Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 gennaio e il 31 gennaio 2015 (dalla n. 1 alla n. 64)

55) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

 

La redazione ringrazia sentitamente l’avvocato Angelo Velatta, che dal mese di gennaio 2015 lascia la direzione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria”, dopo l’impegno in questi anni profuso nella creazione e sviluppo di questo importante strumento di lavoro.

 

Si segnala che a partire dal mese di gennaio 2015 le decisioni in materia di c.d. Legge Pinto e quelle di mero rito non verranno sommariate, ma unicamente riportate in calce.

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2015, n. 9, sulla sufficienza della comunicazione del verbale di sopralluogo a rendere edotto l’interessato della pendenza di un procedimento sanzionatorio in materia edilizia; sulla non necessità, sulla base di un giudizio ex post che tenga conto dell’effettiva incidenza della partecipazione dell’interessato sull’esito del procedimento, della comunicazione ai sensi dell’art. 7 della L. n. 241/1990; sulla non sussistenza di un affidamento del privato, ingenerato dal decorrere del tempo, ai sensi dell’art. 21-nonies della L. n. 241/1990, nell’ipotesi in cui l’originario manufatto sia stato oggetto di molteplici modificazioni nel corso del tempo; sulla inidoneità di immobili non costituenti S.U.C. (quali le opere pertinenziali) a legittimare la realizzazione di superfici interamente interrate ai sensi dell’art. 32, comma 2, lett. e), della L.R. n. 11/2005 e dell’art. 17, comma 3, lett. i), del R.R. n. 9/2008; sulla necessità che l’acquisto dei terreni e l’iscrizione dell’impresa agricola avvenga anteriormente alla realizzazione degli interventi autorizzati in quanto accessori alla detta attività di impresa;

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2015, n. 10, sulla definizione di “singolo edificio” ai sensi dell’art. 32, comma 1, lett. f), della L.R. n. 11/2005; sulla possibilità che il singolo edificio sia composto da più unità immobiliari; sull’illegittimità, per difetto di motivazione circa la sussistenza dell’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi ed all’eliminazione delle opere, del provvedimento che abbia disposto la demolizione di immobile per violazione delle norme in materia di ampliamenti consentiti dall’art. 35, comma 1, L.R. n. 11/2005, ove non sia accertata la falsità della rappresentazione grafica ai fini della riconducibilità dell’immobile al singolo edificio;

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2015, n. 11, sull’insussistenza della competenza del Comune alla determinazione della pianta organica delle farmacie urbane, in quanto detto potere è di competenza Regionale; sull’insussistenza di un obbligo di provvedere in ordine all’istanza del privato (proprietario di farmacia) inviata al Comune al fine di ottenere la rideterminazione della pianta organica in ragione della diminuzione della popolazione residente nel territorio comunale;

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2015, n. 12, sulla legittimazione del terzo, titolare di posizione differenziata, ad impugnare l’atto con il quale il Comune abbia qualificato l’attività edilizia posta in essere dal vicino come attività edilizia libera, in quanto detto provvedimento si configura come diniego di tutela da parte dell’Autorità amministrativa; sulla natura discriminante della stabile infissione al suolo e dell’inamovibilità della copertura per la distinzione tra opere idonee ad ingenerare maggiori volumi, come tali necessitanti di titolo abilitativo, e opere riconducibili nel novero dell’art. 7, comma 1, lett. d), della L.R. n. 1/2004;

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2015, n. 13, sull’insussistenza di una responsabilità per danno da ritardo in capo al Comune che abbia omesso di rilasciare titolo edilizio abilitativo in assenza del pagamento, da parte degli istanti, degli oneri di urbanizzazione richiesti; sull’insussistenza di un obbligo di provvedere del Comune in ordine alla richiesta di concessione edilizia su aree sottoposte a sequestro penale, in pendenza degli accertamenti penali stessi; sull’insussistenza di una responsabilità del Comune in ordine al mancato rilascio del titolo abilitativo nell’ipotesi in cui non sia accertato il completamento delle opere di urbanizzazione in zona oggetto di piano di lottizzazione, nonché nel caso in cui la vocazione edificatoria dell’area sia contestata dalla Regione;

