Sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 maggio 2015 e il 31 maggio 2015 (dalla n. 196 alla n. 224)

59) continua la pubblicazione dell'elenco sommario delle decisioni (sentenze e ordinanze collegiali) pronunciate dal Tar Umbria; la pubblicazione, ha cadenza mensile.Dal mese di febbraio 2013 la pubblicazione - alla quale si provvede sulla base di quanto risulta dal "Registro dei Provvedimenti Collegiali" conservato nella Segreteria Generale del Tar, Ufficio pubblicazione - è curata dalla redazione di “Avvocati Amministrativisti in Umbria".

Tar Umbria, 4 maggio 2015, n. 196, sulla sindacabilità in sede di giurisdizione generale di legittimità delle valutazioni espresse dal Comitato di Verifica in materia di mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio per l’ottenimento della pensione privilegiata; sulla natura del Comitato di Verifica sulla causa di servizio (ex Comitato per le pensioni privilegiata) e dei pareri da questi emessi;

 

Tar Umbria, 4 maggio 2015, n. 197, sulla giurisdizione esclusiva del G.A. in materia di non ammissione ad anno scolastico trattandosi di questioni riconducibili alla materia delle attività e prestazioni rese nell’espletamento di pubblici servizi si sensi dell’art. 33 D.Lgs. 80 del 1998 (oggi art. 133, comma 1, lett. c) c.p.a.); sulla necessità ai fini della attivazione di un piano educativo individualizzato riguardante l’alunno affetto da handicap sia prevista la partecipazione e la collaborazione dei genitori nella relativa predisposizione;

 

Tar Umbria, 4 maggio 2015, n. 198, sul giudizio prognostico di pericolosità sociale per l’ordine pubblico effettuato dall’Amministrazione sulla base di considerazioni probabilistiche e su circostanze di fatto assistite da meri elementi di “fumus” ai fini della revoca dell’autorizzazione del porto d’armi; sulla sufficienza della sola denuncia di reato all’autorità giudiziaria per giustificare il giudizio di complessiva inaffidabilità del soggetto munito di porto d’armi in presenza di fatti di reato di estrema gravità (il testo del provvedimento è parzialmente oscurato ai sensi dell'art. 52 del decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali);

 

Tar Umbria, 7 maggio 2015, n. 200, sulla natura meramente ordinatoria del termine indicato dall'organismo di verificazione per la presentazione delle osservazioni di parte alla relazione di verifica; sulle specifiche modalità di calcolo della quota di contributo commisurata agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e della quota di contributo commisurata ai costi di costruzione in relazione alla concessione edilizia per un fabbricato composto da abitazione ed annesso agricolo, ai sensi della legge n. 94/1982 e del D.P.G.R. n. 363/80;

 

Tar Umbria, 12 maggio 2015, n. 202, sulla giurisdizione del G.O. in relazione al rapporto successivo all’assegnazione dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica, che si estende sia alle ipotesi di revoca, decadenza e risoluzione del rapporto stesso, sia alla contestazione del rigetto delle controdeduzioni dell’interessato sul punto;

 

Tar Umbria, 12 maggio 2015, n. 203, sulla necessità che la richiesta di rinvio della trattazione della causa sia motivata da gravi ragioni idonee ad incidere sul diritto di difesa; sull’assenza di un diritto della parte ad ottenere il rinvio della trattazione; sull’applicabilità dell’art. 3 del d.P.R. n. 380/2001, così come modificato dall’art. 30 del d.l. n. 69/2013, agli immobili ricadenti in ambito vincolato, a condizione che la norma fosse entrata in vigore al momento della commissione dell’abuso e della richiesta di sanatoria (doppia conformità); sull’impossibilità di riconoscere l’operatività della c.d. “sanatoria giurisprudenziale”, sia in quanto violativa del principio di legalità di cui all’art. 1 della L. n. 241/1990, in riferimento alla normativa urbanistico-edilizia ed al principio di tipicità degli atti amministrativi, sia perché si limiterebbe la portata deterrente dell’apparato sanzionatorio in siffatta materia, a vantaggio dei soggetti che hanno posto in essere opere abusive;

 

