata da un’associazione di promozione sociale con finalità assistenziali al fine di ottenere l’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande per i soli soci e della conseguente ordinanza di cessazione attività di somministrazione, in quanto contenente valutazione di impatto acustico, in violazione dell’art. 2 del D.P.R. n. 235/2001 che richiede esclusivamente la presentazione della S.C.I.A., e viziata da difetto di motivazione in ordine al divieto di prosecuzione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche con riferimento allo svolgimento di attività caratterizzate da immissioni rumorose; sull’inidoneità della mancanza del certificato di agibilità corrispondente alla destinazione d’uso e della conformità alle norme urbanistiche a determinare l’irricevibilità della S.C.I.A. ai sensi dell’art. 32, comma 4, L. n. 383/2000, applicabile anche ai casi di apertura dei punti di ristoro, essendo sufficiente che tali prescrizioni siano rispettate per l’attività principale del circolo, stante la relazione di accessorietà dell’attività di somministrazione riservata ai soli soci; sulla non necessità della dimostrazione dell’abbattimento delle barriere architettoniche per il rilascio di autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande per i soli soci, ai sensi della normativa speciale contenuta nel D.P.R. n. 235/2001;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015, n. 80, sul corredo motivazionale che gli Enti delegati devono fornire a fondamento dell’autorizzazione paesaggistica; sul rapporto intercorrente tra i motivi ostativi contenuti nel preavviso di rigetto e quelli posti alla base del definitivo decreto di annullamento soprintendentizio; sul vizio di eccesso di potere per disparità di trattamento che in tema di autorizzazione paesaggistica è difficilmente riscontrabile, visto il naturale diverso impatto sul paesaggio di differenti progetti, quand’anche simili tra loro;

 

Tar Umbria, 16 febbraio 2015, n. 81, sulla qualifica di controinteressato in senso processuale per la sussistenza della quale è richiesto sia un requisito formale, costituito dalla presenza del nominativo nel provvedimento amministrativo impugnato che un requisito sostanziale, costituito dalla sussistenza di un interesse favorevole al mantenimento della situazione attuale, definita dal provvedimento stesso; sulla natura edilizia dei gazebo non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti, i quali devono essere considerati manufatti alteranti lo stato dei luoghi, con sicuro incremento del carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà strutturale del manufatto, la rimovibilità della struttura e l’assenza di opere murarie, atteso che tale struttura non è deputata ad un uso per fini contingenti, ma è destinata a soddisfare esigenze durature nel tempo; sul concetto di pertinenza che si ha nel caso in cui un manufatto destinato ad uso pertinenziale durevole sia di dimensioni ridotte e modeste, con la conseguenza che soggiace a permesso di costruire la realizzazione di un’opera di rilevanti dimensioni che modifica l’assetto del territorio ed occupa aree e volumi diversi rispetto alla res principalis; sull’ordine di demolizione che è atto vincolato alla contestata abusività che non richiede alcuna specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione tra interesse pubblico e privato, tanto che il tempo di realizzazione del manufatto non assume valore e non configura alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di illecito permanente che il tempo non può legittimare in via di fatto; sull’onere della prova in ordine all’epoca di realizzazione di un abuso edilizio che grava sull’interessato che intende dimostrare la legittimità del proprio operato e non sulla Pubblica Amministrazione;

 

 

Si segnala che le sentenze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di gennaio sono: n. 74, n. 75, n. 76, n. 77, n. 83, n. 84, n. 85, n. 86, n. 87, n. 88, n. 89, n. 90, n. 91.

 

Si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 71, n. 72, n. 73, n. 82, n. 92.

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri  67, 68, 69 ed 81

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio  e il 31 gennaio 2015

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 marzo e il 31 marzo 2015

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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