 

Tar Umbria, 13 gennaio 2015 n. 17, sulla giurisdizione del Giudice Amministrativo in ordine all’impugnazione dei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale; sulla legittimità dei suddetti provvedimenti, laddove non siano stati esibiti i libri obbligatori e non sia stata efficacemente provata, da parte dell’imprenditore, l’insussistenza del rapporto di lavoro con le persone sorprese in azienda al momento del sopralluogo degli agenti accertatori.

 

Tar Umbria, 14 gennaio 2015  n. 18, sull’obbligo del Giudice di esaminare, in via prioritaria, il ricorso incidentale escludente; sulla qualificazione del servizio di raccolta rifiuti urbani come servizio pubblico locale a rilevanza economica e non come appalto; sulla non applicabilità ai procedimenti di scelta del concessionario di un servizio pubblico della disciplina integrale dei contratti pubblici, ai sensi dell’art. 30, comma 3, del D. Lgs. 163/2006 e, in particolare, sull'’inapplicabilità degli artt. 275 del DPR 207/2010 (che prescrive la corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento e quota di esecuzione delle prestazioni, nonché l’obbligo della mandataria di possesso dei requisiti in misura maggioritaria e di esecuzione della prestazione in via prevalente) e degli artt. 86 ed 87 del D. Lgs. 163/2006, in riferimento al D. Lgs. 81/2008 (nella parte in cui si prevede l’indicazione obbligatoria dei costi per la sicurezza aziendale); sulla legittimazione di ogni singola impresa facente parte di un raggruppamento temporaneo di imprese a ricorrere, a titolo individuale, per l’annullamento degli atti di gara.

 

Tar Umbria, 15 gennaio 2015 n. 19, sulla distinzione tra atto meramente confermativo ed atto di conferma, ovvero atto ad effetti confermativi, anche alla luce degli effetti connessi alla rinnovata valutazione degli interessi pubblici coinvolti in conseguenza di provvedimenti analoghi, annullati con sentenza di primo grado a sua volta annullata in appello da una sentenza in rito; sulla legittimazione di un’associazione di consumatori ad impugnare provvedimenti di carattere generale come quelli in materia di tariffazione di servizi pubblici; sulla questione della legittimità dell’introduzione, nella Regione Umbria, di un aumento delle tariffe della libera professione intramuraria quale misura alternativa alla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie prevista dalla L. n. 269/2006; sull’illegittimità delle determinazioni assunte dalla Regione Umbria – che prevedono l’applicazione di una quota percentuale sulla tariffa per le prestazioni svolte in regime di intramoenia – in quanto tale ulteriore prelievo non assume un carattere di sinallagmaticità, connesso all’erogazione di un servizio pubblico, ma si configura alla stregua di un’inammissibile prestazione tributaria, diretta in realtà a finanziare la spesa del S.S.N., così travalicando tanto i limiti previsti dalla normativa nazionale quanto quelli desumibili dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale; sulla necessità che, trattandosi di una sostanziale imposta indiretta sull’attività intramoenia, essa dovesse essere introdotta, in base alla Costituzione, dalla sola legge statale; sulla sussistenza, ove il suddetto aumento non andasse qualificato come tributo, ma quale prestazione patrimoniale imposta ex art. 23 Costituzione, della competenza del Consiglio e non della Giunta Regionale; sulla necessità di adottare l’atto di riedizione del potere all’esito di un giudicato di annullamento secondo le medesime modalità procedimentali previste per l’atto annullato.

 

Tar Umbria, 15 gennaio 2015 n.  20, sulla distinzione tra regolarizzazione (ammessa) ed integrazione documentale (non consentita), anche alla luce delle recenti modifiche all’art. 38 del D. Lgs. 163/2006 e dei principi comunitari, nonché sui limiti del cd. “soccorso istruttorio”; sui criteri da seguire ai fini della regolarizzazione delle istanze incomplete ed erronee nelle procedure concorsuali.