Tar Umbria, 15 maggio 2015, n. 209, sulla natura autonomamente lesiva del provvedimento di sottoposizione alla procedura di verifica di assoggettabilità a V.A.S. e sulla conseguente autonoma impugnabilità dello stesso; sulla necessità che, in presenza di una determinazione negativa dell’autorità preposta in ordine alla sottoposizione alla procedura di verifica di assoggettabilità a V.A.S., la stessa motivi puntualmente e adeguatamente la successiva decisione di sottoporre il progetto medesimo a verifica; sulla non sufficienza, in tale ipotesi, del mero richiamo al parere espresso dalla Soprintendenza per i beni archeologici, a sua volta privo di puntuali indicazioni circa gli elementi posti a sostegno del primo provvedimento negativo dell’autorità preposta alla V.A.S.;

 

Tar Umbria, 15 maggio 2015, n. 210, sulla sussistenza del potere del Presidente del Tribunale di operare il trasferimento delle controversie del proprio ufficio ad altra sede giudiziaria in quanto attività meramente esecutiva del D. Lgs. n. 155/2012, che ha superato il vaglio di costituzionalità in forza della sentenza n. 237/2013 della Corte Costituzionale.;

 

Tar Umbria, 15 maggio 2015, n. 211, sulla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo rispetto alle controversie aventi ad oggetto la contestazione degli oneri di urbanizzazione ex art. 133, lett. f), cod. proc. amm.; sulla carenza di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo rispetto alle controversie aventi ad oggetto il semplice conguaglio delle somme dovute in forza della convenzione tra Comune e cooperativa edilizia a titolo di costi di acquisizione delle aree e per le opere di urbanizzazione primaria, essendosi esaurita la fase di accertamento del debito contributivo propria della cognizione del giudice amministrativo;

 

Tar Umbria, 15 maggio 2015 n. 212, sull’impugnabilità in via autonoma di un provvedimento di proroga fondata su censure che non coinvolgono l’atto prorogato; sull’effetto ripristinatorio del giudicato di annullamento e sugli effetti indiretti connessi al giudicato; sulla necessità di verifica della sussistenza di rapporto di presupposizione tra l’atto annullato in forza di sentenza passata in giudicato ed il provvedimento di proroga gravato in via autonoma: sulla necessità, ove tale rapporto di presupposizione sia stato escluso, di valutare comunque l’oggetto della proroga alla luce della nuova situazione in diritto conseguente alla formazione del giudicato.

 

Tar Umbria, 15 maggio 2015 n. 215, sui presupposti per la declaratoria della cessazione della materia del contendere o dell’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse; sui presupposti per l’esercizio del potere di ordinanza contingibile ed urgente in caso di superamento dei limiti differenziali vigenti in materia di immissioni sonore; sulla legittimità delle ordinanze contingibile ed urgenti in caso di superamento dei limiti differenziali (ed indipendentemente dal superamento di quelli assoluti) laddove sia stato approvato il piano di zonizzazione acustica; sull’insussistenza dell’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento diretto all’accertamento del livello delle immissioni sonore in quanto connesso ad una situazione di necessità ed urgenza diretta al soddisfacimento di un interesse pubblico; sulla non applicabilità del preavviso di rigetto rivolto alle valutazioni tecniche, poi recepite nell’ordinanza contingibile ed urgente, in materia di livello delle immissione sonore in quanto connesse ad un procedimento avviato d’ufficio e non ad istanza di parte.

 