 

Tar Umbria, 15 gennaio 2015 n. 21, sulla necessità che il parere (vincolante) espresso dagli organi preposti alla tutela paesaggistica nell’ambito di una procedura di condono edilizio non si limiti ad una mera descrizione dell’intervento rispetto all’originario stato dei luoghi, ma contenga una specifica motivazione in ordine al pregiudizio arrecato dall’intervento medesimo all’interesse pubblico;

 

Tar Umbria, 15 gennaio 2015, n. 22, sull’ordine di demolizione per opere abusive inerenti un immobile ammesso dal Comune a contributo pubblico per la riparazione e miglioramento sismico ai sensi della legislazione regionale post sisma del 1997; sulla inapplicabilità della sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione di cui all’art. 34 T.U. edilizia e all’art. 8 L.R. 21/2004 per gli interventi eseguiti in parziale difformità al permesso di costruire, in caso di inerzia dei ricorrenti, dal momento che questi ultimi sono onerati della relativa istanza e della rappresentazione all’Amministrazione procedente dell’impossibilità tecnica ad eseguire quanto prescritto; sull’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorso introduttivo qualora venga presentata istanza di permesso di costruire in sanatoria successivamente all’impugnazione dell’ordinanza di demolizione dell’opera abusivamente realizzata; sul valore di prova legale di una confessione stragiudiziale proveniente dalla parte privata resa all’Amministrazione; sulla vigenza nel processo amministrativo del principio di cui all’art. 2697 c.c. in ordine all’onere delle parti di fornire gli elementi di prova che siano nella loro disponibilità e riguardanti i fatti posti a fondamento delle loro domande ed eccezioni;

 

Tar Umbria, 15 gennaio 2015, n. 23, sull’illegittimità del parere negativo espresso dal soggetto deputato alla tutela di un vincolo paesistico ai sensi dell’art. 32, comma 1, L. 47 del 1985, limitato alla descrizione dell’intervento operato rispetto all’originario stato dei luoghi e non contenente una specifica motivazione in ordine al pregiudizio che all’interesse pubblico deriverebbe dall’intervento stesso nell’ambito di una procedura di sanatoria degli abusi edilizi; sulla non configurabilità di vizi tipici dell’attività discrezionale (in particolare eccesso di potere per disparità di trattamento) in relazione ad atti di natura vincolata come quelli in materia di sanatoria edilizia; sull’irrilevanza della mancata indicazione, negli ordini di demolizione di manufatti abusivi, dell’area di sedime da acquisire, essendo sufficiente, ai sensi dell’art. 31, d.P.R. 380/2001, la descrizione delle opere ;

 

Tar Umbria, 15 gennaio 2015, n. 24, sulla legittimità dei provvedimenti inerenti gli atti di una procedura negoziata per l’affidamento in concessione del servizio di gestione di spazi pubblicitari nel caso di diniego della richiesta di invito a partecipare alla gara ufficiosa; sull’inammissibilità per difetto di legittimazione, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a., nel caso in cui la domanda di invito a partecipare alla gara ufficiosa sia stata presentata in data successiva alla scadenza del termine perentorio di ricezione delle offerte stabilito nella lex specialis; sull’esclusione dell’obbligo, in capo alla stazione appaltante, di invitare tutte le imprese che ne facciano richiesta o che siano nella condizione di poter legittimamente aspirare ad essere consultate nel caso di cottimo fiduciario di cui all’art. 125, comma 11, Codice dei contratti; sulla natura di aspettativa di mero fatto della pretesa del precedente gestore o esecutore c.d. uscente ad essere invitato per la tutela del principio di rotazione; sull’inderogabilità delle modalità di svolgimento del procedimento concorsuale fissate dall’Amministrazione (in particolare sul termine perentorio stabilito nella lettera di invito), fatto salvo il ricorso al potere di proroga o di autotutela; sul difetto di legittimazione dell’impresa invitata a precedente gara ufficiosa dal momento che tale posizione non è sufficientemente qualificata e differenziata al fine della contestazione in sede giurisdizionale del potere ampiamente discrezionale di scelta dei soggetti da invitare;

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2015, n. 25, sulla natura meramente dichiarativa e non costitutiva e dunque di atto endoprocedimentale della “verifica di aree boscate” effettuata dalla Comunità Montana nell’ambito della procedura di approvazione di variante al PRG; sulla sindacabilità degli atti a contenuto generale (quale un piano regolatore o una sua variante) esclusivamente per arbitrarietà, irragionevolezza, incoerenza o travisamento dei fatti, non necessitando di apposita motivazione; sul vizio di eccesso di potere per contraddittorietà che è configurabile in presenta di un provvedimento che presenti contraddizioni od incongruenze rispetto a precedenti valutazioni della stessa Autorità o  manifestazioni di volontà che si pongano in contrasto tra loro;     

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2015, n. 26, sulla valenza del principio di economicità, che assurge a criterio relazionale, designando il rapporto tra obiettivi raggiunti e risorse impiegate, così che non può ritenersi violato solo per il mancato introito dei contributi pagati dai potenziali partecipanti ad un corso di P.A.S. ( Percorsi Abilitanti Speciali), dovendo essere apprezzato alla luce della meritevolezza/ragionevolezza delle ragioni sottese alla scelta adottata; sugli atti a contenuto generale (in particolare di provvedimento di scelta di non attivare i P.A.S. per le classi di concorso “AA” ed “EE”) che sono sottratti all’obbligo di motivazione;  

 

Tar Umbria, 16 gennaio 2015, n. 30, sul rigetto della domanda diretta al riconoscimento dello status di “vittima del dovere” e dei correlati benefici previsti dalla normativa vigente; sul concetto di “vittima del dovere” che presenta caratteristiche speciali rispetto al genus della causa di servizio e deve essere distinto dal decesso in o a causa di servizio e sui presupposti relativi al sorgere del diritto alla speciale elargizione; sulla natura della speciale elargizione riconosciuta alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata ed estesa alla cd. “vittime del dovere” ed ai loro familiari, la quale presuppone che il fatto lesivo da cui si origina la relativa pretesa si connoti per un quid pluris rispetto all’ordinario adempimento dei compiti di istituto da parte del pubblico dipendente; sulla necessità che, per il riconoscimento dello status, sussista uno specifico elemento di rischio esulante dalla normalità delle funzioni istituzionali anche in riferimento alla L. 266/2005 ed al relativo regolamento di attuazione di cui al d.P.R. 243/2006;   

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 51, sulla giurisdizione del G.O. in merito alla controversia relativa alla legittimità del D.U.R.C.; sulla nozione di “violazione grave” ai sensi dell’art. 38, comma 1, lett. i),  del d.lgs. n. 163 del 2006 e sulla insindacabilità nel merito, da parte delle Stazioni appaltanti, del documento rilasciato dall’istituto di previdenza; sulla necessità che alla data di scadenza del termine di presentazione dell’offerta non sussistano gravi violazioni alle norme in materia di contributi previdenziali ed assistenziali in relazione a tutte le posizioni assicurative aperte presso le sedi I.N.P.S. dell’intero territorio nazionale; sull’insufficienza di una regolarizzazione postuma della posizione di regolarità contributiva, quand’anche ricondotta retroattivamente al momento della scadenza del termine di pagamento; sulla nozione di violazione definitivamente accertata degli obblighi di pagamento di imposte e tasse;

 

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 52, sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto provvedimenti negativi che incidono sul diritto del privato alla conservazione della sovvenzione concessa da parte della Pubblica Amministrazione; sul carattere di diritto soggettivo della posizione giuridica assunta dal privato nelle controversie concernenti la revoca, decadenza o ripetizione del contributo concesso in ragione dell'inadempimento delle prescrizioni alle quali il beneficio era stato subordinato;

 