Tar Umbria, 18 maggio 2015, n. 218 (ordinanza), sull’esigenza di previsione di termini certi e perentori per l’avvio e l’estinzione di procedimenti disciplinari; sulla rilevanza della questione di legittimità costituzionale che non è esclusa dalla natura cautelare del giudizio nell’ambito del quale viene sollevata, dal momento che la potestas iudicandi non può ritenersi esaurita quando la concessione della misura cautelare è fondata, quanto al fumus boni iuris, sulla non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale, dovendosi in tal caso la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato ritenere di carattere provvisorio e temporaneo fino alla ripresa del giudizio cautelare dopo l’incidente; sull’inammissibilità di questioni di costituzionalità aventi ad oggetto la richiesta di una pronuncia additiva dai contenuti indefiniti e non costituzionalmente obbligati, non spettando alla Corte, ma al Legislatore il compito di stabilire disposizioni normative di carattere transitorio;  sull’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione disciplinare e sul principio, proprio dell’ordinamento interno e della CEDU, che prevede l’immediatezza della contestazione degli addebiti e l’esercizio del potere punitivo entro termini prefissati e ragionevoli; sul rapporto tra disciplina sovranazionale CEDU e diritto interno secondo cui il Giudice deve interpretare la norma interna in modo conforme alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, entro il limiti nei quali ciò sia permesso dai testi delle norme e, qualora ciò non sia possibile - ovvero nel caso si dubiti della compatibilità della norma interna con la disposizione convenzionale “interposta” -, non può disapplicare la norma stessa, ma deve investire la Corte Costituzionale della relativa questione di legittimità rispetto al parametro di cui all’art. 117, comma 1 Cost.; sull’estensibilità del diritto ad un processo equo di cui all’art. 6, par. 1 CEDU anche ai procedimenti sanzionatori di natura afflittiva; sull’inesistenza nell’ordinamento interno dell’ultrattività della normativa previgente abrogata (solleva questione di legittimità costituzionale nei confronti dell’art. 10, L. 30 dicembre 2010, n. 240 c. d. Decreto Gelmini, in relazione agli artt. 3, 27, 97, 111, 117, comma 1 Cost. nella parte in cui non prevede una disciplina transitoria nelle more della costituzione dei nuovi organi disciplinari accademici, motivando, con riferimento a ciascuna norma invocata, in ordine alla sua non manifesta infondatezza);

 

Tar Umbria, 29 maggio 2015, n. 219, sul valore del riferimento, contenuto nel disciplinare di gara, all’iscrizione alla Camera di Commercio per attività coincidente con quella richiesta nel contratto di concessione che deve essere inteso come riferito all’attività complessivamente oggetto della concessione (attività di assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico negli istituti e luoghi della cultura), cui possono applicarsi i criteri orientatori della concessione di servizi mista e non già alla mera attività di ristorazione; sull’applicabilità parziale dell’art. 84 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 alle procedure relative alla concessione di servizi, salvo il rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione e parità di trattamento ai sensi dell’art. 30, comma 3 del Codice; sulla mancata indicazione in ciascun verbale delle operazioni finalizzate alla custodia dei plichi che non può tradursi automaticamente in effetto viziante della procedura comparativa; sul principio di conservazione dei valori giuridici che porta ad escludere che l’atto deliberativo possa essere viziato per incompletezza dall’atto descrittivo delle operazioni materiali ad esso preordinate, salvo per i casi in cui puntuali regole dettate dalla P.A. indichino il contenuto essenziale del verbale; sul principio di continuità e concentrazione delle operazioni di gara che, avendo valore tendenziale, va parametrato al numero delle offerte da giudicare e/o alla complessità delle valutazioni da svolgere (motiva in fatto sulla ragionevolezza della valutazione dell’offerta tecnica dell’aggiudicataria operata dalla P.A.);

 

le sentenze e ordinanze relative a giudizi di ottemperanza a seguito di decreto della Corte di appello in materia di Equa Riparazione nel mese di aprile sono le seguenti: n. 204, n. 205, n. 206, n. 207, n. 208, n. 220, n. 221, n. 222, n. 223 e n. 224.

 

le sentenze di improcedibilità per cessata materia del contendere e sopravvenuta carenza di interesse sono le seguenti: n. 201, n. 214, n. 216, n. 217;

 

nel mese di aprile è stato pubblicato il decreto collegiale n. 199.

si segnalano per la rilevanza ovvero per la novità delle questioni trattate le decisioni numeri 203, 209, 212, 215, 218 e 219
 
per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 aprile  e il 30 aprile 2015
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per il sommario delle decisioni pubblicate tra il 1 giugno e il 30 giugno 2015

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per gli elenchi delle decisioni degli anni 2010 - 2011 - 2012 - 2013 – 2014 - 2015
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per reperire le decisioni nel sito istituzionale della g.a.
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