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 53 (sentenza breve), sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto fatti successivi e sopravvenuti alla concessione di un contributo da parte della Pubblica Amministrazione, quando non siano in discussione vizi originari incidenti sull’an e/o sul quantum del contributo disposto; sul carattere di diritto soggettivo della posizione giuridica assunta dal privato nelle controversie concernenti la revoca, decadenza o ripetizione del contributo concesso in ragione dell'inadempimento delle prescrizioni alle quali il beneficio era stato subordinato,

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 54 (sentenza breve), sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto fatti successivi e sopravvenuti alla concessione di un contributo da parte della Pubblica Amministrazione, quando non siano in discussione vizi originari incidenti sull’an e/o sul quantum del contributo disposto; sul carattere di diritto soggettivo della posizione giuridica assunta dal privato nelle controversie concernenti la revoca, decadenza o ripetizione del contributo concesso in ragione dell'inadempimento delle prescrizioni alle quali il beneficio era stato subordinato;

 

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 55 (sentenza breve), sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto fatti successivi e sopravvenuti alla concessione di un contributo da parte della Pubblica Amministrazione, quando non siano in discussione vizi originari incidenti sull’an e/o sul quantum del contributo disposto; sul carattere di diritto soggettivo della posizione giuridica assunta dal privato nelle controversie concernenti la revoca, decadenza o ripetizione del contributo concesso in ragione dell'inadempimento delle prescrizioni alle quali il beneficio era stato subordinato,

 

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 56 (sentenza breve), sul difetto di giurisdizione del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto fatti successivi e sopravvenuti alla concessione di un contributo da parte della Pubblica Amministrazione, quando non siano in discussione vizi originari incidenti sull’an e/o sul quantum del contributo disposto; sul carattere di diritto soggettivo della posizione giuridica assunta dal privato nelle controversie concernenti la revoca, decadenza o ripetizione del contributo concesso in ragione dell'inadempimento delle prescrizioni alle quali il beneficio era stato subordinato;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 57, sulla giurisdizione del G.A. circa le controversie relative a procedure concorsuali per l’assunzione in posti di pubblico impiego, che deve intendersi limitata ai concorsi in senso stretto cioè caratterizzati: dall’emanazione di un bando, dalla presenza della valutazione comparativa e dalla compilazione di una graduatoria finale; sul riparto di giurisdizione in materia, che non può che determinarsi secondo il generale criterio fondato sulla natura della pretesa azionata, con la conseguenza che nella fase precedente la stipulazione del contratto di incarico di collaborazione coordinata e continuativa, la posizione dell’aspirante volta a sindacare il legittimo esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione, inerente la scelta dei requisiti di ammissione, rientra nella generale giurisdizione di legittimità del G.A.; sul provvedimento fondato su motivazione plurima che non può essere annullato, qualora anche uno solo dei motivi posti a suo fondamento fornisca autonomamente la legittima e congrua giustificazione della determinazione adottata; sul difetto di interesse di un soggetto che, escluso da un concorso pubblico - al pari di un soggetto che non ha presentato domanda di partecipazione -, non può più considerarsi legittimato a contestare gli atti del procedimento; sulla legittimazione degli Ordini Professionali all’impugnazione di provvedimenti lesivi dell’interesse c.d. istituzionalizzato della categoria da essi rappresentata, tra cui anche quelli relativi a procedure ad evidenza pubblica; sull’individuazione dei requisiti per l’ammissione ad un concorso pubblico, che, in quanto scelta discrezionale, va esercitata tenendo conto della professionalità e della preparazione culturale richieste per il posto da ricoprire o per l’incarico da affidare ed è sempre suscettibile di sindacato giurisdizionale sotto i profili di illogicità, arbitrarietà e contraddittorietà;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 58, sulla individuazione del dies a quo da cui far decorrere il termine di prescrizione delle azioni risarcitorie promosse prima dell’entrata in vigore del Codice del Processo Amministrativo; sulla sorte dell’azione risarcitoria proposta in relazione ad eventi di danno verificatesi prima dell’entrata in vigore del Codice del Processo Amministrativo, ma con un ricorso notificato successivamente, seppur entro il termine quinquennale decorrente dalla sentenza di annullamento; sull’onere del soggetto danneggiato di promuovere l’azione risarcitoria autonoma nel termine decadenziale di gg. 120 decorrenti dall’entrata in vigore del D.Lgs. 2 luglio 2010 n. 104 nel rispetto dei parametri di diligenza di cui all’art. 1227 Cod. Civ.; sull’ammissibilità o meno di una domanda giudiziale che rechi la riproposizione di una medesima domanda non espressamente valutata in primo grado dallo stesso Giudice ed, altresì, non fatta oggetto di appello;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 59, sui cc.dd. documenti caratteristici degli ufficiali, sottufficiali e militari di truppa delle Forze Armate, che sono caratterizzati da un’altissima discrezionalità tecnica e, pertanto, sono soggetti al sindacato di legittimità del G.A. solo entro i limiti ristretti della manifesta abnormità, illogicità, discriminatorietà o travisamento dei presupposti di fatto; sulla non configurabilità di un affidamento all’immutabilità dei giudizi valutativi periodici, che hanno natura autonoma ed indipendente, risultando l’attività professionale continuamente suscettibile di mutamenti nel tempo in relazione a fattori o fatti sopravvenuti; sull’onere di puntuale motivazione del superiore gerarchico a sostegno dell’abbassamento di qualifica, qualora il militare abbia riportato quella di “eccellente” e di “superiore alla media” nei precedenti periodi documentati;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 60, sul principio per cui non devono essere assentite da parte della Pubblica Amministrazione competente mere duplicazioni di servizi già esistenti; sulla valutazione delle domande di autorizzazione all’esercizio dell’attività di vendita di tabacchi da parte dell’Amministrazione dei Monopoli che deve avere a riguardo all’interesse pubblico alla tutela della concorrenza e dei consumatori, i quali traggono evidenti benefici dall’esistenza di una rete di vendita capillare ed accessibile, strutturata su oneri e modalità di offerta al pubblico differenziati, nonché all’interesse pubblico alla massimizzazione degli introiti finanziari dell’Amministrazione stessa; sull’interesse a salvaguardare la stabilità della rete di vendita mediante la fissazione di presupposti e limiti che condizionino l’apertura di nuovi punti vendita; sulla natura recessiva di detto interesse rispetto al principio di tutela della libertà di iniziativa economica garantito dall’art. 41 Cost; sul patentino per la vendita di prodotti in monopolio, che deve essere rilasciato a fronte di una valutazione dell’utilità che potrebbe apportare al servizio, per fronteggiare, con un’offerta più comoda, una domanda potenzialmente già presente nella zona di intervento;

 

Tar Umbria, 29 gennaio 2015, n. 62, sull’onere del datore di lavoro di attestare, con idonea documentazione, positiva e specifica, recante data antecedente al 31.12.2011 e proveniente da organismi pubblici, la presenza sul territorio nazionale in modo ininterrotto (almeno dalla suddetta data) dell’asserito lavoratore illegale, ai fini dell’accoglimento dell’istanza di emersione del lavoro irregolare presentata ai sensi dell’art. 5 D.Lgs. 16 luglio 2012 n. 109.

 

si segnala che le sentenze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di gennaio sono: n. 1, n. 2, n. 3 , n. 4, n. 5, n. 6, n. 7, n. 31, n. 32, n. 33, n. 34, n. 35, n. 36, n. 37, n. 38, n. 39, n. 40, n. 41, n. 42, n. 43, n. 44, n. 45, n. 46, n. 47, n. 48, n. 49, n. 50, n. 61, n. 63 e n. 64.

 

si segnala che le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e/o sopravvenuta carenza di interesse sono: n. 8, n. 14, n. 15, n. 16, n. 27, n. 28 e n. 29.

 

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri  9, 18, 19, 24, 57, 58 e 60.

 

per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 dicembre  e il 31 dicembre 2014

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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 febbario  e il 28 febbario 2015

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015

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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.

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